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Recensione Fujinon Tecno Stabi TS-L 2040
Ho questo binocolo dallo scorso novembre, dopo averlo usato per qualche mese ho deciso di mettere insieme le varie considerazioni fatte fino ad ora.
Si tratta di un binocolo stabilizzato da 20 ingrandimenti e obiettivi da 40 mm di diametro, monta un sistema di stabilizzazione brevettato da Kamakura dove direttamente i prismi (a tetto) sono montati su una "gimbal" e "pilotati" da propria elettronica e algoritmi.
Tale sistema di stabilizzazione è utilizzato da diversi brand quali Vixen, Alpen, Kite, Sig Sauer, oltre a Fuji (e qualche altro che sicuramente ho dimenticato), permettendo di aumentare di moltissimo la scelta tra gli stabilizzati; infatti oltre la stessa Fuji, prima la scelta era limitata a Canon e Zeiss (con il suo costosissimo 20x60 "meccanico").
Visto l'investimento (per me) non indifferente e volendo essere sicuro della "vestibilità" del binocolo che mi accingevo a prendere, vado direttamente da Lucchini di Domodossola, un venditore vecchio stile che la roba la ha in casa (ha un magazzino sterminato), così da poterli provare direttamente (e approfittare per incontrare anche amici e colleghi appassionati).
Scelta tra i contendenti
Premetto che non è stata una scelta facile, in teoria i contendenti erano solo l'Alpen 20x42 e il Fuji 20x40, poi però Lucchini (gli avevo chiesto come prova anche altri formati vicino ai 20X) mi tira fuori il Kite 18x50 e... caz...pito! :shock:
Depenno subito il l'Alpen, che intendiamoci ha delle buone ottiche (un po al disotto del fuji e del kite), è il più leggero ed economico del lotto, ha un'ottima stabilizzazione per il panning confrontabile con quella degli altri due binocoli, mentre della stabilizzazione di "secondo livello" o "target" (quella per l'osservazione a punto fisso), trovo abba più "contro" che "pro", per funzionare bene devi essere veramente stabile e fermo, ma al primo movimento la regolazione della stabilizzazione è talmente percepibile (è lenta nel riprendere la "posizione") che fa quasi venire il mal di mare, insomma non mi piace; ma il motivo principale che me lo ha fatto accantonare è che non mi "veste" bene, soprattutto la posizione del porta-batteria lo rende (per me) scomodissimo da impugnare, ho provato ad impugnarlo anteriormente più verso gli obiettivi, ma (in ottica aerowatching) in posizione vicino alla verticale, premeva troppo sulle arcate sopraciliari, risultando più che scomodo direi affaticante.
Come dicevo, appena inforcato il Kite, mi stavo portando via quello! Abbastanza ingombrante, pesa circa 60 g in più del Fuji, ma veramente comodo sia nella presa che nell'inforcamento, luminoso (sono 50 mm con una P.U. di quasi 2,8 mm) mi dava la stessa sensazione di comodità del canoncino (il 10x30 IS II), ottime ottiche, puntato su un traliccio su sfondo bianco (giornata uggiosa con pioggerellina persistente) ha sfoggiato un ottimo contenimento della cromatica (visibile solo dal 65° del campo in poi) una ottima definizione al centro e un campo quasi totalmente piano, inoltre la manopola di focheggiatura è un po più centrale rispetto a quella del fuji, quindi più comoda e come gli altri ha 66/67° di campo e una eccellente stabilizzazione.
Quindi perché ho scelto il Fuji? Il fatto è che il difetto principale del Kite è che ha "solo" 18X, il Fuji ha anche lui i suoi bei 68° di campo (sempre secondo la formula classica), delle ottiche più che buone (anche lui ottima definizione al centro) e quello col miglior controllo del cromatismo tra quelli provati (sul solito traliccio, si è reso visibile dopo il 75% del campo) ma bisogna fare la tara sul fatto che è molto meno luminoso del Kite (P.U. di 2,8 mm vs 2 mm) e forse è per questo che il cromatismo è meno evidente, perfettamente spianato fino al 90° del campo, oltre lascia qualcosina.
La vestibilità è ottima, comodo da tenere in mano (ha la furbissima fibbia a una mano sola) e la stabilizzazione trovo che sia tra le migliori nel panning lento (tipico dell'inseguimento dei velivoli lontani), a differenza del canoncino non ha microsfocature (la stabilizzazione riesce a stare dietro al movimento), poco effetto "mal di mare" in caso di movimenti inconsulti e prontezza nel ristabilire il "fermo immagine", se contate che fa tutto ciò con 20X trovo sia un'ottima performance.
Ma la scelta finale è stata fatta dopo la "prova ragnatela", ho confrontato su una ragnatela appena imperlata dall'umidità sotto la gronda di una casa e semplicemnte i 2X di differenza... hanno fatto la differenza. :biggrin: Molto semplicemente con i 18X del Kite avevo difficoltà a "risolvere" la trama centrale della ragnatela (quella più fitta), col Fuji ci riuscivo; giusto per fare un parallelo astrofilesco, ci passa la differenza tra lo "sgranare" un globulare fino al centro e il non riuscirci.
Ho fatto un'ulteriore prova osservando del muschio tra due tavole di ardesia del tetto della casa di fronte e benché, l'immagine del kite fosse più luminosa e satura, la struttra a "cavolfiore" del muschio era più "presente" nel fuji.
Ultima cosa, il Fuji è esteticamente il più bello dei tre, decisamente. :)
Se il Kite avesse avuto 20x me lo sarei portato via subito senza fare tutte queste prove; se a qualcuno interessasse uno stabilizzato "potente" senza avere necessità specifiche come le mie, trovo che questo sarebbe un bellissimo tuttofare e dimenticavo, a differenza degli altri ha (cosa secondo me intelligentissima) inferiormente un bell'attacco da ¼" per posizionarlo su stativo.
Una cosa che devo fare è farmi un tappo copriobiettivi o rendere usabile il suo tappo anteriore, così com'è fa schifo, essendo in gomma morbida e dalla forma particolare, si fissa con MOLTA difficoltà agli obiettivi, per inserirli correttamente devi avere una superficie piana dove "premere" il binocolo sul tappo, altrimenti non si fissa a dovere; quindi come già scritto, farò qualcosa di simile al tappo copriobiettivi del canoncino o più semplicemente incollerò il suo tappo originale (con del silicone trasparente, in modo che sia reversibile) su un pezzo di plastica dura che ho già (devo solo tagliarla della giusta forma).
Consiglio caldamente Fujinon di implementare un tappo copriottiche in plastica rigida, con le sole "pareti" che si inseriscono nell'incavo degli obiettivi gommate.
Il giorno dell'acquisto il meteo è stato fetente (ovviamente), il giorno successivo in serata la nuvolaglia si è aperta un pochino e mi ha permesso di seguire un paio di avvicinamenti a Malpensa prima che scurisse troppo (decisamente non è un binocolo crepuscolare), in questo ambito il Fuji è tanta roba, non solo si riconosce il modello base del velivolo (es. B777, A320, ecc) ma anche la variante (es. B777-300ER, A320-200, ecc), così come riesco con il WO 22x70 su stativo, ad esempio col nikon 16x50 (su monopiede) ho difficoltà a riconoscere la variante di un certo modello.
Verifica dei dati dichiarati dalla casa
Come faccio sempre ho misurato i dati di targa del fuji:
- Diametro lenti - 40 mm ► dichiarato - 40 mm;
- Ingrandimento - 19,88X ±0,15X ► dichiarato - 20X;
- Campo reale - 3,38°±0,05° ► dichiarato - 3,4°;
- Estrazione pupillare utile - 14,65 mm ±0,25 mm ► dichiarato - 15,4 mm;
- Peso senza tappi e batterie (ma con laccetto laterale) - 861 g ► dichiarato - 853 g;
- Non ho fatto la prova di immersione. :sneaky:
Binocolo montato su stativo da cui ho ripreso le immagini con l'adattatore per cellofono, poi date in pasto al mio sw per le ortofoto che ha fatto i calcoli per me.
Allegato 56064 Allegato 56065
Due immagini per un veloce confronto.
Allegato 56066 Allegato 56067
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Re: Recensione Fujinon Tecno Stabi TS-L 2040
Osservazione del 22/11/2025
Questo fine settimana sono andato in baita e nella notte tra sabato e domenica ho trovato un bel cielo terso tipicamente invernale (mag allo zenit circa 6,3), lo spicchio di cielo libero che ho a disposizione (sono su un costone roccioso che si affaccia ad est-sud-est) va da azimut 60° a circa 220°con i primi 20/22° d'orizzonte preclusi dalle montagne.
Intorno alle 21:00 apparecchio il Dobson, ma per una prova sul cielo mi sono portato anche il Fuji, quindi inizio con lui intanto che il dob vada perfettamente in temperatura, punto un relativamente basso Saturno a sud-ovest, a 20x si percepisce solo il disco (gli anelli sono troppo "stretti" di loro si vede solo una linea luminosa) percepisco un po a fatica un lontano Giapeto ad ovest del pianeta e molto meglio Dione ad est a circa tre diametri, non vedo Titano*. Il Fuji confermo che al centro del campo è davvero molto ben definito, luce diffusa minima, tanto che nonostante la vicinanza al pianeta, Dione lo osservavo con discreta facilità.
Passo al deep, per vedere la qualità del campo punto le Iadi cercando di tenere fuori Aldebaran (che "spara" troppo), il campo non è perfettamente piano, dall'85% le stelle cominciano ad ingrossarsi (non molto ma si percepisce la differenza), però almeno fino al 95% del campo sono comunque belle tonde (e comunque davvero belle belle dal centro al 75% del campo), infatti focheggiando al bordo tornano dei bei puntini, nell'ultimo 5% comincia un po di "insalata" con una certa difficoltà a metterle a fuoco (non sembra astigmatismo, forse più un po di coma).
Fatta questa prova punto le vicine Pleiadi, un vero godimento, in questa serata si sfora agevolmente l'11ª magnitudine col Fuji, ma tutto il bello (per un binocolo di soli 40 mm e una P.U. di 2 mm) per fortuna è dalle parti dello zenit, vado subito su un'altissima M31, molto bella sotto questo cielo, si percepisce agevolmente il bulge ben luminoso che degrada abbastanza regolarmente verso l'esterno, non vedo la sua totale estensione ma comunque la galassia mi riempe almeno la meta dei 3,4° di campo, non mi pare di scorgere M110 ne M32, però M33 mi è parsa di percepirla in distolta (ma è veramente difficile).
Comunque un robino del genere non è per galassie e nebulose (tranne i soliti due o tre "scenografici"), quindi vado su Cassiopea e su tutto il ben di dio che offre per un binocolo, inizio dal doppio nel Perseo, inutile descriverlo guardatevi una foto, col cielo così pulito i colori delle stelle erano davvero ben percepibili, con un bello stacco tra quelle bianche, bianco-crema, e quelle cinque o sei arancio-rosate; poi mi giro tutta Cassiopea contando gli ammassi e ammassucoli che riuscivo a percepire.
Menzione speciale per Mel20, un ammasso aperto molto esteso (anche se relativamente povero di stelle) intorno a Mirfak con delle belle stelle bianco-azzurre che riempono tutto il campo del binocolo.
Scendo fino ad Auriga per cercare i suoi ammassi, M36 ed M38 (insieme a NGC1907) rientrano tutti nel campo del binocolo, del primo (generalmente più luminoso) si distinguono abbastanza bene le componenti più luminose, del secondo (più esteso, più ricco ma con stelle deboli) si nota di più la condensazione luminosa, a completare il quadretto NGC1907 di cui si risolvono un paio di stelle, ma si intuisce bene la condensazione luminosa.
Sono abbondantemente passate le 21:30 passo al Dobson... ;)
Verso fine serata poco dopo l'1:30 Orione è salita abbastanza oltre le cime montuose, riabbranco il Fuji, i suoi 3,4° contengono abbondantemente tutta la "spada" da NGC1981 a nord fino a NGC1980 a sud; M42 è ben visibile e luminosa anche con 2 mm di P.U. con un accenno delle "ali", del trapezio due facili, la terza difficile, la quarta "forse" (come detto il seeing da me è abbastanza fetente e stelle in teoria "raggiungibili" possono invece risultare ostiche, in base alle condizioni del momento).
Piego nelle vicinanze a vado sulla Rosetta, non certo per vedere la nebulosa ma l'ammasso al suo interno, anche qui bel quadretto, perché nel campo intorno alla Rosetta (o meglio a NGC2244) troviamo vari ammassi relativamente poveri (CR97, 104, 106, 107 e NGC2252) che insieme danno un effetto "nebuloso" che ti farebbe dubitare quanto stai vedendo degli ammassi e quanto della Rosetta (io naturalmente so che di questa con 40 mm non si vede una mazza :rolleyes:).
Concludo col sempre bellissimo Presepe che si è alzato abbstanza per far percepire il colore delle sue componenti e che occupa quasi metà del campo del binocolo e poi Giove (anche lui nel frattempo ha superato le cime montuose), disco facile forse si percepisce la SEB e un bel quadretto pressocchè simmetrico delle lune, ad est del pianeta Ganimede a circa 5 diametri ed Europa a mezzo diametro, ad ovest del pianeta sempre a mezzo diametro Io e a circa sei diametri Callisto.
Siamo abbondantemente sottozero, scarrello il Dobson nel box e rientro a farmi una tisana calda. :angel:
Conclusioni "astronomiche"; premetto che tutte queste osservazioni le ho fatte a mano con stabilizzazione attiva, otticamente è più che soddisfacente, sul cielo il cromatismo non esiste, vale quanto descritto precedentemente su dettaglio e qualità generale del campo, mi ha comunque sorpreso la trasparenza, vero che il cielo era particolarmente terso e buio, ma non pensavo di sforare la mag 11 con un 40 mm. La stabilizzazione è veramente ottima, mai dato problemi nemmeno con puntamenti pressocchè allo zeniti, mai dato problemi di microsfocato come fa ad esempio il canoncino e la stabilizzazione è abbastanza reattiva a "riprendere l'immagine" quando "cedono" le braccia, senza quell'effetto mal di mare che ad esempio dava l'Alpen con la stabilizzazione in modalità "target". Il laccetto laterale è una manosanta per l'uso con i guanti (hai la sicurezza che il binocolo non ti scappi di mano).
Mi manca ancora di provarlo sulla Luna, sarà cosa per i prossimi giorni.
(*): visto che è impossibile non vedere Titano, mi è venuto un dubbio... vado al Dobson metto sù il 9 mm e (nonostante il seeing sempre scarso che c'è da me) becco subito Titano che si staglia sul disco di Saturno, ho provato anche il 7,5 ma l'immagine si rompeva, molto meglio col 12,5 mm (dopo che si sapeva dove cercare Titano).
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Re: Recensione Fujinon Tecno Stabi TS-L 2040
Osservazione del 29/11/2025
Ieri gran bella serata, cielo terso e le preventivate velature si sono fatte vedere (in maniera comunque leggera) solo dopo le 23:30.
Apparecchio il "binato" per confrontare il Fuji con i miei due binocoloni, uno per il confronto a (quasi) parità d'ingrandimento (il William Optic) e l'altro per il confronto a parità di P.U. (il "Doc").
Allegato 56070
Il confronto si è svolto quasi esclusivamente sulla Luna (con puntatina finale sul vicino Saturno in congiunzione), ho atteso le 18:30 così da fare le osservazioni con i target belli alti dalle parti del meridiano.
Ho apparecchiato il WO 22x70 (3° di campo), il "Doc" 40x80 (2,1° di campo) e ovviamente il Fuji 20x40 (3,4° di campo), più che altro mi interessava fare un confronto in "alta risoluzione" (:thinking:) con target di alto contrasto; i primi due montati, il terzo sia montato che a mano con stabilizzazione attiva.
Come detto, il confronto col 22x70 verteva sul cosa si può scorgere a parità di ingrandimento ma con diversa P.U. (3,2 vs 2 mm), mentre col "Doc" siamo a parità di P.U. e il confronto (visto che siamo con entrambi all'ingrandimento risolvente) verte su cosa si vede a parità di luminosità ma ad ingrandimento doppio/dimezzato.
Allegato 56071
Ovviamente mi concentro sul terminatore e sue vicinanze, parto da nord con Plato, nessun craterino sul fondo :mrgreen: ma mi interessava osservare lo stacco tra il bordo est in ombra e quello ovest in piena luce, il WO rispetto al Fuji mostra i suoi 70 mm non con una maggiore luminosità (la Luna di luce ne ha a vagonate) ma con un percepibile maggior contrasto, infatti il fondo del cratere nelle zone vicine alla parete illuminata e in quelle in ombra nel Fuji mostra dei gradienti dovuti ai contrasti di luce, mentre nel WO è una singola tonalità nonostante la differenza di illuminazione (questo indica un trasferimento dei contrasti molto efficiente), si nota ovviamente anche la maggior risoluzione pura del 70 mm mostrando un accenno di dentellatura nelle ombre del bordo del cratere che si proiettano sul fondo.
Il "Doc" invece sembra proprio più luminoso rispetto al Fuji nonostante la parità di P.U. anche qui nessun gradiente in prossimità delle zone in luce e in ombra, ma i 40x mostrano le frastagliature che sul piccolo 20x non compaiono.
Scendo verso gli Appennini, struttura molto più facile da "risolvere" per lo stabilizzato, infatti le parti principali come i mons Bradley, Huygens e Ampere vengono "riconosciuti" senza particolari problemi, il WO in virtù del maggior contrasto però ad esempio mostra "l'interruzione" a sud della catena tra Wallace e Wolff, mentre i 40x mostrano che tale interruzione è l'ingresso di una vallata.
Passaggio sul bellissimo Eratosthenes, il Fuji mostra senza problemi il passaggio delle sue pareti dall'ombra alla luce, oltre ad un accenno del picco centrale (con la sua sommità illuminata), il WO in più mostra un accenno del terrazzamento sulla parete interna illuminata e più definito il picco centrale, il "Doc" rende quel terrazzamento riconoscibile come anche il versante illuminato del picco centrale. Arrivo su Copernicus, un vero spettacolo, rispetto ad Eratosthenes è tutto più facile, anche per il Fuji che mostra il primo terrazzamento sulla parete illuminata, il WO ne mostra due, mentre il "Doc" mostra dei cambi di luce dui terrazzamenti del lato in ombra (i "per" sulla Luna fanno tanto).
Passo su Reinhold, il quale essendo molto prossimo al terminatore ha ombre più allungate e più facilmente leggibili, i 40 mm del Fuji non permettono però di vedere nulla più di un accenno di dentellatura sulle ombre che si proiettano sul fondo del cratere, mentre sul WO si scorge un accenno dei terrazzamenti, sul "Doc" questi diventano più definiti e si scorge la punta luminosa del piccolo picco centrale. Concludo proprio sul terminatore con Lansberg, i contrasti sono abbastanza bassi nel Fuji, si scorge solo la "virgola" illuminata del versante interno contro Sole, il WO rende meglio i contrasti mostrando anche il versante esterno ad es illuminato, qui per l'ennesima volta i 40x fanno la differenza, cominciando a mostrare la struttura del cratere.
Prova del 9 su Rupes Recta (dopo essersi goduto il trittico Ptolemaeus-Alphonsus-Arzachel), il Fuji semplicemente non la vede, lo monto sulla Manfrotto 502 e forse la percepisco (o la immagino?) e questo mi dice che la stabilizzazione per quanto ottima non può sostituire uno stativo. :think: Col WO si vede e basta, col "Doc" si vede meglio. Ricordo che i binocoli sono stabilizzati termicamente (erano apparecchiati dal prima del tramonto) e il seeing della serata è stato stabilmente sull'Antoniadi II (in serata col Ciotto sulla Luna sono riuscito ad utilizzare utilmente anche il GO6 mm), quindi il non vederla col Fuji è dovuto ai limiti del binocolo o ai limiti dell'osservatore (o entrambe le cose), non ai limiti della serata.
Tra una cosa e l'altra la Luna aveva passato il meridiano (erano le 19:30), mi godo la zona di Clavius, passando da un bino all'altro, uso proprio Clavius per fare la prova "crateri sul fondo di..." :mrgreen: col Fuji riesco a scorgere abbastanza facilmente Porter, meno facilmente Rutherfurd, con difficoltà Clavius D, mentre col WO spunto anche Clavius C, col "Doc" metto nel paniere anche Clavius N e J oltre a L e K sui bordi del principale.
Concludo col vicino Saturno e qui mi accorgo di una cosa, il Fuji in certe condizioni fatica a controllare i riflessi. Il Pianeta è a circa 3° dalla Luna e il campo del 20x40 riesce ad inquadrarli entrambi ai due bordi opposti del campo, qui ben pochi riflessi, bel quadretto, ma visto che proprio i bordi non sono proprio perfetti, decido di centrare Saturno e appena la Luna esce dall'inquadratura partono dei molesti "flare", tanto che per ridurli devo osservare il pianeta portandolo al 50/60% del campo (in direzione della Luna) per "allontanare" il più possibile il nostro satellite.
Risolto ciò lo stabilizzato mostra un bel dischetto del pianeta con le due fini lineette degli anelli, sono riuscito a percepire Titano (ad ovest del pianeta a circa quattro diametri) solo col binocolo montato sulla 502, poi sapendo dov'era l'ho visto anche a mano con la stabilizzazione, ma appariva e scompariva; il WO ovviamente mi restituiva un disco più saturo la linea degli anelli ben definita e Titano facile facile infine col "Doc" comparivano anche Teti ad est del pianeta e Dione ad ovest entrambi a circa due diametri.
Il Fuji di giorno non ha simili problemi di riflessi, anche al tramonto (quando ad esempio punto Malpensa verso ovest) e col Sole a 4 o 5° fuori campo i riflessi sono abbastanza limitati, aumentano quando si scende intorno ai 3° ma nulla di confrontabile a quanto visto con la Luna in questa occasione.
Non centrano nulla con quello che si vede in visuale, ma allego tre immagini scattate col cellofono attraverso i tre binocoli, nell'ordine 20x40, 22x70 e 40x80 come si vede, nemmeno elaborate (a parte le regolazioni automatiche del cellofono).
Allegato 56072 Allegato 56073 Allegato 56074
Smonto tutta la binocolaglia e apparecchio l'EQ5 con su il Ciotto munito di paraluce "decathlon", vado a cena, poi parto con Saturno, poi Giove con l'uscita di Callisto dal bordo del pianeta alle 21:50, il transito dell'ombra di Io dalle 22:55 circa (uscita all'1:10 circa) e quello della luna stessa intorno alle 23:50 e dopo l'uscita di Io poco dopo le 2:00, smonto, poi tisana, poi letto. :)
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Re: Recensione Fujinon Tecno Stabi TS-L 2040
Verifica sulla questione riflessi
Nei giorni successivi ho indagato questo problema dei "flare" descritti nel confronto qui sopra.
Ho fatto altre prove notando che il problema si ripropone solo su sorgenti luminose relativamente forti e compatte, come ad esempio le alogene dei capannoni industriali o dei campi sportivi, di quelle che "sparano" ad alzo zero o quasi (putroppo ho l'esempio del centro sportivo che ho a qualche km da casa :disgusted: ), che si trovano dai 2 ai 6° fuori dal campo del binocolo, mentre quando sono appena appena fuori campo tali riflessi sono molto attenuati, mentre appena sono più "lontani" dei circa 6° invece si smorzano proprio. Curiosamente questo effetto è molto più pronunciato quando la sorgente luminosa è in alto o in basso (ore 6 e ore 12), mentre quando sono laterali (ore 3 e ore 9) è molto molto inferiore, ben sotto la soglia del "fastidio".
Il pattern dei riflessi è anche diverso tra quelli originati ad ore 6 rispetto a quelli a ore 12. Quello originato da ore 6 è più "corposo" riempendo un po più uniformemente il campo, mentre i riflessi di ore 12 sono i classici semicerchi, cosa probabilmente dovuta all'assenza della "bafflatura" dei tubi portaobiettivi.
Per fare una "mappatura" spannometrica, diciamo che i riflessi sono "fastidiosi" (ovviamente sempre in relazione alla sorgente luminosa) quando la sorgente è compresa tra ore 11 e l'1 e ore 5 e 7; mentre quando comprese tra le ore 2 e 4 e le ore 8 e 10 sono invece ben controllate e benchè visibili non fastidiose, mentre nelle posizioni intermedie (ore 1 e 2, 4 e 5, 7 e 8, 10 e 11) anche l'effetto è pronunciato ma ancora sotto la soglia del fastidio; come detto, tutto ciò per le sorgenti che si trovano tra i 2 e i 6° fuori dal campo del binocolo e quando i contrasti sono particolarmente alti (sostanzialmente forte sorgente luminosa su cielo buio).
Ora, il coating degli obiettivi mi sembra efficiente (fatta la prova col classico laser verde), l'effetto si presenta sia con stabilizzazione accesa che spenta,con la prova fatta con ì il laser verde, questo pare appena più visibile al passaggio nei prismi (non il raggio nella sua interezza, ma il passaggio sulle superfici) rispetto all'effetto dato sugli obiettivi.
Possibile che sia a causa dei riflessi sullo chassis della gimbal dello stabilizzatore? Vista la limitatezza del range angolare in cui si presentano tali riflessi, penso sarebbe una ipotesi plausibile.
In definitiva niente panico, anche qui parliamo di condizioni particolari, ovvero sorgente luminosa compatta, forte e in condizioni di alto contrasto (appunto Luna di notte, simil-lampade da stadio di centri sportivi, capannoni industriali sempre di notte e cose similari) e in posizioni di tali sorgenti abbastanza precise (relativamente al campo del binocolo). Di giorno (e anche all'imbrunire) il problema non si è mai presentato, nemmeno con le carlighe dei velivoli illuminate dal basso dal Sole al tramonto (alcune livree hanno le "pance" che sono in finitura metallica e "sparaflesciano" in maniera non indifferente), quindi nulla di lontanamente generalizzato.
Io stesso se non vi fosse stata la congiunzione Luna-Saturno (casualmente proprio con quella separazione e posizione tra i due corpi), probabilmente non me ne sarei accorto; infatti quando la Luna è nel campo non ci sono riflessi come anche quando e fuori dal campo di più di quei famosi (circa) 6°.
Ultime considerazioni
In definitiva (come si sarà capito) il binocolo mi piace, la stabilizzazione è una gran cosa per i binocoli usati a mano, già il canoncino (10x30 IS II) è il mio "all purpose" che ha preso il posto degli universali 10x50 e/o 8x42, è leggero, relativamente compatto e discretamente ergonomico (se si eccettua la rotella del focheggiatore troppo avanzata), rispetto agli altri che ho provato ha decisamente finiture più di qualità e otticamente è perfettamente a livello dei Canon (campo piano compreso), prima gli "altri" vantavano una stabilizzazione migliore ma un'ottica peggiore di quest'ultimi, ma ora li hanno raggiunti anche otticamente (secondo me), vale tutti i soldi spesi.
Mi sono già attrezzato con una mini-valigetta che contenga entrambi i miei stabilizzati, quando sarà necessario portarsi un setup ultra minimale, solo il 10x30 e il 20x40, niente altro. :cool:
Ultima cosa, come già scritto, il tappo copriobiettivi costituisce un attentato alla sanità mentale dell'utilizzatore del binocolo, quindi l'ho modificato rendendolo rigido.
Essendo un pezzo di gomma morbida, trovo veramente difficoltoso inserirlo "in sicurezza" nelle sedi dei due obiettivi, quindi ho ritagliato un pezzo di plastica dura (tipo plexiglass) con la forma del tappo e con del silicone l'ho incollati insieme, rendendo il tutto rigido, così si riesce ad applicare la giusta pressione per bloccare il tappo in sede.
Essendo normale silicone, il tutto è reversibile, basta staccare a forza i due elementi ed asportare la pellicola di silicone dal tappo (eventualmente con un panno e dell'alcol denaturato).
Allegato 56075
La recensione è virata per ovvi motivi sull'osservazione del cielo, ho evitato sostanzialmente tutta la parte riguardante l'osservazione del paesaggio, del birdwatching e soprattutto dell'aerowatching (principale motivo per cui ho preso questo binocolo), per non scrivere la Divina Commedia e per non tediarvi con cose che esulano dall'interesse di questo forum.