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Filtri nebulari
Nelle osservazioni deep-sky da zone inquinate dalle luci, un grosso aiuto può darlo l'utilizzo dei filtri nebulari che sono dei filtri che si avvitano sugli oculari (da 31,8 o da 50,8) che bloccano lunghezze d'onda indesiderate come ad es. quelle di certi tipi di lampade lasciando passare invece le lunghezze d'onda in cui emettono le nebulose ossia le righe dell'OIII e H-beta (l'H-alfa, utilissimo in astrofotografia, non serve per il visuale) .
Per le galassie, mi dispiace, ma non esiste un filtro miracoloso, serve solo il cielo più buio possibile (e anche buon seeing se si vuole salire con gli ingrandimenti)
Per le nebulose brillanti e le planetarie invece questi filtri aiutano parecchio anche se negli ultimi anni l'arrivo delle lampade a led ha un po' scombussolato i piani mentre le cose andavano meglio quando c'erano le lampade al sodio a bassa pressione.
Senza andare per le lunghe (sto scrivendo al momento ) le differenze sono :
filtri a larga banda : ci sono varie sigle forse il più famoso è l' UHC-E , un altro era il deep-sky della Lumicon . A mio parere servono a poco, forse qualche nebulosa a riflessione si vede leggermente meglio mentre il guadagno sulle principali nebulose è modesto.
filtri UHC: sono filtri a banda stretta che racchiude le righe dell'OIII e dell'H-beta. Ottima resa sulle nebulose.
filtri OIII (Ossigeno terzo): sono filtri a banda strettissima (anche sotto i 10 nm) che isolano solo le righe dell'OIII appunto. Ottima resa sulle nebulose e anche sulle planetarie, ad es. è il filtro per la Helix , ngc 7293.
Un vecchio articolo che bisognerebbe verificare se ancora valido (per il discorso delle lampade a led) è il seguente :
https://www.prairieastronomyclub.org...ommon-nebulae/
il primo filtro, un OIII Lumicon, lo comprai circa 30 anni fa, appena usciti, e allora mi fece veramente vedere le nebulose da casa , vedere nel senso di apparire "magicamente" , mi ricordo la Velo o M97 ( che senza filtro non si vedevano assolutamente) ma erano altri tempi............
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Re: Filtri nebulari
Io ho imparato che più il cielo è buio e pulito, più rendono questi filtri.
Personalmente trovo i filtri nebulari tipo OIII e UHC pressocché inutili sotto cieli urbani di medio-alto inquinamento, comunciano a dare un certo contributo solo sotto cieli decenti (diciamo, molto suburbani).
Ad esempio uso spesso una coppia di UHC sul binocolone 40x80 o in singolo sul C8 (su questo uso anche l'OIII baader con il 40 mm), a Milano ad esempio servono a nulla con qualsiasi P.U. anche quelle oltre i 4 mm di diametro (sia UHC che OIII).
Quando sono sulle rive del Ticino (zona in pieno parco del Ticino che raggiungo in 30' da casa, "buio" senza luci dirette, ma sempre col tipico fetentissimo cielo padano), lì l'OIII sul C8 a 50x mi stacca leggermente le maggiori planetarie, la Velo ovest e poche altre nebulose, in questo caso un po meglio l'UHC che fa passare un po più di luce "utile" scurendo comunque il fondo cielo.
Dalla baita con cielo abbastanza deglo invece rendono bene, l'OIII è quasi fisso sul dobson da 40 cm e riesco afarlo rendere anche con P.U. sotto i 3 mm, mentre gli UHC sono ottimi sul 40x80 con Velo (tutta) e gran parte delle nebulose ad emissione anche con la P.U. da 2 mm del binocolone.
L'Halfa l'ho usato (avuto in prestito) solo sul dob, ma a parte che "funziona" su veramente pochi oggetti, non mi ha mai convinto a fare l'investimento.
Sarebbe da vedere come funzionano questi nuovi filtri L-enhance di cui si parla tanto.
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Re: Filtri nebulari
Beh sì, da Milano, come da altre metropoli, è dura cavare fuori qualche nebulosa anche con i filtri: dovrebbero comunque farti intravedere almeno qualche piccola planetaria con l'OIII...
Una cosa da dire è che vanno usati solo quando c'è la massima trasparenza del cielo, indicativamente quando il cielo "è bello blu" e il sole abbaglia anche al tramonto . Più precisamente quando il livello di polveri e aerosol nell'atmosfera è più basso possibile: un utile link che uso spesso è il seguente:
https://www.meteoblue.com/it/tempo/m...mos%20col~none
(menù di destra: qualità dell'aria/profondità ottica degli aerosol).
Altro discorso importante, di cui ha parlato anche Angelo, è la pupilla di uscita da usare.
Se si tratta di ampie nebulose ma piuttosto luminose (tipo le classiche M8, M17, etc.) si può sicuramente usare p.u. sui 3mm , se invece sono più deboli e ampie allora p.u. di 6mm o anche 7 (non mi pongo il problema dell'over-pupilla) .
Più è stretta la banda del filtro e meno si può salire con gli ingrandimenti in quanto l'immagine diverrebbe troppo poco luminosa: quindi in generale con l'UHC si possono usare ingrandimenti maggiori che con l'OIII.
Per le planetarie discorso a parte: quelle piccole ad alta luminosità superficiale (tipo 6543, 6572, 7026...) conviene osservarle senza filtri e spingere il più possibile con gli ingrandimenti (e quindi più che cielo buio ci deve essere buon seeing) . L'uso del filtro le "brucerebbe" tanto sono luminose.
quelle di dimensioni medie (diciamo da uno a qualche primo d'arco, es M97 o la 6781...) e deboli , ok con l'OIII a ingrandimenti medi (cioè p.u. sui 3 mm circa).
quelle ampie e deboli (o anche piccole e deboli come moltissime Abell) filtro OIII e massima pupilla.
quelle sopra sono indicazioni di massima poi ci sono delle eccezioni ovviamente ad es. se voglio osservare bene la M27 con le sue parti più deboli uso un filtro a ingrandimenti medio/bassi; se invece mi interessa una bella visione di tutte le sue deboli stelline interne , faccio a meno di usare il filtro e vado sù con gli ingradimenti.
Non ho accennato all'H-beta che è utile per poche nebulose per esempio la Testa di Cavallo o la Cocoon (ma andando a memoria anche al Nord america risponde bene a questo filtro).
Restano da provare bene i modermi filtri nati per l'astrofotografia , tipo ad es. l'Optolong L-eNhance , che a quanto pare possono essere usati anche in visuale e a tal proposito spero di poter fare prossimamente un'uscita osservativa per sperimentarli e confrontarli con i filtri classici
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Re: Filtri nebulari
Sotto un buon cielo, si vedeva la via lattea, ho provato a vedere la nebulosa crescent con il 200mm. Non usciva. Provate con diversi oculari. Mi chiedevo se con un filtro UHC o OIII avrei potuto vederla oppure non è un oggetto da visuale per il mio diametro. Idem per la velo.
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Re: Filtri nebulari
Citazione:
Originariamente Scritto da
Alby68a
Sotto un buon cielo, si vedeva la via lattea, ho provato a vedere la nebulosa crescent con il 200mm. Non usciva. Provate con diversi oculari. Mi chiedevo se con un filtro UHC o OIII avrei potuto vederla oppure non è un oggetto da visuale per il mio diametro. Idem per la velo.
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Sotto un buon cielo avresti dovuta vederla con il tuo telescopio , io la osservo con un un rifrattore da 4 pollici ed un filtro OIII , quello che mensionava Dob45 ,
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Re: Filtri nebulari
Forse colpa della mia inesperienza. Ritenterò, usando questa volta anche un filtro UHC in mio possesso.
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Re: Filtri nebulari
Confermo. Sotto un buon cielo , con un 20cm e con un filtro (UHC o OIII) , vedrai sicuramente la Crescent , la Velo e molte altre, per es. un pezzo della Nord America (la zona del "golfo del messico") .
Col tuo Cassegrain f/12 ti consiglierei un oculare da 40mm , meglio se 2", con il quale avresti sui 60x , P.u. poco oltre i 3mm, che andrebbero abbastanza bene per questi bersagli
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Re: Filtri nebulari
Citazione:
Originariamente Scritto da
dob45
Beh sì, da Milano, come da altre metropoli, è dura cavare fuori qualche nebulosa anche con i filtri: dovrebbero comunque farti intravedere almeno qualche piccola planetaria con l'OIII...i
Almeno a Milano città, solo quando spira il Föhn, che è in grado di farti raggiungere la mag. 4,2 allo zenit al posto della tipica 3 scarsa del "normale" cielo pulito (quando invece c'è il solito PM10 & 2,5 lasciamo perdere, solo Luna e pianeti), il problema è che non puoi spingere troppo sulle planetarie, perché in tali occasioni il seeing è particolarmente fetente.
Citazione:
Originariamente Scritto da
dob45
Restano da provare bene i modermi filtri nati per l'astrofotografia , tipo ad es. l'Optolong L-eNhance , che a quanto pare possono essere usati anche in visuale e a tal proposito spero di poter fare prossimamente un'uscita osservativa per sperimentarli e confrontarli con i filtri classici
Anche io, sono veramente curioso, sarà la tecnologia che si è evoluta, ma ad esempio questi L-eNhance sembrano (ripeto, sembrano, visto che ancora devo provarli) aver unito il pattern di banda tipico dell'UHC ma con la selettività dell'OIII. In fotografia la loro utilità sembra acclarata e su CN in diversi testimoniano la loro utilità anche in visuale.
Mi piacerebbe provarne un esemplare per capire l'effettiva utilità in visuale nelle varie condizioni di cielo (dal fetente padano al pulito montano) e con quali P.U. funziona meglio.
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Re: Filtri nebulari
Citazione:
Originariamente Scritto da
Angelo_C
Almeno a Milano città, solo quando spira il Föhn, che è in grado di farti raggiungere la mag. 4,2 allo zenit al posto della tipica 3 scarsa del "normale" cielo pulito (quando invece c'è il solito PM10 & 2,5 lasciamo perdere, solo Luna e pianeti), il problema è che non puoi spingere troppo sulle planetarie, perché in tali occasioni il seeing è particolarmente fetente.
Io da casa mia a malapena riesco a vedere il quadrato di Ercole è siamo sotto la 4° , ma abito in un paesino di 8000 abitanti , non avrei mai pensato che a Milano città , occasionalmente si potesse arrivare a scorgere la 4° magnitudine .
Intendo le 4 stelle che formano appunto il quadrato di Ercole .
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Re: Filtri nebulari
Citazione:
Originariamente Scritto da
Alby68a
Forse colpa della mia inesperienza. Ritenterò, usando questa volta anche un filtro UHC in mio possesso.
quali dei sue telescopi hai utilizzato per osservarle?
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Re: Filtri nebulari
Ho utilizzato il Cassegrain 200. La nebulosa manubrio era ben visibile con la sua forma a clessidra. Gli oggetti erano nel campo dell'oculare con il goto quando li cercavo.
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Re: Filtri nebulari
In serate di Föhn, Ercole (tutta, non il solo quadrato) è addirittura facile, la particolarità di questo vento è che "cade" per oltre 3000 m dal costone delle Alpi, quindi è un vento di bassissima quota che come un'onda di tsunami si porta via tutto lo schifo della pianura padana, inoltre scaldandosi per compressione (dopo la "caduta"), riduce di molto l'umidità e con l'espansione termica contribuisce a pulire anche a medie quote, restituendo un'atmosfera particolarmente trasparente, al prezzo di un seeing veramente fetente (Antoniadi V pieno), per questo si riesce a spuntare 1,2/1,3 mag in più rispetto alle serate "normali".
In serate del genere piazzo il Ciotto con l'OIII per spuntare qualche planetaria "facile" e di fianco al "Doc" (40x80) con gli UHC per qualche nebulosa estesa (anche perché è impossibile fare pianeti).
Ps.: in queste serate aiuta tantissimo (ma veramente tantissimo) il fatto di avere in tutta la città (e buona parte dell'hinterland) l'illuminazione con armature cut-off, avere (relativamente) poche luci che sparano direttamente in cielo, contribuisce non poco allo scurimento del cielo ripulito dalle "polveri".
Pensa che quando fu sostituita la vecchia illuminazione, si recuperarono subito circa 0,2 mag abbondanti allo zenit, poi con l'espansione del costruito e il conseguente aumento delle luci, le riperdemmo con gli interessi, ma è rimasto il PLUS che con il Föhn, attualmente ci troviamo con un cielo più scuro rispetto alle stesse serate negli anni della vecchia illuminazione (sodio, mercurio, alogene, ecc).
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Re: Filtri nebulari
Non conoscevo l'esistenza di questo vento di Föhn o ( favonio ) ho fatto una veloce ricerca e rispecchia quanto hai detto , in pratica aggisce come un deumidificatore , cadendo dal versante della montagna si scalda assorbendo tutta l'umidità che c'è nell'aria rendendo il cielo terso a scapito del seeing .