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  1. #111
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da halpanweton Visualizza Messaggio
    Non potrò permettermi questi gioielli cinesi neanche nel ª pochi soldini, dovrò allora rassegnarmi col mio zeiss 110mm/1650 tutta la vita... come mi dispiace!!!
    110/1650? Se non è un refuso tientelo stretto... un Asesten! QUELLO SI che chiama rifrattore vintage (con tutti i sacrifici e le scomodità del caso).

    In firma hai un 110/750... e mi pareva strano (ho pensato: Zeiss ha fatto un rifrattore C 110/750 orientato al largo campo e per comet-catching... doppietto incollato Fraunhofer BK7/F2, ottimo davvero ma non è uno strumento di uso generale, è l'equivalente di un 120/600 SkyWatcher - ovviamente di tutt'altra classe).

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    Ultima modifica di Valerio Ricciardi; 20-09-2020 alle 22:29
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  2. #112
    Nana Rossa L'avatar di Zoroastro
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da Angelo_C Visualizza Messaggio
    l'eccellente TS 102 f/11 ED che addirittura supera l'altrettanto eccelente (e supercollaudato) SW 100 f/9 ED (entrambi appena sotto il millino)
    Il TS 102 f/11 costa 650 euro, ho capito male il "millino"?

    Ciao!
    Ultima modifica di Zoroastro; 20-09-2020 alle 22:43

  3. #113
    Pianeta L'avatar di 1Al
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Secondo me per qualità/prezzo i rifrattori vintage Japan (e anche Zeiss sebbene un po' più costosi) si fanno ancora largamente preferire. Anche se alla fine quel che conta è sempre la qualità, sopra ogni altra cosa.

  4. #114
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da Zoroastro Visualizza Messaggio
    Il TS 102 f/11 costa 650 euro, ho capito male il "millino"?
    Si parlava di entro il millino... se questo 102 è un vero ED, i visualisti di oggi che amano molto i rifrattori a lungo fuoco di un tempo (come me) hanno la possibilità di godersi le stesse cose che avevo a disposizione io ma con oltre mezzo metro di ingombro in meno, che inizia a diventare tanto. Se è un vero ED, un 102 f/11 è PIU' corretto per lo spettro assiale residuo di un 102 f/15 di Fraunnhofer.

    Ma molto dipende però in realtà da come è lavorato, dal livello di correzione dell'aberrazione sferica che genera lo sferocromatismo... dal corretto distanziamento delle lenti... non è solo ed esclusivamente questione di vetri, "ci metti l'FPL53 e sei a posto". Quando mai.

    La meritata fama delle ottiche Zeiss & compagnia bella era dovuta alla maniacale qualità generale di lavorazione, figurazione di fino, lucidatura e precisione di montaggio e allineamento in cella in più gradi di libertà (non solo collimazione, anche corretto distanziamento e mutuo centraggio degli assi delle due lenti...). Il mercato di quelli che ordinano su Amazon non esisteva, l'amatore astronomo "tanto per" che compra un telescopietto come comprerebbe una canoa gonfiabile da Decathlon o una MTB da centocinquanta euro nemmeno. Per cui le cose costavano quello che dovevano costare - TANTO - senza dover ricercare proficui compromessi fra costi di fabbricazione e collocabilità sul mercato.

    Cella che nella lunga vita di un rifrattore vintage può subire innumerevoli piccoli grandi "attentati" senza portarne segni vistosi... per questo in un rifrattore d'epoca è fondamentale la competenza ottica e l'esperienza dell'acquirente. Se no per sfuggire dall'incostanza qualitativa che temi, spesso non a torto, nei "cinesacci" finisci magari per comprare uno strumento otticamente compromesso, che pensi vincente per osservare in base a ciò che leggi in letteratura e invece è sostanzialmente ormai un pezzo da collezione e basta ...se non lo fai mettere sul banco ottico, e pure da uno realmente bravo.

    Cosa di cui se non sei un vero esperto tipo un Cherubino o un Max Lattanzi (cfr. Refractorland) magari non ti avvedi... finché allo star party non ti capita il trauma di avere vicino uno con un cinesaccio ED perfettamente collimato di pari diametro che ha speso un terzo... e vede Marte meglio e più di te!

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  5. #115
    Nana Bruna L'avatar di halpanweton
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Non sono completamente d'accordo che con i doppietti
    Ed decantati apocromatici si possano ottenere buoni risultati simili ai vintage a fuoco lungo, chi ha avuto occasione di provarli, e il sottoscritto è uno di loro, ha notato che questi piccoli falsi apo deformano l immagine
    con una tinta fucsia violetta ai bordi.
    Magari è un problema di vista del sottoscritto
    ma che non riscontro con il kenko 90/1300.
    Potete rispondermi se avete esperienze dirette.
    Buongiorno a tutti.
    Zeiss 110/750, Unitron4inch, vixen 90/1300,Kenko 90/1300, vixen 200.rss f4.

  6. #116
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da halpanweton Visualizza Messaggio
    Non sono completamente d'accordo che con i doppietti
    Ed decantati apocromatici si possano ottenere buoni risultati simili ai vintage a fuoco lungo, chi ha avuto occasione di provarli, e il sottoscritto è uno di loro, ha notato che questi piccoli falsi apo deformano l'immagine con una tinta fucsia violetta ai bordi.
    Dipende dal rapporto focale.
    Magari hai provato il solito diffusissimo ED f/6 o F/7 al massimo, pensato in funzione della portabilità.
    Gli ED NON sono, e non pretendono di essere se non nelle dichiarazioni di venditori senza scrupoli o astrofili che se li rivendono per passare a strumento superiore, dei falsi apocromatici, perché semplicemente sono degli acromatici a spettro cromatico residuo ridotto.

    Non sono apocromatici!
    Per soddisfare il termine minimo di apocromaticità (tre frequenze scelte dal progettista focalizzate su uno stesso piano di fuoco) ci vogliono tre lenti.
    Tre.
    Non due.
    Nemmeno se una di sole due è di fluorite naturale.

    Come non si può parlare in nessun caso di automobile se non ha quattro ruote, se ne ha due è un motociclo.
    "Ah ma ha un sistema giroscopico nel telaio che la rende stabile come un'auto".
    Sempre motociclo è. In curva si inclina verso l'interno? Ha due ruote? Motociclo.

    Per cui se mi si parla di un ED 102 mm f/6, d'istinto mi aspetto una prestazione complessivamente migliore da un acromatico di Fraunhofer 102 f/15, ed ho ragione per farlo.
    In un ED da 102 f/11 voglio guardare dentro perché magari potrebbe persino andare un po' meglio del Fraunhofer f/15.
    Potrebbe.
    Dipende da come lo fai.
    Questo se l'obiettivo dell'F/15 è un Fraunhofer.
    Se è un costosissimo doppietto di Steinheil, magari di lavorazione eccelsa tipo Zeiss AS, se tutto va bene fanno pari ma ho il fortissimo dubbio che "vinca" complessivamente (non c'è solo l'AC, ci sono tutte le altre aberrazioni...) il lungo fuoco.
    Ne sono quasi convinto, ma questo si giudica con gli occhi e non con pregiudizi ideologico-culturali a favore o contro.

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  7. #117
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Tieni presente che il mio parere è sempre condizionato dal fatto che a me interessa al 99% come vedo, all'1% con cosa.

    Considero coloro che recuperano e restaurano rifrattori vintage Zeiss, Mertz, Bausch&Lomb, alla stregua dei "Monuments men" del famoso bellissimo film del 2014, ritengo che sia una attività di elevato valore storico e culturale.

    Mi capitò di recuperare a Porta Portese tantissiiiimi anni fa un oculare Clavé tutto in ottone spettacolare, non bello; l'ho trattato, comprato, pagato io e donato a un museo della Scienzacollaessemaiuscola. Essendo di una misura strana poco più piccola del 31,75, mi pare 29-30 mm o cose simili, l'ho provato inserendolo nel fok del mio 101,6 x 1524 con intorno una striscia di carta da lucido arrotolata per pareggiare il diametro.
    Beh, in quell'opera d'arte si vedeva bene, eh? ... era un oculare serio!!
    Ma meno bene che in un normalissimo ortho Vixen di pari focale (18 mm). Se avessi visto "uguale", avrei tenuto il Vixen dotato anche di antiriflesso e già del diametro giusto. Se avessi visto chissà che di meglio nel Clavé, bé lo avrei tenuto e mi sarei fatto tornire un sottile tubo adattatore in Tornital.

    Ma la MIA scelta esistenziale da astrofilo è vedere, il meglio possibile, col minimo possibile in modo da potermelo permettere visto che non è il mestiere di cui vivo ma un hobby su cui spendo (il meno possibile).

    Per cui se funziona meglio di un mio son pronto a comprare un telescopio fatto di barattoli grandi di pomodori di quelli da tre chili, attaccati coi rivetti, assemblato da un profugo del Tchad che aveva tempo da perdere in un campo di detenzione libico.
    Mi interessa quello che ci vedo dentro, non che abbia il tubo del focheggiatore in ottone col nome del tecnico che ha messo a punto la collimazione artisticamente inciso in corsivo italico. 'Sta cosa è commovente, ma non mi aiuta a vedere.

    Altro che cinese. Io compro pure un telescopio fatto alle isole Svalbard da un ex marinaio alcoolizzato, se funziona.
    E mi interessa che sia comodo da gestire e portare sotto cieli migliori di quelli della mia città, perché se ogni volta è un mezzo trasloco poi finisce che guardo il cielo solennemente sei sette volte in un anno, io voglio osservare anche quaranta, cinquanta volte in un anno.

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  8. #118
    SuperGigante L'avatar di Fazio
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da Valerio Ricciardi Visualizza Messaggio
    ... Cella che nella lunga vita di un rifrattore vintage può subire innumerevoli piccoli grandi "attentati" senza portarne segni vistosi...
    Ne so qualcosa...

    Ho da molto tempo un Kenko 80/1000 con la sua montatura originale da me motorizzata in AR. Chi me l'ha venduto non l'aveva manomesso, l'aveva tenuto con scrupolo tanto che era veramente pari al nuovo (forse solo il focheggiatore aveva subito un intervento un po' maldestro, ma l'ho recuperato con una piccola modifica non invasiva): L'ho trovato da subito molto performante rispetto al suo diametro ed utilizzo quasi solo quello (si monta in un attimo sulla sua montatura che pesa poco e rende molto).

    Vista l'ottima esperienza, tempo fa ho acquistato un Kenko 80/1200 (mai visto prima, anche cercando si trova assai poco su questo modello) che rispetto al primo ha una cella di foggia assai diversa (sempre collimabile) e una livrea bianca invece del verdino usuale (forse per il mercato interno).

    Premesso che non mi ritengo certo un esperto, un minimo di osservazioni le ho comunque fatte anche con altri telescopi; ebbene mettendoli a confronto diretto (il corto sulla sua montatura, il più lungo su una iEQ45 pro), l'F12,5 si è rivelato percettibilmente migliore dell'F15 con immagini planetarie appena più definite ed anche la separazione di stelle doppie è più pulita.

    Il fatto è che il doppietto dell'F15 era stato sicuramente smontato e poi rimontato (le 2 lenti letteralmente ballavano dentro la cella col rumore di due nacchere ed un poco di sporco tra le 2 si vede eccome). La ghiera ha dovuto fare almeno 1/8 di giro per accostarsi quel tanto che bastava perché le lenti non andassero più in giro!!
    Chissà... forse avranno anche cambiato gli spaziatori, avranno ruotato le lenti e, visto che la cella è forse non ben dimensionata in quanto accoglie le lenti con troppo lasco, le 2 lenti avranno anche perso la concentricità originaria.

    Mi è poi capitato di recente di chiedere informazioni su un Kenko 90/1300 (sarà una mia fissa...) in vendita su un noto mercatino. Il venditore alla richiesta delle foto ha risposto che era stato dato in affitto (!?!) e che me le avrebbe mandate appena possibile (ma non sapeva quando lo avrebbe avuto indietro...): Chissà nel frattempo quali e quanti giri avrà fatto quel povero rifrattore da quando è in vita... Io presterei un mio telescopio solo ad un fidato amico, mai e poi mai lo "affitterei" ad un estraneo che magari ci mette pure maldestramente le mani.
    Ho ovviamente desistito!

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    Ultima modifica di Fazio; 21-09-2020 alle 12:51

  9. #119
    Nana Bruna L'avatar di halpanweton
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Per avere la trasportabilità il prezzo da pagare c'è in termini di osservazione.
    Comunque un ed 100 pesa lo stesso 4/5kg.
    Spesso mi porto il 90/1300 in collina, una eq6
    O una s.p. vixen lo tiene bene, non ho vibrazioni,
    sotto un cielo buio lo trovo superlativo.
    E il trasporto in auto non ha tutti questi problemi.
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  10. #120
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da halpanweton Visualizza Messaggio
    Per avere la trasportabilità il prezzo da pagare c'è in termini di osservazione.
    Esatto!
    Per quello io, tanto amante dei rifrattori e proprio di quelli lunghi (se abitassi in un casale vicino Forche Canepine o nell'entroterra di Baunei avrei acquistato un'ottica acromatica D&G solo azzurrata 150 f/20 e mi sarei con la santa pazienza costruito "il rifrattore che dico io") sto piano piano cercando di farmi una solida esperienza e competenza teorica su tutti i sistemi catadiottrici, per il loro rapporto diametro/focale/trasportabilità.

    E sinora, la cosa che si avvicina di più (ho detto: si avvicina) a un rifrattore grazie alla sua bassa ostruzione e alle caratteristiche di base dell'idea sono le tre varianti del concetto del genio Dmitrij Dmitrievič Maksutov (Mak-Gregory, Ru-Mak e Si-Mak).

    Mentre ancora debbo guardare dentro uno Schmidt Cassegrain che davvero mi piaccia (stiamo parlando di visuale).

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