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  1. #81
    Gigante L'avatar di Angelo_C
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    No no, i giappi sono entrati nell'ottica tra le due guerre, cominciando a scopiazzare i tedeschi con le ottiche di mira (ricordi l'alleanza Berlino-Roma-Tokyo?), e onestamente facendo abbastanza pena, ti dico solo che il telemetro principale e i sistemi di tiro della corazzata tascabile Graf Spee (telemetro con parallasse di 5,5 m) erano di gran lunga più precise, del telemetro della corazzata Yamato (parallasse di 12,3 m!!!), poi non parliamo dei sistemi aggiornati della Bismarck che erano su un altro pianeta (centrò la Hood con una singola salva da circa 15 km).
    Poi hanno copiato subito dopo la IIWW dagli americani, grazie alle loro forniture militari per risollevare il paese, quindi anche loro ci hanno messo i loro bei tre decenni prima di tirar fuori qualcosa di decente.

    Citazione Originariamente Scritto da Scorza Visualizza Messaggio
    Quoto tutto
    Se li paghi ti fanno anche il controllo qualità, tutto è un questine di soldi?
    Ecco, come dire tutto con una sola frase.

    I cinesi ormai il know how, lo hanno già da tempo, se gli dai abbstanza soldi per rispettare un disciplinare di produzione "draconiano" e un controllo qualità stringente, sono perfettamente in grado di produrre ai massimi livelli.

    Tanto per fare un esempio, i russi, sono altri che fanno ottiche sopraffine, i famosi lzos e lomo, facevano ottiche l'uno per la mikoyan gurevich (mig), l'altro per la sukhoy, nonché per satelliti spia, dopo la caduta del muro si sono dilettati a vendere ai civili e fare ottiche mediche; anche i "cinesi" (long perng in primis) hanno i loro bei settori di ottica militare (casualmente mutuata dai russi), dove non si risparmiano in ricerca.

    Bisogna rendersi conto, che è un normale ciclo, in ottica (astronomica) a partire da Galileo, prima c'erano gli italiani, poi gli olandesi, per un breve poeriodo i francesi, poi i tedeschi (con l'avvento di faunhofer), poi USA e URSS, i giappi, ora i cinesi e magari (come dice Valerio) i prossimi saranno gli indiani.

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  2. #82
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da 1Al Visualizza Messaggio
    Secondo me c'è una differenze sostanziale nel campo degli strumenti ottici, i cinesi sono ormai più di due decenni che sono entrati in campo, a appena adesso iniziano a creare qualcosa di decente. Mentre che io ricordi, i giapponesi quando sono entrati in questo mercato, hanno prodotto quasi fin da subito ottiche straordinarie
    A parte che anche i giapponesi hanno avuto un periodo di praticantato non breve, come ha già approfondito Angelo C... per dire la Isotta Fraschini ha prodotto da subito prestissimo automobili straordinarie e non dopo venti anni di utilitarie. Il fatto è che puntava direttamente dall'inizio a un target alla portata di grandi finanzieri, attori di Hollywood al massimo della popolarità, principi ereditari e grandi proprietari terrieri con vigne mandrie castelli e tutto quanto. E' stata fondata con grande apporto di capitali di partenza (capitalismo).

    Se tu sei associato nell'immaginario collettivo a questo

    Fiat-duna-4.jpg

    difficilmente venderai qualcosa, anche se lo sai produrre e provi a produrlo, da chi mira a questo

    fiat_2300-s_coupe_61-62.jpg

    I cinesi della Synta han puntato all'inizio a un target ultra-cheap, come dire "ti dò un 150/1200 acro su una EQ5 che bene o male è un f/8 e tira fuori tanta luce a un prezzo più basso di quello al quale i nipponici importati con marchio Pallas in Italia ti danno un 60/900 rifinitissimo su una EQ1 piccola piccola però con quella bella finitura "black wrinkle finish". Cosa ti conviene di più? ".

    Poi, mano a mano che "il nome" andava rafforzandosi e prendendo piede come sinonimo di cose non solo cheap, hanno alzato il target: è perfettamente inutile proporre oggetti sul mercato in una fascia di prezzo nella quale acquistano persone che non riconoscono come valido un marchio come il tuo. A prescindere da quello che sei in grado di fare.

    Citazione Originariamente Scritto da 1Al Visualizza Messaggio
    Negli scorsi anni mi ero rivolto al mercato del nuovo, con una delusione dietro l'altra, a parte il C9 ma solo relativamente al deep sky. Poi ho deciso di realizzare il mio sogno di un rifrattore puro vintage made in Japan, per l'osservazione dei pianeti, e dalle prime osservazioni che ho fatto sono ben contento della mia scelta. È fatto di un'altra pasta.
    Se parli di un 108/1600 o di un 100/1500 sono abbastanza con te.
    Anche dei 76/1350 e dei 90/1500 (rari) nei limiti della loro apertura fornivano immagini pulitissime, indice della loro ottima lavorazione.
    Se ti riesce di acquistarli a prezzi vantaggiosi, per un amante delle stelle doppie e dell'osservazione lunare o solare c'è da divertirsi per anni.1ff9a5f5d7d005640625bc767d16c9e0.jpg

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    Ultima modifica di Valerio Ricciardi; 19-09-2020 alle 15:52
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  3. #83
    Pianeta L'avatar di 1Al
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da Valerio Ricciardi Visualizza Messaggio
    A parte che anche i giapponesi hanno avuto un periodo di praticantato non breve, come ha già approfondito Angelo C... per dire la Isotta Fraschini ha prodotto da subito prestissimo automobili straordinarie e non dopo venti anni di utilitarie. Il fatto è che puntava direttamente dall'inizio a un target alla portata di grandi finanzieri, attori di Hollywood al massimo della popolarità, principi ereditari e grandi proprietari terrieri con vigne mandrie castelli e tutto quanto. E' stata fondata con grande apporto di capitali di partenza (capitalismo).
    I giapponesi producono anche ottime auto a differenza dei cinesi. La bellezza e la riuscita di un'auto secondo me non dipende solo dal target, negli anni d'oro dell'auto italiana si sfornavano modelli stupendi e innovativi non solo per i milionari.
    Quei rifrattori cinesi F8, ma ne ho visti anche di peggio a F6, sono il peggio del peggio che mente umana abbia mai concepito in campo ottico ed astronomico, già a livello teorico non può esistere un rifrattore acro con quei rapporti focali. Evidentemente non conoscevano nemmeno le basi teoriche dell'ottica. Purtroppo di quella paccottiglia, ne ho avuto uno circa 20 anni fa, per un brevissimo periodo, più che immagini forniva degli interessanti spettri dei corpi celesti ovviamente inutilizzabile, lenti fatte coi fondi di bottiglia, per non parlare di plasticaccia ovunque. Rivenduto in un lampo a prezzo quasi come nuovo, m'è andata pure bene.
    Per i rifrattori vintage parlo dei Konus inizio anni '80, in precedenza Unitron poi Polarex/Uniron come marchio, dei produttori Goto Kogaku o Nihon Seiko con la Unitron, Hino Kinzoku ecc. che a quanto pare era anche dietro alcuni progetti della Unitron/Polarex.
    Certamente i telescopi che hai citato tu, ma ci aggiungo anche gli 80/1200, e il kenko 90/1300. Poi il Royal 60/1200 e perchè no anche il mio sessantottino 68/1000
    Guardando i prezzi di oggi 10000 euri per quel gioiello col clock drive weight driven non sono molti tutto sommato, oggi ci sono telescopi completi a prezzi maggiori e secondo me non valgono quel modello. Ma ho visto sui forum americani anche modelli stupendi degli anni '50 sempre della Unitron/Nihon Seiko.

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  4. #84
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da 1Al Visualizza Messaggio
    Evidentemente non conoscevano nemmeno le basi teoriche dell'ottica.
    Scherzi scientemente per assurdo, vero?
    Sai quanto possa essere selettiva una laurea in matematica con indirizzo di ottica geometrica e ondulatoria da loro?
    I satelliti spia cinesi SJ-12 circondano il mondo da oltre dieci anni...

    Ma dimmi: tu ti immagini i cinesi (specie quelli di Taiwan che è patria sia della Synta che della GSO) a tirare un carretto carico di fieno scalzi, portando in testa un buffo cappello di paglia a cono con angolo molto ottuso mentre la moglie tira becchime alle oche quando non intreccia cestini di paglia un po' rozzi? Coi figli grandi intenti a cucire malamente magliette di cotonaccio fino fino da vendere a unomille cinque quattlomila?

    Dovresti fare una scappatina a Shanghai per capire chi sta indietro, e di brutto, sul piano tecnologico fra noi e loro...
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  5. #85
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da 1Al Visualizza Messaggio
    ...a F6, sono il peggio del peggio che mente umana abbia mai concepito in campo ottico ed astronomico, già a livello teorico non può esistere un rifrattore acro con quei rapporti focali.
    Vista l'affermazione data con tanta sicurezza, di grazia, vorresti spiegarmi dal punto di vista ottico, perché non può esistere un acro (presumo il classico schema fraunhofer) ad f/6?

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  6. #86
    SuperGigante L'avatar di Fazio
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da 1Al Visualizza Messaggio
    ... Guardando i prezzi di oggi 10.000 euri per quel gioiello col clock drive weight driven non sono molti tutto sommato, oggi ci sono telescopi completi a prezzi maggiori e secondo me non valgono quel modello...
    Dipende da cosa ci vuoi fare, se è per guardarlo o per guardarci dentro!

    Che sia bello a vedersi con quel revolver portaoculari non c'è dubbio, che la sua montatura con inseguimento meccanico progettato da un maestro orologiaio sia un'opera dalla meccanica sopraffina non ci piove ma credo che nessuno sano di mente spenderebbe per fare osservazione e magari anche foto 10.000 € per un acromatico da 100mm di apertura (... anche fosse F20) su una montatura che deve caricare a mano!

    Forse negli anni 60/70 un telescopio come quello era ai massimi livelli in quanto a progettazione ottico/meccanica, era lavorato a mano ed assemblato con sapienza certosina da artigiani selezionati ma tutto questo, ovviamente, te lo facevano pagare il giusto (diversi stipendi di una volta).

    È un po' come per le automobili: Negli anni 60/70 la Ferrari aveva in catalogo per pochi eletti il modello 250 GTO, un'auto iconica forse la più bella creatura a 4 ruote che sia mai circolata sulla Terra!
    Oggi la stessa Ferrari ha in catalogo a prezzi proporzionalmente simili delle autovetture, forse meno belle, ma dalle prestazioni anni luce superiori.

    Credo, in soldoni, che oggi con 10.000 € ci si compra un telescopio con delle specifiche ottico/meccaniche che non è nemmeno il caso di confrontare con quelle di un 4 pollici "vintage".

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  7. #87
    Nana Bruna L'avatar di halpanweton
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Vorrei evidenziare che i nuovi telescopi "cinesi"montano comunque ottiche fpl "made in japan".
    Personalmente posseggo un 110mm zeiss
    Di 80 anni, comprato usato cinque anni fa in Germania,
    pagato molto ma molto meno dei 10000euro enunciati
    finora, non lo scambierei con nessun apo attuale
    Zeiss 110/750, Unitron4inch, vixen 90/1300,Kenko 90/1300, vixen 200.rss f4.

  8. #88
    Nana Bruna L'avatar di halpanweton
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Secondo me si trovano degli ottimi acromatici
    lunghi made in japan a cifre basse, basta cercarli,
    Con 700/800 euro.si può acquistare un 4 pollici
    1600 di focale, con ancora meno si possono acquistare
    i 90mm/1300 japan che sono telescopi di tutto rispetto
    ed hanno il diametro perfetto.per il nostro seeing
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  9. #89
    Nana Rossa L'avatar di stevesp
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Quel telescopio Unitron è un progetto del 1955 a cercare su internet, quando eravamo ancora a circuito a valvole
    È certamente una eccellente soluzione meccanica ma che 20 anni dopo nessuno avrebbe progettato

  10. #90
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da halpanweton Visualizza Messaggio
    Vorrei evidenziare che i nuovi telescopi "cinesi" montano comunque ottiche fpl "made in japan".
    Personalmente posseggo un 110mm zeiss di 80 anni, comprato usato cinque anni fa in Germania, (...) finora, non lo scambierei con nessun apo attuale
    Quello che montano montano, il risultato è quello che si vede dentro uno strumento, o quello che offre quanto a spianatura di campo e correzione verso i bordi del campo per quanto attiene gli strumenti a "vocazione" fotografica.

    Il mio primo strumento "serio" (autoassemblato con infinita pazienza e finanziato nei componenti da mio padre come dono per i 18 anni) è stato un Fraunhofer da 101,6 mm f/15 (4" x 60" per dirla con gli americani) che non meno di quarant'anni dopo ho scoperto montare un doppietto spaziato in aria di produzione giapponese, molto probabilmente della Carton Optical Co. che fu per decenni un partner molto stretto dell'azienda americana Edmund Scientific co. da cui lo comprai (in cella non collimabile).

    Scoprirlo, non mi ha cambiato assolutamente nulla.

    Se il tuo 110 mm ha un buon doppietto di Fraunhofer o di Steinheil con vetri disponibili 80 anni fa, esso deve mostrare il livello di correzione cromatica che gli compete in base alle leggi dell'ottica con quei vetri, né di più né di meno.

    Se è un tripletto, anche se con vetri meno avanzati di quelli di cui oggi si dispone, può fare ovviamente molto di meglio.

    Può essere lavorato con le superfici rifinite e corrette sino a livelli demenziali, anche lambda/40, ci son stati dei casi.
    Può essere centrato alla perfezione, non bene, con reiterate sessioni di collimazione al banco ottico sino ad arrivare a livelli di tolleranze da ottica militare per satellite spia. Ma il disco di Airy avrà il diametro che gli compete con quell'apertura, la correzione cromatica sarà all'altezza degli standard possibili con quei vetri e col numero di lenti dell'ottica principale.

    Qualsiasi moderno Apo di pari focale e apertura, anche di fabbricazione indonesiana o malese e venduto sul banchetto di un trafficante laotiano al mercato, purché non sia una truffa (ossia sia un tripletto ben lavorato, lucidato, centrato e spaziato montato con l'asse ottico bene in asse col suo tubo) ne travalicherà le prestazioni per la stessa ragione per cui uno specchio alluminato ha una percentuale di riflessione molto superiore a quelli in bronzo lucidato che usava Herschel.

    Poi che sul mercato ci siano anche cose che millantano più di quel che realmente sono, doppietti normalissimi f/7 da 90/120 mm cui possessori parlano di "cromatismo quasi nullo", cosa che in me suscita tenerezza, è un'altra storia.
    Ma non vanno mitizzati a 360° "i bei tempi andati", e te lo dice uno che quando la fotografia si è allontanata dai tempi d'oro della meccanica di precisione ed è diventata regno incontrastato dell'autofocus, dei sensori digitali, dell'elettronica e dei servomotori a ultrasuoni per ogni funzione che implichi movimento di parti ne ha sinceramente sofferto, e tutt'ora si sente "fuori posto".

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    Ultima modifica di Valerio Ricciardi; 20-09-2020 alle 10:50
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