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  1. #71
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da Riccardo_1 Visualizza Messaggio
    Se fossi in grado di costruirmi una cosa simile, con pochi soldi otterrei uno strumento che si avvicina abbastanza ad un 150mm ED (anzi, per certi versi è meglio avere una lunga lunghezza focale).
    Questo concetto di rifrattore è superato dopo che io nel 150 ED f/8 EvoStar di SkyWatcher, 1750 euro spedito nella sua valigia di alluminio dedicata il tutto dentro un imballo ulteriore degno di un frigorifero bicompressore col surgelatore sotto, ho visto le due centriche intra- ed extra-focali più identiche, definite, secche, tonde, pulite, contrastate, simmetriche, spudoratamente nitide etc etc, di cui ho memoria IN ASSOLUTO.

    Apo compresi... una cosa imbarazzante.
    La perfezione in Terra. E NON ha neppure la cella collimabile !

    Ahò, avrò guardato nell'unico esemplare che era riservato a Kim Jong Un altrimenti avrebbe mandato a morte Jennifer Skywatcher, la figlia prediletta dell'ing. William Skywatcher in persona () che languiva nelle sue galere, per cui avranno lavorato a mano entro lambda/40 solo quell'esemplare lì; il test di Ronchi lo avrà eseguito il figlio di Erhard Glatzel con Massimo Riccardi che gli passava lo strumento. L'avrà assemblato il capomeccanico della Pathek Philippe. Sarà stato portato in carrozza dal Principe Azzurro appoggiandolo sopra cuscini di piume foderati in seta celeste per non scollimarlo.
    Magari tutti gli altri zitti zitti montano ottiche Seben. Che ne so io...

    Ma la sensazione che otticamente rispetto a trent'anni fa "il mondo è cambiato" resta nettissima.

    PS/ Non è mio, che punto sempre più a strumenti più compatti... non è gestibilissimo in trasferta. Sta stabilmente in groppa da poco a un RC da 20" f/8 in un osservatorio laziale.

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    Ultima modifica di Valerio Ricciardi; 18-09-2020 alle 11:30
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  2. #72
    Pianeta L'avatar di 1Al
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da Valerio Ricciardi Visualizza Messaggio
    Questo concetto di rifrattore è superato dopo che io nel 150 ED f/8 EvoStar di SkyWatcher, 1750 euro spedito nella sua valigia di alluminio dedicata il tutto dentro un imballo ulteriore degno di un frigorifero bicompressore col surgelatore sotto, ho visto le due centriche intra- ed extra-focali più identiche, definite, secche, tonde, pulite, contrastate, simmetriche, spudoratamente nitide etc etc, di cui ho memoria IN ASSOLUTO.

    Apo compresi... una cosa imbarazzante.
    La perfezione in Terra. E NON ha neppure la cella collimabile !
    Sarà, ma ai cinesi come costruttori di ottiche non ci crederò mai, possono fare qualsiasi cosa, ma con le ottiche non avranno mai le capacità dei giapponesi o dei tedeschi. Io li lascerei a fare montature e treppiedi economici, è il massimo che possono fare
    Il fatto è che costruttori di meraviglie come queste, ottiche e meccaniche, per il mercato astrofilo non ne vedremo più, dal catalogo Unitron 1970

    Schermata 2020-09-18 alle 21.54.07.png

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  3. #73
    Pulsar L'avatar di Huniseth
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Se il suddetto telescopio di Kim Jong Un fosse arrivato a te invece che a lui .. al tuo posto comincerei ad essere preoccupato.... potrebbe proporti uno scambio con Jennifer Skywatcher...
    Interminati spazi io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura.
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  4. #74
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    io non sono assolutamente d'accordo con questa storia dei cinesi... oggigiorno gli specchi o i vetri vengo tutti lavorati con macchine di alta precisione e la qualità è molto elevata, piuttosto potremmo parlare di assemblaggio che è un'altra cosa.
    poi, ovvio, ci sono ancora marchi blasonati che raggiungono livelli più alti, ma i prezzi salgono esponenzialmente e sono dedicati a scopi ben precisi che poco hanno a che fare con una "fotina" di M42 dal balcone di casa...
    evidentemente non ricordate più che solo 20/30 anni fa per comprarsi un 60ino partiva mezzo stipendio in lire!

  5. #75
    SuperGigante L'avatar di Fazio
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da 1Al Visualizza Messaggio
    ... Il fatto è che costruttori di meraviglie come queste, ottiche e meccaniche, per il mercato astrofilo non ne vedremo più, dal catalogo Unitron 1970...
    Indubbiamente il 4" in foto ha il suo fascino ed è bello a vedersi; il movimento della montatura, poi, sembra quello di una pregevole vecchia pendola a muro del secolo precedente.

    Guardando il prezzo 1280 $ nel 1970 erano però una cifra da nababbi: con il cambio di allora erano 800.000 lire che attualizzate fanno circa 10.000.000 lire (che ufficialmente corrispondono a 5.000 € ma, di fatto, sono in realtà circa 10.000 €) .

    Io quella montatura col suo movimento ad orologeria vorrei averla per tenerla in soffitta e darci ogni tanto una guardata compiaciuta ma non la userei MAI e poi MAI.
    Con 10.000 euro per un 4" credo che potrei scomodare Mr. Takahashi in persona: Me lo manda a casa del colore a mia scelta con anche le manopole del focheggiatore lucidate a mano e montato su un'equatoriale delle sue...

  6. #76
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da 1Al Visualizza Messaggio
    Sarà, ma ai cinesi come costruttori di ottiche non ci crederò mai, possono fare qualsiasi cosa, ma con le ottiche non avranno mai le capacità dei giapponesi o dei tedeschi. Io li lascerei a fare montature e treppiedi economici, è il massimo che possono fare
    Mah sai, io sono un visualista e nelle ottiche guardo, non credo. E non chiedo loro il passaporto.

    Quando ero bambino piccolo (ma sorprendentemente precoce quanto a percezione del mondo che avevo attorno), si diceva la stessa cosa dei giapponesi, con particolare riferimento a una loro supposta incapacità creativa originale che li rendeva adatti solo a produrre scopiazzature a basso costo di realizzazioni meccanico-elettroniche degli americani od ottiche tedesche. Era gente da transistor a pile e mangiadischi da portarsi in spiaggia, per dire. In effetti, ancora ai primi anni '60 le loro automobili al confronto di quelle europee erano semplicemente imbarazzanti, design scopiazzato dalle vetture americane (solo, più piccole) e motori con soluzioni tecniche da noi già sorpassate.
    Ancora agli albori degli anni '70 la Honda CB750 quattro cilindri fu la prima "supermoto" del tempo, con un ""quattro in linea" ad albero a cammes in testa che utilizzava soluzioni viste solo su moto da corsa, e funzionava anche bene richiedendo molta meno manutenzione della concorrenza. Però i puristi rimarcavano come si, camminasse di più, ma su un percorso tipo Tolfa-Manziana tutto a curve miste lento-veloci una Moto Guzzi colle sue superiori geometrie e tarature del telaio se la sarebbe persa per strada a metà percorso. Oggi, l'unica possibilità di acquistare una moto in grado sia di toccare i 300 kmh che di arrivare a superare i 100.000 km senza dover procedere a una revisione generale del motore, ha scritto su "Honda". E Honda, insieme al Centro Ricerche Fiat di Orbazzano (ai vertici mondiali dell'ingegneria del futuro nei motori), scrive le linee guida della progettazione dei motori a 4 tempi a combustione interna per i nostri nipoti.

    L'ottica di alta classe, prima e per un bel po' dopo la seconda guerra mondiale, era una faccenda privata di Zeiss, Leitz e Meyer. Ma già negli anni '80, quattro-cinque lustri dopo, le ottiche giapponesi - cito solo alcuni obiettivi speciali della Nippon Kogaku (brand Nikon) come gli Ultra Micro Nikkor, o con le realizzazioni, di Asahi Optical Co. (Asahi Pentax) per citarne quattro fra i tanti per dire il 15 mm f/3,5 ed il pazzesco 18 mm f7/3,5 anche minuscolo e coi filtri incorporati progettati da Erhard Glatzel, o il loro SMC Pentax M* e A* 300/4, o il SMC Pentax K 50/1,2 che OLTRE ad essere superluminoso era ANCHE nitidissimo, o alcune ottiche Olympus il cui design si deve a Yoshihisa Maitani, scomparso relativamente giovane undici anni fa... insegnavano ai tedeschi come si fa un obiettivo. Una Nikon F2, una Canon F1 old o una Pentax Spotmatic o una Olympus OM1 erano gioielli di precisione e compattezza rispetto alle ...tradizionali cassapanche delle reflex tedesche Exacta o Praktica, che pure erano precise e affidabili.

    Che cosa era successo? Il piccolo, popolatissimo e rinato Giappone aveva puntato molto sugli investimenti in R&D, sull'innovazione tecnologica, sull'industrializzazione su vasta scala a costi accettabili di design avanzati - altrove realizzati solo su piccolissima scala con modalità semi-artigianali e a costi da amatore. Zitto, zitto, aveva scalato il ranking nell'élite delle nazioni ad alta tecnologia capaci di realizzazioni di alta classe in prodotti comunque abbastanza accessibili al pubblico (a fare una reflex come la svizzera Alpa, precisissima ed esattissima con ottiche Kern-Switarn o Macro-Kelar ... con un kit corpo e tre obiettivi che costava quanto un posto auto in un condominio a Milano... so' buoni tutti) ma che avevano una marcia in più se non due.
    Adesso mi posti un paio di pagine del catalogo Polarex Unitron. Quaranta anni fa, avresti detto "io compro roba tedesca, non robaccia giapponese copiata". E certo, i giapponesi hanno copiato molto. Come i cinesi un po' di anni fa. Ma c'è sempre al mondo la gente che studia tanto, ha la fame arretrata da tacitare e si sveglia mezz'ora prima di te e di me la mattina. E poi i giapponesi erano tanti, laboriosi e con un sistema scolastico esigentissimo e molto competitivo. E quindici anni dopo guardavano con sufficienza coloro da cui inizialmente avevano scopiazzato (la meccanica della Spotmatic è fortemente ispirata come concetti a quella della Leica M3... migliorandola però in tutti i punti deboli...).

    Anche noi negli anni '50 siamo stati i giapponesi d'Europa, e prima dei musi gialli. Nel 1950 l'Alfa Romeo presentò la 1900 che non solo era a scocca portante, e stiamo parlando di solo cinque anni dopo la fine della guerra, ma aveva un motore tutto in lega leggera con testata in alluminio, camere di scoppio emisferiche, doppio albero a cammes in testa e un rapporto peso/potenza/consumi che i teteschi di Cermania semplicemente si sognavano pure nelle vetture da pista. La Rectaflex di Telemaco Corsi anticipava tanti, tanti anni prima (due lustri sono un'enormità nella tecnologia) concetti come lo specchio a ritorno istantaneo, il diaframma a chiusura automatica, il pentaprisma intercambiabile e l'innesto a baionetta degli obiettivi che poi avremmo ritrovato via via nelle Pentax "rivoluzionarie" - che non erano copiate dalle Rectaflex ma se le erano studiate bene come filosofia. La pur rivoluzionaria e aerodinamica Citroen DS disegnata da Flaminio Bertoni e dotata di sospensioni che erano pura fantascienza ai tempi (e forse anche adesso) aveva sotto il cofano... ancora il motore della Traction Avant del 1936! Ma la nostra classe politica non ha mai creduto nell'aiuto statale ai reparti R&D delle aziende più promettenti... il resto è storia.

    Oggi tu scrivi quel che hai scritto dei cinesi. Se avessi avuto l'età che hai ora nella prima metà degli anni '60 (la Asahi Spotmatic già c'era... è del 1964, ma il mondo ha sempre delle resistenze ad accorgersi di quando qualcuno fa fare dei salti qualitativi storici in qualche campo) avresti usato le stesse parole nei confronti dei giapponesi.

    Solo che i giapponesi che a te paiono "quelli seri e tecnologici" oggi sono meno di centotrenta milioni su un territorio grossomodo grande come l'Italia ma pieno di montagne. In Cina sono quasi 1,4 MILIARDI, grazie alle esportazioni di massa worldwide di quasi tutto quel che usi ogni giorno (se provi a farci caso è allucinante) dispongono di risorse finanziarie per noi quasi illimitate, detengono tramite il loro governo il 38% dell'intero debito pubblico americano, e spendono in un anno in Ricerca&Sviluppo quello che l'Europa tutta può investire in nove.

    Poi sono affaristi cinici, determinati nella loro gentilezza formale e senza scrupoli. Fanno shopping nel mondo intero acquistando cash aziende ad alta tecnologia mal gestite dai loro manager e in crisi finanziaria; così ne acquisiscono tutte le tecnologie raggiunte, e partono da quelle per farle avanzare bruciando le tappe. Si sono già pappati le svedesi SAAB e Volvo, che è a controllo cinese, e l'italianissima sezione Avio della Piaggio è 100% proprietà cinese. Si, la Piaggio del rivoluzionario executive turboelica P180 "Avanti" con le alette canard e le eliche spingenti...

    Fra venticinque anni, sperando che ambedue si sia ancora qui a discorrerne, avrai cambiato completamente idea sui prodotti ottici o comunque ad alta tecnologia dei cinesi, e magari scriverai le stesse cose degli indiani. Salvo strabuzzare gli occhi quando il primo astronauta indiano metterà piede sulla Luna scendendo da un lander totalmente di progettazione e produzione indigena (se consideri la velocità con la quale avanza il programma spaziale indiano non me ne stupirei affatto).

    [ Nel mentre, se vai su Astrosell ogni tanto trovi qualcuno che prova a vendere a un prezzo demenziale un Carl Zeiss Telementor 63/840... e se leggi quello che scrive, ci vede (capovolta ) una bella marzianina tonica e formosa che si fa la doccia in Hellas Regio dopo aver dimenticato di tirare le tendine al bagno, a 11.840 X, in barba alle leggi dell'ottica e ai limiti teorici di quell'apertura. Immagini contrastate, per carità. Pulite. Pochissimi riflessi. Neutre. Intendiamoci, i doppietti dei Telementor quindi son lavorati e lucidati benissimo, non bene, strabenissimo, e raggiungono tutti i limiti teorici per quell'apertura. Ma sempre 63 a due lenti sono.
    Per cui il più scadente cinesaccio ED da 100 mm di apertura fa vedere TROPPO di più, e meglio. Ma sul Telementor c'è scritto Zeiss, e quindi ci sarà qualcuno disposto a pagarlo una cifra oggettivamente non ragionevole per un 63/840 a due lenti. Allo stesso modo con cui in Italia tanti hanno speso cifre importanti per aggiudicarsi una comunissima Ford Mondeo 2.0 Turbodiesel... con gli interni in pelle e scritto sopra: "Jaguar X-Type".
    ]
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  7. #77
    Nana Rossa L'avatar di stevesp
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Quoto
    I cinesi hanno le tecnologie oggi per fare tutto. Hanno messo in orbita le loro stazioni spaziali e mandato satelliti sulla luna
    Il prodotto e il suo livello qualitativo è una scelta di costi prezzi e posizionamento sul mercato
    Ovvero anche i cinesi possono fare meglio ma a costi diversi

  8. #78
    Nana Rossa L'avatar di Scorza
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Quoto tutto
    Se li paghi ti fanno anche il controllo qualità, tutto è un questine di soldi?
    NEWTON 150/750 SU EQM35 PRO GO TO, BINOCOLO OLYMPUS 10X50 , ASI 120MC-S

  9. #79
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da Huniseth Visualizza Messaggio
    Se il suddetto telescopio di Kim Jong Un fosse arrivato a te invece che a lui .. al tuo posto comincerei ad essere preoccupato.... potrebbe proporti uno scambio con Jennifer Skywatcher...
    Va a sapé... prima fammela vedé la Jennifer, no?...

    se ne vale la pena... ... non morde e non tira calci...

    magari lo scambio potrei anche farlo
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  10. #80
    Pianeta L'avatar di 1Al
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    Re: Nuovi acromatici giganti da tecnosky

    Citazione Originariamente Scritto da Valerio Ricciardi Visualizza Messaggio
    Mah sai, io sono un visualista e nelle ottiche guardo, non credo. E non chiedo loro il passaporto.

    Quando ero bambino piccolo (ma sorprendentemente precoce quanto a percezione del mondo che avevo attorno), si diceva la stessa cosa dei giapponesi, con particolare riferimento a una loro supposta incapacità creativa originale che li rendeva adatti solo a produrre scopiazzature a basso costo di realizzazioni meccanico-elettroniche degli americani od ottiche tedesche. Era gente da transistor a pile e mangiadischi da portarsi in spiaggia, per dire. In effetti, ancora ai primi anni '60 le loro automobili al confronto di quelle europee erano semplicemente imbarazzanti, design scopiazzato dalle vetture americane (solo, più piccole) e motori con soluzioni tecniche da noi già sorpassate.
    Secondo me c'è una differenze sostanziale nel campo degli strumenti ottici, i cinesi sono ormai più di due decenni che sono entrati in campo, a appena adesso iniziano a creare qualcosa di decente. Mentre che io ricordi, i giapponesi quando sono entrati in questo mercato, hanno prodotto quasi fin da subito ottiche straordinarie e non dopo 20 anni di patacconi. Negli scorsi anni mi ero rivolto al mercato del nuovo, con una delusione dietro l'altra, a parte il C9 ma solo relativamente al deep sky. Poi ho deciso di realizzare il mio sogno di un rifrattore puro vintage made in Japan, per l'osservazione dei pianeti, e dalle prime osservazioni che ho fatto sono ben contento della mia scelta. È fatto di un'altra pasta.

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