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    DSJ Deep Sky Journal N° 79 Novembre 2016 - M36

    Arrivati al numero 79 del DSJ (Deep Sky Journal) di Astronomia.com parleremo di un altro oggetto relativamente “semplice” da osservare posizionato in una costellazione facile da individuare grazie alla sua stella alfa Capella, avrete capito che parliamo dell'Auriga e di uno dei suoi ammassi aperti più interessanti… M36!

    FOTO M 36:

    m37a-by-ole-nielsen_med.jpeg
















    M36 è uno degli oggetti più spettacolari e conosciuti del cielo boreale, posizionato in Auriga non distante dalla sua fulgida Capella, fa da corollario ad altri 3 ammassi aperti nella stessa costellazione, M37 e M38.

    Scoperto da Giovan Battista Hodierna prima del 1654 in una data paradossalmente sconosciuta dato che fono a “soli” 30 anni fa la sua scoperta era considerata da parte di Le Gentil nel 1749, si trova alle coordinate celesti di Ascensione Retta +34° 08' 24” e di Declinazione 5h 36m 18s brilla di una magnitudine integrata di +6,3, al limite della visibilità teorica di un buon occhio e sotto un cielo buio, si parla di teorica dato che l'oggetto ha una dimensione apparente di 12'!

    La distanza stimata dal nostro Sole è di circa 4100 anni luce ed è di classe spettrale l3m, il tutto l'ammasso copre una dimensione “reale” di 14 anni luce.

    E' noto anche con le nomenclature di NGC 1960 – CR71- MEL 37 -


    TROVIAMO M36 CON STELLARIUM:


    1.jpg















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    Trovare M36 non è affatto difficile da trovare, addirittura, come abbiamo precedentemente scritto, basta un semplice binocolo per rintracciarlo tra le stelle Menkalinan (Beta Aur +1,9) e Alnath (Beta Tau +1,65), generalmente tracciata una retta immaginaria tra le due brillanti stelle l'ammasso si posiziona a circa metà retta.

    FORSE NON TUTTI SANNO CHE…:

    M36 è un ammasso molto giovane in termini astronomici, le sue componenti si sono formate tutte approssimativamente circa 25 milioni di anni fa e si stima che le stelle realmente legate allo stesso ammasso siano circa 60 componenti dato da uno studio spettrografico sulla velocità di rotazione dell'ammasso; M36 si avvicina a noi a una velocità di 5 km/s

    CONSIDERAZIONI OSSERVATIVE:

    M36 è uno di quegli oggetti che si ri-osservano tutti gli anni, in qualsiasi condizioni purché sia sopra l'orizzonte, le mie considerazioni per questo motivo le riporto in una osservazione effettuate addirittura dal balcone di casa con un rifrattore da 110mm aperto a f7.

    Dagli appunti:
    puntato il rifrattore in direzione dell'Auriga in tardo inverno cerco M36 passando nel frattempo dagli altri “mostri sacri” M37-38, l'ammasso lo trovo già a 31x con la sua forma inconfondibile, a 87.5x è netta la sua forma a “raggiera” formata dalle sue stelle principali, l'ammasso è tutto di ugual colore, un bell'azzurro scuro, molto simili alle Pleiadi, a 175x (8.8mm + Barlow APO 2x) l'ammasso è separato nelle sue componenti principali e la stella doppia al suo centro (STF 737) è accennata sfuocando in intra/extra focale nella sua natura binaria.



    UN POCHINO DI STORIA… (tratto liberamente da Wikipedia):

    220px-GB-Odierna.jpg
    Giovanni Battista Hodierna citato anche come Giovan Battista Odierna Ragusa, 13 aprile 1597 –Palma di Montechiaro, 6 agosto 1660) è stato un presbitero, architetto e astronomo italiano.

    Allievo e studioso della scuola galileiana, Odierna fu tra i più importanti astronomi dell'epoca, e compì, inoltre, studi di botanica,matematica e di ottica.

    In contatto con diversi scienziati dell'epoca, ebbe strette relazioni con l'astronomo Christiaan Huygens.
    Divenne noto in Italia e in Europa per le osservazioni astronomiche e per le effemeridi dei pianeti medicei che gli furono richieste dal granduca di Toscana.

    Molte delle sue scoperte di astronomia furono raccolte in De Admirandis Coeli Characteribus (Palermo, 1654) prima catalogazione sistematica degli oggetti celesti non stellari.

    L'ammasso M47 erroneamente attribuito a Charles Messier è stato scoperto proprio da Giovan Battista Odierna nel 1654.

    Nel 1654 pubblicò gli Opuscoli, quattro operette su questioni di astronomia, ottica, meteorologia. Tra queste, L'occhio della mosca, dedicato all'anatomia degli insetti, offrì un esempio magistrale di indagine naturalistica condotta con l'ausilio del microscopio.

    Diverse delle sue scoperte, in ogni caso, sono rimaste sconosciute sino al XX secolo probabilmente perché queste erano in anticipo rispetto ai tempi e perché la Sicilia era eccessivamente lontana ed isolata rispetto al resto d'Europa.
    Nel corso della sua vita lavorò anche alla progettazione e realizzazione della città di Palma di Montechiaro, fondata nel 1637.

    In suo onore l'asteroide 1990 SE5 è stato chiamato 21047 Hodierna.

    RACCOLTA DSJ DI ASTRONOMIA.COM

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