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  1. #1
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    Sette mondi, di cui tre potenzialmente abitabili, attorno ad una stella vicina

    Nuove osservazioni eseguite dal telescopio spaziale Spitzer della NASA e dall'osservatorio La Silla, in Cile, hanno rivelato che la stella TRAPPIST-1, una nana rossa ultrafredda situata a meno di 40 anni luce dalla Terra, vanta un sistema planetario con ben sette mondi simili in dimensioni al nostro pianeta. Tre di questi pianeti si trovano nella fascia abitabile del loro sistema, ovvero a una dis...
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  2. #2
    Staff • Moderatore Globale L'avatar di Red Hanuman
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    Re: Sette mondi, di cui tre potenzialmente abitabili, attorno ad una stella vicina

    Da News INAF, QUI:

    Sette pianeti per Trappist-1

    Grazie a un’intensa campagna osservativa, condotta con telescopi terrestri e spaziali, un team internazionale di ricercatori ha scoperto che la stella Trappist-1 ospita almeno sette pianeti, tutti di dimensioni simili alla Terra. I dati mostrano che, potenzialmente, sono tutti e sette in grado di ospitare acqua allo stato liquido




    Sale a sette il conto dei pianeti terrestri in orbita attorno a Trappist-1, la nana rossa ad appena 40 anni luce da noi. È passato poco più di un anno dall'annuncio della scoperta di tre pianeti di dimensioni simili alla Terra in orbita attorno a questa stella fredda e di piccola taglia, e oggi, grazie a uno studio condotto con telescopi terrestri e spaziali, scopriamo che la nostra “vicina” di casa ospita un sistema planetario molto più ricco del previsto.
    La scoperta è frutto della collaborazione di un grande team internazionale, guidato da Michaël Gillon dell’Istituto di ricerca Space sciences, technologies and astrophysics research in Belgio, ed è stata pubblicata sull'ultimo numero della rivista Nature. La configurazione particolarmente favorevole del sistema e le ridotte dimensioni della stella hanno permesso uno studio approfondito delle orbite planetarie. Il team ha analizzato il sistema a diverse lunghezze d’onda, dall'ottico all'infrarosso, e per identificare i pianeti ha sfruttato la tecnica dei transiti.
    La campagna osservativa è stata intensa, e ha sfruttato un gran numero di telescopi terrestri, tra cui il Very Large Telescope in Cile, i telescopi Trappist South e North (rispettivamente in Cile e Marocco), lo Uk Infrared Telescope alle Hawaii, i telescopi William Herschel e Liverpool a La Palma e il telescopio dell’Osservatorio astronomico del Sudafrica. Oltre a queste osservazioni, la campagna ha potuto contare anche sul telescopio spaziale Spitzer della Nasa, che ha monitorato il sistema per circa 20 giorni a partire dal 19 settembre scorso.
    I dati raccolti hanno permesso di confermare la presenza di Trappist-1d, di cui fino ad allora era stato possibile misurare solamente due transiti, e hanno evidenziato la presenza di altri tre passaggi periodici. Inoltre, è stata rilevata la presenza di un singolo transito attribuibile ad un settimo pianeta, esterno agli altri.
    Il sistema dunque risulta formato da almeno sette pianeti: Trappist-1b, c, d, e, f, g, h (in ordine di distanza dalla stella madre). Per i sei con le orbite più strette è stata ottenuta una stima dei periodi orbitali, che risultano compresi tra 1.5 e 12.4 giorni. La struttura così osservata sembra suggerire che i pianeti si siano formati in regioni più lontane e si siano poi avvicinati in un secondo momento alla stella.
    Con una massa pari all’8 per cento di quella del Sole, Trappist-1 è una stella di piccolissima taglia, circa 80 volte le dimensioni di Giove. Sebbene si trovi abbastanza vicina a noi, ovvero a poco meno di 40 anni luce, la sua luce risulta molto debole. Gli scienziati si aspettavano di trovare sistemi planetari composti da più pianeti terrestri in orbite strette attorno a nane rosse, ma Trappist-1 è la prima in assoluto ad essere stata scoperta.
    Le orbite dei sette pianeti sono molto strette, per capirci si trovano quasi tutte comprese entro l’orbita di Mercurio attorno al Sole. Tuttavia, a causa delle dimensioni ridotte di Trappist-1 e della sua bassa temperatura superficiale, i pianeti ricevono un’energia confrontabile con quella che colpisce i pianeti interni del Sistema solare. A livello teorico, tutti e sette i pianeti potrebbero ospitare acqua allo stato liquido sulla loro superficie, anche se, sulla base delle loro distanze dalla stella, alcuni candidati sono più solidi di altri. I modelli indicano infatti che i pianeti più interni (Trappist-1b, c, d) potrebbero essere troppo caldi.


    «Il sistema multiplo di pianeti terrestri transitanti individuato attorno a Trappist-1 è straordinario sotto diversi aspetti», commenta a Media Inaf Alessandro Sozzetti, ricercatore all’Osservatorio astrofisico dell’Inaf di Torino. «Innanzitutto, è il primo sistema contenente pianeti di tipo terrestre nella fascia di abitabilità (quell’intervallo di distanze da una stella entro il quale un pianeta di tipo roccioso con un’atmosfera può potenzialmente avere acqua allo stato liquido sulla superficie) per i quali sia stato possibile determinare sia pur in modo preliminare la loro densità, e quindi la composizione interna, scoprendo che sono probabilmente rocciosi come la nostra Terra. In secondo luogo, tre dei sette pianeti del sistema sono soggetti a livelli di irraggiamento da parte della stella centrale simili a quelli che Venere, la Terra e Marte ricevono dal nostro Sole, e se posseggono un’atmosfera di tipo terrestre potrebbero avere oceani sulla superficie. Inoltre, la bassissima luminosità e le dimensioni paragonabili al nostro Giove rendono gli eventi di transito dei pianeti in fascia abitabile frequenti e facili da rivelare, aprendo la possibilità della caratterizzazione dettagliata delle loro proprietà atmosferiche con strumentazione di punta già esistente».
    Tutti aspetti che rendono ancora più interessante il sistema di Trappist-1, sicuramente uno dei primi candidati per le prossime campagne osservative con i telescopi spaziali Hubble e James Webb, che inizierà le proprie attività scientifiche tra circa un anno. Grazie a telescopi di prossima generazione come il James Webb e lo European Extremely Large Telescope saremo in grado di indagare la presenza di acqua su pianeti extrasolari, e forse anche di identificare quelli che ospitano qualche forma di vita.
    «Questa scoperta è importante non solo dal punto di vista scientifico, ma anche culturale», sottolinea infine Nichi D’Amico, presidente dell’Istituto nazionale di astrofisica. «Sapere con sempre maggiore sicurezza che oltre il nostro Sistema solare ci sono luoghi potenzialmente favorevoli alla vita è semplicemente affascinante».
    Per saperne di più:




  3. #3
    Gigante L'avatar di Riccardo_1
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    Re: Sette mondi, di cui tre potenzialmente abitabili, attorno ad una stella vicina

    Ok, come avevo scritto nell'altra discussione chiusa la cosa interessante è la relativa vicinanza del sistema: solo 39 anni luce.

    Il che significa che possiamo quantomeno ipotizzare, basandoci su ipotetici - ma con solide basi scientifiche - sviluppi della tecnologia di oggi, una sonda che in 200 anni circa arrivi in quel sistema e in 40 anni rimandi indietro quanto scoperto.
    Orion Optics VX8L + base dobson autocostruita. Oculari: Maxvision 68°: 28mm, 16mm; Plossl 10mm; (T-Japan Orto 7mm); Barlow 2.25/1.3x.

  4. #4
    Nana Bruna L'avatar di Stefanone
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    Re: Sette mondi, di cui tre potenzialmente abitabili, attorno ad una stella vicina

    Hanno messo un sito internet on line:
    http://www.trappist.one/#

  5. #5
    Staff • Autore L'avatar di corrado973
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    Re: Sette mondi, di cui tre potenzialmente abitabili, attorno ad una stella vicina

    Permettetemi di linkarvi anche la Fonte Eso:

    http://www.eso.org/public/italy/news/eso1706/


    In particolare se andate nelle Note potrete cliccare e conoscere la strumentazione che che ha aiutato la squadra in questa grande impresa
    Dobson gso 10",oculari:30mm,25mm,16mm,9mm,5mm. Barlow televue 2x,vari binocoli.
    Fotocamera bridge Panasonic FZ72 S C B2 La Sardegna col Bepop2

  6. #6
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    Re: Sette mondi, di cui tre potenzialmente abitabili, attorno ad una stella vicina

    Forse questa è una delle scoperte più importanti degli ultimi anni, resta da vedere cosa faranno per continuare gli studi su questo sistema solare.
    ......e così scoprii la luce..... www.beyondtheligth.com
    Grag . Galleria Flickr:https://www.flickr.com/people/146316700@N05/

  7. #7
    SuperGigante L'avatar di Alfiere
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    Re: Sette mondi, di cui tre potenzialmente abitabili, attorno ad una stella vicina

    Dunque, io appoggio chi dice che la nasa attualmente ha bisogno di fare ascolti. E fa leva sulla fantasia delle persone, "wow che bello immagina poterci vivere, viaggi spaziali, la gemella della terra, ecc ecc"

    Purtroppo seppur all'atto pratico dei fatti questa notizia ha del sensazionale, quando la si analizza razionalmente ci si rende conto, e ci si scontra con i problemi pratici derivanti dal vivere attorno a una nana rossa.

    Problema 1: Essendo molto più fredda di una stella di tipo G (nana gialla, sole) la fascia abitabile è ridotta e molto più vicina alla stella, questo potrebbe portare i pianeti a una rotazione sincrona, come la luna, senza quindi alternanza di giorno e notte e di fatto renderli abitabili solo nella stretta lingua di terra di alba/tramonto, senza contare che quasi sicuramente a quelle distanze (dipende dalla stella ma non più lontano di mercurio per capirci) la gravità dell'astro causerebbe il totale blocco mareale, che andrebbe di paripasso, come detto con la rotazione sincrona.

    Problema 2: Fotosintesi... Una stella di questo genere produce molta meno luce, meno energia, e quindi l'innescarsi della fotosintesi sarebbe più complesso, i "vegetali" sarebbero completamente diversi, a patto che ve ne siano, e adattati a raccogliere quanta più luce ed energia possibile, li immaginerei molto più scuri che qui sulla terra per esempio. Altro problema è che la stessa, a causa della rotazione sincrona potrebbe esistere solo di fatto sulla faccia di pianeta rivolta alla stella e considerando che il sole sarebbe sempre nello stesso punto del cielo in tutte le zone d'ombra sarebbero impossibile, immaginate un rilievo montuoso, l'ombra proiettata sarebbe costantemente in un punto.

    Problema 3: Variabilità.... Il sole è fondamentalmente una stella tranquilla, ma quando alcuni brillamenti ci hanno raggiunto sono successe cose piuttosto spiacevoli, e non mi riferisco alle aurore boreali dell'equatore, ma al collasso della rete elettrica, molto sensibile e assolutamente non schermata.
    Ora, immaginatevi di essere a 0,3 o 0,1 UA dalla vostra stella..... Oltretutto le nane rosse sono di fatto più instabili delle nane gialle e un brillamento del genere potrebbe sterilizzare le faccia del pianeta rivolta verso la stella, a patto che sia sincrona la rotazione, o tutto il pianeta se non lo fosse.

    Oltre a quelli elencati, che ritengo i NON ovvi, c'è poi una serie di problemi OVVI. Se non hanno atmosfera? (Luna) se non hanno un adeguato campo magnetico? (Marte) Se hanno troppa atmosfera? (Venere) a quella distanza oltretutto un anno durerebbe qualche giorno.......

    Tuttavia esiste anche un lato positivo, la longevità.
    La vita potrebbe durare più a lungo attorno a una nana rossa perchè la stella durerebbe di più.
    Il nostro sole è a metà della sua vita, ma in realtà il tempo di "utile" restante è molto meno, perchè verso la fine, quando l'idrogeno inizierà a scarseggiare il nostro sole diventerà una gigante rossa, espandendosi fino all'orbita di marte, con le ovvie conseguenze.

    Mi spiace stemperare gli animi, di sicuro siamo di fronte ad una scoperta senza eguali, ma va presa per quel che è.
    Astronomia: Skywatcher Mak 127; USM 15x70
    Natura: GHT10x42ED; Habicht-7x42GA; EL 8.5x42 Swarovision; Terra pocket 8x25 ED

  8. #8
    Staff • Autore L'avatar di Enrico Corsaro
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    Re: Sette mondi, di cui tre potenzialmente abitabili, attorno ad una stella vicina

    Per rispondere anche a @Gianluca97.
    Sapete qual è la verità? Che nessuno sa bene come definire una zona abitabile.
    Oltre ad esserci varie definizioni, quella astronomica, quella esobiologica, quella chimica, ecc. in realtà nessuna di queste da sole è sufficiente a fornire delle condizioni ottimali.

    Nel caso specifico di questo sistema, c'è un problema di fondo non indifferente. La forte attività magnetica di una stella come una nana ultrafredda. In pratica è molto probabile che in un passato, relativamente remoto, una eventuale atmosfera planetaria per qualunque dei pianeti in esame, possa essere stata letteralmente spazzata via dal vento stellare, indotto dalle linee di campo magnetico aperte provenienti dalla grossa regione convettiva di questo tipo di stelle.

    In altre parole ciò vale a dire che questi pianeti oggi, potrebbero con buona probabilità essere completamente desertificati, o gelidi, poichè la loro atmosfera sarebbe stata estirpata già molto tempo fa.

    Bisognerà aspettare JWST per studiare meglio l'eventuale atmosfera di questi pianeti. Ma anche li non basterà, poichè non sappiamo ad oggi che tipo di magnetosfere essi possano avere, e se dunque ciò è sufficiente a fornire le condizioni radiative sufficienti a far sviluppare vita.

    Insomma è un bel grattacapo, ma la NASA la conosciamo bene, ha bisogno di attirare l'attenzione dei media (come non dargli torto d'altronde), per poter finanziare i suoi progetti.

  9. #9
    SuperGigante L'avatar di Alfiere
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    Re: Sette mondi, di cui tre potenzialmente abitabili, attorno ad una stella vicina

    Grazie Enrico, io sono stato semplicemente più "sanguigno" ma la pensiamo allo stesso modo.

    Però, c'è il però....... Se penso che a distanza di pochi anni dalla scoperta del primo esopianeta siamo arrivati a scoprire un intero sistema di pianeti "terrestri" dietro l'angolo (astronomicamente parlando) non oso immaginare fra qualche anno.....

    Siamo ad ogni modo molto molto lontani dal poter anche solo immaginare di raggiungerli, anche solo con una sonda.
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  10. #10
    Staff • Autore L'avatar di Enrico Corsaro
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    Re: Sette mondi, di cui tre potenzialmente abitabili, attorno ad una stella vicina

    Si assolutamente. La cosa incoraggiante è che è molto probabile che sistemi di questo tipo, magari con stelle più simili al sole di quanto non sia TRAPPIST-1, siano molto comuni nella nostra Galassia.
    E' sicuramente interessante, però ecco il mio consiglio è: sempre piedi molto ben saldi a terra con questo tipo di annunci, perchè nella maggior parte dei casi si rivelano delle cavolate enormi, scientificamente parlando.

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