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  1. #1
    Meteora L'avatar di Aquilae
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    Exclamation Etna: parossismi, tremori e boati. C'è da preoccuparsi?

    L’Etna non si ferma più: nuovo forte parossismo dopo l’attività di ieri. Fortissimi boati avvertiti in tutti i comuni più vicini sino al comprensorio di Taormina.
    L’Etna di nuovo in eruzione da stamattina. E’ in corso un nuovo parossismo avvertito nei centri dell’etneo sino anche al comprensorio di Taormina.
    Quello odierno è il 7° episodio parossistico delle ultime due settimane. L’episodio è ancora nella sua fase iniziale. Da tutta l’area etnea (Acireale, Giarre, Riposto) si possono ascoltare, ormai da oltre un’ora, forti boati dovuti alle esplosioni provenienti dalla bocca nuova.
    L’attività di ieri era stata abbastanza particolare con un episodio di forte attività stromboliana e piccole fontane di lava all’interno della Bocca Nuova sin dalla mattinata.
    E’ un evento simile agli episodi osservati al medesimo cratere fra metà gennaio e inizio febbraio, però si può osservare anche attività esplosiva alla voragine, che dal 1999 non aveva prodotto attività magmatica.


    Sabato 23 febbraio una nube di materiale piroclastico (cenere e scorie) è stata spostata dal forte vento verso nord-est, con conseguenti ricadute di scorie nella zona di Linguaglossa e lungo la costa ionica fino a Messina; ricadute di cenere sono state segnalate anche dalla Calabria e addirittura in Puglia!

    Come da titolo, c'è da preoccuparsi o rientra tutto nella piena normalità?
    Grazie anticipatamente per le risposte.

  2. #2
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    Re: Etna: parossismi, tremori e boati. C'è da preoccuparsi?

    Citazione Originariamente Scritto da Aquilae Visualizza Messaggio
    L’Etna non si ferma più: nuovo forte parossismo dopo l’attività di ieri. Fortissimi boati avvertiti in tutti i comuni più vicini sino al comprensorio di Taormina.
    L’Etna di nuovo in eruzione da stamattina. E’ in corso un nuovo parossismo avvertito nei centri dell’etneo sino anche al comprensorio di Taormina.
    Quello odierno è il 7° episodio parossistico delle ultime due settimane. L’episodio è ancora nella sua fase iniziale. Da tutta l’area etnea (Acireale, Giarre, Riposto) si possono ascoltare, ormai da oltre un’ora, forti boati dovuti alle esplosioni provenienti dalla bocca nuova.
    L’attività di ieri era stata abbastanza particolare con un episodio di forte attività stromboliana e piccole fontane di lava all’interno della Bocca Nuova sin dalla mattinata.
    E’ un evento simile agli episodi osservati al medesimo cratere fra metà gennaio e inizio febbraio, però si può osservare anche attività esplosiva alla voragine, che dal 1999 non aveva prodotto attività magmatica.


    Sabato 23 febbraio una nube di materiale piroclastico (cenere e scorie) è stata spostata dal forte vento verso nord-est, con conseguenti ricadute di scorie nella zona di Linguaglossa e lungo la costa ionica fino a Messina; ricadute di cenere sono state segnalate anche dalla Calabria e addirittura in Puglia!

    Come da titolo, c'è da preoccuparsi o rientra tutto nella piena normalità?
    Grazie anticipatamente per le risposte.
    Per quanto ne so, l'Etna è un vulcano prevalentemente effusivo, anche se in parte è anche esplosivo. Grossi problemi per le persone non dovrebbero esserci, mentre rischiano senz'altro di più le cose.
    Ultimamente, però, ho letto da qualche parte che qualcuno sostiene che l'Etna è destinato a diventare come il Vesuvio (sta cambiando il tipo di lava). Ma il cambiamento non era dato per così imminente....

  3. #3
    Meteora L'avatar di Aquilae
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    Arrow Re: Etna: parossismi, tremori e boati. C'è da preoccuparsi?

    Ehi Red , tra te e l'Etna non so chi sia il mostro! Sei preparatissimo su tutto!

    Comunque, credi che ci siano collegamenti con gli ultimi terremoti di questi giorni intorno alla mia amata isola? Dai dati dell'INGV rientrano nella categoria della "normalità" delle zone, certo, non quelle proprio in prossimità del vulcano, ma quelle nel golfo di Patti e Milazzo ad esempio?
    Grazie.

    Giarre.jpg

    Giarre ricoperta di cenere!
    Ultima modifica di Aquilae; 28-02-2013 alle 16:33

  4. #4
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    Re: Etna: parossismi, tremori e boati. C'è da preoccuparsi?

    Citazione Originariamente Scritto da Aquilae Visualizza Messaggio
    Ehi Red , tra te e l'Etna non so chi sia il mostro! Sei preparatissimo su tutto!
    Mica tanto. Leggiucchio solo qua e là, e a volte mi rimane in testa quello che leggo...

    Citazione Originariamente Scritto da Aquilae Visualizza Messaggio
    Comunque, credi che ci siano collegamenti con gli ultimi terremoti di questi giorni intorno alla mia amata isola? Dai dati dell'INGV rientrano nella categoria della "normalità" delle zone, certo, non quelle proprio in prossimità del vulcano, ma quelle nel golfo di Patti e Milazzo ad esempio?
    Grazie.

    Giarre.jpg

    Giarre ricoperta di cenere!
    No, non credo che ci siano particolari collegamenti. Terremoti di 3° - 4° grado sono piuttosto normali in Italia.
    E comunque, prevedere un terremoto o un'eruzione mi sa che per ora è fuori dalla portata degli scienziati.
    Fai conto che c'è appena stato un terremoto anche nella vicina (a me) Svizzera. E non è certo considerata zona sismica.....

  5. #5
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Etna: parossismi, tremori e boati. C'è da preoccuparsi?

    Se posso essere utile, non è che "l'Etna è destinato a diventare come il Vesuvio", casomai come normale in ogni vulcano è in atto un processo di differenziazione nella camera magmatica del vulcano stesso, che sta lentamente facendo variare il chimismo medio delle lave.
    Che cos'è la differenziazione? Un processo assolutamente normale, che fa si che nei lunghi periodi in cui la camera magmatica non è "rifornita" da nuovi apporti di calore provenienti dal mantello esterno - che producono fusioni parziali e locali al di sotto della camera magmatica, essa tenda mediamente a diminuire mooooooooooooolto lentamente di temperatura.
    Ora, dobbiamo immaginare la camera magmatica non come una grande caverna piena di lava che ribolle, ma casomai... come la mammella di una mucca. O una immensa spugna con gli alveoli pieni di materiale semifuso o meglio quasi/fuso, e comunicanti fra loro.
    Come la mammella di una mucca non è un serbatoio di latte, ma una ghiandola che è pronta a produrlo quando stimolata dalle testatine che gli dà il vitello, e come una spugna quando è piena zuppa ma nessuno la preme non fa uscire liquido, allo stesso modo la camera magmatica contiene materiale che sarebbe allo stato liquido, per via della temperatura in cui si trova, se non fosse che la pressione sovrastante è tale da mantenere il tutto ancora più o meno solido.

    Perché a parte l'acqua, ogni materiale è più compatto allo stato solido piuttosto che liquido.
    L'acqua è anomala: comprimendo il ghiaccio se ne può ottenere la fusione, ed è questo che rende possibile il pattinaggio sul ghiaccio: l'attrito è minimo perché le lame scivolano su un sottilissimo strato d'acqua che rigela appena dopo il passaggio del pattinatore, il cui peso l'aveva creato.
    Ed è la ragione per cui il ghiaccio galleggia nel suo liquido, mentre un pezzo di ferro affonda subito nel ferro fuso.

    Ma con tutto il resto dei solidi noti, è il contrario.
    Per cui se comprimi una cosa che di poco è fusa, a furia di comprimere quando raggiungi un livello adeguato di pressione ne ottieni il consolidamento. E nelle viscere della terra si parla di Kilobar, laddove le ruote della nostra auto le gonfiamo a una pressione di 1,9-2,3 bar.
    Questo fatto è importantissimo in vulcanologia.
    Una eruzione avviene quando la pressione dei gas disciolti in profondità supera la resistenza delle rocce sovrastanti, riesce ad allargare di poco le fratture già esistenti, e crollando la pressione sovrastante le rocce parte del contenuto della camera magmatica può fondere e, spinto dai gas, risalire. Si può dire che la lava diventa liquida... all'atto dell'eruzione, non prima. I gas in essa disciolti, che a quel punto possono espandersi, sono il "motore" che porta il tutto in superficie, in modo più tranquillo o più esplosivo.

    Ma perché dovrebbe variare la composizione delle lave col tempo? Perché la lava in effetti è un fuso costituito dalla fase liquida di diversi minerali: silicati, anfiboli, pirosseni, miche, olivine, plagioclasi e così via.
    Ognuno ha la sua composizione chimica.
    A seconda della sua composizione, ognuno ha un punto di fusione proprio.
    Alcuni più alto, altri più basso. e lì è il succo del problema.

    Se si abbassa pian piano - mancando un nuovo apporto rilevante di calore o di fluidi provenienti dal mantello esterno da sotto in quel momento - la temperatura nella camera magmatica, inizieranno a consolidare per primi i minerali a temperatura di fusione più alta; poi, via via, quelli a temperatura di fusione più bassa. Quelli che consolidano tendono a formarsi - non tanto a depositarsi perché come detto non è un serbatoio pieno di liquido dentro un solido, come una grotta - ai margini della camera magmatica, ossia ai bordi, verso il basso e verso l'alto, dato che è dai margini esterni che le cose calde tendono a raffreddarsi (chi abbia addentato una patata appena lessata che fuori sembrava già abbastanza stiepidita lo impara bene già dalla prima volta).

    E poiché i minerali di cui è composto quello che schematicamente chiamiamo "magma" hanno chimismi diversi, ossia diverse proporzioni fra gli elementi, se "tolgo da un lato" un cristallo che prima era parte del tutto, e che è ricchissimo di ferro, bé, alle analisi percentualmente quel che resta... avrà in proporzione meno ferro.

    Col passare del tempo, Ferro, Calcio ed anche Magnesio tendono prima di altri elementi a diminuire percentualmente in peso sul totale; potassio, sodio e silicio, ad aumentare. E purtroppo in particolare il Silicio conferisce a una lava una viscosità tanto maggiore quanto più è abbondante.
    E più una lava è persilicica (vengono proprio per ragioni di viscosità divise in iposiliciche, normosiliciche o volendo mesosiliciche, e appunto persiliche) più a parità di temperatura di eruzione risulterà viscosa; lava viscosa, difficoltà di espulsione dal condotto, difficoltà di degassificazione, eruzione esplosiva perché per "togliere il tappo" sarà necessaria una pressione accumulata molto maggiore.

    Il Vesuvio è un ottimo esempio, purtroppo, di vulcano il cui processo di differenziazione magmatica è andato molto avanti, a partire dall'ultima eruzione "di fine ciclo" che è quella del 79 d.C descritta da Plinio, e più tempo passa, più la probabilità di una eruzione altamente esplosiva e distruttiva sono alte.

    Anche le lave dell'Etna pare stiano lentamente un poco differenziandosi in una direzione, al solito, di un genere di composizione delle lave adatte ad effusioni un poco più viscose; ma il suo chimismo di base, tendenzialmente basaltico per la maggior parte della sua storia - e quindi iposilicico - ne rende le sue lave relativamente fluide, poco viscose, propense ad una degassazione placida e poco violenta, e le sue eruzioni prevalentemente effusive, tranquille, magari imponenti come quantità di materiale diffuso ma incomparabilmente meno pericolose al confronto di un Vesuvio in fase pre-pliniana (come pare proprio sia grossomodo adesso, purtroppo) anche se non stra-tranquille come quelle basaltiche pure del Manua Kea e del Manua Loa.
    INQUINAMENTO LUMINOSO- segnala impianti illegali nel territorio laziale, protetto dalla L.R. n. 23/2000: www.laziostellato.org

  6. #6
    SuperNova L'avatar di SVelo
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    Re: Etna: parossismi, tremori e boati. C'è da preoccuparsi?

    a partire dall'ultima eruzione "di fine ciclo" che è quella del 79 d.C descritta da Plinio
    Siccome l'ultime eruzione è del 1944, c'è forse differenza, perciò specifichi "di fine ciclo"? Cosa vuol dire?
    Non credo in nessun dio, né nell'amore, né nella giustizia, credo solo nella Scienza e nell'amicizia. Da quest'ultima vengo spesso delusa, ma continuo a crederci...

  7. #7
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Etna: parossismi, tremori e boati. C'è da preoccuparsi?

    Semplicemente, sembrerebbe che tutta la storia della progressiva differenziazione dei magmi abbia un andamento ciclico. La cosa si è iniziata a sospettare quando si son trovate le tracce incontrovertibili di un'altra eruzione di quelle che chiameremmo "pliniane" (e che in tutto il mondo son chiamate così proprio dall'eruzione del 79 d.C. che distrusse fra gli altri centri anche Ercolano e Pompei) avvenuta agli albori dell'età del bronzo, circa nel 2000 a.C.
    E sin qui...
    ...poi però ne è saltata fuori un'altra in età neolitica, circa 2000 anni prima... ossia attorno al 4000 a.C. e allora sono iniziati studi più approfonditi.
    Parrebbe proprio - con tutti i condizionali del caso - che un periodo di differenziazione magmatica tenda a concludersi con una eruzione particolarmente violenta, di tipo appunto pliniano (come quella del Mt. St. Helens del 1980, o del Krakatoa del 1883 e prima del Tambora nel 1815...). La durata del ciclo, ovviamente, non è rigida, dopo la "fine ciclo" con una eruzione violentissima, si avrebbe una lenta rialimentazione della camera magmatica, che inizierebbe fra un'eruzione e l'altra stavolta molto meno esplosive un nuovo processo di differenziazione.

    E' quella del 1944 l'ultima eruzione "gestibile" prima del Grande Botto Fine di Mondo? Non si sa. Forse più no che si. E' sicuro al 100% che magari dopo una o due eruzioni assisteremo di nuovo a nubi ardenti, lahar (colate di fango bollente misto a prioclasti), distruzione totale al 100%? No, però... però sembrerebbe che l'andazzo sia quello. Senza certezze di sorta.

    ...vedremo noi il Grande Cataclisma (grande solo perché in area parossisticamente e disordinatamente popolata)?
    Non ne ho davvero idea. Forse noi no, forse nemmeno i nostri figli, se tutto va bene.
    Ma a un dato punto, purtroppo, quella del Vesuvio è una cambiale che andrà pagata. E a caro prezzo, con buona pace di tutto l'abusivismo edilizio e di tutti i vari condoni susseguitisi nei decenni che lo hanno di fatto esaltato e incentivato (anche per la mentalità locale di base che quanto al rapporto con regole e pianificazione è quel che è).
    INQUINAMENTO LUMINOSO- segnala impianti illegali nel territorio laziale, protetto dalla L.R. n. 23/2000: www.laziostellato.org

  8. #8
    Nana Rossa L'avatar di Beppe
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    Re: Etna: parossismi, tremori e boati. C'è da preoccuparsi?

    Se non sbaglio uno dei problemi potrebbe essere lo spostamento di una falda acquifera che potrebbe entrare in contatto con la camera magmatica... Comunque finchè persistono fenomeni effusivi non dovrebbe esserci aumento di pressione nella camera, è quando entrano in stato di quescienza che diventano pericolosamente imprevedibili..
    Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate (C.L.Strauss)

  9. #9
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Etna: parossismi, tremori e boati. C'è da preoccuparsi?

    Non sbagli affatto, quanto al Vesuvio, ma il vulcano che là intorno più rischierebbe, forse, di vivere un disastro del genere (che si chiama appunto eruzione freato-magmatica), evento straordinariamente violento, esplosivo e distruttivo, è il basso e poco considerato vulcano Solfatara, ossia il più attivo dei complessi dei Campi Flegrei, un'area di una pericolosità semplicemente spaventosa, che in tempi passati ha visto forse l'eruzione più apocalittica di cui il continente europeo "abbia memoria".
    Si ritiene che la più grande eruzione freato-magmatica di cui è restata traccia abbia prodotto più ejecta (materiale a vario titolo e di varia natura espulso) e liberato più KJ di energia dell'eruzione di Santorini, cui gli archeologi riconoscono un ruolo sostanziale nella fine della civiltà minoica.
    Quasi affacciate ai margini della Solfatara, nelle more nei primi anni '80 son state costruite leggiadramente addirittura case popolari, fra la soddisfazione [anche economica] della classe politica locale e il plauso (sotto forma di entusiastici voti di ritorno) della popolazione locale.

    A noi bastano poche generazioni per dichiarare "spento" un apparato vulcanico in fase di quiescenza; sulla scala geologica, alcune generazioni umane valgono pochi rintocchi della pendola prima della mezzanotte.
    Sul Mt. St. Helens sciavano sino a pochi mesi prima della catastrofe del 1980, e i - per fortuna pochi -abitanti della zona sapevano molto genericamente trattarsi di un vulcano, per la fertilità dei suoli circostanti.
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  10. #10
    SuperNova L'avatar di SVelo
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    Re: Etna: parossismi, tremori e boati. C'è da preoccuparsi?

    (anche per la mentalità locale di base che quanto al rapporto con regole e pianificazione è quel che è).
    Questa te la potevi risparmiare
    Non credo in nessun dio, né nell'amore, né nella giustizia, credo solo nella Scienza e nell'amicizia. Da quest'ultima vengo spesso delusa, ma continuo a crederci...

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