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  1. #1
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    DSJ Deep Sky Journal N° 88 Agosto 2017 (IC4997)

    Nel numero 88 del DSJ di Astronomia.com porteremo all'attenzione un oggetto che farà particolarmente piacere ai bravissimi visualisti astrofili, soprattutto del forum di Astronomia.com; infatti parleremo di un DSO particolarmente ostico nella sua osservazione fine, ma che, al contrario, può essere individuata addirittura sotto cieli non particolarmente bui, parliamo di una splendida e difficile nebulosa planetaria, parliamo di IC 4997.

    FOTO IC 4997

    IC_4997-HST-R555GB814.png














    scoperta da Williamina Fleming nel 1896, la IC 4997 è nota tra gli astrofili come la Nebulosa Chicco di Grano data la sua limitata dimensione apparente e la sua forma allungata, proprio come un chicco di grano.

    Rintracciabile alle coordinate celesti di Ascensione Retta 20h 20m 8,67s e di Declinazione +16° 43' 53,1” è una nebulosa dalla stravagante magnitudine, infatti la Magnitudine Integrata si attesta sui +11,6 mentre la Luminosità Superficiale, generalmente molto più ostica del parametro poco sopra espresso, si attesta addirittura a +3,47, questo si spiega con la ridotta Dimensione Apparente del DSO , solo 1,6” che la rende un oggetto praticamente stellare e dalla buona luminosità apparente.

    Essendo una nebulosa planetaria ha una stella centrale di +14,4 (invisibile in visuale anche in strumenti “generosi”) e si trova ad una distanza di circa 25.000 anni luce da noi!

    TROVIAMO IC 4997 CON STELLARIUM:

    1.jpg











    2.jpg











    3.jpg











    trovare la nebulosa non è particolarmente difficile se si tralascia il fatto che anche a medi ingrandimenti risulterà essere sempre di aspetto stellare. Per aiutarci possiamo prendere come riferimento 2 costellazioni arcinote del cielo estivo, la Freccia e il Delfino, e disegnare una retta immaginaria che unisca Rotanev (Beta Del +4,10) e 16 Sge (la punta della costellazione della freccia +5,05), la nebulosa si troverà pressappoco a metà retta.

    CONSIGLI OSSERVATIVI:


    Ho osservato varie volte questo oggetto con risultati sempre diversi, nonostante la limitata dimensione apparente potrebbe sconfortare i più, diciamo che l'unica cosa che lega e che ha legato ogni mia osservazione è quella di discernere la nebulosa dalle stelle di campo, anche a forti ingrandimenti.

    Ma come fare quindi per riconoscerla una volta arrivati nella porzione di cielo interessata?

    Personalmente (ma altri potrebbero usare diversi espedienti!) utilizzo il metodo del Blinking, e cioè di passare un filtro nebulare (UHC o OIII), in questo caso l'OIII, con la mano appena sopra l'oculare; la grande reazione delle nebulose planetarie a questi filtri aiuta a risolvere oggetti di questa natura particolarmente ostici dalle stelle di fondo.

    CONSIDERAZIONI OSSERVATIVE:


    gli ultimi miei appunti risalgono alla notte del 15/7/2015 con una serata dal valore SQM di 21,11 e umidità relativa ferma all'81%, strumento CPC 1100 oculari ES da 82°:

    dagli appunti:
    IC 4997 (10.5):
    piccola, quasi impercettibile, ci ho lasciato una buona mezz’ora per tirarla fuori degli oggetti in prospettiva, a fianco a 2 stelle che sembrano apparentemente doppie, la planetaria è di aspetto stellare dove solo a 200x con filtro UHC-S si capisce l’aspetto nebulare, leggermente oblunga NE/SW

  2. #2
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    Re: DSJ Deep Sky Journal N° 88 Agosto 2017 (IC4997)


    UN POCHINO DI STORIA (TRATTO LIBERAMENTE DA WIKIPEDIA…)


    220px-Nasir_al-Din_Tusi.jpg
    Naṣīr al-Dīn al-Ṭūsī (persiano: نصير الدين الطوسي, trascritto anche Nassir Eddin al-Tusi; Ṭūs, febbraio 1201– Baghdad, 26 giugno 1274) è stato un astronomo e matematico persiano.
    Fu anche fisico, chimico, biologo, filosofo, teologo, ma soprattutto uno studioso con approccio interdisciplinare, al servizio di Hülegü (Hulagu Khan)

    Nacque nella antica città di Ṭūs, nelle regioni nord-orientali iraniche del Razavi Khorasan, in una famiglia presumibilmente smailita. Perdette il padre in giovane età e intraprese con impegno e serietà l'attività di studente e studioso.
    Da giovane si trasferì a Nishapur per studiare filosofia sotto la guida di Farīd al-Dīn al-ʿAṭṭār e matematica, grazie agli insegnamenti di Muḥammad Ḥaṣīb.
    Successivamente si recò nel Quhistan per inserirsi nella comunità ismailita come novizio.
    Ṭūsī fu coinvolto dall'invasione dei Mongoli e assistette al collasso del potere politico ismailita. In seguito a questo sconvolgimento politico, Ṭūsī prestò il suo servizio del condottiero Hulagu Khan; questo periodo fu molto produttivo, dato che Tusi scrisse approssimativamente centosessantacinque opere di argomenti vari, occupanti tutto lo scibile umano

    Dette la prima esposizione completa del sistema di trigonometria piana e sferica.

    Astronomia e geometria

    Tusi convinse Hulegu a costruire un osservatorio astronomico per migliorare le conoscenze in materia. Iniziato nel 1259, il Rasad-e Khaneh fu costruito ad ovest di Maragheh, la capitale dell'Ilkhanato mongolo persiano. Grazie alle sue osservazioni, Tusi realizzò tabelle delle posizioni e dei movimenti planetari molto accurate e dette nome ad alcune stelle
    .
    Il suo lavoro si può considerare uno dei più completi svolti fino al suo tempo e si dovette attendere almeno quello di Niccolò Copernico, per assistere a un ulteriore balzo in avanti nei modelli astronomici. Il lavoro e le teorie che elaborò Tusi possono essere paragonati a quelli dell'astronomo cinese Shen Kuo vissuto nell'XI secolo.
    Per i suoi modelli astronomici, inventò una tecnica geometrica che prese il suo nome, in grado di generare moti lineari dalla somma dei moti circolari; con questa tecnica fu capace di rimpiazzare le equazioni tolemaiche, di calcolare il valore della precessione degli equinozi; inoltre perfezionò la tecnica di calcolo delle declinazioni e contribuì alla costruzione di alcuni strumenti astronomici, tra i quali l'astrolabio.

    Tusi fu anche il primo a presentare osservazioni empiriche evidenzianti la rotazione terrestre, usando come parametro di riferimento la posizione delle comete. Le argomentazioni addotte da Tusi furono simili a quelle usate da Niccolò Copernico nel 1543 per spiegare la rotazione della terra
    […]

    Matematica

    Tusi fu probabilmente il primo ad occuparsi di trigonometria come una disciplina separata dalla matematica, e nel suo trattato Trattato sui quadrilateri, fornì la prima esposizione completa di trigonometria sferica riuscendo ad essere il primo ad elencare i sei distinti casi di un triangolo retto nella trigonometria sferica.
    Nel suo trattato On the Sector Figure, formulò la famosa legge dei seni per i triangoli piani:



    I suoi studi matematici approfondirono le leggi dei seni e delle tangenti relative ai triangoli oltre al calcolo delle radici dei numeri interi.
    A lui sono dedicati il cratere Nasireddin sulla Luna e l'asteroide 10269 Tusi.

    RACCOLTA DSJ DI ASTRONOMIA.COM

  3. #3
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    Re: DSJ Deep Sky Journal N° 88 Agosto 2017 (IC4997)

    aggiunto il DSJ di agosto.

    buona lettura
    Etruscastro

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