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  1. #1
    Nana Bruna L'avatar di kernberg
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    Mak vs SC in fotografia planetaria

    Vi pongo questo quesito perché in rete si leggono pareri assai discordanti, forse se ne è già parlato sul forum ma non ho trovato nulla (nel caso prego di reindirizzarmi alla discussione specifica). A parità di diametro, montatura, oculari, quale dei due strumenti è più indicato per fotografia planetaria? Mak o SC?
    La situazione cambia a seconda del cielo (ho letto che fotografia planetaria dipende soprattutto da seeing, meno da IL)?
    Orion Skyquest XT8i 203/1200; Skywatcher Mak 127/1500 AZ GTi Wi-Fi; Binocolo Busch 11x80

  2. #2
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    Re: Mak vs SC in fotografia planetaria

    sì esatto, in fotografia planetaria conta il seeing su tutto.
    tra SCT e Mak propenderei per il Mak visto il maggiore rapporto focale, ammesso che sia uno strumento "a posto"!

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  3. #3
    Gigante L'avatar di Richard1
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    Re: Mak vs SC in fotografia planetaria

    Però Gasparri a pagina 437 del libro sull'imaging planetario dice che il seeing incide molto per il visuale e per le foto deep sky, ma molto meno sul planetario, dove abbiamo i mezzi per congelarlo.

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  4. #4
    Galassia L'avatar di Angeloma
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    Re: Mak vs SC in fotografia planetaria

    Attenzione!
    Una cosa è la fotografia: uno o più scatti intervallati da un tempo relativamente lungo (al massimo alcuni scatti al secondo).
    Un'altra cosa è la registrazione di filmati: una serie di fotogrammi, anche oltre 100 in un secondo.
    Maggiore il numero di pose, più facile sarà cogliere gli "attimi fuggenti".
    Newton: GSO 303/1500; 150/1400; Bresser NT-150L Hexafoc - Mak: Sw 127/1540 BD; VMC11OL - rifrattori: 50/600; 70/350; ETX70 AT; 70/700; 77/910; 90/500.

  5. #5
    Gigante L'avatar di Richard1
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    Re: Mak vs SC in fotografia planetaria

    Ma è ovvio che per fotografia planetaria si intende solo ed esclusivamente l'acquisizione di filmati con webcam planetarie, che raccolgono migliaia di frames. Non il singolo scatto (improponibile nel 2018)
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  6. #6
    Galassia L'avatar di Angeloma
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    Re: Mak vs SC in fotografia planetaria

    È ovvio per te, per etruscastro e per me e per tanti altri; non per chi è ignorante di queste cose: per foto, capisce "singolo scatto".
    E comunque, se il seeing è al livello di deiezione, hai voglia congelare...
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  7. #7
    Nana Bruna L'avatar di kernberg
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    Re: Mak vs SC in fotografia planetaria

    Si, quando parlo di fotografia planetaria intendo riprese. Quindi, mi sembra di capire, in pura teoria, a parità di diametro prevale il maggior rapporto focale....
    E se invece il diametro dovesse cambiare? Esempio: mak 150 (f12) vs c8 (f10)? Cioè, conta più il diametro o il rapporto focale (sempre per riprese, in visuale presumo vinca in ogni caso il diametro...)?

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    Orion Skyquest XT8i 203/1200; Skywatcher Mak 127/1500 AZ GTi Wi-Fi; Binocolo Busch 11x80

  8. #8
    Gigante L'avatar di Richard1
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    Re: Mak vs SC in fotografia planetaria

    https://www.cloudynights.com/documen...y_scopes_1.pdf Eccoti le prime risposte.
    Qui hanno messo fianco a fianco mak 180 e C 9,25 e ne è uscito vincente il C9,25 anche se più ostruito.
    Alla fine vince maggior diametro.
    Ti consiglio di leggerlo tutto, sono due paginette ma è un confronto davvero molto interessante SC vs Mak
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  9. #9
    Nana Bruna L'avatar di kernberg
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    Re: Mak vs SC in fotografia planetaria

    Grazie @Richard1, interessante comparazione ma si parla di visuale, dove già avevo chiaro che il diametro la faceva da padrone. La mia curiosità è in fotografia (riprese).
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  10. #10
    Sole L'avatar di cicciohouse
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    Re: Mak vs SC in fotografia planetaria

    In fotografia planetaria vince il diametro.
    Il seeing è molto più importante in fotografia planetaria che in fotografia deep-sky perchè la fotografia planetaria di fatto è una fotografia HI-RES in cui l'obiettivo è cogliere il maggior numero di particolari possibili, effettuando molte pose singole, ciascuna di frazioni di secondo, proprio allo scopo di ridurre l'effetto deleterio del seeing. Pertanto è chiaro che se il seeing è pessimo, non si avrà la possibilità di ottenere risultati accettabili in astrofografia planetaria.
    In astrofografia deep-sky, invece, siccome si tratta per lo più di oggetti effimeri, si è costretti a fare generalmente il contrario, ovvero fare pose più lunghe, a volte di molto, allo scopo di raccogliere più fotoni; per questo motivo, in questo caso, è impossibile limitare gli effetti del seeing.

    Con l'introduzione dei sensori CMOS anche in astrofotografia deep-sky le cose stanno un pò cambiando, nel senso che per sfruttare appieno i vantaggi di questi sensori, si tende a fare molte pose di pochi secondi, anche se siamo ben lontani da fare pose di frazioni di secondo...
    Telescopi: SC 8; MAK 127; SW 80ED; Montature: HEQ5 PRO; Auriga EQ 3.2 modificata; treppiede AmazonBasics; Binocoli: 10x50 S&V; 20x80 General Hi-T

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