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  1. #1
    Sole L'avatar di Giova84
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    Gli Amici Astrofili Campani alla conquista del Matese

    Dopo mesi di sofferenze, quando ormai l'abitudine al solo pensare di organizzare un'uscita astronomica sembrava un ricordo sbiadito, quasi per incanto le ruote del meccanismo sono tornate a girare armonicamente: le fasi lunari e il moto giornaliero del Sole si sono perfettamente sincronizzate con le condizioni meteorologiche, gli impegni lavorativi e i doveri familiari ed hanno iniziato a girare inesorabilmente verso l'obiettivo a lungo bramato.

    Come tre scolaretti eccitati per la prima gita fuori porta, io, @alextar e @nicola66 ci siamo messi in macchina, sotto un cielo azzurro che ti apriva il cuore, puntando le cime innevate del Matese, col desiderio che cresceva di minuto in minuto, ma con la velata preoccupazione d'incontrare nuovamente il fantasma di Campo Braca...

    Arriviamo al sito alle 19.05, quando ci sono 7°C e il Sole è appena scomparso alle spalle dei rilievi a ovest e abbiamo tutto il tempo per goderci lo spettacolo del crepuscolo, montare gli strumenti e mangiare qualcosa, prima che il cielo, totalmente sgombro di nubi, si faccia davvero buio.

    All'inizio, un fastidioso e freddo vento che spirava prima da est, poi da sud, ci mette in allarme: volti e mani ben presto si fanno ghiacciati, mentre i telescopi vibrano sotto i suoi colpi.
    In realtà, la Dea Bendata si dimostra benevola: le raffiche cessano di lì a un'oretta, lasciando la piana totalmente libera da qualsiasi addensamento di umidità che tante volte ha fatto finire sul nascere le serate organizzate nel sito: stanotte il fantasma non si paleserà.

    La valutazione delle condizioni del cielo, invece, darà gioie e dolori: da una parte, la trasparenza è ottima e le misurazioni dell'IL con l'SQM di Nicola sono incoraggianti, fornendo valori medi di 20.75 alle 21.00 e punte di poco sopra la fatidica soglia dei 21 a fine serata; dall'altra, il seeing si rivela pessimo, attestandosi per buona parte della serata sul IV livello della scala Antoniadi, con un leggero miglioramento tra le 22.00 e le 23.00.

    La ricchezza del gruppo sta nell'eterogeneità, non soltanto della strumentazione, ma anche nell'approccio alla serata. Ci lanciamo nella battaglia con stili diversi e tutti daranno qualcosa in più all'esperienza dell'altro.
    Alessandro si scaglia con la veemenza e la foga della cavalleria pesante, che tutto travolge con la sua furia che spezza ogni logica analitica e qualsiasi tipo di calcolo.
    Io procedo lento e inesorabile verso i miei obiettivi, col passo scandito e ritmato della fanteria pesante.
    Nicola è uno spietato arciere, che col suo “arco” punta e scocca senza mai lasciare scampo: un vero cecchino.


    ----------> CONTINUA
    rifrattore acro SW 120/600, Messier MC 127/1900; ES Twilight I, ES Dobson UL 12"; oculari MaxVision 68° 24mm, Plossl NT 17mm, AP UWA 16mm, ES 82° 11-6,7mm, Planetary-ED 8-5mm.

  2. #2
    Sole L'avatar di Giova84
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    Re: Gli Amici Astrofili Campani alla conquista del Matese

    La serata si apre col “botto”, grazie al primo dei due fuori programma che mi concedo per assecondare le tentazioni con cui ogni tanto i miei compagni di avventura mmi mettono alla prova: la Grande Nebulosa di Orione e la sua compagna, la Nebulosa De Mairan.
    M42 è bassa sull'orizzonte (soli 24°) a ovest, dove ancora il crepuscolo astronomico non è sopraggiunto, tuttavia i 12” si sentono tutti: splendida e maestosa, ricca di sfumature come mai ne avevo viste, scolpita come nel marmo con la sua architettura “a pipistrello”, fronteggiata dalla piccola e rotonda M43, stavolta davvero ben visibile, col suo bulge centrale è puntiforme e brillante che va rapidamente a sfumare conservando una forma pressoché circolare. Monto l'UHC e noto che modifica in modo fastidioso il colore delle stelle, ora verdognole, ma in compenso contribuisce a rendere ancora più stagliate sul fondo cielo le due nebulose, con la prima che assume caratteri di tridimensionalità. Da paura. Potrei anche smontare e andare via, sarei stato comunque soddisfatto.

    Ovviamente non mi sognerei mai di fare una cosa del genere: c'è da sfruttare questa splendida occasione e allora procedo col programma vero e proprio.
    Di qui in poi, annoto soltanto gli oggetti osservati col mio dobson, non avendo avuto l'accortezza di prender nota delle meraviglie che gli altri due strumenti ci hanno regalato nel corso della serata.

    NGC1662 (Orione; osservato con 24mm, 11mm). Ammasso aperto di medie dimensioni (20'), cercato principalmente come punto di riferimento per inquadrare la cometa 185/P Petriew: quest'ultima, purtroppo, non è riconoscibile, ma è anche vero che è quantificata come una quattordicesima magnitudine e quindi sto chiedendo davvero troppo al cielo e allo strumento.
    L'ammasso aperto, invece, è ben visibile con le sue componenti, poche ma molto luminose. Ha una forma irregolare, sparsa, con un nucleo centrale formato da quattro stelle che descrivono un trapezio scaleno, più altre due collocate in prossimità del punto medio di ciascuna delle due basi, ma leggermente dislocate verso il centro; inoltre, il suo vertice alto è accompagnato da una componente secondaria ai limiti della visibilità. Ad arricchire la regione periferica del dso concorrono altri astri: due in alto a tracciare un segmento quasi orizzontale, altre due principali e tre secondarie in basso, che danno vita a un trapezio rettangolo molto schiacciato.

    NGC2392 (Gemelli; osservata con 24mm, 11mm, 8mm, 6,7mm). La nebulosa planetaria Eskimo offre il meglio di sé a 190x, dove si mostra come un dischetto abbastanza esteso, con bulge molto luminoso e quasi puntiforme, attorno al quale si diffonde un alone circolare brillante e dai margini abbastanza netti, che ben si staglia sul fondo cielo.

    NGC2371 (Gemelli; osservata con 24mm, 11mm, 8mm, 6,7mm). Il seeing, in momentaneo miglioramento, permette di spingermi su con gli ingrandimenti con questa nebulosa planetaria, che appare come un dischetto grigio e poco luminoso di forma ellittica, leggermente inclinato verso nord. A ben guardare, il dso ha due zone puntiformi di maggior luminosità, affiancati e poco distanti in senso orizzontale, come fossero due bulge separati.

    M37 (Auriga; osservato con 24mm). Fuori programma, il maestoso ammasso aperto è uno spettacolo per gli occhi: occupa gran parte del campo centrale dell'oculare e si immerge nella miriade di stelle che gli fanno da cornice. È una concentrazione ricchissima, con andamento vagamente circolare e propaggini che si protendono verso l'alto (in direzione nord e sud) e verso il basso (in direzione nord), composta da un numero di astri impossibile da quantificare, connotati anche da una certa variabilità cromatica e in grado di trasmettere un senso di tridimensionalità che solo pochi oggetti riescono a restituire.

    NGC2419 (Lince; osservato con 24mm, 8mm, 6,7mm). Questo ammasso globulare, facilmente individuato col 24mm alla sinistra di un terzetto di stelle piuttosto brillanti (settima, ottava e nona magnitudine), e osservato al meglio a 190x, dove si presenta come un batuffolo grigio, poco luminoso, assimilabile nella resa visiva a una piccola galassia, dato che non è stato possibile risolverne nemmeno la parte più esterna.

    NGC3242 (Idra; osservato con 24mm, 8mm, 6,7mm, 5mm). La visione migliore di questa planetaria, nota come Fantasma di Giove, la ottengo 190x: l'oggetto appare come un dischetto circolare molto brillante, con luminosità che si mantiene costante su tutta la superficie per poi calare drasticamente ai bordi, dando l'impressione di avere margini piuttosto netti.


    ----------> CONTINUA
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  3. #3
    Sole L'avatar di Giova84
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    Re: Gli Amici Astrofili Campani alla conquista del Matese

    NGC3185, NGC3187, NGC3189, NGC3193 (Leone; osservate con 17mm, 11mm). La concentrazione di galassie nota come Quartetto del Leone è usata come banco di prova per provare il 17mm Speers Waler gentilmente prestato da Nicola, che permette una splendida visione d'insieme: dei quattro dso, ben visibili sono, da ovest verso est, NGC3185, NGC3189 e NGC3193, mentre NGC3187, posta più in basso e in asse con la seconda, è appena intuibile.
    Per cogliere qualche dettaglio in più, tuttavia, c'è bisogno di montare l'11mm, che dimostra ancora una volta di offrire una PU ideale per l'osservazione delle galassie. Al suo interno, le quattro galassie ancora compaiono in visione congiunta.
    NGC3189 è la più luminosa: ha un corpo ellittico molto schiacciato disposto in senso verticale con lieve inclinazione verso ovest, un bulge quasi puntiforme, ma leggermente allungato in senso verticale, che segue lo stesso andamento del rest della galassia per poi sfumare rapidamente.
    NGC3193 è posta subito a est della precedente, immediatamente sopra una stella di nona magnitudine, e si presenta anch'essa ellittica e inclinata a 45° verso ovest, con bulge meno luminoso e meno esteso della precedente, che sfuma più omogeneamente verso l'esterno.
    NGC3185 è un po' più distante da NGC3189 e posta a ovest di quest'ultima, ma ne assume praticamente la stessa disposizione; è meno brillante e meno nitida rispetto alle precedenti.
    NGC3187, con la sua magnitudine di 13.44, è veramente ai limiti del cielo e dello strumento, tanto che non è possibile definirne con certezza orientamento e conformazione. Forse, soltanto in distolta, è intuibile come un alone ellittico con andamento grossomodo verticale.

    M65, M66, NGC3628 (Leone; osservate con 24mm, 17mm, 11mm). Il Tripletto del Leone, altro stupendo gruppo di galassie di questa ricca costellazione, è magnificamente ammirata in visione congiunta con il 17mm Speers Waler di Nicola, che permette un'osservazione più appagante rispetto al mio 16mm, perché ospita più comodamente entro il suo campo i tre oggetti.
    Ancora una volta, tuttavia, è l'11mm ad avere una marcia in più e a far fruttare i 12” del dobson, che altrimenti avrebbe offerto prestazioni non sensibilmente superiori all'8” di Alessandro.
    M65 e M66 sono tra loro molto simili, hanno forma ellittica piuttosto schiacciata e sono tra loro perfettamente parallele, inclinate di circa 45° verso ovest. M65 ha un bulge più luminoso e concentrato, che ricalca in piccolo l'aspetto della galassia nel suo insieme, mentre M66 ha un bulge meno luminoso, ma più esteso e pseudo-circolare. Il terzo elemento, la Galassia Hamburger, finalmente si rivela alla mia vista dopo diversi tentativi falliti: si dispone di taglio, perpendicolare alle altre due, è molto stretta e allungata, con bulge che ricalca la conformazione della galassia occupandone gran parte della porzione visibile, per poi sfumare delicatamente verso l'esterno.

    M106 (Cani da Caccia; osservata con 24mm, 11mm). Bella ed estesa galassia, di forma ellittica, poco schiacciata, con corpo quasi orizzontale, ma leggermente inclinato verso nord-ovest. Presenta un bulge brillante e quasi puntiforme che va rapidamente a sfumare verso le zone periferiche, facendo sì che i suoi margini non siano nettamente definiti.

    M94 (Cani da Caccia; osservata con 24mm, 11mm). La Galassia Occhio di Coccodrillo appare come un oggetto di medie dimensioni, forma grossomodo circolare, con bulge di discreta estensione ed elevata luminosità, che va rapidamente a sfumare verso l'esterno.

    M63 (Cani da Caccia; osservata con 24mm, 11mm). La Galassia Girasole è un altro dso di media estensione posto subito a sud di una stella di nona magnitudine, che si presenta meno luminosa rispetto alla precedente; ha una forma ellittica ad andamento grossomodo orizzontale, con bulge poco brillante ma abbastanza esteso e sfumato, che ricalca la stessa conformazione dell'oggetto nel suo insieme.

    M51, NGC5195 (Cani da Caccia; osservata con 24mm, 11mm). La Galassia Vortice e la relativa galassia interagente offrono una visione spettacolare a 139x: della prima, si coglie non solo il bulge centrale circolare di piccole dimensioni e molto luminoso, ma sono ben distinguibili anche i bracci che, disponendosi a spirale, lo avvolgono; la seconda è un cerchietto brillante che fa da “gemello” al bulge di M51.

    M101 (Orsa Maggiore; osservata con 24mm, 11mm). La Galassia Girandola chiude in bellezza la serata: estesa, di forma circolare, con bulge puntiforme e luminoso, appare come un ampio disco grigio con luminosità piuttosto omogenea, che va sfumando verso le zone periferiche.

    Ormai è mezzanotte e mezza, siamo stanchi e infreddoliti, ma estasiati: abbiamo finito i nostri programmi, appagato le nostre voglie, soddisfatto i nostri istinti. Possiamo smontare e riprendere pure la via di casa, consapevole di aver vissuto una serata magica.
    Il Matese è conquistato.

    ----------> FINE <----------
    Ultima modifica di etruscastro; 11-04-2018 alle 06:59 Motivo: correzione
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  4. #4
    Nana Bianca L'avatar di garmau
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    Re: Gli Amici Astrofili Campani alla conquista del Matese

    Ora sono a lavoro, quando rientrerò leggerò con calma..

    Inviato dal mio FEVER utilizzando Tapatalk
    -MAURIZIO-
    Leggi di Murphy sul big bang: all'inizio era il nulla. Poi qualcosa ando' storto.

  5. #5
    Nana Bianca L'avatar di nicola66
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    Re: Gli Amici Astrofili Campani alla conquista del Matese

    Ne devo leggere due il tuo è quello di Antonio
    Lascia che l'anima rimanga fiera e composta di fronte ad un milione di universi

  6. #6
    Nana Bianca L'avatar di nicola66
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    Re: Gli Amici Astrofili Campani alla conquista del Matese

    Descrizione dagli oggetti fatti in maniera impeccabile.
    Report coinvolgente e ben descritto.
    Hai uno strumento con delle potenzialità incredibile.
    Ora bisogna replicare la serata

    Ps:
    M 51 si trova nei cani da Caccia
    Lascia che l'anima rimanga fiera e composta di fronte ad un milione di universi

  7. #7
    Sole L'avatar di Giova84
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    Re: Gli Amici Astrofili Campani alla conquista del Matese

    Citazione Originariamente Scritto da nicola66 Visualizza Messaggio
    M 51 si trova nei cani da Caccia
    Hai ragione, è stata una svista in fase di trascrizione. @etruscastro puoi correggere, per favore?
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  8. #8
    SuperNova L'avatar di SVelo
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    Re: Gli Amici Astrofili Campani alla conquista del Matese

    Nel complimentarmi per la narrativa irreprensibile e avvincente, vorrei dirti che chi è causa del suo mal, pianga sé stesso... (tu e quell'altro sciagurato dell'amico tuo... )
    Citazione Originariamente Scritto da Giova84 Visualizza Messaggio
    Dopo mesi di sofferenze, quando ormai l'abitudine al solo pensare di organizzare un'uscita astronomica sembrava un ricordo sbiadito
    ... quanta stelle 'n cielo! Che Luna! E c'aria doce! (S. Di Giacomo) Rifrattore TS 80/900 Foch. 1.25" EQ3-1 cerc. 6x30 oculari MEADE 25, PL 12,5, K 9 Barlow 3x

  9. #9
    Sole L'avatar di Giova84
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    Re: Gli Amici Astrofili Campani alla conquista del Matese

    La responsabilità principale, somma e indiscussa è di @gecu: io al massimo mi faccio carico delle piogge di dicembre e, al limite, di gennaio!
    rifrattore acro SW 120/600, Messier MC 127/1900; ES Twilight I, ES Dobson UL 12"; oculari MaxVision 68° 24mm, Plossl NT 17mm, AP UWA 16mm, ES 82° 11-6,7mm, Planetary-ED 8-5mm.

  10. #10
    Nana Bianca L'avatar di Salvatore
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    Re: Gli Amici Astrofili Campani alla conquista del Matese

    Bene bene . Il meglio del meglio , prelibatezze di prima scelta.

    Mi sono divertito a leggere il tuo report , che in questo periodo puó fare solo bene ,quello che traspare é tutta l' emozione che ci metti sopratutto adesso che hai il nuovo " occhio"
    Dobson DocTelescope 24" F 4,2 ; Takahashi FCT 150 ;Intes MN 68 ( 154/1200) ; BD Skywatcher 200/1000. Nagler 31 e 5 mm , Delos 17,3 ; 10 e 8 mm ecc...

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