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  1. #1
    Sole L'avatar di Giova84
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    Un altro tormentato novilunio: uscita del 13 ottobre 2018

    Dopo due mesi saltati a piè pari causa avverse condizioni meteorologiche, finalmente riesco, in compagnia del fido @alextar, a trovare uno spiraglio per sfruttare la Luna Nuova di ottobre.
    La giornata di sabato 13 trascorre soleggiata, molto calda per il periodo (in pianura si parte alle 17.30 con 26°C) e si colloca al termine di una settimana di bel tempo; il cielo è sgombro di nubi, anche se non propriamente terso, pertanto prendiamo la via del Matese fiduciosi.
    L'arrivo a Campo Braca, tuttavia, ci fa capire che ci siamo illusi: il sole è appena tramontato, in lontananza già ci appare il fantasma e le macchine, dopo circa dieci minuti, sono già ricoperte di rugiada. Capiamo che la situazione evolverà presto verso il fallimento, per cui decidiamo di non montare e di dirigerci a Gallo Matese.
    Arriviamo intorno alle 20 e ci accorgiamo ben presto che anche qui non riusciremo a scampare alla maledizione che ci perseguita da mesi. Infatti, la situazione di IL rispetto all'ultima sortita in questo luogo, da sempre usato sicuro, è notevolmente degradata: un quarto lampione di intensa luce bianca, affiancato ai classici tre quasi innocui presso la diga, determina una grave perdita di oscurità su tutto il fronte sud-est, addirittura facendo sì che noi e nostri strumenti proiettassimo ombra; inoltre, i significativi valori di umidità determinano un fenomeno di propagazione della luce dalle sorgenti di IL della zona, che ha reso il cielo complessivamente molto meno buio del solito, su tutti i fronti; fortunatamente, ciò non influisce sulle condizioni locali, tanto che gli strumenti rimarranno asciutti fino al termine della sessione osservativa.
    A complicare ulteriormente la situazione, ci pensano fastidiose velature più o meno diffuse, che a partire dalle 22.30 ci hanno costretto a rivedere, modificare e, a tratti, sospendere il programma osservativo.
    Infine, per non farci mancare nulla, il seeing si è rivelato scarso, attestandosi generalmente su un IV livello della scala di Antoniadi.
    Unica nota positiva, la temperatura rimane pressoché stazionaria per tutta la serata, attestandosi intorno ai 13°C.


    Strumentazione:
    Dobson ES Ultralight 12”; oculari MaxVision 68° 24mm, AP UWA 82° 16mm ES 82° 11-6,7mm, TecnoSky Planetary ED 8-5mm; filtri UHC e OIII.


    Passiamo agli oggetti osservati.

    NGC7142 (Cep; OC; osservato con 24mm, 6,7mm). Piccolo ammasso aperto (8'), poco appariscente, composto da una quindicina di stelle più luminose che tracciano una sorta di omega con gobba verso sud; un indefinito numero di componenti secondarie costituisce lo sfondo all'elemento principale, sparpagliandosi sia nella zona interna della linea curva sopra descritta, sia tutt'attorno ad essa.

    NGC7129 (Cep; OC; osservato con 24mm, 11mm, 6,7mm + OIII). Piccolissimo ammasso aperto (soli 2'), poco distante dal precedente. Quattro stelle, più una quinta appena visibile, si posizionano in modo tale da ricordare vagamente il Piccolo Carro; l'oggetto dovrebbe essere associato a nebulosità, che s'intuisce soltanto in distolta a 138x con filtro OIII.

    NGC7662
    (And; PN; osservata con 24mm, 8mm, 6,7mm, 5mm). Stasera la Palla di neve blu si apprezza meglio, visto il seeing scarso, a 190x: circolare, luminosa e tendente all'azzurro, in distolta si caratterizza per un'area più scura all'interno.

    NGC7640 (And; GX; osservata con 24mm, 11mm). La galassietta, piuttosto evanescente, si scorge soltanto a 138x e si colloca al centro di un triangolo di stelle; posta di taglio, molto allungata e inclinata lungo l'asse nord-sud, ha bulge puntiforme e leggermente decentrato verso nord.

    Quintetto di Stephan. Non visto.

    NGC7331 (Peg; GX; osservata con 24mm, 11mm). Già visibile a 64x, osservo questa estesa e brillante galassia in dettaglio a 138x: disposta di tre quarti, ellittica, con massima espansione in senso nord-sud, ha bulge piuttosto luminoso, posto al centro dell'oggetto e di forma quasi circolare; attorno a esso, una fascia intermedia ancora distintamente riconoscibile si espande fino ad assumere un aspetto non dissimile a quello della galassia vista nella sua interezza; infine, da qui si disperde, sfumando rapidamente, la zona più esterna, di cui si coglie al meglio l'estensione soltanto in distolta. Le vicine galassie del Gruppo Deer Lick non sono visibili.

    IC348 (Per; OC; osservato con 24mm, 11mm). Ammasso aperto di dimensioni medio-piccole (10'), composto da poche stelle che tracciano una U dalle estremità piuttosto brillanti; il vertice meridionale è accompagnato da un altro astro, mentre sul lato nord-ovest una coppia di stelline chiude l'ammasso. Quattro astri, infine, descrivendo una curva compongono il corpo della “lettera”.

    NGC1058 (Per; GX; osservata con 24mm, 11mm). Piccola galassia (2'38”x2'22”), già intuibile a 64x come una macchiolina collocata entro un triangolo di stelle. La osservo a 138x: si presenta piuttosto evanescente, con luminosità omogenea, e soltanto in distolta si percepisce la forma grossomodo circolare, e s'intravede appena una stellina centrale lievemente più luminosa, che potrebbe essere riconosciuta come il bulge.

    ----- CONTINUA ----->
    Rifrattore acro SW 120/600 e Messier MC 127/1900 su montatura altazimutale ES Twilight I; ES Dobson UL 12"; oculari MaxVision 68° 24mm, AP UWA 16mm, ES 82° 11-8,8-6,7-4,7mm.

  2. #2
    Sole L'avatar di Giova84
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    Re: Un altro tormentato novilunio: uscita del 13 ottobre 2018

    M31 (And; GX; osservata con 24mm). Andromeda coma mai vista prima: disposta di tre quarti inclinata in direzione nord/est-sud/ovest, di forma ellittica, ha un bulge brillante all'inverosimile che ricalca in piccolo la morfologia generale dell'oggetto e che si colloca apparentemente decentrato, lungo l'asse minore, verso nord/ovest; ricca di sfumature interne, la galassia sembra composta da addensamenti concentrici di nubi, mentre sul lato orientale, una porzione più scura sembra delinearne il braccio. Spettacolare.

    M32 (And; GX; osservata con 24mm, 11mm). La galassia, dislocata in basso a sud/est rispetto a M31, è talmente evidente che inizialmente, abituato alla visione col rifrattore 120/600, la scambio per M110. Disposta di piatto, ha forma ellittica poco eccentrica, con inclinazione quasi perpendicolare rispetto a M31, e appare piuttosto estesa e con bulge subcircolare brillante, circondato da un alone che, mantenendo una luminosità superficiale abbastanza costante, sfuma poi rapidamente verso il fondo cielo.

    M110 (And; GX; osservata con 24mm, 11mm). La galassia ha un orientamento più o meno coincidente con quello di M32 e quindi sub-perpendicolare rispetto a M31; appare estesa, di forma ellittica e disposta di tre quarti, con estensione nettamente prevalente lungo l'asse maggiore. Il bulge è particolarmente evidente, brillante in modo omogeneo su un'area conforme all'oggetto nel suo insieme; a partire dai suoi margini esterni, la porzione periferica del dso va a sfumare verso il fondo cielo in modo progressivo, rendendo difficile riconoscere confini più o meno netti.

    NGC6960 (Cyg; DN; osservata con 24mm + OIII). La Nebulosa Filamentosa (o Velo dell'ovest) è il primo test degno di nota per il filtro OIII, in una serata assolutamente non congeniale all'osservazione di nebulose diffuse: senza filtri, infatti, l'oggetto non è visibile a 63x in modo abbastanza sorprendente, considerando che dal medesimo sito sono riuscito ad ammirarlo tranquillamente col rifrattore 120/600. L'OIII incredibilmente mi spara in faccia la nebulosa, distintamente riconoscibile nella sua forma ad arco, di cui 52-Cyg rappresenta il centro. Assolutamente scolpito è il braccio nord/est, meno lungo e terminante a punta; quello sud/ovest, più ampio, va nella porzione distale a diramarsi in almeno due propaggini principali con margini che vanno a sfumare fino a perdersi nel fondo cielo. Fantastica.

    NGC6992 (Cyg; DN; osservata con 24mm + OIII). La Nebulosa Velo dell'est appare nettamente staccata dal fondo cielo, nella sua forma arcuata e sfrangiata, ricca di sfumature; s'individuano agilmente tre segmenti principali, di cui uno vagamente a T, e i singoli “sbuffi” che la compongono. Come sopra.

    NGX383 Group. Non visto.

    M77 (Cet; GX; osservata con 24mm, 11mm). Cetus A si presenta piccolina, disposta quasi perfettamente di piatto, di forma ellittica poco eccentrica, tanto da sembrare a primo acchito un cerchietto; soltanto in distolta, infatti, si riconosce distintamente l'asse maggiore con andamento nord-sud. Il bulge è luminoso e quasi puntiforme, una sorta di stella fuzzy gemella eterozigote di quella di undicesima magnitudine posta subito a est della galassia. L'alone esterno va rapidamente a sfumare, confondendosi ben presto col fondo cielo.

    NGC404 (And; Gx; osservata con 24mm, 11mm, 8mm). Il nome di questo oggetto è quantomai azzeccato: disposta di piatto e di forma circolare, con bulge quasi puntiforme e luminosità rapidamente digradante verso l'esterno, la galassia appare davvero come il diafano “fantasma” della vicina e luminosa Mirach.

    M33 (Tri; GX; osservata con 24mm). La grande galassia del Triangolo è già riconoscibile nel cercatore e a 64x occupa gran parte dell'oculare del dobson: il bulge è circolare, poco esteso e abbastanza luminoso, disposto al centro dell'ampio disco che costituisce il corpo dell'oggetto; quest'ultimo, almeno nella porzione visibile, appare di forma sub-circolare, con luminosità superficiale molto scarsa.

    M34 (Per; OC; osservato con 24mm, 11mm). Ammasso aperto molto esteso, osservato soltanto a 64x, di forma irregolare, particolarmente ricco e luminoso: un piacere per gli occhi.

    NGC869 e NGC884 (Per; OC; osservati con 24mm). Si chiude in bellezza col doppio ammasso di Perseo, un classico che dà sempre grandi soddisfazioni: già ammirabili nel cercatore, appaiono insieme, ricchissimi e brillanti nel loro aspetto quasi speculare nel grande campo offerto dal 24mm a 64x.

    -----> FINE <-----
    Rifrattore acro SW 120/600 e Messier MC 127/1900 su montatura altazimutale ES Twilight I; ES Dobson UL 12"; oculari MaxVision 68° 24mm, AP UWA 16mm, ES 82° 11-8,8-6,7-4,7mm.

  3. #3
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    Re: Un altro tormentato novilunio: uscita del 13 ottobre 2018

    Purtroppo il Matese soffre molto gli sbalzi di temperatura .
    Le serate più belle sono state quanto le temperature erano basse.
    Lascia che l'anima rimanga fiera e composta di fronte ad un milione di universi

  4. #4
    Nana Bianca L'avatar di frignanoit
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    Re: Un altro tormentato novilunio: uscita del 13 ottobre 2018

    Nonostante le vicissitudini è andata anche discretamente, purtroppo anche spostarsi se non si hanno riferimenti precisi sulle condizioni del luogo, si va a tentoni e questo è un gap a cui non si rimedia, anche le previsioni meteo e vari siti per il seeing si rilevano spesso approssimativi, una sera di agosto per aiutare un Signore che muoveva i primi passi con un Dobson 200 siamo andati sull'Abetone 1.480mt slm, temperatura 29° cielo sereno e Giove nel 200mm si impastava a 180x, l'abbiamo scampata a fare star hopping e mettere le basi per cercare degli oggetti facili, abita non tanto lontano e ci può tornare, comunque mi rendo conto che è difficile prenderci, poi l'autunno non è certo la migliore delle stagioni, pieno inverno freddo a parte forse va meglio...
    Bino-10-30x60 C-VX 8"N/f5 ADV EXOS-2 - C-XLT 6"N/f5 AMS - AC 80/400 Ocu: Pl-4,6,9,12,15 Zoom-7x21 UWA-23 SWA-24 SPl-26 SPL-32 SPl-40mm Barlow-2,25/1,3x, Antonio

  5. #5
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    Re: Un altro tormentato novilunio: uscita del 13 ottobre 2018

    Mi ricorderò di questa serata non certo esaltante e il merito è senza dubbio del filtro OIII. Avevo già (intra) visto la Velo in passato, ma mai, ripeto mai come in fotografia... Incredibile davvero la differenza, senza non c'è, lo monti ed appare
    Dobson 200/1200 oculari ortho 6mm ed planetary 5mm, Plossl 15mm superplossl 10mm 25mm, barlow 3x Coma barlow 2x skywatcher dashcamere, la prima che mi capita a tiro

  6. #6
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    Re: Un altro tormentato novilunio: uscita del 13 ottobre 2018

    Grazie per dettagliato resoconto !

    Anche per me l'accoppiata filtro OIII e oculare, entrambi da 2" (sia il 24mm che sembra pesare un etto a mm che il più agile 18mm) sono LA accoppiata definitiva per la visione della Velo...ho raramente trovato lo stesso effetto su altre nebulose...

    Quanto al Quintetto di Stephan, io continuo a provarci: cioè, una volta trovata la NGC 7331 è quasi d'obbligo spostarsi un poco più verso ovest e posizionarsi sul bersaglio, ma finora penso aver intravisto qualcosina ma resto ancora nel dubbio se si tratti di autosuggestione o altro...
    Grag - Dobson Expl. Scientific 16" - ES 82° 18mm & Meade 24mm 2" - ES 14mm & 8,8mm - Telrad - Filtri UHC - OIII - SkySafari 4 Plus

  7. #7
    Sole L'avatar di Giova84
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    Re: Un altro tormentato novilunio: uscita del 13 ottobre 2018

    Citazione Originariamente Scritto da PHIL53 Visualizza Messaggio
    Grazie per dettagliato resoconto !
    Quanto al Quintetto di Stephan, io continuo a provarci: cioè, una volta trovata la NGC 7331 è quasi d'obbligo spostarsi un poco più verso ovest e posizionarsi sul bersaglio, ma finora penso aver intravisto qualcosina ma resto ancora nel dubbio se si tratti di autosuggestione o altro...
    e se non lo vedi tu col tuo bestione, io sono proprio senza speranze...
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  8. #8
    SuperGigante L'avatar di Gitt
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    Re: Un altro tormentato novilunio: uscita del 13 ottobre 2018

    Complimenti per il dettagliato report nonstante le condizioni tutt'altro che favorevoli: hai comunque sfruttato la serata portando a casa una bella serie di oggetti di tipologia varia e difficoltà non banale, utilizzando al meglio la tua strumentazione con grande abilità e notevole elasticità.

    Quando ti capiterà di riosservarlo, segnati che l'ammasso IC348 ha anche una interessante nebulosità a riflessione di contorno.

    Per quanto riguarda i gruppi di galassie, sia quelle satelliti di N7331, sia il quintetto, ciò che ti ha limitato è stato sicuramente il cielo: serve buona trasparenza, cielo buio e, per il quintetto, anche un seeing almeno sufficiente, perchè per separare le componenti serve un discreto ingrandimento.

    Tra qualche giuorno, se andrete sul Pollino, riprovale e sono sicuro che ti affascineranno come pochi altri gruppi di galassie sanno fare!
    Dobson RPAstro 16"/f4,5 | Oculari: Hyperion 21/68°, ES 14-11-8,8-6,7/82°, Planetary ED 5-3,2/60° | Barlow: Meade APO 140 2x | Filtri: Astronomik UHC e O-III

  9. #9
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    Re: Un altro tormentato novilunio: uscita del 13 ottobre 2018

    Caro Gitt, visto il meteo attuale nonché le prospettive di outlook il Pollino mi sa che resterà un progetto a lungo termine... Arriveremo prima sull'Etna, buttando l'amo dal ponte sullo stretto
    Dobson 200/1200 oculari ortho 6mm ed planetary 5mm, Plossl 15mm superplossl 10mm 25mm, barlow 3x Coma barlow 2x skywatcher dashcamere, la prima che mi capita a tiro

  10. #10
    Nana Bianca L'avatar di Salvatore
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    Re: Un altro tormentato novilunio: uscita del 13 ottobre 2018

    I cieli dell' Etna? Stendiamo un velo pietoso. Forse , dico forse , si salva il versante Nord Occidentale...
    Dobson DocTelescope 24" F 4,2 ; Takahashi FCT 150 ; BD Skywatcher 200/1000. Nagler 31 e 5 mm , Delos 17,3 ; 10 e 8 mm ecc...

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