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  1. #21
    SuperNova L'avatar di SVelo
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    Re: Parcheggi e supermercati...

    Citazione Originariamente Scritto da Maurizio_39 Visualizza Messaggio
    lo stesso danno "luminoso" lo facciamo sprecando meno energia
    Beh, almeno quello... Per il resto... se si facessero bene le valutazioni e si stabilissero i parametri giusti, non avremmo più di che lamentarci.
    ... quanta stelle 'n cielo! Che Luna! E c'aria doce! (S. Di Giacomo) Rifrattore TS 80/900 Foch. 1.25" EQ3-1 cerc. 6x30 oculari MEADE 25, PL 12,5, K 9 Barlow 3x

  2. #22
    Nana Bruna L'avatar di Maurizio_39
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    Re: Parcheggi e supermercati...

    (a proposito leggere questo "papero" dell'ENEA http://editors.enea.it/it/Ricerca_sv...i/16-inrim.pdf ).
    Da una rapida lettura della memoria dell’ENEA debbo dedurre che, prefiggendosi questa i due obiettivi di “risparmio energetico” e “inquinamento luminoso”, il punto su cui lavorare (oltre alla ovvia ricerca di più efficienti sistemi di trasformazione da energia elettrica a luminosa) sia proprio la riduzione dell’assorbimento del flusso luminoso incidente da parte del manto stradale a favore della sua riflessione (minima verso l’alto!). Ciò permetterebbe di ridurre il flusso luminoso incidente a vantaggio del risparmio energetico.
    La memoria riporta infatti che
    “Le caratteristiche in riflessione dell’asfalto rivestono, in questo contesto, un ruolo di primaria importanza, in particolare sarebbe opportuno disporre di un asfalto con:
    - Elevata riflessione per l’angolo di osservazione (a = 1°) previsto dalla normativa, al fine di ottenere la luminanza prescritta, minimizzando l’illuminamento sul manto stradale e quindi il flusso luminoso installato.
    - Un fattore di riflessione basso per le altre direzione al fine di minimizzare il flusso luminoso diffuso verso l’alto.

    In altre parole, l’energia luminosa riflessa dal manto stradale deve essere mantenuta possibilmente ad “altezza d’uomo”, al fine di aumentare l’utilizzazione dell’illuminamento “utile”, ma evitando di orientarla più in alto, dove creerebbe problemi per inquinamento luminoso.
    Il problema non sembra facilmente risolubile e, difatti, dopo aver testato vari tipi di rivestimenti con biossido di titanio dei manti stradali, si arriva alla conclusione di un “potenziale aumento (dell’) inquinamento luminoso, specialmente in ambito extraurbano. In zone urbane il flusso luminoso disperso in modo lambertiano verso l’alto può essere in gran parte schermato da edifici e costruzioni.”

    Fra l’altro viene fatto rilevare che:
    “Sul territorio nazionale, indipendentemente dalla norma UNI, le caratteristiche foto-radiometriche dell’asfalto in riflessione non sono considerate, anche se, come evidenziato precedentemente, rivestono una particolare importanza ai fini della riduzione del flusso luminoso installato e disperso, in modo indiretto, verso l’alto.”

    Fa pensare l’ulteriore chiarimento che
    “Un ulteriore problema è dato dalla variabilità locale del manto e al suo invecchiamento.
    Con l’uso infatti le caratteriche chimico-fisiche superficiali del manto cambiano
    sostanzialmente nei primi mesi per poi stabilizzarsi per un periodo più o meno lungo in
    dipendenza del volume e tipologia del traffico. Infine presentano nuovamente forti
    variazioni dovute all’usura
    . Generalmente questo punto non è raggiunto in quanto il manto (chiedere a Roma!) viene rifatto, per motivi di sicurezza e di aderenza, prima del raggiungimento di questo stadio”

    E poi, ai fini del controllo dell’inquinamento luminoso:
    “La norma introduce un parametro, il rapporto medio di emissione superiore Rn, come
    indicatore della condizione di inquinamento luminoso generato dagli impianti di un territorio
    comunale o di una determinata zona.
    Per individuare valori limite di Rn la norma classifica gli impianti di illuminazione in 5 tipi in base alle loro utilizzazione e importanza e divide il territorio comunale in zone in base alla distanza dagli osservatori astronomici o astrofisici e dall’importanza scientifica di questi.

    Zona 1 altamente protetta: (osservatori di importanza internazionale) ad illuminazione limitata (R=5 Km)
    Zona 2 protetta: intorno alla zona 1 o intorno a osservatori a carattere nazionale e/o divulgativo (R=5÷25 Km)
    Zona 3 : Resto del territorio.”

    Basta spostare, quindi, i nostri siti di osservazione vicino ad un osservatorio importante!
    Conclusione citando il Manzoni: Ai posteri l’ardua sentenza!

  3. #23
    SuperNova L'avatar di SVelo
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    Re: Parcheggi e supermercati...

    Ma invece di partire dalla "riflessione" del manto stradale, non sarebbe più facile limitare la potenza dei corpi illuminanti?
    ... quanta stelle 'n cielo! Che Luna! E c'aria doce! (S. Di Giacomo) Rifrattore TS 80/900 Foch. 1.25" EQ3-1 cerc. 6x30 oculari MEADE 25, PL 12,5, K 9 Barlow 3x

  4. #24
    Nana Bruna L'avatar di Maurizio_39
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    Re: Parcheggi e supermercati...

    non sarebbe più facile limitare la potenza dei corpi illuminanti?
    Indubbiamente ma, leggendo fra le righe si evince che, in molti casi, l'illuminazione stradale non è ritenuta sufficiente a garantire la pronta rilevazione degli ostacoli durante la guida notturna.
    Forse dovrebbe essere cura di chi guida adattare la velocità all'effettiva visibilità del luogo!
    Ma stiamo andando in OT.

  5. #25
    Sole L'avatar di Angelo_C
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    Re: Parcheggi e supermercati...

    Citazione Originariamente Scritto da SVelo Visualizza Messaggio
    Ma invece di partire dalla "riflessione" del manto stradale, non sarebbe più facile limitare la potenza dei corpi illuminanti?
    E' cosa che si dovrebbe fare in alcuni ambiti relativamente all'illuminazione comunale (quella di strade statali, autostrade, ecc ricadono in altro ambito) dove le norme regionali hanno forbici torppo ampie relativamente ai "lux a terra", in Lombardia ad esempio (visto che è la normativa che conosco meglio) l'illuminazione minima è secondo me e soprattutto secondo diversi studi fatti dal politecnico di Milano è troppo alta in alcune situazioni, in quanto manca una efficiente divisione delle diverse necessità (non parliamo poi dei limiti massimi).

    Altra cosa da fare è il cosiddetto "asservimento", c'è quello passivo che consiste nella riduzione del flusso luminoso in specifici orari (ad esempio in piena notte) che comporta l'avere corpi luminosi "dimmerabili" e con temporizzatore (o con controllo centralizzato) o con il semplice spegnimento intervallato (uno acceso, uno spento), mentre (e sarebbe l'optimum) l'asservimento attivo consiste nel dotare alcune armature (che fungerebbero da "capilinea") di sensori tali da far attivare uno specifico tratto di strada al passaggio di auto o pedoni, ora con i LED che si accendono istantaneamente (rispetto alle vecchie luci che si dovevano prima "scaldare") la cosa sarebbe fattibile in maniera efficiente, hanno praticamente semplificato al massimo la norma unificando il grado di illuminazione, in pratica vengono illuminate alla stessa maniera strade di 1ª categoria (tipo la circonvallazione di Milano) sia strade di 4ª categoria (come la stradina interna di quartiere).

    Insomma le cose si possono migliorare ulteriormente, la riflettanza del substrato penso sia cosa di secondaria importanza, primo perché l'incidenza percentuale rispetto a una armatura non a norma e a un sistema di asservimento è veramente scarsa, secondo perché controllare la riflettività o anche il semplice scattering della luce è veramente complicato, soprattutto pensando al fatto che le qualità strutturali, di durabilità e il responso dinamico del substrato, per ovvie ragioni di sicurezza (passaggio di veicoli e pedoni) sono preminenti rispetto alle sue caratteristiche cromatiche e di riflettanza.
    Ultima modifica di Angelo_C; 10-01-2019 alle 21:32
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  6. #26
    Sole L'avatar di Angelo_C
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    Re: Parcheggi e supermercati...

    Ho ritrovato nell'HDD le due immagini della strada sotto casa mia con illuminazione "vecchia" (lampade SOX) e "nuova" (lampade a LED cut-off).

    Illuminazione old.jpg Illuminazione new.jpg

    Come vedete la differenza è palese, quando feci segnalazione al comune per verificare i "lux a terra", ARPAL mi inviò i dati a dimostrazione che la nuova illuminazione rispettava i limiti di legge (purtroppo i limiti superiori, per quello dico che dovrebbero calibrarli in base alla categoria della strada), i dati dicevano inoltre che le armature a LED avevano la stessa identica intensità di emissione delle vecchie SOX, la differenza è che queste buttavano oltre 1/3° del flusso luminoso direttamente in cielo, mentre le nuove inviano tutto a terra; infatti basta vedere nelle due foto fino a che altezza vengono illuminati i palazzi e al fatto che nella prima si vedono direttamente le luci delle lampade, nella seconda no.

    Parlando della mia zona, posso dire che (relativamente al fetentissimo cielo milanese) che da quando la città è a LED ho recuperato circa 0,2 magmitudini sul cielo, ma mica per i LED ovviamente ma per le armature a norma, basta vedere in questa immagine della mia cam che ho sul balcone il deciso "taglio" della luce sulle pareti dei palazzi.

    webcam3037.jpg
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