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  1. #11
    Pianeta L'avatar di fabvisco
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    Re: differenza lavorazione specchi

    Con questa domanda sconfini in un ambito che non è proprio il mio, perciò spero che qualcun altro più ferrato in materia possa risponderti.
    Desiderio esaudito! Grazie @Angelo_C, chiarissimo.

  2. #12
    Pianeta L'avatar di Asciaibo
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    Re: differenza lavorazione specchi

    È affascinante il tema,
    Ho capito che sfericizzare un blank è, seppur in linea concettuale, molto semplice e si può fare con semplici macchine ma per quanto riguarda la parabolizzazione non mi è ancora chiaro se esistano macchine in grado di svolgere il lavoro in maniera egregia come solo l'uomo sa fare
    dobson GSO deluxe 250/1250, oculari:erfle 30mm 70°, ploss 9mm 52°

  3. #13
    Sole L'avatar di gianluca74
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    Re: differenza lavorazione specchi

    @fabvisco
    Fabrizio... quando ci siamo conosciuti non me lo avevi detto di essere così esperto di ottica
    Spiegazione precisa ed esauriente. Complimenti!
    La metafora dei fili me la segno e la riuserò!

    P.S. Il tuo (ormai mio ) telescopio con questa permanenza forzata a casa è quasi sempre fuori ogni notte e devo dire che, dopo le opportune modifiche, va proprio niente male.

  4. #14
    Gigante L'avatar di Angelo_C
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    Re: differenza lavorazione specchi

    @Asciaibo
    Si, ci sono macchine che riescono a farlo egregiamente, ma le "ore macchina" da impiegare sono di più rispetto allo sferico, perché il controllo del lavoro e la manutenzione devono essere continue.

    Innazitutto per sferizzare un blank, come già detto, si usa un utensile di pari diametro, quindi gli errori di figura sono difficili; mentre per la parabolizzazione è necessario un utensile sub-diametro, ovvero di diametro più piccolo del blank, questo (sempre per la questione della cinematica del macchinario) se non si calibra periodicamente i vari "leveraggi" del macchinario e se non si cambia spesso l'utensile (che giustamente si consuma con l'uso) e se non si controllano le termiche di lavorazione (l'abrasione genera calore, che fa dilatare il blank), tutto questo può portare ad errori di lavorazione.
    Per fare un parallelo, tra sferizzazione e parabolizzazione ci passa la stessa differenza, che c'è tra risolvere una singola equazione a una incognita e un sistema di equazioni a cinque o sei incognite.
    Associazione Astronomica Mirasole (AstroMirasole): http://astromirasole.org • • • Pagina facebook: facebook.com/AstroMirasole/ • • • La Mia Strumentazione

  5. #15
    Nana Rossa L'avatar di ciclociano
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    Re: differenza lavorazione specchi

    Citazione Originariamente Scritto da fabvisco Visualizza Messaggio
    Intendevi dire paralleli?
    Comunque no, la luce parallela all'asse ottico del telescopio è solamente quella proveniente dal centro del campo inquadrato. Per evitare fraintendimenti, conviene immaginare il telescopio come al centro della sfera celeste e di tirare dei "fili" dal vertice dello specchio ai vari oggetti del cielo: l'asse ottico del telescopio potrà essere parallelo ad un solo filo alla volta, mentre tutti gli altri risulteranno inclinati di un certo angolo. La capacità di distinguere due fili molto vicini è poi il potere risolutivo del telescopio e dipende dal suo diametro, ma questo è un altro discorso.
    Se mi permetti, ci sono delle imprecisioni dovuta a eccessiva banalizzazione di un fenomeno alquanto complesso come la luce.

    Sempre rimanendo in ambito dell'ottica geometrica i "raggi" provenienti dalle stelle, che sono punti all'infinito e perciò senza dimensione apparente, sono paralleli.
    In verità, il fronte d'onda elettromagnetica che investe il nostro pianeta provenendo da queste sorgenti è perpendicolare ad essi.
    http://www.infinitoteatrodelcosmo.it...-ai-telescopi/

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    Luciano. Osservo e provo a fotografare con Skywatcher 200 f8 su IOptron cem60HP. Altre ottiche - Travel Dobson 150-f8

  6. #16
    Pianeta L'avatar di fabvisco
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    Re: differenza lavorazione specchi

    Ciao @gianluca74!
    Sono contento per te, io purtroppo non ho fatto in tempo a procurarmi un telescopio prima del lock down e mi tocca guardar le stelle ad occhio nudo... ma non posso lamentarmi dai!


    @ciclociano hai ragione, la mia era una semplificazione e come tale ha dei limiti, ma mi sembra adeguata a rispondere alle domande di Asciaibo. Attenzione però a non creare confusione:

    [...] i "raggi" provenienti dalle stelle, che sono punti all'infinito e perciò senza dimensione apparente, sono paralleli.
    Chi è parallelo a chi?
    Innanzitutto quello che semplificando chiamiamo "raggio" indica la direzione di propagazione della radiazione. Data la natura ondulatoria della luce, i fronti d'onda sono sempre perpendicolari alla direzione di propagazione della stessa. Una sorgente sferica (o puntiforme) produce fronti d'onda sferici che si propagano radialmente: la direzione di propagazione del fronte in ogni punto è data dal raggio (questa volta in senso geometrico) che lo collega alla sorgente, e i raggi ovviamente non sono tra loro paralleli.

    Questo in teoria. In pratica quando la sorgente è estremamente lontana e l'area di ricezione piccola - ed è il caso delle stelle lontane miliardi di km, di cui raccogliamo la luce con diametri di pochi metri - si può applicare a buon diritto l'approssimazione detta "di campo lontano". In breve, dato che il raggio di curvatura è enorme, lo si approssima ad infinito e di conseguenza la curva diventa una retta: allora il fronte d'onda lo si considera piano e, di conseguenza, i "raggi" che indicano la direzione di propagazione divengono paralleli. Forse intendevi dire questo.

    Quanto detto riguarda però la singola sorgente. Nel momento in cui abbiamo due sorgenti distinte (leggi: che il nostro strumento è in grado di risolvere) è chiaro che i due fronti d'onda, anche se approssimati a piani, avranno angoli di incidenza distinti. Significa che la direzione di propagazione dei due è diversa, cioé i nostri "raggi", relativi a due sorgenti diverse, non sono paralleli.

    la luce parallela all'asse ottico del telescopio è solamente quella proveniente dal centro del campo inquadrato. Per evitare fraintendimenti, conviene immaginare il telescopio come al centro della sfera celeste e di tirare dei "fili" dal vertice dello specchio ai vari oggetti del cielo: l'asse ottico del telescopio potrà essere parallelo ad un solo filo alla volta, mentre tutti gli altri risulteranno inclinati di un certo angolo
    Adesso il senso di questa affermazione dovrebbe essere più chiaro. Se si vuole parlare di fronti d'onda in luogo di "raggi" e "fili" - formalmente più corretto, ma più difficile da figurarsi - il concetto non cambia. Ed il coma rimane!

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  7. #17
    Nana Rossa L'avatar di ciclociano
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    Re: differenza lavorazione specchi

    In breve, dato che il raggio di curvatura è enorme, lo si approssima ad infinito e di conseguenza la curva diventa una retta: allora il fronte d'onda lo si considera piano e, di conseguenza, i "raggi" che indicano la direzione di propagazione divengono paralleli. Forse intendevi dire questo.
    Esattamente!
    Ultima modifica di etruscastro; 16-04-2020 alle 16:02 Motivo: modifica quote
    Luciano. Osservo e provo a fotografare con Skywatcher 200 f8 su IOptron cem60HP. Altre ottiche - Travel Dobson 150-f8

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