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  1. #1
    Nana Rossa L'avatar di Lorenzogibson
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    Astrofotografia analogica ( pellicola ai sali d'argento)

    PICT0034.jpg
    Buonasera, posto la mia prima astrofotografia analogica, ho scelto l'unico soggetto che per ora sono in grado di fotografare con la mia strumentazione. Nel mio prossimo futuro ci sarà una equatoriale e cominceranno gli esperimenti Deep Sky.
    Ho voluto aprire questa discussione per omaggiare i pionieri dell'astrofotografia, quando il digitale ancora non esisteva e si inseguiva a mano. Invito tutti gli utenti con la mia stessa passione per la pellicola, a postare i loro lavori ottenuti con questa antica tecnica, e a condividere eventuali consigli pratici.
    Grazie

    La foto è stata fatta con:

    Fotocamera zenit 11 con pellicola Kodak ektar 100
    Scatto a 1/30
    Rifrattore 152/900 + Barlow x-cell 2x
    Cavalletto video Ravelli modificato
    Scanner Hamlet smart converter
    Immagini Allegate Immagini Allegate
    Ultima modifica di Lorenzogibson; 03-02-2021 alle 16:32 Motivo: Aggiunta

  2. #2
    Nucleo Galattico Attivo L'avatar di Angeloma
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    Re: Astrofotografia analogica ( pellicola ai sali d'argento)

    Sai una cosa? Mi pare che il 152/900, che immagino sia lo stesso di Huniseth e lo stesso recensito da cherubino, non abbia un cromatismo particolarmente evidente, almeno in foto.

    Ho scansionato le diapositive realizzate dal G. A. V. nel corso degli anni; a parte alcuni scatti di eventi irripetibili e che possono essere definiti "storici"... Il digitale è tutta un'altra cosa.
    Newton: GSO 303/1500; 150/1400; Bresser NT-150L Hexafoc - Mak: Sw 127/1540 BD; VMC11OL - rifrattori: 50/600; 70/350; ETX70 AT; 70/700; 77/910; 90/500.

  3. #3
    Pulsar L'avatar di Huniseth
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    Re: Astrofotografia analogica ( pellicola ai sali d'argento)

    Coraggiosi esperimenti... dal che si capisce che fare fotografia astronomica non era affatto semplice ai tempi della pellicola. Magari qualcosa è cambiato nel frattempo, però si basa sempre sulla foto singola, con gli annessi e connessi relativi. Mi piace la gente curiosa e sperimentatrice ..
    Il 152/900 sulla Luna se la cava molto bene, bisogna fare qualche prova con i filtri per andare ancora meglio. Posso fare il confronto col mio ex 150/1200 .. aveva molto più cromatismo e le foto venivano maluccio. Sui pianeti anche il 152 tribula parecchio.
    Interminati spazi io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura.
    Mak180, G.Hi 152/900, Orion 80/400, Mak127, TS70ed/474, Wega 15x70, EQ6, binoview, Tasco80

  4. #4
    Nana Rossa L'avatar di Lorenzogibson
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    Re: Astrofotografia analogica ( pellicola ai sali d'argento)

    Confermo, si tratta dello stesso tubo, è bello pesante, ma non è malvagio per essere un acromatico. L'ho acquistato dopo aver letto la recensione di Cherubino.
    Sono pienamente consapevole dei limiti della pellicola rispetto al digitale, non l'ho menzionato volutamente per chiarire il topic della discussione, mi affascina soprattutto il differente flusso di lavoro, gli aspetti dello sviluppo e della stampa, e il minimo uso del computer. A questo proposito, colgo l'occasione per scusarmi della scarsità del mio scanner, mi sono già dotato di ingranditore ottico, e presto le mie foto saranno in formato cartaceo. Rimarrà il problema su come postarle in questa discussione, ma troverò un modo accettabile.

  5. #5
    Nucleo Galattico Attivo L'avatar di Angeloma
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    Re: Astrofotografia analogica ( pellicola ai sali d'argento)

    Mi permetto di fare una breve digressione (OT).

    Il 152/900 TS Individual è l'unico acromaticone che collocherei nel mio arsenale. 900mm sono una focale che mi piace.
    È stato amore a prima vista, istintivo... La recensione di cherubino ha confortato il mio istinto. 😄

    Pesa come se il tubo fosse fatto d'uranio impoverito.
    È un bene?
    È un male?
    Secondo me è un bene: leva corta, tanta inerzia, uguale stabilità. 👍
    Newton: GSO 303/1500; 150/1400; Bresser NT-150L Hexafoc - Mak: Sw 127/1540 BD; VMC11OL - rifrattori: 50/600; 70/350; ETX70 AT; 70/700; 77/910; 90/500.

  6. #6
    Pulsar L'avatar di Huniseth
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    Re: Astrofotografia analogica ( pellicola ai sali d'argento)

    Il problema è che ci vuole sempre la eq6 perchè pesa davvero parecchio.
    L'ho messo in vendita, ho ridotto quasi a zero le serate osservative e quindi non lo uso. Il mak180 è più agevole da montare e terrò quello. E' un peccato perchè va anche meglio del makkone, ma quando lo uso?
    Interminati spazi io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura.
    Mak180, G.Hi 152/900, Orion 80/400, Mak127, TS70ed/474, Wega 15x70, EQ6, binoview, Tasco80

  7. #7
    Nana Rossa L'avatar di Lorenzogibson
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    Re: Astrofotografia analogica ( pellicola ai sali d'argento)

    Giusto per approfondire e condividere ciò che ho trovato in rete:
    Le migliori pellicole per astrofotografia sono le diapositive, pare che le Fuji provia siano quelle con la migliore reciprocità
    Per ora non mi sono cimentato con dispositive, perché il mio obiettivo è stampare su carta.
    Tra le pellicole negative colore ( la mia scelta ) la miglior pellicola dovrebbe essere la Kodak ektar , per la grana fine e la buona reciprocità. Anche la diffusa Kodak Gold 200 sembra avere una reciprocità di tutto rispetto. Ho fatto qualche esperimento e non sembra male, devo approfondire.
    Se la scelta ricade sul bianco e nero, la scelta migliore in assoluto è la Fuji acros , alcuni astrofotografi hanno riscontrato una ottima reciprocità.
    Condivido queste informazioni per fornire una base di partenza a chi volesse iniziare a fare astrofotografia con questa affascinante tecnica.

  8. #8
    Pulsar L'avatar di Huniseth
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    Re: Astrofotografia analogica ( pellicola ai sali d'argento)

    Le pellicole color dovrebbero avere lo stesso problema dei sensori color? Cioè sono meno sensibili? - Ma per le mono ci vorrà la ruota filtri?
    Interminati spazi io nel pensier mi fingo, ove per poco il cor non si spaura.
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  9. #9
    Nana Rossa L'avatar di Lorenzogibson
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    Re: Astrofotografia analogica ( pellicola ai sali d'argento)

    La sensibilità della pellicola è data dal valore iso, che va tenuto abbastanza basso ( max 100 o 200) perché per sensibilità più alte aumenta anche la grana, con perdita di dettaglio. Per il bianco e nero si possono usare filtri, qualcuno ci ha provato, ma poi bisogna comunque colorare e sommare le foto a computer, ed è una strada che non mi interessa. Inoltre i risultati non sono eclatanti, perché i filtri tolgono luce. La tendenza è fare foto in b/n e tenerle così. Come già detto si trovano in commercio pellicole in b/n con ottima reciprocità. Riguardo al colore, non ci sono grosse differenze, ma non ci sono in commercio pellicole con così basso difetto di reciprocità, caratteristica che nelle lunghe pose è di fondamentale importanza. Le uniche che si salvano sono alcune dispositive, come le fuji Provia 100 ( ma anche le resuscitate Kodak E100, non dovrebbero essere male). Considerato che ho scelto di usare negativi colore, ho già messo in conto di dover fare pose da almeno mezz'ora.

  10. #10
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    Re: Astrofotografia analogica ( pellicola ai sali d'argento)

    Mi sono ricordato una cosa: quando porti il rullino a sviluppare, ti suggerisco di dire al tecnico di stampare tutto, anche se sembra rovinato. È successo che venisse buttato via un rullino di foto scattate durante un evento astronomico irripetibile proprio per questo motivo...
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