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    Nana Rossa L'avatar di fedele
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    "Recensione" del mio primo Baby-Mu (Mewlon 180c)

    15 Febbraio 2021. - Prima luce ( si dice cosi’ giusto?) del Takahashi Mewlon 180c (Baby-Mu)
    Il telescopio è arrivato dall'Asia (Meglio definire dal Giappone), ha fatto il giro di mezza Europa e Mezza Italia, prima di arrivare a casa mia. L'ho messo in auto con il suo imballaggio originale (ben fatto anche questo) e trasportato per alcune decine di km. Nel tragitto mi sono dimenticato della sua presenza, sobbalzando con disinvoltura su un paio di passaggi a livello rialzati e su dossi vari.
    Quando sono arrivato a casa, mi sono ricordato del mio compagno di viaggio: "Cavolo avevo il Mewlon nel cofano!".
    Tutto, dall'imballaggio al Mewlon stesso è bello ed ogni particolare parla del Sol Levante.
    Il tubo è leggerissimo. Stonano solo alcuni particolari grossolani, come le viti a vista sul tubo e delle pennellate un po spartane in alcuni punti della base di attacco della slitta a coda di rondine. Ma occorre ricordarsi della artigianita’ di questi strumenti.
    Il peso è in gran parte concentrato dal lato dell'ottica principale ovviamente. Questo rende la maniglia che contiene il cercatore 6x30, davvero comoda ed affidabile per maneggiare il tubo.
    Il cercatore è superbo. Un gran bel pezzo di ottica. Credo il migliore 6x30 in circolazione e cercare gli oggetti è un momento che attendi con piacere.
    Ah…dopo aver girato il mondo il cercatore è ALLINEATISSIMO all’ottica principale.
    L’interno del tubo è ben annerito. Fa una strana impressione il bordo frontale ricurvo del tubo, tanto da ricordare un qualche tipo di elettrodomestico, ma devo dire che fa davvero la sua funzione nell’impedire alla condensa di entrare nel tubo stesso.
    Lo specchio è lucidissimo e veramente smooth: nulla a che vedere con quelli degli SC, o Newton, MK economici per intenderci.
    Il mio timore era la collimazione. Non ho avuto molti riflettori in vita mia, avendo avuto da giovane solo rifrattori e nemmeno di grande fattura. Devo ammettere che per me telescopio significa LENTI. PUNTO. Difatti sia il C8XLT che il C8HD che ho avuto, sono state delle brevi (tristi) parentesi nella mia vita.
    Considerate che riprendo l’astronomia ora, dopo quasi 25 anni di fermo. Quindi è un po come se ripartissi da zero in fatto strumentale.
    E Arriviamo alla giornata odierna.
    Dopo la nevicata di ieri, qui a Matera stasera il cielo si è aperto e quindi faceva ben sperare per una prima luce.
    Metto fuori il telescopio verso le 17:30 con un aria davvero gelida, (dopo aver tenuto precedentemente il telescopio in un ambiente verandato chiuso e non nell’appartamento). Si e’ raffreddato velocemente.
    Ho montato il tubo sulla EQ5 di un amico, senza motorizzazione, a causa della indisponibilità delle montature asiatiche presso tutti i rivenditori europei ( e che avrei dovuto acquistare).
    La montatura ha giochi vari e sembra adeguata al leggerissimo tubo MA…e’ ricordiamoci che e’ uno strumento dal campo non generosissimo e votato agli alti ingrandimenti. Focheggiare dunque su questa montatura è una impresa che si e’ rivelata ardua. Devi lavorare di intuito alla ricerca del fuoco (ma ne riparliamo dopo).
    Questo avviene perché quel peso concentrato di cui parlavo prima, carica su un punto d’appoggio davvero stretto, ovvero la corta slitta vixen a corredo. Il tubo infatti è un po più lungo di un c8 anche se piu piccolo e questo crea un minimo effetto leva intorno al perno di appoggio.
    La messa a fuoco è costante senza movimenti strani e nel mio esemplare non ho notato shift particolare. Però il movimento è un po duro e questo complica le vibrazioni al momento della messa a fuoco. Diciamo che ci vuole perizia ed a tratti intuito nell ‘indovinare il giusto fuoco. Altro aspetto critico è che la messa a fuoco deve essere davvero precisa e non è così immediato trovarla.
    Fatte un po di prove, guardo verso ponente e vedo la Luna…. Me ne ero dimenticato: “Cavolo c’è la Luna stasera”. Il cielo è ancora luminoso e la tentazione di puntarla è grande. procediamo dunque.
    E' piacevole muovere il telescopio per i puntamenti utilizzando la maniglia/cercatore. Gli oggetti stanno dove li punti con il cercatore, ma è facile puntare anche a vista ( come ho sempre fatto, senza goto), a mo di fucile, aiutandosi con la lunghezza del tubo.
    Come oculari, in attesa di rinnovare il parco oculari, sono rimasto solo con due FF 12 mm ( che non amo) e due Baader Ortho Classic 10mm. Ho usato anche un prisma Baader.
    Punto dunque la luna e …..SCHOCK. il cielo è ancora luminoso ma una volta messo a fuoco assisto ad uno spettacolo unico, complice anche l aria piu secca della prima oretta intorno al tramonto. Un contrasto della superficie selenica mai visto nella mia povera dotazione strumentale negli anni. Dettagli ovunque, anche fini, con nette variazioni di albedo e tipologie superficiali. Ombre nette (nere nere) e craterini, rimae etc ovunque.
    Subito la sensazione che ho è che non stia usando gli oculari giusti per quest’ottica. Infatti in un ora circa di osservazioni, ho capito che ottiche di questo livello, mi faranno piangere il portafogli: servono oculari di fascia alta a mio avviso.
    Da quello che vedo fin dal primo istante, emerge una considerazione devastante per me: Il tubo ha fatto il giro del mondo ed è collimato. Pur non essendo un esperto la sensazione è che lo sia intorno al 97 % ma che sia un dato incredibile se pensiamo alla sua avventura e lungo viaggio.
    Cala il buio. Le stelle non sono puntiformi come in un rifrattore. PUNTO.Ed io le voglio puntiformi. Ma sono molto più piccole di quelle a riccio di mare del c8 ( nel migliore dei casi). Ma ricordo subito a me stesso che questo tele fara’ solo hires.

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  2. #2
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    Re: "Recensione" del mio primo Baby-Mu (Mewlon 180c) - Parte 1

    Continua

    Ci sono gli spikes e sono SEI. Appaiono nelle stelle di prima grandezza, e fino alla seconda, talvolta terza magnitude. E’ una cosa alla quale pensavo di non sopravvivere (amando i rifrattori), ma devo dire che qui riesco ad accettare la loro presenza. Ho come l’impressione che, conoscendo la sua vocazione e ricordandomi della sua tipologia progettuale, ben presto considererò normale questa cosa.
    Il campo non è ampio con il 12mm (180X circa), ma lo comprendo e lo accetto e....mi piace!
    Non ho , almeno a questo ingrandimento, il fastidioso coma di cui si parla. Le stelle sono accettabili anche ai bordi (vedremo con altri oculari più in la).
    Gli spikes aiutano a capire il fuoco e la collimazione. E sembra che ci siano solo loro, senza altri raggettini strani introno alla stella. Ho puntato SIRIO per lo Start Test (cosa che non si fa, ma l’ho fatto), ed era uno scintillio di colori e tremolio continuo dato che era bassa e che le condizioni di turbolenza non erano forse le migliori (osservo dal terrazzo). Mi esercito con intra ed estra focale e per la prima volta in vita mia vedo i dischi di Airy netti e chiari in un telescopio a specchio. Mai negli Sc avevo visto quello che stavo vedendo. Si evidenziano bene e nette le ombre del secondario e degli spikes.
    Il telescopio sembra INCREDIBILMENTE COLLIMATO, ma mi riservo di capire questa cosa insieme ad un esperto, dato che io sono alle prime armi in fatto di collimazione.
    Gli anelli sembrerebbero concentrici anche se a tratti intuisco una leggerissima scollimazione. Parlo di qualcosa di veramente impercettibile, ma che a mio avviso potrebbe avere un senso rispetto alle difficoltà che ho avuto col fuoco fine.…mi sono piaciuti i dischi di airy. Ripeto, non li avevo ,mai visti così.
    Immagini INTRA ed EXTRA UGUALI.
    Non so se sono stati gli oculari, non so se sono le luci cittadine intorno alla terrazza (si sto osservando dal mio terrazzo tra mansarde e caminetti), non so se la turbolenza che sta aumentando e seeng peggiorando, ma col buiovedo della luce diffusa.
    Abbandono Sirio e passo a RIGEL. Bellissima immagine della stella principale con i 6 spikes e la debole compagna. Mi ricordava l’immagine scattata dall’ autore di una bellissima recensione del mewlon sul sito “Dark Star”. Rigel aiuta meglio ovviamente nello star test. Stesse considerazioni di prima ed anche qui mi soffermo ad ammirarlo.
    ritorno sulla luna.
    Stavolta rispetto a prima c’è un po di luce diffusa in più. Evidentemente il sito, con il buio, e i lampioni intorno non aiuta molto con questo tubo. Ma la superficie selenica è sempre di alto livello.
    Tento Marte tra varie peripezie nel puntamento. Metto il 12 mm e “ODDIO…gli spikes su Marte!”. Non sono fastidiosi ma ci sono.
    Poi vedo il disco…..la prima volta che vedo il disco di Marte così grande anche se ormai molto distante da noi, dopo la scorsa opposizione. Nelle varie opposizioni del pianeta non ho mai avuto un mio telescopio decente.
    Il contorno del disco è netto, anche se le difficoltà nella focalizzazione non aiutano. Intravedo dettagli sul disco. L’immagine del pianeta è leggermente immersa in un alone diffuso. Probabilmente sara’ peggiorato il seeing, o probabilmente davvero c’è qualcosina da ritoccare nella collimazione. Vedremo. Uso il 10 mm e ancora regge, anche se non traggo ulteriori dettagli e benefici.
    Lascio Marte e mi sposto in Orione su M42. Sebbene il campo non molto ampio, e ricordandoci che stiamo lavorando a 180 x, riesco ad abbracciare buona parte della nebulosa. L'immagine è molto buona e migliora con il il passare dei minuti. Noto un contrasto elevatissimo nei dettagli della nebulosa ed apprezzo tanto anche il suo stacco “3 D” dal fondo cielo nero. La zona centrale, quando ti immergi in essa, rende il cuore della nebulosa addirittura”abbagliante” in questo quadro di insieme. Le stelle non sono puntiformi ripeto, ma piccole e apprezzo le componenti E ed F del trapezio.
    La nebulosa regge anche l’uso del 10 mm.
    Sembra che nessuno mi possa fermare stasera, ma il freddo davvero mi uccide e decido di interrompere la serata osservativa.
    Per concludere prendo il mio 120ED serie oro (eccellente ottica nel mio caso) e guardo la Luna. Passare dal 180 al 120Ed, rende il suo uso improvvisamente “ridicolo”.
    l’immagine nel rifrattore è sicuramente ed immediatamente più calma e “facile”, ma non c’è nulla di quello che avevo visto nel “meloncino”
    Vado su M42 anche con questo…strada facendo e una volta arrivato, le stelle sono più belle. Punto. La nebulosità è bella, ma non ha quei dettagli e contrasto ammirati nel mewlon (e vi assicuro che non è solo questione di diametro).
    Conclusione. Questo è solo un primo round dove vince la mia totale inesperienza verso lo strumento. Sentimenti discordanti mi assalgono: da una parte forse preferirei un grosso rifrattore da 150/180 mm (�� ) dall’altra so che ho davanti a me un vero e proprio cavallo di razza che va però saputo domare con perizia ed esperienza che allo stato attuale NON HO.
    Ma davvero penso che quella roba che ho visto ed intuisco mi fara’ ulteriormente vedere, non possa trovarsi facilmente in un SC 20 commerciale.
    Non è il telescopio per oculari economici. Occorre fornirsi di un pacchetto di accessori dai costi ben superiori a quelli dello strumento stesso (robe che non siano di ottima qualità e provenienza, qui non hanno senso). Occorre munirsi di una solida montatura. Forse è conveniente l’uso di barre e anelli adeguati. Di sicuro serve un focheggiatore elettrico, micrometrico e di qualità (per il quale sto provvedendo).
    Ora attendo l’affiancamento di qualche amico astrofilo esperto per verificare nel dettaglio la collimazione, perché sono sicuro che questo è il telescopio che, una volta collimato o fatto collimare, ti puoi scordare diq eusto problema per davvero tanto tanto tanto tempo.
    Nota integrativa: Il telescopio non si è appannato nemmeno quando dal freddo gelido l’ho portato in casa con uno sbalzo termico di oltre 20 gradi!
    Vi auguro non solo cieli sereni, ma anche contrastati

    upgrade (16.02.21): mi sono giunte le misure ufficiali e strumentali del seeing di ieri. In effetti combacia con quello che ho descritto: la visione sensazionale intorno alle 18:00 e il peggioramento successivo e repentino del seeing nel resto della osservazione. Questo significa che LUI ne risente fortemente. Nell’immagine cortesia del centro di geodesia spaziale i valori sono espresi in arco secondi. Le condizioni migliori si sono verificate intorno alla mezz’oretta del tramonto, in particolare alle 17:55 orario della foto con la luna nel cielo e della descrizione della prima osservazione. E’ Incredibile come influenzi la resa la turbolenza e il Seeing, nell arco di poco tempo, ed e’ importante accorgersi di questo avendo un riscontro strumentale, altrimenti jno potrebbe non farci caso e pensare ad altri problemi. Da specificare che il punto di misurazione in altura mentre io sono in una valle non molto distante, quindi con condizioni peggiori.e mentre il centro è in piena Murgia io ero tra abitazioni e sopra il mio terrazzo

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  3. #3
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    Re: "Recensione" del mio primo Baby-Mu (Mewlon 180c)

    Sicuro che stai riprendendo confidenza con gli strumenti e con l’astronomia dopo 25 anni? 🤔
    Hai fatto una recensione così minuziosa degna di @cherubino .
    Lascia che l'anima rimanga fiera e composta di fronte ad un milione di universi

  4. #4
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    Re: "Recensione" del mio primo Baby-Mu (Mewlon 180c)

    Citazione Originariamente Scritto da nicola66 Visualizza Messaggio
    Sicuro che stai riprendendo confidenza con gli strumenti e con l’astronomia dopo 25 anni? 🤔
    Hai fatto una recensione così minuziosa degna di @cherubino .
    ma in questi anni non è che sia stato a pettinare le Bambole! Non ho fatto pratica perchè schiavizzato da moglie e suocera, ma ho continuato a leggere. le recensioni di Cherubino, negli ultimi anni, sono state il mio faro. Gli ho succhiato il midollo...per me è un maestro di vita :-)
    Prima di lui solo le recensioni di Rick dekard, non so se ricordate, anni fa su SIDUS.ORG mi avevano entusiasmato ed educato come le sue.

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