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  1. #1
    Nana Bruna L'avatar di Mattia Pierri
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    Voglia di imaging planetario

    È da un po' di tempo che sto pensando di acquistare un telescopio piccolo, facilmente trasportabile in vacanza e che mi dia la possibilità di fare imaging planetario e qualche osservazione visuale senza troppissime pretese...
    Ho già un dobson 10" che purtroppo però al momento e per i prossimi anni le probabilità che vada a fare una passeggiata sotto cieli bui è molto scarsa, quindi vorrei avere la possibilità di fare riprese o foto planetarie... Ho visto che per questo molti parlano dei Mak, soprattutto il 127; io ho visto che ci sono anche da 100 e da 90 ma non so se sono validi, a parte l'evidente trasportabilità, per l'imaging. Consigli voi che siete esperti?

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  2. #2
    Nana Rossa L'avatar di faggio79
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    Re: Voglia di imaging planetario

    Per fare imaging planetario non servono cieli scuri. Al contrario il momento migliore per le riprese sono le fasi crepuscolari. Anche l'inquinamento lumimoso non rappresenta un grosso problema per riprendere i pianeti. Pertanto non hai assolutamente bisogno di qualcosa di portatile, il tuo Dobson è già uno strumento notevole per tale scopo! Abbinato a una camerina ad hoc (ASI 462, ASI 485, ASI 482) e una Barlow 2,5x avresti un armamentario di tutto rispetto.

    Le condizioni ideali per l'imaging planetario sono:

    1) Seeing buono: per ricercarlo è bene stare lontani da valli montane (per via della stratimetria termica che tali conformazioni morfologiche tendono a creare) e aree con violente escursioni termiche. Sul mare dipende dalla stagione e della temperatura dell'acqua, ma se non lo hai vicino è un altro punto di forza per aumentare la probabilità di avere un numero dignitoso di serate con seeing decente.

    2) Elevazione massima: più un oggetto è vicino allo zenit, più sottile è lo strato di atmosfera attraverso cui dovrai catturare la luce del pianeta. Le ultime due opposizioni di Giove e Saturno sono state un disastro in tal senso, transitavano molto bassi ed è stato molto difficile avere serate buone. A partire dal 2022 (Giove 45° di elevazione massima, Saturno 30°) invece le cose andranno migliorando sempre più, per arrivare al top fra il 2024 e il 2026 per Giove (68 gradi) e fra il 2031 e il 2033 per Saturno (67-68 gradi).

    Suggerisco caldamente il testo "Planetary Astronomy" redatto da 5 astrofili francesi, considerati tra i migliori esperti in Europa di astronomia planetaria. Approfondisce bene gli argomenti riguardanti le condizioni ambientali, scendendo molto nei dettagli tecnici al fine di effettuare osservazioni e riprese nel migliore dei modi.

    Ad ogni modo hai tempo per riflettere sul da farsi: fino alla prossima estate non ci sarà niente da riprendere, a parte la Luna....

    Ciao

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  3. #3
    Nana Bruna L'avatar di Mattia Pierri
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    Re: Voglia di imaging planetario

    @faggio79 infatti approfittando del tempo che intercorre tra adesso e la stagione planetaria vorrei capire il setup da assemblare. Il fatto della trasportabilità non è per i cieli bui ma è per avere qualcosa con cui osservare quando vado in vacanza avendo già la macchina stra-colma di valigie figli moglie e cane xD

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  4. #4
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    Re: Voglia di imaging planetario

    sarà scontato ma il mak 127 anche su una semplice slt è più che sufficiente a raggiungere gli scopi!

  5. #5
    Gigante L'avatar di Alby68a
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    Re: Voglia di imaging planetario

    Il Mak 127 è un ottimo compromesso. E' compatto e la ripresa planetaria è il suo forte. E' uno strumento che puoi utilizzare anche da casa, quando il seeing non è dei migliori il suo diametro lo sopporta meglio rispetto al tuo dobson. C'è quello SW ed il Bresser. Quest'ultimo con focale ancora più spinta, se ricordo bene.
    Se vuoi spingere ancor di più sulla compatezza, peso e trasportabilità puoi andare su un diametro minore, intorno ai 10 cm.

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  6. #6
    Nana Rossa L'avatar di faggio79
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    Re: Voglia di imaging planetario

    Perdonami ma avevo male interpretato il senso del post. Beh, come portabilità il Mak è sicuramente il candidato numero uno da portare in vacanza.
    Con una borsa tipo questa
    https://www.astroshop.it/borse-per-t...ak-127/p,63645
    occupa pochissimo spazio. La cosa più ingombrante diventa la montatura, ma da chiusa ha una forma stretta e lunga, quindi giocando bene a tetris nel portabagagli della macchina un posto si trova.

    Se il target è fare imaging io non scenderei sotto il 127 (il 90 e il 102 sono ottimi per la Luna ma iniziano ad essere corti per Giove e Saturno) e non salirei oltre (il 150 inizia ad essere pesantuccio e necessita di montatura ad hoc). Insomma il 127, è sicuramente uno strumento eccellente da portare in viaggio. Altro vantaggio dello schema ottico è che è molto difficile da scollimare, quindi non teme scossoni, buche o sterrati.

    Una valida alternativa potrebbe essere un rifrattore acromatico tipo il Bresser 102/1350. Con un rapporto focale molto elevato non avresti problemi di cromatismo, e riprendendo un pianeta al centro del campo con CCD non devi preoccuparti della curvatura di campo. Si tratta però di un oggetto più ingombrante, specie in lunghezza....

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  7. #7
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    Re: Voglia di imaging planetario

    Come montatura valuta la azgti. La testa occupa una borsetta e il cavalletto lo spazio di un ombrello grosso

  8. #8
    Nana Bruna L'avatar di Mattia Pierri
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    Re: Voglia di imaging planetario

    Ok quindi insomma confermate quello che ho letto e compreso dalle varie letture, mak 127 e passa la paura xD... Io avevo adocchiato quello della bresser perché ha una focale più lunga e se non erro significa più dettagli in ripresa?!
    Per quanto riguarda la montatura? La azgti ha il go to ma anche l'inseguitore? Perdonate la domanda ignorante ma di montature non ne capisco e vorrei fare un acquisto definitivo per la montatura (senza pretese come il resto) per un futuro in cui fare anche foto della Via Lattea con reflex

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  9. #9
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    Re: Voglia di imaging planetario

    Tutte le montature goto inseguono
    In alcuni Dobson ci sono dispositivi push to che visualizzano le coordinate per inquadrare oggetti
    Azgti é una altazimutale goto motorizzata sui due assi che comandi dal telefono
    Esiste un cuneo opzionale che la trasforma in equatoriale
    Di quelle che ho visto secondo me è la più trasportabile che c’è nel suo range di carico
    In una borsa da fotografo metti testa e mak127 e ti rimane il cavalletto che occupa poco spazio

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  10. #10
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    Re: Voglia di imaging planetario

    @stevesp ok scusami ma pensavo che il goto poteva essere indipendente dall'inseguimento. Cioè una montatura poteva avere il goto e non l'inseguimento e viceversa. Sono proprio ignorante xD.

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