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  1. #1
    Staff • Autore L'avatar di corrado973
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    La Terrà avrà un nuovo supercontinente: Amasia

    amasia.jpg

    In base a una nuova simulazione sul movimento delle placche tettoniche, i giorni dell'oceano Pacifico sono contati.

    Ecco tutto l'articolo di Elisabetta Bonora

    https://aliveuniverse.today/flash-ne...upercontinente
    Dobson gso 10",oculari:30mm,25mm,16mm,9mm,5mm. Barlow televue 2x,vari binocoli.
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  2. #2
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    Re: La Terrà avrà un nuovo supercontinente: Amasia

    Che ne dici, Corrado, ci mettiamo comodi e stiamo a vedere fino alla fine se succede? Io porto la birra... Tanta...

  3. #3
    Sole L'avatar di Ro84
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    Re: La Terrà avrà un nuovo supercontinente: Amasia

    Sembra interessante, per altro alla Curtin di Perth ci ho anche fatto la tesi di laurea...

    Tuttavia ci sarebbe una domanda che farei agli studiosi che sono giunti a questa conclusione (sperando di non essere però troppo tecnico qui): come si concilia questa proiezione coi fenomeni sismici in atto al largo del Portogallo (uno di questi causò il catastrofico maremoto di Lisbona alcuni secoli fa), che secondo diversi studi sarebbero indicativi della "rottura" della placca eurasiatica in questo punto con la nascita di un nuovo margine attivo (ossia un punto in cui una placca - in questo caso la parte marina dell'attuale placca eurasiatica che forma l'Atlantico orientale - subduce sotto un'altra placca - in questo caso la parte "continentale" della placca eurasiatica)? Se questo margine si formasse (nel giro di qualche milione di anni), questo significherebbe di fatto l'inizio della subduzione dell'Atlatico settentrionale, che potrebbe anche preludere a una successiva chiusura, o per lo meno all'arresto dell'espansione dell'Atlantico settentrionale stesso. Da capire in questo scenario come si comporterebbe invece l'Atlantico meridionale, che è quello dove più è forte il movimento di apertura.

    E' una domanda sincera, non ho alcuna predilezione né per lo scenario Pacifico chiuso né per quello Atlantico chiuso; non ho elementi.
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  4. #4
    Sole L'avatar di Armando31
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    Re: La Terrà avrà un nuovo supercontinente: Amasia

    Citazione Originariamente Scritto da Red Hanuman Visualizza Messaggio
    Che ne dici, Corrado, ci mettiamo comodi e stiamo a vedere fino alla fine se succede? Io porto la birra... Tanta...
    Si è stancata di essere divisa e pensato bene di tornare unita (Pangea)

  5. #5
    Staff • Autore L'avatar di corrado973
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    Re: La Terrà avrà un nuovo supercontinente: Amasia

    Citazione Originariamente Scritto da Red Hanuman Visualizza Messaggio
    Che ne dici, Corrado, ci mettiamo comodi e stiamo a vedere fino alla fine se succede? Io porto la birra... Tanta...
    Ebbri. Per accettare quanto siamo insignificanti dinnanzi a queste dinamiche geologiche.

    Inviato dal mio CPH2197 utilizzando Tapatalk
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  6. #6
    Meteora L'avatar di qualcosaso
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    Re: La Terrà avrà un nuovo supercontinente: Amasia

    Non mi piace l'idea, quello che scrivete invece è interessante.
    Io mi chiedo una cosa: la posizione e la forma dei continenti attuali suggerisce un loro distacco da una terra unica remota.
    Ma sarà vero?
    Mi spiego:se io rompo un bicchiere in più pezzi lo posso ricostruire, quindi la teoria della deriva dei continenti sembra valida.
    Ma se io prendessi pezzi di vetro di bicchieri diversi per forma e li unissi seguendo le loro forme attuali fino a ricostruire il presunto bicchiere primario...
    Mi sono spiegato con un esempio forse un po' azzardato ma io mi sono reso conto,nella vita, di come la gente riesca a costruirsi un'idea di realtà mettendo insieme il caso e le cause.La cosa funziona quasi sempre perchè casi diversi hanno comunque degli aspetti che offrono la possibilità di una interpretazione causale.
    Ora,se io osservo la terra attuale posso riavvicinarne le terre emerse e ottenere una Pangea ma siamo sicuri sia stato così?
    La Terra ha 4 miliardi di anni quindi come possiamo essere sicuri che le terre emerse attuali non siano state in qualche modo modellate e cambiate di forma da eventi terrestri,cataclismi,meteoriti di cui non restano tracce,comete come nel caso dell'acqua,ecc...?
    Noi le vediamo così e logicamente pensiamo di risalirne alle origini ma che ne sappiamo veramente dei primi mliardi di anni terrestri?
    Se sbaglio mi corrigerete...come disse un Papa.

  7. #7
    SuperNova L'avatar di Angelo_C
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    Re: La Terrà avrà un nuovo supercontinente: Amasia

    Gli scienziati non hanno solo giocato a fare i "puzzle" con la forma dei continenti (quello è stato solo l'incipit da cui è poi venuto tutto il resto), ma hanno verificato le "assonanze" dal punto di vista geologico, sismico, magnetico, morfologico, isotopico e anche paleontologico (e altro ancora che ora non mi viene in mente), trovando evidenze che quelle che gran parte di quelle che ora sono le coste delle diverse terre, in tempi diversi del passato erano un tutt'uno.

    L'esempio che hai fatto tu del bicchiere è concettualmente sbagliato, perché i bicchieri sono "geologicamente" omogenei tra loro, i terreni costieri sono invece (molto) eterogenei.
    Per riprendere l'esempio del bicchiere, è come se mischiassi i pezzi di tre bicchieri rotti, uno in vetro verde, uno un vetro bianco (trasparente) e uno in vetro ambra (quello delle birre), ora è vero che casualmente ci possono essere frammenti con forme tali da poterli accoppiare tra loro tipo "puzzle", ma ce ne saranno alcuni verdi, altri bianchi e altri ambra e saprai che pur "accoppiandosi" bene, NON possono far perte dello stesso bicchiere.
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  8. #8
    Sole L'avatar di Ro84
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    Re: La Terrà avrà un nuovo supercontinente: Amasia

    Dunque, ti posso rispondere in modo dettagliato avendo questo fatto parte anche dei miei studi universitari.

    La prima cosa da chiarire è che la prova che i continenti erano uniti in Pangea (approssimativamente fra 300 e 250 milioni di anni fa) non viene dalla forma dei continenti che sembrano combaciare: quello anzi è solo un indizio ed è stato quello che ha poi permesso ai geologi di cent'anni fa di porsi delle domande in proposito. Le prove vere vengono dalle analogie fra le rocce situate sui vari continenti e in particolare dagli "zoccoli antichi", noti come cratoni, ossia regioni che contengono rocce molto antiche e che non presentano alcun tipo di deformazione che sia più recente di 1 miliardo di anni fa: proprio grazie alle loro caratteristiche uniche e facilmente identificabili, è possibile tracciare i loro confini all'interno di una massa continentale con una buona pecisione.

    Si è per esempio notato che alcuni di questi cratoni risultano spacchettati fra i due continenti: esistono infatti delle analogie estremamente evidenti fra le rocce che stanno sulla sponda occidentale africana (nello specifico il Cratone del Congo) con quello che si affaccia sulla costa orientale del Sudamerica (il Cratone di Sao Francisco, dove si trova Rio de Janeiro); diversi elementi e persino alcuni filoni possono essere seguiti letteralmente da una sponda all'altra dell'Atlantico e combaciano perfettamente (anche come età) se si prova a riunire l'Africa e il Sudamerica (includendo la parte sommersa della piattaforma continentale, non solo la linea di riva). Questi cratoni sono esattamente come un "timbro" che ci fa capire che stiamo parlando di frammenti del medesimo bicchiere... continentale.

    La datazione delle rocce non è poi fatta sulla base di stime o ipotesi, ma c'è un approccio rigoroso alle spalle che è basato sulla chimica e sulla fisica, e in particolare sui rapporti fra gli isotopi che si trovano all'interno dei cristalli che compongono i minerali di cui le rocce sono formate: grazie al decadimento radioattivo degli isotopi instabili, il cui tempo è conosciuto alla precisione grazie alla fisica, è possibile datare una roccia con un'elevata precisione (solitamente con un errore inferiore al 2% della stima dell'età). Anche la rotazione di un continente nel corso del tempo è tracciabile con una buona precisione, grazie al fatto che al momento della formazione i cristalli conservano la polarità data dal campo magnetico, e quindi dai poli magnetici. In più, c'è la correlazione del contenuto fossilifero, che è anche qui di grande aiuto ed è stata una delle prove che hanno permesso di capire che un tempo continenti oggi lontani si trovavano attaccati; animali e piante terrestri i cui fossili si trovano in contemporanea in Sudamerica, Antartide e Australia stanno a indicare che una volta queste tre terre formavano un'unica massa continentale dove le specie si potevano muovere senza barriere geografiche.

    La datazione radiometrica (ossia tramite i rapporti isotopici) permette non solo di datare le rocce sulla terraferma, ma anche le rocce del fondale oceanico (basalti e gabbri), una volta campionate. Dalla loro datazione è emerso che le rocce del fondale atlantico che risultano più giovani (circa attuali) sono quelle che si trovano nella dorsale centrale dell'oceano, e che la loro età aumenta in modo precisamente simmetrico allontanandosi a est e a ovest della dorsale, fino a raggiungere la base della scarpata continentale, che costituisce il confine del continente alla deriva. Le rocce del fondo in questo punto presentano la stessa età sia a ridosso dell'Africa che a ridosso del Sudamerica: questo significa che quando si sono formate i due continenti erano estremamente vicini, perché la loro separazione era appena avvenuta; in sostanza, si trovavano nella medesima situazione in cui si trova oggi l'Egitto-Sudan-Eritrea-Somalia da un lato e l'Arabia-Yemen dall'altro (infatti l'Arabia fino a pochi milioni di anni fa era collegata all'Africa, prima che si staccasse e andasse a sbattere contro l'Asia formando la catena montuosa dell'Iran).

    Sempre da questo siamo riusciti a capire come si è rotta la Pangea. La prima frattura è stata in senso longitudinale, più o meno all'altezza dell'equatore, e l'ha separata in due grossi continenti distinti: a nord Nordamerica ed Eurasia (esclusa però India, Tibet e diverse aree dell'Asia centrale, che all'epoca erano in gran parte micro-continenti alla deriva o parte del blocco sud) e a sud un mega blocco formato da Sudamerica, Africa, India, Antartide e Australia. In seguito (200-150 milioni di anni fa) si è creata anche una frattura in senso nord-sud, che ha coinvolto sia il continente del nord (separando Nordamerica ed Eurasia) sia il continente del sud, che è anzi "esploso" in diverse parti causando la contemporanea saparazione di Sudamerica, Africa, India e il blocco Antartide-Australia. Sostanzialmente, era nato l'Oceano Atlantico... che ha poi portato alla progressiva chiusura dell'oceano longitudinale che si era formato inizialmente, oceano di cui il nostro Mediterraneo costituisce un relitto. Solo 30-40 milioni di anni fa è avvenuta la rottura che ha separato Antartide e Australia.

    Per quanto riguarda i primi miliardi di anni della Terra, è ovvio che più si va indietro e più diventa difficile studiarne la paleo-geografia: questo perché se è vero che risulta abbastanza facile risalire alla Pangea (300-250 milioni di anni fa), risulta un po' meno facile capire la distribuzione dei continenti prima della Pangea, anche se ci siamo riusciti con una buona approssimazione; infatti più si va indietro e più è complesso cogliere le dinamiche, perché gli indizi iniziano a farsi più rari: è meno facile trovare aree non deformate dalle collisioni continentali, è molto difficile trovare tracce di antichi fondi oceanici (che solitamente finiscono subdotti durante una collisione fra continenti, naufragando nel mantello e diventando inaccessibili allo studio diretto - ma non a quello indiretto tramite onde sismiche), senza contare che se si va molto indietro il contenuto fossilifero viene quasi completamente a mancare, perché la vita (specialmente prima di 550 milioni di anni fa) era ancora a livello unicellulare o di organismi molto semplici, tutti di ambiente marino/costiero. Prima ancora della Pangea, fra 550 milioni e 300 milioni di anni fa, è noto che gran parte delle terre emerse si trovava, a differenza dell'attuale, a sud dell'equatore; prima ancora, 600 milioni di anni fa, queste terre erano invece riunite in un supercontinente, chiamato Pannotia, che si trovava quasi interamente nell'emisfero sud.

    Ciò che è stato invece prima di Pannotia diventa ovviamente sempre più difficile da capire nel dettaglio, sempre per i motivi detti sopra. Ma si è capito che il supercontinente precedente ancora, chiamato Rodinia, è esistito non più tardi di 750 milioni di anni fa e che si trovava probabilmente lungo l'equatore; le masse terrestri che però lo formavano avevano una "composizione" geografica completamente diversa, perché i frammenti e i cratoni che all'epoca lo componevano in modo continuo, oggi sono letteralmente sparpagliati in giro per il mondo, grazie al continuo gioco di incastri e smontaggi. Diventa comunque evidente che la nascita dei supercontinenti e la loro frammentazione è un evento ciclico nella storia della Terra ed è causato dai movimenti del mantello sottostante che risponde a sua volta a dinamiche interne e ancora più profonde, come l'esistenza dei pennacchi caldi (detti hotspot) che trasportano calore dal centro della Terra, rimestando in continuazione il mantello e provocando fratture e derive continentali sulla sua superficie. Gli hotspot esistono ancora oggi e sono i responsabili dell'esistenza di vulcani che ciclicamente diventano particolarmente attivi, come Yellowstone, Reunion, le Galapagos e tanti altri.
    Ultima modifica di Ro84; 09-01-2023 alle 19:01
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  9. #9
    Meteora L'avatar di qualcosaso
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    Re: La Terrà avrà un nuovo supercontinente: Amasia

    grazie per le spiegazioni.
    Voglio farti due domande, la prima è questa: è ipotizzabile un pianeta Terra primario completamente sommerso?
    Se si, come mai le terre emerse?
    Una seconda domanda: noi vediamo le terre emerse ma non vediamo le terre sommerse.
    Se noi togliessimo l'acqua, noi vedremmo tutte le terre in emersione.
    Ecco,esiste una mappa della Terra senza l'acqua?
    Intendo una rappresentazione visiva tridimensionale realista e completa del pianeta senz'acqua?
    So che esistono strumenti capaci di mappare la superficie di Venere bucandone l'atmosfera.
    Dovrebbero esistere strumenti del genere capaci di mappare tutta la superficie della crosta terrestre bypassando l'acqua.
    Si può trovare e vedere una rappresentazione completa e realistica del pianeta asciutto?
    Sono curiosità che mi voglio chiarire,se possibile,grazie!
    Ultima modifica di qualcosaso; 09-01-2023 alle 20:08

  10. #10
    Sole L'avatar di Ro84
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    Re: La Terrà avrà un nuovo supercontinente: Amasia

    Intendi una mappa tipo questa?

    49485877948_fd741ba446_o.jpg

    Ne esistono anche molto più dettagliate su singoli oceani, singole aree di oceani e singole regioni. Alla scala chilometrica gli oceani sono facilmente cartografabili anche grazie ai satelliti (tramite onde elettromagnetiche che attraversano l'acqua e vengono riflesse dal fondale), mentre per la scala metrica o decametrica si ricorre a strumenti in immersione come gli eco-scandagli, che funzionano in modo simile ma che è possibile portare a bordo di navi in missione.

    La migliore rappresentazione in 3D comunque la puoi avere esplorando Google Earth. Non Google Maps, ma proprio Google Earth, possibilmente da computer installando il programma. Puoi andare sotto il livello del mare e osservare bene il fondale, i rilievi, le montagne sottomarine, le dorsali, i vulcani sommersi, le fosse oceaniche e tanto altro.
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