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  1. #21
    Nana Rossa L'avatar di Beppe
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    Re: Le condizioni per la vita terrestre: riflessioni

    Citazione Originariamente Scritto da Red Hanuman Visualizza Messaggio
    Beh, il polo sud era molto più a nord di dov'è adesso. Fai conto che era attaccato all'India e all'Australia.
    Nel giurassico, inoltre, si ritiene che in atmosfera ci fossero percentuali più elevate delle odierne di ossigeno (circa il 34%) e di anidride carbonica (frutto di un'intenso vulcanismo). Sulla percentuale d'acqua non ho notizie....
    Comunque, buona parte della CO2 terrestre è stata assorbita delle rocce mentre l'acqua è rimasta liquida, a differenza di Venere che si è mano a mano riscaldato per via del fatto che era più vicino al Sole, senza vita e senza tettonica. L'acqua poi si è dissociata, l'idrogeno se ne è andato ed è rimasta solo la CO2.
    Credo che di acqua ce ne fosse di più di adesso la molecola d'acqua è la più leggera che circola in atmosfera, quindi la più soggetta alla fuga di Jeans.
    (poi io c'ero nel giurassico... )
    Più che dare risposte sensate, una mente scientifica formula domande sensate (C.L.Strauss)

  2. #22
    Nana Rossa L'avatar di SANDRO
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    Re: Le condizioni per la vita terrestre: riflessioni

    Citazione Originariamente Scritto da Red Hanuman Visualizza Messaggio
    Beh, il polo sud era molto più a nord di dov'è adesso. Fai conto che era attaccato all'India e all'Australia.
    Nel giurassico, inoltre, si ritiene che in atmosfera ci fossero percentuali più elevate delle odierne di ossigeno (circa il 34%) e di anidride carbonica (frutto di un'intenso vulcanismo). Sulla percentuale d'acqua non ho notizie....
    Comunque, buona parte della CO2 terrestre è stata assorbita delle rocce mentre l'acqua è rimasta liquida, a differenza di Venere che si è mano a mano riscaldato per via del fatto che era più vicino al Sole, senza vita e senza tettonica. L'acqua poi si è dissociata, l'idrogeno se ne è andato ed è rimasta solo la CO2.
    Non vorrei andare fuori tema, ma se si esclude i contorni dell'Africa con quelli Americani non mi sembra che ci sia compatibilità fra gli altri: Australia, la zona indiana e l'Antartide. Personalmente non credo nella pangea così come ipotizzato dalla geologia ufficiale.
    Per carità, mie personali valutazioni naturalmente....
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  3. #23
    Sole L'avatar di peppe
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    Re: Le condizioni per la vita terrestre: riflessioni

    Citazione Originariamente Scritto da Red Hanuman Visualizza Messaggio
    Beh, il polo sud era molto più a nord di dov'è adesso. Fai conto che era attaccato all'India e all'Australia.
    Nel giurassico, inoltre, si ritiene che in atmosfera ci fossero percentuali più elevate delle odierne di ossigeno (circa il 34%) e di anidride carbonica (frutto di un'intenso vulcanismo). Sulla percentuale d'acqua non ho notizie....
    Comunque, buona parte della CO2 terrestre è stata assorbita delle rocce mentre l'acqua è rimasta liquida, a differenza di Venere che si è mano a mano riscaldato per via del fatto che era più vicino al Sole, senza vita e senza tettonica. L'acqua poi si è dissociata, l'idrogeno se ne è andato ed è rimasta solo la CO2.
    aggiungerei che il clima all'epoca era più caldo di adesso..
    "Due cose sono infinite: l'universo e la stupidità umana...ma non sono sicuro della prima!" (Albert Einstein)

  4. #24
    Sole L'avatar di peppe
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    Re: Le condizioni per la vita terrestre: riflessioni

    Citazione Originariamente Scritto da Riccardo 76 Visualizza Messaggio
    Grazie Beppe,per la chiara spiegazione,mi hai risolto un interrogativo in più.
    Secondo me le caratteristiche ambientali in cui avvengono i vari passaggi evolutivi,possono essere determinanti per la tempistica.
    per quanto riguarda l'evento di simbiosi che ha portato alle cellule ecurariote:
    penso che gli incontri tra cellule siano molto frequenti e in due miliardi di anni penso che ce ne siano stati davvero un'infinità. questo è quello che fa riflettere.
    solo una precisazione per non fare confusione
    sono peppe non Beppe ho notato che c'è quasi un mio omonimo qui
    Ultima modifica di peppe; 28-09-2013 alle 10:30
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  5. #25
    Sole L'avatar di peppe
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    Re: Le condizioni per la vita terrestre: riflessioni

    Citazione Originariamente Scritto da SANDRO Visualizza Messaggio
    Non vorrei andare fuori tema, ma se si esclude i contorni dell'Africa con quelli Americani non mi sembra che ci sia compatibilità fra gli altri: Australia, la zona indiana e l'Antartide. Personalmente non credo nella pangea così come ipotizzato dalla geologia ufficiale.
    Per carità, mie personali valutazioni naturalmente....
    l'india preme sull'asia e i suoi contorni nordici si sono persi ormai perchè sollevati a formare la catena dell'himalaya

    comunque non è una questione solo di terre emerse bisogna vedere i contorni delle faglie che perchè la quasi totalità si trova sotto gli oceani. i continenti non finiscono con le terre emerse.
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  6. #26
    Nana Rossa L'avatar di SANDRO
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    Re: Le condizioni per la vita terrestre: riflessioni

    Citazione Originariamente Scritto da peppe Visualizza Messaggio
    l'india preme sull'asia e i suoi contorni nordici si sono persi ormai perchè sollevati a formare la catena dell'himalaya

    comunque non è una questione solo di terre emerse bisogna vedere i contorni delle faglie che perchè la quasi totalità si trova sotto gli oceani. i continenti non finiscono con le terre emerse.
    Giusto Peppe, anche se lo avevo già considerato. Ma i dubbi mi rimangono..... anche per motivi archeologici.
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  7. #27
    Meteora L'avatar di Riccardo 76
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    Re: Le condizioni per la vita terrestre: riflessioni

    Citazione Originariamente Scritto da peppe Visualizza Messaggio
    per quanto riguarda l'evento di simbiosi che ha portato alle cellule ecurariote:
    penso che gli incontri tra cellule siano molto frequenti e in due miliardi di anni penso che ce ne siano stati davvero un'infinità. questo è quello che fa riflettere.
    solo una precisazione per non fare confusione
    sono peppe non Beppe ho notato che c'è quasi un mio omonimo qui
    ciao Peppe,
    scusami per l'errore di nome,nei precedenti post avevo scritto giusto.

    hai ragione 2 miliardi di anni sono comunque veramente tanti!

  8. #28
    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Le condizioni per la vita terrestre: riflessioni

    Citazione Originariamente Scritto da SANDRO Visualizza Messaggio
    Non vorrei andare fuori tema, ma se si esclude i contorni dell'Africa con quelli Americani non mi sembra che ci sia compatibilità fra gli altri: Australia, la zona indiana e l'Antartide. Personalmente non credo nella pangea così come ipotizzato dalla geologia ufficiale.
    Per carità, mie personali valutazioni naturalmente....
    Il "mosaico" si fa non con le linee di costa, ma con l'inizio della scarpata continentale (che sta circa in corrispondenza dell'isobata dei 200 m). Prima poi di tentare la ricomposizione, devi togliere tutti i conoidi di sedimenti degli estuari e dei delta dei grandi fiumi, che fanno in quel punto avanzare la linea di costa a una velocità impressionante. A quel punto la possibilità di ricomporre il puzzle fa veramente impressione, gli errori per gap o sovrapposizione sono dell'ordine del 2%, un'inezia.

    La prova provata non solo della separazione, ma anche della datazione di ogni evento del genere (inizio di oceanizzazione a partire da un sistema di horst e graben preesistente) è quella che viene dalla paleontologia. Se leggi "Animali e continenti alla deriva" di Colbert, che peraltro è scritto in modo assolutamente accessibile anche ai non geologi, che ho provato a googlare ed ho trovato subito qui a due soldi

    http://www.ebay.it/itm/Edwin-H-Colbe...-/360451672551

    ...capisci entro le prime cento pagine come la "geologia ufficiale" faccia ben più che ipotesi di lavoro basate su ragionamenti confrontabili e apparentemente equipollenti.
    Ci sono più prove della tettonica a Placche di quante non ve ne siano, allo stato, della Relatività ristretta.

    Inoltre la Teoria della deriva dei continenti di Alfred Wegener è stata definitivamente abbandonata: tentava di spiegare una realtà non più contestabile (la frammentazione in grandi pezzi di una crosta terrestre prima unita in una certa fase della storia della Terra in un supercontinente... in una certa fase, prima no!) con un "motore" dinamico, la forza centrifuga, che fatti i conti non funzionava.

    Adesso, da poco prima che io mi iscrivessi all'Università, la Teoria delle Geosinclinali di Auboin (i cui testi che restano sul piano geologico/petrografico essenziali ho avuto l'onore di studiare) è stata rimpiazzata dalla Tettonica a Placche, basata su un modello di motore termodinamico (fosse di subduzione, sistemi arco/fossa, distillazione frazionata dei magmi, insomma un modello vulcano/tettonico) che da circa il 1975 non ha più avuto smentite o evidenziato criticità di sorta.

    Non esiste la geologia ufficiale, perdonami, esiste la geologia e poi ci sono le chiacchiere.

    Come non esiste la "medicina alternativa": esiste una sola medicina, quella che cura.
    Se un intruglio a base erboristica propinatomi da uno sciamano, in condizioni controllate e ripetibili, dimostra di farmi guarire da una grave infezione dell'apparato digerente, quella è medicina anche se lo sciamano non sa nemmeno leggere e scrivere, figurati se si è laureato a Pavia...
    Mentre quella di Di Bella e quella ancor molto peggio di Vannoni non son medicina: i pazienti morivano e muoiono tutti come e meglio di prima.
    La geologia è la geologia: basata sul metodo scientifico di matrice galileiana, e supportata, sulla Terra, da una quantità di ricerche, esperimenti, strumenti e dati da far girare la testa se si pensa alla quantità di verifiche, prove e controprove che abbiamo avuto ed abbiamo a disposizione.

    Pensa a quanto sappiamo già di Marte o della Luna grazie alle ben poche sonde che abbiamo potuto inviarvi; poche decine di quintali di roba in tutto, al lordo degli stadi di discesa e dei motori relativi... e quanti dati abbiamo?

    Confrontalo con generazioni e generazioni di geologi, oggi supportati da satelliti dedicati di grande sofisticazione, sismometri, piattaforme oceanografiche, perforazioni ad hoc sino al limite della discontinuità fra crosta e mantello... se ti dico che le prove della deriva dei continenti (anche se più sofisticata di quella di Wegener dei primi del '900) strabastano di cinque volte, mi credi sulla fiducia?

    PS/ L'archeologia come prova a conferma o a discredito però c'entra poco: tutta la storia della civiltà umana si è svolta sostanzialmente dopo l'ultima glaciazione... e la velocità di spostamento delle masse continentali è dell'ordine dei centimetri all'anno, per dire circa 11 cm/anno nel Nord Atlantico, la differenza fra dove stavano le zolle ai tempi dei nostri cugini/antenati neanderthaliani ed oggi è... risibile sulla scala dimensionale del mondo.
    INQUINAMENTO LUMINOSO - segnala impianti illegali nel territorio laziale, protetto dalla L.R. n. 23/2000: www.laziostellato.org

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