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    [DSJ] Deep Sky Journal N°17 (Novembre 2013)

    Siamo in pieno autunno, le serate dovrebbero (e dico dovrebbero!!)essere serene e terse da poter permettere agli astronomi amatoriali di dedicarsi al loro hobby, con i primi guanti e cappelli di lana intenti a manovrare amene montature e costosi tubi ottici. Strana specie gli astrofili, escono quando gli altri rientrano e rientrano quando i primi, lavoratori delle ore piccole si preparano ad uscire…..

    Quale migliore occasione per parlarvi di uno degli oggetti più spettacolari e fotogenici di questi mesi freddi?
    Bene, nel secondo appuntamento del DSJ di Novembre parliamo di NGC246, nota ai più con il nome di … “nebulosa Teschio”o “Bubble Cetus”.


    FOTO NGC 246:

    NGC_246_01.gif





















    FOTO AMATORIALE:

    NGC246.JPG
















    NGC 246
    è una nebulosa planetaria visibile nella costellazione della BALENA , rintracciabile alle coordinate celesti di Ascensione Retta 0h 47m 03.3s e di Declinazione-11° 52’ 18.9” , scoperta nel 1785 dal “solito” W.Herschel, brilla di una Magnitudine visuale di +8 ed ha delle dimensioni apparenti di 4.6’ x 4.1’, quindi è un’oggetto piuttosto diffuso il che la rende abbastanza ostica nell’osservazione se non muniti di un buon cielo e di alcuni filtri interferenziali data la sua bassa luminosità superficiale (L.S.).
    La distanza è stimata in circa 2100 a.l. con un’estensione nebulare di 6 a.l.
    È anche nota con la nomenclatura di PK 118-74.1 e di GC 131.


    TROVIAMO NGC 246 CON
    STELLARIUM:

    stellarium-000.jpg












    stellarium-001.jpg












    stellarium-002.jpg












    Trovare NGC 246 potrebbe non essere così facile data, come già detto, la sua bassa L.S. che potrebbe farla “perdere” nei cieli mediamente inquinati di I.L. italiani, c’è anche da mettere in conto che la costellazione della Balena per la latitudine italiana transita sempre molto bassa ai nostri orizzonti, tutti fattori che non aiutano, vediamo però di aiutarci con alcuni riferimenti semplici e luminosi. Partiamo da β Ceti nota anche con il nome di Diphda (o Deneb Kaitos),di magnitudine +2.1 e proseguire in direzione Nord fino a non rintracciare un tipico ed inconfondibile triangolo formato da 3 stelle, Φ1Ceti(+ 4.75) e con Φ2Ceti (+ 5.20) e con 18Ceti (+ 6.15), la NGC246 si troverà esattamente al centro di questo triangolo.


    APPUNTI DI ASTROFISICA:


    NGC 246 è una nebulosa planetaria generata dall’espulsione di gas da parte di una stella di massa simile al nostro Sole, stella che in questo stadio prende il nome di Nana Bianca.Per quanto riguarda l’oggetto preso in considerazione in questo DSJ, la nana bianca all’interno di NGC 246 ha una temperatura di 200.000 K°,(oltretutto un sistema binario con una separazione di 3”) la particolarità di questa nana bianca è che ha subito una variazione di luminosità inun periodo relativamente breve, nel 1930 si osservava una magnitudine di +9, mentre nel 1970 raggiunse la ben più ostica +11, attualmente, la sua magnitudine fotografica rileva una Mag. +12, da qui l’interesse di osservarla con continuità. In realtà la struttura di NGC 246 è molto più complicata, i gusci di gas esterni, rallentati dal mezzo interstellare sono raggiunti dai gas eiettati in seguito e con maggiore velocità, questo crea la complicata e corposa struttura nebulare, ma non solo, nel 2004 con l’osservazioni del telescopio Spitzer nell’infrarosso hanno mostrato un anello di materia che apparentemente nulla ha che vedere con la nebulosa nel suo interno o con la nana bianca.


    CONSIDERAZIONI OSSERVATIVE:

    Come detto osservare la NGC 246 è sempre abbastanza ostico, sempre bassa all’orizzonte e con una bassa L.S. occorre molto tempo all’oculare e l’aiuto di filtri interferenziali, magari con telescopi a rapporto focale veloce(< 5) per avere un Campo Reale maggiore.


    La mia osservazione più dettagliata l’ho avuta nel 2012 al dobson 12” dell’amico Maris sotto un cielo con SQM 21 ma con bassa trasparenza del cielo, abbiamo usato sia i filtri Uhc-s che l’HIII, e l’Halfa, tutti (ovviamente) hanno mostrato caratteristiche nebulari diverse, anche se al mio personale gusto ottico ho trovato maggiori dettagli nel meno selettivo UHC-S.


    Un’oggetto che non deve mancare nel vostro carnet di oggetti osservati e fotografati.


    PER SAPERNE DI PIU’:


    oggi parliamo del catalogo nebulare PK:

    Il Catalogo Perek-Kohoutek ha lo scopo di catalogare le nebulose planetarie. Fu compilato nel 1967 dai due astronomi cechi. Lubos Perek e Lubos Kohoutek e comprende tutte le nebulose planetarie conosciute fino all'anno 1964. Una seconda versione è stata pubblicata da Lubos Perek nel 2000 e comprende tutte le nebulose scoperte fino a quell'anno, per un totale di 1510 oggetti.

    Nelle Carte celeste gli oggetti compresi in questo catalogo vengono indicati con la sigla PK seguita dalla stringa del Sistema di coordinate galattiche in cui si trovano; se l'oggetto è però compreso in altri cataloghi più vecchi e conosciuti, come il New General Catalogue (NGC),si preferisce utilizzare i riferimenti di questi ultimi.

    UN POCHINO DI STORIA:


    come si può parlare di astronomia e non citare uno dei più grandi osservatori della storia dell’astrofisica moderna, oggi, con dovuto rispetto parliamo del grande William Herschel: (cit. Wikipedia)

    490px-William_Herschel01.jpg

    Nacque ad Hannover nel 1738 da Isaac Herschel ed Anna Ilse Moritzen. […]
    Da autodidatta, iniziò lo studio dell'astronomia e, nel1776,iniziò anche a costruire i primi telescopi.
    Il 13 marzo del 1781, durante una rassegna dei cieli finalizzata alla scoperta di stelle doppie da usare per la misura delle parallassi stellari, scoprì accidentalmente quello che si sarebbe rivelato essere il pianeta Urano.

    Re GiorgioIII , oltre a un vitalizio di 200 sterline, gli elargì anche una somma di 2.000 sterline per la costruzione di un grande telescopio riflettore, con uno specchio primario del diametro di oltre un metro e una lunghezza focale di 40 piedi.
    Con i telescopi a specchio, che egli stesso realizzò, compì alcune notevoli scoperte:

    * nel 1787 Titania e Oberon satelliti di Urano.
    Tale scoperta dimostra ulteriormente le grandi abilità osservative, dato che, per i venticinque anni successivi nessun altro riusci ad individuarli;

    *nel 1789 Mimante e Encelado satelliti di Saturno


    Fu un pioniere anche nella galattografia. Nel 1784, infatti, decise di contare il numero complessivo delle stelle tramite un computo a campione. Conoscendo il numero preciso, sarebbe stato possibile comprendere la forma della galassia. Divise il cielo in 683 zone a campione e calcolò il numero di stelle in ognuna di esse. Scoprì che il numero di stelle era massimo sul piano della via Lattea e minimo perpendicolarmente ad esso. Le stelle erano pari a trecento milioni e la galassia aveva la forma di una macina, lunga 7000 anni luce e larga 1300, con il Sole in una posizione non troppo privilegiata. Per quanto i suoi dati siano ben inferiori al reale, è innegabile lo spirito pionieristico dello studio e la difficoltà di operare senza poter effettuare fotografie. Dovette passare un secolo prima che altri cercassero di ottenere misure migliori.

    in "On the Construction of the Heavens" riuscì a descrivere la struttura tridimensionale della Via Lattea.
    Frutto delle sue osservazioni della sfera celeste questi tre cataloghi contenevano la descrizione di circa 2.500 nebulose, che vennero presentate come i luoghi di nascita delle galassie.

    Ad Herschel spetta infine la scoperta dei raggi infrarossi, compiuta con un ingegnoso esperimento eseguito nel 1800. Pose un termometro al mercurio nello spettro prodotto da un prisma di vetro, per misurare il calore delle differenti bande di luce colorate. Scoprì che il termometro continuava a salire anche dopo essersi mosso oltre il bordo rosso dello spettro, dove non c'era più luce visibile. Fu il primo esperimento che mostrò come il calore poteva trasmettersi grazie a una forma invisibile di energia.

    Nel 1781 gli fu assegnata la Medaglia Copley

    Nel 1816 fu insignito del titolo nobiliare di baronetto per i notevoli risultati conseguiti nelle scienze.
    Gli sono stati intitolati il telescopio inglese situato nelle Isole Canarie e il telescopio spaziale dell'Agenzia Spaziale Europea Herschel Space Observatory (HSO) lanciato il 14 maggio e un riconoscimento della Royal Astronomical Society.

    Sono stati chiamati col suo nome l'asteroide 2000 Herschel,un cratere sul pianeta Marte di quasi 300 km di diametro e il più grande cratere su Mimas ,uno dei satelliti di Saturno.

  2. #2
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N°17 (Novembre 2013)


  3. #3
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N°17 (Novembre 2013)

    aggiunto il Deep Sky Journal N°17 di novembre!

    buona lettura e cieli bui!

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