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    [DSJ] Deep Sky Journal N° 27 ( Febbraio 2014 )

    Nel terzo appuntamento del DSJ del mese di febbraio torniamo a parlare di grande Deep Sky con una galassia tra le più belle del cielo invernale che porta un tipico soprannome…….

    Nonostante questo 2014 non sia molto positivo per gli astrofili italiani parlando di meteo, tenteremo di puntare i nostri obiettivi su questo fantastico oggetto …. parliamo di NGC 2683 altrimenti nota come Galassia UFO!!!

    FOTO NGC 2683:

    NGC2683_Newton.jpg















    NGC 2683
    fa parte di una costellazione molto vasta e ricca di oggetti galattici che è la LINCE, costellazione che transita al meridiano proprio in questi mesi.

    Scoperta il 5 febbraio 1788 dal “solito” W.Herschel è rintracciabile alle coordinate celeste di Ascensione Retta 8h 52m 41.3s e di Declinazione +33° 25’ 19” , ha una dimensione apparente di 8.8’ x 2.5’ con una magnitudine visuale di + 10.5 ha un angolo di inclinazione di 44° e si trova ad una distanza incerta compresa tra i 25 e i 39 milioni di anni luce, si allontana da noi ad una velocità di circa 410 km/s.

    E’ catalogata anche come UGC 4641- PGC 24930- MCG 6 20 11- CGCG 180 17- ZWG 180.17- KUG 0849+336!

    TROVIAMO NGC 2683 CON STELLARIUM:

    1.jpg












    2.jpg













    3.jpg












    Trovare la galassia “Ufo” è relativamente semplice dato che si trova a circa 6° da alfa Lincis (Elvashak +3.1), e da 1.5° da 66 Cancri (+5.9) una interessante stella binaria!

    PER SAPERNE DI PIU’:

    La NGC 2683 è una galassia spirale di tipo b (CATALOGAZIONE GALASSIE!), molto simile seppur più piccola della nostra Via Lattea, nelle sue spirali sono visibili varie zone di nubi oscure ed altre brillanti indice di nuove formazioni stellari.

    Nelle foto ad altissima risoluzione addirittura sono visibili varie centinaia di ammassi globulari che “accompagnano” la galassia, cosa normale per spirali di questo genere.

    Cosa particolare in fase di ripresa, la galassia è particolarmente visibile nel blu (addirittura più di 1.5 volte la nostra Via Lattea) ed anche per questo la NGC 2683 è relativamente luminosa nonostante i più di 20 milioni di anni luce da noi.

    PILLOLE DI ASTROFISICA:

    Con l’avvento della fotometria e dello studio di stelle e galassie nel loro spettro, si è cercato di introdurre dei valori il più possibile veritieri in base alla magnitudine.

    Spesso si fa riferimento solo alla magnitudine apparente o assoluta, ma entrambe, seppur fondamentali per l’astrofisica, non riportano dei dati completi a livello scientifico dato che entrambe si riferiscono solamente allo spettro visibile.

    Sappiamo benissimo che stelle e galassie hanno una certa emissione di un certo colore che dipende dalla loro temperatura, ad esempio una stella “fredda” emette radiazioni che nello spettro visibile a noi apparirà di colore rosso, mentre una più calda emetterà lunghezza d’onda minori e in quantità maggiore con colori che vireranno lentamente nel blu a secondo, appunto, della temperatura.

    Questo comporta, nello studio degli oggetti astronomici, che in base alla loro temperatura un’oggetto possa avere magnitudini di valore diverso, ad esempio una stella molto più calda del nostro Sole (che emette di gran lunga emissioni nello spettro visibile) sarà molto più luminosa del nostro vitale astro nelle diverse magnitudini prese in esame.

    Ma allora, in termini scientifici, quale è il valore di magnitudine che più si avvicina alla realtà?

    Beh, in realtà nessuna, o meglio ogni misurazione dovrebbe essere seguita dalla specifica di magnitudine nello spettro in cui si è operati……

    Vediamo di vederle velocemente e semplicemente per portare un pochino di chiarezza:

    *mU, magnitudine nel vicino ultravioletto: rappresenta la misura della luminosità stellare nel vicino ultravioletto, secondo lo standard di Johnson la banda U è centrata a 365nm ed ha un’ampiezza a mezza altezza (FWHM) di 68nm;

    *mB, Magnitudine nel blu: centrata sulle lunghezze d’onda del blu. La banda B è centrata a 440nm con un’ampiezza a mezza altezza di 98nm

    *mV Magnitudine nel visibile: centrata sulle lunghezze d’onda visibili alle quali il nostro occhio in visione notturna è maggiormente sensibile. Questo valore è quello che più si avvicina alla reale percezione dell’occhio umano abituato alla visione notturna. Banda centrata a 545nm con FWHM sempre di 89nm:

    *mR Magnitudine nel rosso: nel vicino infrarosso e lungo lo spettro infrarosso sono bande fotometriche nelle quali si può misurare la luminosità stellare grazie anche alla sensibilità nell’infrarosso dei moderni sensori CCD.

    *mBol Magnitudine Bolometrica: questa invece non è altro che la magnitudine di un’oggetto lungo tutto lo spettro elettromagnetico, ed altrettanto chiaro che è il valore che più interessa dato che essa è la luminosità che invia una stella o una galassia, ovviamente questo valore rapportato a quelli sopra citato sarà il più basso proprio perché raccoglierà tutto il flusso elettromagnetico dell’oggetto preso in esame.

    GRAFICO DI JHONSON:

    ubvri_filter_characteristics.jpg












    filter_transmission.jpg





















    CONSIDERAZIONI OSSERVATIVE:

    Osservo ogni anno la NGC 2683 proprio per la sua bellezza, la visione migliore l’ho avuta nel 2012 a Monte Romano con il mio CPC 11” in una serata splendida, con un SQM 21,1 e un seeing 6-7/10

    Dagli appunti:

    con un’oculare FF da 19mm e 147x la galassia è FENOMENALE, bellissima, spirali direzionate EESE/WWNW, sottilissima e…. enorme, in distolta si nota un maggiore rigonfiamento nel lato occidentale, il “core” è molto luminoso tanto da renderla visibile anche con uno strumento da 150mm seppur sotto un cielo nero!


    RACCOLTA DSJ di ASTRONOMIA.COM

  2. #2
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N° 27 ( Febbraio 2014 )

    aggiunto l'ultimo DSJ di febbraio 2014...

    buona lettura e........ finalmente cieli sereni!!

    Etruscastro

  3. #3
    SuperGigante L'avatar di Andrea86
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N° 27 ( Febbraio 2014 )

    Grazie Etruscastro

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