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    [DSJ] Deep Sky Journal N° 40 ( Luglio 2014 )

    Torna il Deep Sky Journal di Astronomia.com dove nei nostri prossimi 3 numeri estivi di Luglio e Agosto 2014 ci “tufferemo” letteralmente in due costellazioni ricchissime di oggetti e tra le più contemplate del cielo estivo, vale a dire Scorpione e Sagittario, in questo numero parleremo dello Scorpione con un oggetto alla portata davvero di tutti gli strumenti, nel Sagittario alzeremo la soglia di difficoltà con un paio di oggetti strepitosi….. bene, partiamo con lo Scorpione e andiamo sul semplice…. Parleremo di NGC 6475 noto anche come M7!

    FOTO M7:

    astronomypictureoftheday_d34e0a325adc361d0a1871c5bd3b15ba.jpg














    M7 è un’ammasso noto fin dall’antichità, si pensa infatti che il primo ad osservarlo fù addirittura Tolomeo nel 130 d.C. rintracciabile nella costellazione dello Scorpione è rintracciabile alle coordinate celesti di Ascensione Retta 17h 53m 9s e di Declinazione -34° 49’, si trova ad una distanza stimata in circa 800 a.l. e brilla di una magnitudine visuale di +3.3, le sue dimensioni apparenti si attestano in 80’ che corrispondono in circa 40 a.l. di estensione, è catalogato come composizione come “e” nel catalogo di Shapley e come II2r in quello di Trumpler.

    È un’ammasso generalmente giovane avendo “solo” 200.000.000 di anni ed è catalogato anche come Cr 354, Mel 183, OCL 1028, ESO 394-SC9

    TROVIAMO M7 CON STELLARIUM:

    1.jpg












    2.jpg












    3.jpg












    Trovare M7 è davvero semplice e lo dimostra il fatto che, come detto in apertura di DSJ è un’oggetto osservato fin dall’antichità, aiutato senz’altro dalla buona luminosità alla portata sia di un discreto binocolo e sia addirittura ad occhio nudo purchè lo si osservi sotto un cielo buio e magari ad una latitudine a Sud dato che transita a ben -34° di Declinazione.

    È rintracciabile a circa 4° NE da Shaula λ Sco +1.62 e da circa 3.5° da M6, è meglio usare un binocolo dato che l’estensione dell’ammasso è difficilmente abbracciabile dal FOV di un telescopio.

    PILLOLE DI ASTROFISICA:

    Come detto già nel 130 Tolomeo lo descrisse nei suoi cataloghi come un : nebuloso successivo alla coda dello Scorpione;

    venne ri-scoperto anche da G.B.Hodierna e Luis de Lacaille e da C.Messier che lo incluse nel suo famoso catalogo descrivendolo nel 1764 come: "un ammasso considerevolmente più grande del precedente (M6). Ad occhio nudo si presenta come una nebulosità; è situato a breve distanza dal precedente, tra l'arco del Sagittario e la coda dello Scorpione. Diametro 30'".

    Di seguito anche J.Herschel ed E.Halley lo inclusero nelle loro osservazioni

    Fisicamente è composto da alcune centinaia di stelle principalmente blu, l’astronomo Wallenquist nel 1959 contò al suo interno circa 80 stelle brillanti di mag. 10 in un campo del diametro apparente di circa 1.2° che, alla sua distanza di circa 800 a.l., corrisponde ad un'estensione lineare di circa 18 a.l., mentre nel 1970 H. A. Abt a Kitt Peak ha identificato 8 binarie spettroscopiche, incluse le stelle numerate come 3, 7, 9, 13, 15 e 16. Oltre a queste, l'ammasso contiene almeno tre doppie visuali.

    CONSIDERAZIONI OSSERVATIVE:

    M7 è uno degli oggetti più belli del cielo da osservare, come detto un binocolo è lo strumento migliore, quindi anche con un semplice e comune 7x50 o meglio ancora con un 15x70 l’ammasso esplode letteralmente con le sue centinaia di componenti.

    Vi vorrei riportare un’osservazione del 2011 con il Nexus da 100mm a 23x:

    nonostante la bassa posizione M7 esplode in tutta la sua bellezza, arrivo a tenere il conto di 120 stelle ma nella sua totalità le componenti sono sicuramente maggiori, di queste ne conto almeno 20 di una discreta luminosità che stimo in circa +5 +5.5, ricorda davvero una spasina di diamanti su un fondo di velluto nero…..

    UN POCHINO DI STORIA:

    oggi portiamo all’attenzione un grande astronomo del passato... Tolomeo, egli però non è stato solo astronomo, ma ha anche scritto trattati di geografia, ottica musica e…… astrologia.

    Ovviamente è difficile parlare sinteticamente di tutte le sue opere, quindi ci limitiamo in un DSJ a parlare della sua opera più significativa… l’ Almagesto (tratto da Wikipedia)

    Claudius_Ptolemaeus.jpgClaudio Tolomeo o Tolemeo, in greco Κλαύδιος Πτολεμαῖος (Cláudios Ptolemâios), in latino Claudius Ptolomaeus (Pelusio, 100 circa –175 circa), fu un astrologo, astronomo e geografo greco antico di epoca imperiale e cultura ellenistica che visse e lavorò ad Alessandria d'Egitto.

    Considerato uno dei padri della geografia, fu autore di importanti opere scientifiche, la principale delle quali è il trattato astronomico noto come Almagesto.

    "almagesto" (il grandissimo) è la versione in arabo del nome greco con cui era nota l'opera ed è dovuto alla circostanza che, come per larga parte della scienza e della filosofia greca classica.

    In questo lavoro, una delle opere scientifiche più influenti dell'antichità, Tolomeo raccolse la conoscenza astronomica del mondo greco basandosi soprattutto sul lavoro svolto tre secoli prima da Ipparco.

    Tolomeo formulò un modello geocentrico, in cui solo il Sole e la Luna, considerati pianeti, avevano il proprio epiciclo, ossia la circonferenza sulla quale si muovevano, centrata direttamente sulla Terra. Questo modello del sistema solare, che da lui prenderà il nome di sistema tolemaico, rimase di riferimento per tutto il mondo occidentale (ma anche arabo) fino a che non fu sostituito dal modello di sistema solare eliocentrico dell'astronomo polacco Niccolò Copernico, già noto, comunque, nell'antica Grecia al tempo del filosofo Aristarco di Samo.

    I metodi di calcolo illustrati nell'Almagesto si dimostrarono di accuratezza sufficiente per i bisogni di astronomi, astrologi e navigatori almeno fino all'epoca delle grandi scoperte geografiche.

    L'Almagesto contiene anche un catalogo di stelle, probabilmente un aggiornamento di un analogo catalogo compilato da Ipparco. L'elenco di quarantotto costellazioni che vi è contenuto è l'"antenato" del sistema di costellazioni moderne, ma non poteva coprire l'intera volta celeste poiché questa non è completamente accessibile dalle latitudini del Mediterraneo, nelle cui vicinanze vissero Ipparco e Tolomeo.

    Tolomeo, oltre all'Almagesto, fu autore di diverse altre opere di astronomia. La Iscrizione Canobica e le Tavole manuali sono strettamente collegate alla sua opera principale, mentre le Ipotesi Planetarie descrivono un modello meccanico del sistema planetario, costituito da sfere materiali incastonate l'una nell'altra, che è totalmente assente nell'Almagesto. Ci restano anche l'Analemma, il Planisphaerium e il secondo libro delle Fasi.

    RACCOLTA DSJ DI ASTRONOMIA.COM
    CATALOGO TRUMPLER


    ​Etruscastro

  2. #2
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N° 40 ( Luglio 2014 )

    aggiunto il Deep Sky Journal di luglio....
    buona lettura e cieli bui!

    Antonio

  3. #3
    Nana Rossa L'avatar di Capello
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N° 40 ( Luglio 2014 )

    ottima lettura,grazie!

  4. #4
    Nana Bianca L'avatar di garmau
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N° 40 ( Luglio 2014 )

    Puntuale e preciso come sempre.
    Grazie.
    -MAURIZIO-
    Leggi di Murphy sul big bang: all'inizio era il nulla. Poi qualcosa ando' storto.

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