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    [DSJ] Deep Sky Journal N°41 (Agosto 2014)

    Nel primo appuntamento del DSJ del mese di agosto del 2014 di Astronomia.com parliamo di un’oggetto che tutti conoscono ma che pochi hanno mai approfondito sotto l’aspetto astrofisico, talmente luminoso da essere conosciuto già dalla seconda metà del 1600, “ospitato” in una delle costellazioni più ricche di oggetti del cielo boreale, il Sagittario, signore e signori parliamo di NGC 6656 conosciuto soprattutto come M22!

    FOTO M22:

    m22.jpg
















    M22
    è un bellissimo ammasso globulare tra i più luminosi di tutto il cielo, addirittura il 5° più luminoso tra tutti i globulari ed il primo ad essere scoperto, rintracciabile alle coordinate celesti di Ascensione Retta 18h 36m 24.21s e di Declinazione -23° 54’ 12.2” , si trova ad una distanza di circa 10.600 a.l. e brilla di una magnitudine di + 5.1 con una dimensione apparente di 32’, l’ammasso è classificato di classe VII con una massa stimata compresa tra le 100.000 e 1.000.000 di masse solari. L’età stimata è di circa 12 miliardi di anni!

    TROVIAMO M22 CON STELLARIUM:

    11.jpg












    22.jpg












    33.jpg












    Trovare M22 è davvero semplice conoscendo la figura del Sagittario in cielo, basta già un modesto binocolo o il cercatore di un telescopio per individuarlo a circa Nord Nord Est da λ Sagittarii altrimenti nota come Kaus Boreali (+ 2.83)

    FORSE NON TUTTI SANNO CHE:

    Come già accennato, NGC 6656 è noto soprattutto nel catalogo di C. Messier come M22, ma già Abraham Ihle il 26 agosto 1665 lo osservò per primo mentre osservava il transito del pianeta Saturno nella costellazione del Sagittario, Messier invece lo descrisse come: una macchia nebulosa tondeggiante e senza stelle ma solo il solito W.Herschel fu il primo a risolverlo in stelle

    APPUNTI DI ASTROFISICA:

    M22 è davvero un’ammasso anomalo dato che non “segue” le ipotesi di evoluzione note per queste tipologie di oggetti, infatti nel 2012 grazie al telescopio VLA (Very Large Array) gli astronomi del Michigan State University e dell’ Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics capitanati da Jay Strader mentre “cercavano” un buco nero all’interno del globulare, ne hanno invece scoperti 2 stravolgendo appunto le teorie dapprima accettate.

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    Rappresentazione artistica della coppia di buchi neri osservati nell'ammasso globulare Messier 22: ciascuno attrae materia da una stella compagna formando un esteso disco di accrescimento. Parte di questo materiale viene poi espulso attraverso getti conici che appaiono molto brillanti nello spettro radio.(Credit: Benjamin de Bivor/Nature)

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    Immagine nello spettro ottico di M22 che mostra il denso ambiente stellare in cui si trovano i due nuovi buchi neri (nel riquadro arancione). Nel dettaglio sulla destra: immagine nello spettro radio del Very Large Array; le bianche sorgenti puntiformi rappresentano il segnale radio dei due oggetti (credit: D. Matthews/ A.Block/ NOAO/ AURA/ NSF)

    Ma non solo, M22, insieme a M15, è anche l’unico globulare che ospita al suo interno una nebulosa planetaria l’ IRAS 18333-2357 (PK 009-07.1, GJJC 1).

    Scoperta nel 1989 dai satelliti che operano nell’infrarosso questa nebulosa è un’oggetto estremo per gli osservatori visuali dato che ha una magnitudine di +15 e una dimensione di soli 3 secondi d’arco.

    m22pn_diff.jpg














    Vogliamo fermarci qua?

    Certo che no…. Già perché M22 nasconde anche una micro stella della massa di solo 1/5 di quella solare, scoperta grazie all’effetto di microlensig gravitazionale, metodo usato per la prima volta per rintracciare oggetti all’interno degli ammassi globulari.

    CONSIDERAZIONI OSSERVATIVE:

    M22 è il classico oggetto celeste che si ritorna sopra ogni qualvolta si usa un telescopio durante le serate estive, semplice ma al contempo spettacolare data la sua bellezza e luminosità, già al Nexus da 100mm a 41x l’ammasso esplode agli oculari ma, ovviamente, è al telescopio che regala le emozioni migliori.

    Al mio CPC 280mm a 300x appunto:

    semplicemente immenso, grandioso, è il globulare perfetto, ricco e mediamente denso, le stelle a questi ingrandimenti sono quasi tutte separate fino al centro… bellissimo! Si potrebbe tentare l’osservazione della planetaria al suo interno aiutati magari da un filtro nebulare come l’UHC-S o l’OIII, ma la magnitudine (+15) non aiuta a separarla, personalmente non l’ho mai osservata!

    UN POCHINO DI STORIA:

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    In questo numero parliamo di G. Le Gentil (fonte Wikipedia)
    Guillaume Joseph Hyacinthe Jean-Baptiste Le Gentil de la Galaisière (Coutances,12 settembre 1725 – 22 ottobre 1792) è stato un astronomo francese.

    Prima di occuparsi di astronomia, cercò di entrare a far parte della chiesa. Scoprì quelli che oggi conosciamo come oggetti di Messier M32, M36 e M38, come anche la nebulosa in M8, e fu il primo a catalogare la nebulosa oscura chiamata anche Le Gentil 3 (nella costellazione del Cigno). Tuttavia, egli è ricordato prevalentemente per la sorte avversa che si abbatté su di lui quando decise di osservare il transito di Venere del 1761 a Pondicherry, una colonia francese in India.

    Partì da Parigi nel marzo del 1760, e raggiunse Île de France (Mauritius) a luglio. Ma una volta appreso della guerra che era scoppiata tra la Francia e l'Inghilterra, ritenne troppo rischioso cercare di raggiungere Pondicherry, e così decise di dirigersi altrove; in seguito si imbarcò su una fregata che era diretta verso la costa Coromandel dell'India, e partì nel marzo del 1761.

    Quando erano ormai quasi giunti a destinazione, vennero a sapere che l'Inghilterra aveva occupato Pondicherry, e quindi la fregata fu costretta a ritornare a Île de France. Venne il 6 giugno, il giorno del transito, e il cielo era terso, ma Le Gentil non poté fare osservazioni astronomiche con la nave in movimento. Si era recato all'estero per osservare il transito solare di Venere, e siccome nell'arco di 8 anni ce ne sarebbe stato un altro, decise di restare. (I transiti solari di Venere si verificano in coppie, a distanza di 8 anni l'uno dall'altro, ma più di un secolo intercorre tra ognuna di queste coppie.)

    Trascorse parte del tempo a disegnare una mappa della costa orientale del Madagascar, poi decise di osservare il transito solare del 1769 da Manila, nelle Filippine. Ma incontrò ostilità da parte delle autorità spagnole del luogo, e così si diresse di nuovo verso Pondicherry, dove arrivò nel marzo del 1768, che nel frattempo era ritornata alla Francia in seguito al trattato di pace del 1763. Costruì un piccolo osservatorio e aspettò pazientemente. Finalmente, il giorno dell'evento arrivò (3 giugno1769), ma nonostante le altre mattinate di quel mese fossero state tutte serene, quel giorno il cielo divenne coperto, e Le Gentil non poté osservare nulla. Per un certo periodo di tempo rasentò la pazzia, ma alla fine riuscì a recuperare le forze per poter ritornare in Francia.

    Il viaggio di ritorno fu attardato prima dalla malattia, ed in seguito da una tempesta che lo costrinse a sbarcare a [Île Bourbon (Réunion), dove dovette aspettare una nave spagnola che lo riportò a casa. Ritornato finalmente a Parigi nell'ottobre del 1771, scoprì che le autorità avevano decretato la sua morte presunta, qualcuno aveva preso il suo posto nell'Accademia Reale delle Scienze, sua moglie si era risposata, e tutti i suoi averi erano stati divisi tra gli eredi. Per risolvere quest'ultimo problema ci vollero molti processi, ma l'intervento del re gli restituì immediatamente un posto in accademia; si risposò e visse apparentemente felice per altri 21 anni.


    ARTICOLO LESCIENZE.IT
    ARTICOLO MEDIA INAF
    IRAS 18333-2357

    RACCOLTA DSJ DI ASTRONOMIA.COM


  2. #2
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N°41 (Agosto 2014)

    aggiunto il Deep Sky Journal di agosto....

    buona lettura e buone vacanze con cieli bui!

    Etruscastro

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