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    [DSJ] Deep Sky Journal N°48 (Novembre 2014)

    In questo secondo appuntamente del DSJ per il mese di novembre 2014, torniamo a parlare di grandissimi oggetti del profondo cielo, oggetti che non possono mancare nelle liste di osservazione o nei target fotografici tale la loro bellezza e talvolta, come in questo caso, di semplicità….

    Parliamo di NGC 1535, altrimenti nota come “l’occhio di Cleopatra”!!!

    FOTO NGC 1535:

    300px-N1535s.jpg





















    L’Occhio di Cleopatra è rintracciabile nella costellazione dell’ ERIDANO alle coordinate celesti di Ascensione Retta 4h 14m 17.13s e di Declinazione -12° 44’ 11.4”, è stata scoperta da W.Herschel il 1° febbraio 1785 ebrilla” di una Magnitudine Integrata di +9.6 ed un palese esempio di come a volte, su determinati oggetti celesti, la LUMINOSITA’ SUPERFICIALE è maggiore di quella Integrata, infatti si attesta in +8.7 che la rende rintracciabile anche con strumenti modesti, la stella centrale invece brilla di +12.06 visibile per contrasto con strumento di grande diametro.

    La sua distanza è stimata in circa 2100 a.l. con una dimensione apparente che si attesta in 48” x 42” che nella realtà si tramuta in circa 0.8 a.l.

    Altre denominazioni per cui è conosciuta la NGC 1535 sono: PK 206-40.1, ARO 22, VV’ 25, PN G206.1-40.5, IRAS 04119-1251

    TROVIAMO NGC 1535 CON STELLARIUM:

    1.jpg












    2.jpg












    3.jpg












    Trovare la NGC 1535 non è affatto difficile visto la magnitudine che poc’anzi accennavamo, il problema potrebbe risiedere al limite in alcune zone osservative dato che la costellazione (Eridano) e quindi l’oggetto, transita sempre bassa all’orizzonte e quindi ostacolata da l’Inquinamento Luminoso sempre più invasivo.

    Un buon binocolo (15x70) o meglio ancora un telescopio a partire da un’apertura di almeno 70mm, possono individuarla tracciando una retta che unisce Rigel (Beta Ori +0.15) a Zaurak (Y Eri +2.95) l’occhio di Cleopatra comparirà con un breve star hopping a circa 2° da quest’ultima!

    APPUNTI DI ASTROFISICA……

    La NGC 1535 è una “classica” nebulosa planetaria di formata anulare composta da almeno due “gusci” concentrici al suo interno, per molto tempo si è sospettata una forma toroidale ma solo nel 1984 con i lavori di Sabbadin e lo studio approfondito degli elementi al suo interno (soprattutto OIII e Ha) ne hanno dimostrato la sua vera natura.

    Allo studio spettrografico si calcola come i due gusci interni hanno una velocità di espansione nettamente differente, 21.8km/s per il guscio interno e 27km/s per quello esterno che conferiscono il tipico aspetto alla nebulosa.

    Altro gioiello osservabile è la stella centrale che ha forte emissione radiativa, infatti l’astro è caldissimo stimato in circa 70.000K con il metodo ZANSTRA.


    CONSIDERAZIONI OSSERVATIVE:

    Come già accennato, la NGC 1535 è davvero semplice da rintracciare, è l’unica nebulosa planetaria della costellazione ed è posta in una porzione di cielo sgombra da altri DSO importanti, con piccoli diametri (80-130mm) l’oggetto risulterà luminoso ma darà la sensazione di non raggiungere il fuoco dell’immagine, solo con strumenti a partire da 150mm l’oggetto inizierà a regalare un’immagine dettagliata e mozzafiato.

    Ovviamente dai 200mm in poi e con l’aiuto di filtri nebulari (UHC-S e soprattutto l’OIII) escono dettagli fini come la struttura a gusci nebulari interni e la stella centrale che a tratti risulterà invasiva.

    Porto la mia osservazione effettuata il 6/01/2013 con il mio strumento SCT 11” in una serata con un seeing 6/10 ma alta umidità (90%) :

    dagli appunti:

    la nebulosa "Occhio di Cleopatra", BELLISSIMA e semplice, nebulosa anulare dal vago color turchese, la visione migliore la ottengo a 200x + UHC-S dove la nebulosa si mostra con un circolo nebulare intenso nella parte interna e con una più tenue in quello esterno, la nana bianca ha una luminosità apparente "barrata" in direzione NE/SW

    UN POCHINO DI STORIA….
    Oggi portiamo un doveroso omaggio ad uno dei grandi dell’astrofisica moderna, Georges Lemaître(tratto liberamente da Wikipedia)


    Lemaitre.jpg

    Georges Edouard Lemaître (Charleroi, 17 luglio 1894 – Lovanio, 20 giugno 1966) è stato un presbitero, fisico e astronomo belga.

    Fu il primo a capire che lo spostamento verso il rosso della luce delle stelle era la prova dell'espansione dell'universo e a proporre la legge di Hubble, secondo la quale vi è una proporzionalità fra distanza delle galassie e loro velocità di recessione. Nel 1927, infatti, pubblicò l’ipotesi dell'atomo primigenio, oggi nota come teoria del Big Bang, basata sulla relatività generale, per spiegare entrambi i fenomeni.

    Lemaître fu sempre un sostenitore dell'espansione illimitata dell'universo e a questo scopo conservò nel suo modello la costante cosmologica, proposta da Einstein, ma abbandonata da lui e da quasi tutti gli altri fisici dopo la scoperta del Big Bang. L'espansione illimitata e l'uso della costante cosmologica furono generalmente accettati solo dopo che venne scoperta l'accellerazione dell’espansione dell’universo. Ciò però ebbe luogo solo nel 1998, oltre trenta anni dopo la morte di Lemaître.

    Nel 1927, indipendentemente dal lavoro di Friedman, Georges Lemaître ipotizzò che l'universo è in espansione, basandosi sulle misure di redshift di Vesto Slipher e di Edwin Hubble e su una delle soluzioni dell'equazione di Einstein. Fu il primo a formulare la legge della proporzionalità fra la distanza e la velocità di recessione degli oggetti astronomici. Questa legge, apparsa in un suo articolo pubblicato del 1927 in lingua francese, e non tradotta nella versione inglese redatta da Arthur Eddington sarà riscoperta empiricamente da Hubble qualche anno dopo.

    Nel 1930 infatti Eddington aveva pubblicato nei Monthly Notices on the Royal Astronomical Society un lungo e approfondito commento all'articolo di Lemaître del 1927 in cui definiva come una brillante soluzione ai problemi cosmologici quella proposta dal belga. Il lavoro originale fu pubblicato in inglese in versione ridotta nel 1931 con la successiva risposta di Lemaître ai commenti di Eddington.

    Lemaître fu quindi invitato a Londra per prender parte ad un convegno sulla relazione tra Universo fisico e la spiritualità. Fu lì che egli propose che l'Universo si fosse espanso a partire da un punto iniziale, che egli chiamò atomo primigenio, e ne trasse poi un articolo pubblicato sulla rivista Nature. Lemaître stesso descrisse la sua teoria come l'uovo cosmico che esplodeva al momento della creazione.

    La sua stima dell'età dell'universo fu tra 10 e 20 miliardi di anni, (in accordo con le attuali stime). Einstein rifiutò la teoria di Lemaître, in quanto in quel periodo considerava l'universo immutabile. Qualche anno dopo Einstein disse che questo fu uno degli errori più grandi della sua vita.

    La teoria di Lemaître fu chiamata teoria del Big Bang da Fred Hoyle il 28 marzo 1949, durante una trasmissione radiofonica della BBC. Negli ultimi anni della sua vita si interessò a fondo dei primi calcolatori elettronici e di informatica. Poco prima della sua morte, avvenuta nel 1966, riuscì a sapere che era stata individuata la radiazione cosmica di fonda, che provava praticamente la sua teoria.

    Prima di morire pronunciò una delle sue più celebri frasi:"L'espansione dell'universo è provata soprattutto dalla costante espansione delle capacità umane".

    RACCOLTA DSJ DI ASTRONOMIA.COM

  2. #2
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N°48 (Novembre 2014)

    aggiunto il secondo deep sky journal del mese di novembre...
    buona lettura e cieli sereni

    Etruscastro

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