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    [DSJ] Deep Sky Journal N° 49 (Dicembre 2014)

    Nel penultimo appuntamento di questo 2014, il numero 49 del DSJ ci regala l’occasione di poter osservare un’autentico gioiello del cielo boreale invernale (ma possono osservarlo anche nell’emisfero australe!) con un’ammasso aperto tra i più noti e osservati dagli astrofili.

    Puntiamo i nostri obiettivi verso una costellazione facilmente riconoscibile grazie alla brillante stella Capella e ricca di oggetti a portata di strumenti amatoriali, ma in questo numero l’attenzione è concentrata su NGC 2099 altrimenti noto come M37!

    FOTO M37:

    AMMASSO_APERTO_M_37.jpg





















    Il maestoso ammasso si trova all’interno della costellazione dell’ AURIGA, è rintracciabile alle coordinate celesti di Ascensione Retta 5h 52m 15.9s e di Declinazione +32° 32’ 48” , splende di una magnitudine integrata +5.6 e la sua distanza è stimata in circa 4000 a.l.

    Al suo interno sono contate almeno 150 stelle di mag. +13 e 500.000 entro la +15, di cui la stella più luminosa è di magnitudine +11 e la sua dimensione apparente è di 23’ che nella realtà si traduce in un’estensione fisica di 20 a.l. , l’ammasso è relativamente “ameno” con al suo interno componenti stellari tra cui alcune giganti rosse e altre nella sequenza principale, si calcola infatti che M37 abbia circa 300.000.000 di anni!

    L’ammasso è stato catalogato per la prima volta da C.Messier ma sembra che l’astronomo Le Gentil (scopritore di M36 e M38) già prima del 1654 ne abbia rintracciato la posizione.

    Classificato come I 2 r nel grado di concentrazione di TRUMPLER, è catalogato anche come CR 75, MELOTTE 38, RAAB 28, OCL 451, LUND 115, C 0549+325.

    TROVIAMO M 37 CON STELLARIUM:

    1.jpg












    2.jpg












    3.jpg












    M37 è davvero semplice da localizzare, sia per via della sua abbondante magnitudine visuale che lo rende rintracciabile anche con un binocolo, ma soprattutto perché ci sono dei riferimenti molto luminosi per potersi orientare…..

    Personalmente, una volta localizzata la costellazione dell’Auriga parto dalla stella θ Aurigae (Theta Aurigae +2.65) e la congiungo con una retta immaginaria a Alnath (β Tau o γ Aur +1.68), e l’ammasso è praticamente a metà strada spostata verso Sud.

    CONSIDERAZIONI OSSERVATIVE:

    questo è il classico oggetto per cui vale sempre la pena puntare il nostro telescopio, in inverno lo osservo sempre anche con il binocolo gigante Nexus 23-41x100 dove i bassi ingrandimenti regalano una visione d’insieme appagante ed unica.

    Ovviamente al telescopio risalta la puntiformità stellare e le varie colorazioni per nulla scontate.
    Riporto l’osservazione del 6/12/2012 con un SCT CPC 280mm a 77x con un Baader aspheric con un SQM 20.97 (ore 19 di dicembre!) con un seeing stimato in 7/10.

    dagli appunti:

    bellissimo, uno degli ammassi più belli di tutto il cielo, ho provato varie volte a contare le stelle ma invano, tante ce ne sono al suo interno….. la sensazione che mi lascia è come un velluto nero ricoperto da centinaia di diamanti

    APPUNTI DI ASTROFISICA:

    come abbiamo accennato poco fa all’interno di M37 si trovano sia stelle calde e blu che giganti rosse e fredde, ma da dove viene questa classificazione? Andiamo a scoprirle insieme….

    le stelle hanno una loro classificazione che le riconduce alla loro temperatura (e di conseguenza al loro spettro!) che viene suddiviso dagli astronomi in 7 classi diverse:

    O 28000 – > 50000 K
    B 10000 – 28000 K
    A 7500 – 10000 K
    F 6000 – 7500 K
    G 4900 – 6000 K
    K 3500 – 4900 K
    M < 3500 K


    Quindi dalle “O” le blu giovani e “calde” alle “M” rosse anziane e “fredde”, successivamente a questa classificazione sono state aggiunti dei numeri che vanno dallo 0 al 9 che indicano in decimi la differenza tra una classe e l’altra, e per comprendere anche la luminosità (o la dimensione) numeri romani che vanno da I a V il nostro Sole infatti si ubica in G2V….

    Il tutto poi andrebbe inserito nel famoso diagramma Hertzsprung / Russell per ricondurle alla loro evoluzione naturale :

    diagramma-hr-thumb.jpg





















    UN POCHINO DI STORIA
    (tratto da Wikipedia…)

    220px-VanAllen.gifJames Alfred Van Allen Mount Pleasant, 7 settembre 1914 Iowa City 9 agosto 2006 è stato un fisico statunitense.
    Fu lo scopritore delle cinture radioattive che circondano la Terra e che dal suo nome sono chiamate fasce di Van Allen.
    Egli ne dedusse l'esistenza sulla base dei dati trasmessi nel 1958 dall'Explorer I, il primo satellite artificiale americano.

    Le fasce di Van Allen sono formate da particelle subatomiche elettricamente cariche (soprattutto protoni ed elettroni) che, provenendo dalle radiazioni solari e cosmiche, restano intrappolate nel campo magnetico terrestre o magnetosfera.

    La scoperta di queste cinture radioattive fece temere che il loro attraversamento fosse molto pericoloso per gli astronauti: si pensò di far passare le astronavi sopra i Poli (dove la radioattività è minima), oppure adottare pesanti schermature.

    Ulteriori ricerche dimostrarono che tale pericolo era stato sopravvalutato; e infatti gli astronauti hanno sempre attraversato le cinture radioattive.
    Van Allen fu responsabile scientifico di 24 sonde spaziali comprese le Pioneer 10 e Pioneer 11.

    Riconoscimenti:

    * Nel 1963 gli è stata assegnata la John Adam Fleming Medal
    * Nel 1978 ha ricevuto la Medaglia d'oro della Royal Astronomical Society
    * Nel 1982 ha ricevuto il Space Science Award della American Institute of Aeronautics and Astronautics
    * Nel 1987 fu insignito della National Medal of Science, uno dei più importanti riconoscimenti internazionali.
    * Nel 1989 ricevette il Premio Crafoord.



    CLASSIFICAZIONE STELLARE (da Astronomia.com)

    CLASSIFICHIAMO LE STELLE (da Astronomia.com)

    RACCOLTA DSJ di astronomia.com

  2. #2
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N° 49 (Dicembre 2014)

    aggiunto il Deep Sky Journal di dicembre...

    buona lettura e cieli sereni...

    Etruscastro

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