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  1. #1
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    [DSJ] Deep Sky Journal N°55 (Marzo 2015)

    Nel numero 55 del DSJ di Astronomia.com parliamo di un’oggetto, anche se sarebbe più opportuno parlare di un gruppo di oggetti, dedicato ai palati fini, sia per gli astrofili visuali e sia per gli astrofotografi intenzionati a dedicare una notte o parte di essa alle riprese su un catalogo molto particolare ma che regala sempre emozioni di rara bellezza a chi si cimenta nella sua osservazione, parliamo di Hickson 44….

    FOTO HICKSON 44: (tratta liberamente dal sito di Lorenzo Franco)

    35522.jpg
















    Scommetto che molti dei lettori storceranno il naso al nome di questo oggetto e dal suo catalogo, anche se per “tranquillizzarli” potremmo chiamarlo anche con un nome più usuale come quello del catalogo di ARP 316 o dei singoli oggetti che lo compongono come NGC 3185-3187-3190-3193.

    L’oggetto è rintracciabile nella costellazione del LEONE alle coordinate celesti ( per comodità parleremo della NGC 3190, la più luminosa del gruppo) di Ascensione Retta 10h 18m 05.62s e di Declinazione +21 49’ 58”, il gruppo è decisamente “luminoso” e semplice dato che 3 dei 4 oggetti principali oscillano tra una magnitudine di +10.9 (la NGC 3193), +11 per le 3190 e la 3185 e +13.1 per la NGC 3187.

    Il gruppo si trova ad una distanza di circa 79.000.000 di a.l. e copre un campo apparente di 16.4’

    TROVIAMO HICKSON44 CON STELLARIUM:

    1.jpg












    2.jpg













    3.jpg












    In realtà trovare il gruppo di galassie proposte in questo DSJ non è affatto difficile soprattutto se si dispone di un cielo buio e con una buona trasparenza, generalmente parto da Algieba (γ Leo gamma Leonis +2.28) il “collo” del Leone, e la congiungo con una retta immaginaria con Adhapera (ζ Leonis Zeta Leonis +3.44), l’ARP 316 si troverà pressoché a metà retta!

    MA COS’E’ IL CATALOGO DI HICKSON?

    È un catalogo molto interessante e particolare che impegna fin dalla sua creazione gli astrofili di tutto il mondo.

    Il catalogo, denominato anche HCG comprende ben 100 oggetti rappresentati da gruppi più o meno densi di galassie, minimo 4 ma che possono arrivare anche a 6 o più, tutte ordinate per Ascensione Retta.

    Dove nasce la particolarità?

    Esteticamente nulla con il più famoso catalogo di Arp anch’esso estremamente importante per le galassie peculiari ma fisicamente mostra profonde differenze.

    Nel 1957 G. Abell presentò una catalogo con 2700 gruppi di galassie individuate sulle lastre del Palomar Sky Survey e nel 1980 P.Hickson ebbe l’intenzione di stilare un catalogo dove venissero raggruppate solo quei gruppi di galassie dove per la loro cinematica o per particolari caratteristiche morfologiche o con nuclei galattici attivi (AGN) o in particolari banda di emissione (soprattutto nell’infrarosso!) ed il loro red shift li distingueva da altri consueti gruppi galattici, da qui il risultato di “soli” 100 oggetti catalogati.

    Inutile ripetere che ancor oggi questo catalogo è una sfida per tutti gli astrofili, alcuni oggetti sono notoriamente complessi come l'Hickson 50 nell' Orsa Maggiore che è al limite per gli strumenti amatoriali.

    CONSIDERAZIONI OSSERVATIVE:

    marzo è il mese ottimale per osservare gli oggetti immersi nella costellazione del Leone, quindi non deve scappare l’occasione di poter osservare questo gruppo spettacolare di galassie.

    Ovviamente, nonostante la luminosità di queste galassie non è proibitiva per i modesti strumenti, occorre un cielo discretamente buio ma con un alto tasso di trasparenza per poter risaltare al meglio la struttura degli oggetti.

    Io vi riporto la mia osservazione del 20 maggio 2014 con un SQM medio di 21.2 con il mio CPC 1100 e oculare ES 18mm 82° con 155x:

    la NGC 3193 è la più semplice da individuare, galassia ellittica che si mostra come un dischetto luminoso regolare a fianco di un sistema binario, ma le regine sono le NGC 3187 e 3190, soprattutto quest’ultima si mostra come una splendida spirale direzionata NE/SW con un chiaro decadimento luminoso al suo interno, la 3185 più defilata, ha una luminosità piuttosto effimera e amorfa.

    UN POCHINO DI STORIA (tratto liberamente da wikipedia…)


    abell_george_a1.jpgGeorge Ogden Abell (Los Angeles, 1º marzo 1927 – Encino, 7 ottobre 1983) è stato un astronomo statunitense. Lavorò all'Università della California di Los Angeles.

    Abell ottenne il dottorato nel 1957 al California Institute of Technology, ed iniziò la sua carriera da astronomo facendo da guida nei tour per turisti all'Osservatorio Griffith di Los Angeles.

    È conosciuto soprattutto per il suo catalogo di ammassi di galassie, creato mentre lavorava al Palomar Sky Survey. La sua analisi degli ammassi galattici contribuì allo sviluppo della nostra conoscenza della loro formazione ed evoluzione. Dimostrò che esistevano ammassi di secondo ordine, e scoprì inoltre come la loro luminosità potesse essere usata per determinarne la distanza.

    Il Catalogo Abell è una lista di circa quattromila ammassi contenenti almeno trenta membri, fino ad un redshift di z = 0.2. Il catalogo originale degli ammassi nell'emisfero boreale fu pubblicato nel 1958. Il catalogo completo, che include anche gli ammassi dell'emisfero australe, fu pubblicato postumo nel 1987, e creato con la collaborazione di Harold G. Corwin e di Ronald P. Olowin.

    Abell fu anche scopritore della cometa C/1953 T1 e co-scopritore di una cometa periodica, la 52P/Harrington-Abell.

    Assieme a Peter Goldreich, comprese che le nebulose planetarie evolvono dalle giganti rosse.

    Fu inoltre presidente della Commissione Cosmologica dell'Unione Astronomica Internazionale, e presidente della Società Astronomica del Pacifico. Fu eletto membro della Royal Astronomical Society nel 1970. Fu direttore del Dipartimento di Astronomia dell'Università della California, e del Comitato per l'Educazione della American Astronomical Society. Il 1º gennaio 1984 sarebbe divenuto direttore dell'Astronomical Journal.

    L'asteroide 3449 Abell porta il suo nome.

    RACCOLTA DSJ DI ASTRONOMIA.COM

  2. #2
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N°55 (Marzo 2015)

    presentato il DSJ N°55 di astronomia.com

    buona lettura e cieli sereni!

    Etruscastro

  3. #3
    Nana Bianca L'avatar di garmau
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N°55 (Marzo 2015)

    Perfetto, altro dso da aggiungere al programma della mia prossima sessione che è basata tutta sul nostro DEEP SKY JOURNAL visibili in questo periodo ricercandoli dalla data dell'inizio delle sue pubblicazioni. Non sono pochi, sono circa 25, ci aggiungo qualcosa come contorno e la pietanza è servita.
    -MAURIZIO-
    Leggi di Murphy sul big bang: all'inizio era il nulla. Poi qualcosa ando' storto.

  4. #4
    Nana Bruna L'avatar di Ares1973
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N°55 (Marzo 2015)

    Curiosità per curiosità, la mia versione di Stellarium 0.14.2 mi indica solo NGC 3189 invece di NGC 3190. Spulciando in rete mi si dice che il primo sarebbe solo la più luminosa porzione sud-occidentale della seconda (la galassia vera e propria). La domanda è se quindi ne vediamo solo una parte o è solo un fatto di catalogazione. Grazie.

  5. #5
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N°55 (Marzo 2015)

    la NGC 3189 è effettivamente un'agglomerato nebulare all'interno della galassia NGC 3190, alcuni osservatori visuali la catalogano con strumenti oltre i 13", comunque difficile da separare se non come una formazione luminosa puntiforme.

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