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  1. #1
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    [DSJ] Deep Sky Journal N° 28 (Marzo 2014)

    Nel primo appuntamento del mese di marzo 2014 del DSJ di Astronomia.com, vorrei portarvi all’attenzione un’ oggetto astronomico relativamente semplice e luminoso e quindi alla portata senza dubbio anche di strumenti entry level “ospite” in una costellazione ricca di oggetti deep sky, come vedremo presto questo ammasso ospita una peculiarità davvero interessante che invito i lettori a “scoprire”…. Parliamo di NGC 2437 noto soprattutto con il nome di M46!

    FOTO M46:

    m46.jpg

















    M46 è stato scoperto per la prima volta dal grande astronomo C.Messier nel 1771 che lo descriveva così:

    "Ammasso di piccolissime stelle fra la testa del Cane Maggiore e le due zampe posteriori dell'Unicorno; localizzata in relazione alla stella 2 Navis, 6a magnitudine, secondo Flamsteed; le stelle non possono essere viste se non con un buon telescipio; l'ammasso contiene una modesta nebulosità
    "...

    ed è localizzabile nella costellazione della POPPA alle coordinate celesti di Ascensione Retta 7h 41.8m e di Declinazione -14° 49’, con una Magnitudine apparente di +6 e una dimensione apparente di 27’ che corrispondono a delle dimensioni reali di circa 30 anni luce, la sua distanza è stimata in 5400 a.l e contiene almeno 500 stelle, 150 comprese tra la magnitudine +10 e +13!

    Le sue componenti si stima abbiano circa 300 milioni di anni, quindi un’ammasso di stelle estremamente giovani e si “allontana” da noi ad una velocità di circa 41.4 km/s.

    L’ammasso è registrato nel catalogo di Trumpler come II 2 r. come detto l’ammasso è anche catalogato come NGC 2437, MEL 75, CR 159, LUND 373, h 463, GC 1564, OCL 601.

    TROVIAMO M46 CON STELLARIUM:

    1.jpg












    2.jpg












    Immagine.jpg












    Trovare M46 non è semplice dato che nei suoi pressi non ci sono punti di riferimento luminosi, ci viene incontro però la sua luminosità e la vicinanza con un altro famoso ammasso (M47) che si trovano a poco più di SudOvest da Sirio!

    APPUNTI DI ASTROFISICA:

    Come detto in apertura, M46 “Ospita” un peculiare oggetto al suo interno, se l’astrofilo visuale farà attenzione in fase di osservazione troverà una bellissima nebulosa planetaria denominata NGC 2438 scoperta da W. Herschel nel 1786.

    In realtà la planetaria è solo prospetticamente all’interno dell’ammasso per diversi motivi:

    per prima cosa l’evoluzione stellare non permette la formazione di una nana bianca in “soli” 300 milioni di anni, e secondo poi perché la NGC 2438 si trova ad una distanza di circa 2900 a.l., quindi circa la metà della distanza che ci separa da M46.

    La nana bianca al suo interno “brilla” di una magnitudine di +17.7 quindi largamente fuori portata dall’osservazione visuale.

    MA NON SOLO……..

    Ad destra della nebulosa planetaria NGC 2348 si trova un altro oggetto ancor più interessante, parliamo di una nebulosa proto planetaria bipolare denominata OH 231.8 che “brilla” addirittura di una magnitudine +4.2, addirittura si trova ad una distanza a noi ancora più vicina della NGC 2348.

    FOTO OH 231.8:

    Nebulosa-protoplanetaria-OH231.8+4.2-300x294.jpg




















    MA COSA SONO LE NEBULOSE PROTO PLANETARIE?

    Le nebulose proto planetarie sono molto importanti per la comunità scientifica, sono molto rare da osservare (se ne sono registrate solo un centinaio fino ad ora) e rappresentano lo stadio evolutivo di una stella simile al nostro Sole nella fase immediatamente precedente la nana bianca, la dove cioè l’Idrogeno inizia la sua fusione nucleare aumentando temperatura e perdendo massa stellare, questo fenomeno porta con se un forte vento stellare che porta all’espulsione di materia creando così le amene forme bipolari di queste nebulose. Questi oggetti sono per lo più fotografici dato che emettono molto della loro energia nella banda dell’Ultra Violetto.

    CONSIDERAZIONI OSSERVATIVE:

    M46 è un’oggetto davvero semplicissimo, già con un binocolo si può apprezzare l’ammasso aperto di cui è composto, anzi, con lo stesso binocolo la visione è ancor più appagante anche dalla vicinanza dell’altro interessante ammasso M47.

    Ovviamente per poter sperare di scorgere la nebulosa planetaria al suo interno occorre un telescopio di almeno 100mm se usato sotto un buon cielo o meglio ancora un 150mm di diametro di apertura.

    Tutti gli anni osservo questo ammasso, purtroppo il periodo migliore per osservarlo ad una certa altezza sull’orizzonte si riduce ad una “finestra” di circa 20gg all’anno. Personalmente una delle visioni migliori l’ho ottenuta al mio 280mm nell’inverno 2012……

    Dagli appunti:

    l’ammasso è ricchissimo e molto semplice, alla portata sicuramente anche di un binocolo, con il telescopio ovviamente si perde la visione d’insieme ma si guadagna nei dettagli.
    Le stelle sono una moltitudine difficilmente da contare singolarmente, ma risalta subito all’occhio la magnifica nebulosa planetaria posta a NE dell’ammasso stesso con un color azzurro. A 70x la visione è già superba, ma a 122x la nebulosa è fantastica!

    PARLIAMO DI CATALOGHI:

    Oggi parliamo del catalogo di Melotte….. (cit. Wikipedia..)
    In astronomia questo catalogo comprende ben 245 oggetti del prondo cielo degli entrambi gli emisferi, in particolari ammassi aperti e globulari, e fu compilato nel 1915 da P.J-Melotte.
    Gli oggetti sono numerati seguendo l’ascensione retta e vengono indicati con la sigla Mel ed è stato il primo ad aver catalogato associazioni stellari fino ad allora mai catalogati come l’associazione di Alfa Persei e soprattutto il grande Ammasso della Chioma la cui vera natura di ammasso aperto fu provata solo nel 1938. Per gli ammassi aperti in molti casi la sigla del catalogo di Melotte è stata sostituita nelle carti celesti con quella del catalogo di Collinder.



    RACCOLTA DSJ DI ASTRONOMIA.COM

  2. #2
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N° 28 (Marzo 2014)

    aggiunto il primo DSJ del mese di marzo...

    buona lettura e cieli sereni....
    Etruscastro

  3. #3
    Nana Bianca L'avatar di garmau
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N° 28 (Marzo 2014)

    In condizioni osservative penose quest'ammasso mi aveva deluso parecchio, ma ero ancora alle primissime armi , devo per forza riprovarci.
    Come sempre grazie del lavoro che fai Antonio, è bello confrontare gli oggetti che proponi con quello che posso aver in precedenza osservato io.
    -MAURIZIO-
    Leggi di Murphy sul big bang: all'inizio era il nulla. Poi qualcosa ando' storto.

  4. #4
    Nana Bruna L'avatar di Ares1973
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N° 28 (Marzo 2014)

    Ottima la piccola planetaria (1'10") 'in un ammasso'. Stellarium però mi dice che si chiama NGC 2438. Mutadis mutandis...
    La protoplanetaria però non l'ho trovata in archivio. Urgono suggerimenti

  5. #5
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N° 28 (Marzo 2014)

    hai ragione, nell'inserire il numero del catalogo devo aver scambiato la posizione di un numero.

    corretto e grazie per la segnalazione!

  6. #6
    SuperGigante L'avatar di Gitt
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N° 28 (Marzo 2014)

    La PPN è fuori dalla portata di strumenti amatoriali in visuale, è soprannominata anche "Rotten Egg" (dato l'alto contenuto di zolfo) oppure "Calabash".

    Volevo segnalare che circa 30'N del centro dell'ammasso M46 si trova un'altra PN, Minkowski 1-18 o se preferite PK 231+04.1
    M-1-18 sembra alla portata di diametri da 14" in su, ma il nostro super @etruscastro potrebbe raccogliere la sfida e provarci l'anno prossimo col suo C11 affilato come un rasoio
    Dobson RPAstro 16"/f4,5 | Oculari: Hyperion 21/68°, ES 14-11-8,8-6,7/82°, Planetary ED 5-3,2/60° | Barlow: Meade APO 140 2x | Filtri: Astronomik UHC e O-III

  7. #7
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N° 28 (Marzo 2014)

    mmhh accetto la sfida ma ci provo col dobson da 32cm del GrAG, non credo che questo tipo di oggetto sia alla portata del c11"!
    segnata per il prossimo anno!

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