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    SuperNova L'avatar di Valerio Ricciardi
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    Re: Marte secondo il cinema spagnolo

    Bé, struttura, nel senso di pattern riconoscibile, c'è eccome! E vistosa, direi.

    Solo che non vi è alcun elemento (a voler fare sempre doverosamente i possibilisti) che faccia propendere concretamente per il risultato di un'azione deliberata da parte di un essere vivente cosciente e costruttore.

    Probabilmente dev'essere sfuggita ai "sostenitori senza se e senza ma a prescindere" delle civiltà aliene nel giardino di casa, altrimenti vi avrebbero già scorto mura ciclopiche di antiche monumentali vestigia poi sepolte dalla sabbia portata dal vento marziano. Magari muraglioni eretti per costituire grandi riserve d'acqua su una superficie marziana che stava diventando più arida... o i bastioni di antichi forti... figuriamoci. Qui per la pareidolia è come invitare una lepre a correre!

    Ricordo a me stesso che le fratturazioni su grande scala prodotte da un impatto su un substrato relativamente regolare e ben stratificato hanno di norma un andamento radiale/anulare insieme; cosa che utilizzando un reticolo grafico da lui disegnato sovrapposto ai "centri" che gli sembrava di poter individuare su normalissime carte geografiche consentì a mio padre, pur giurista di formazione, di "dimostrare" la natura blastica di sospetti crateri meteoritici.

    TUTTI quelli che lui giunse a conclusione poter avere quell'origine, che prima di allora o dopo vennero esaminati per quanto attiene alla presenza di impattiti e con l'analisi della direzione di stress (microtettonica), risultarono avere effettivamente quell'origine.

    Ora, le due foto che tu posti sono interessantissime. Andrebbero approfondite: parrebbe che la macrostruttura possa essere di impatto, ma la si potrebbe giustificare anche come le direzioni di fratturazione da stress causate dalla cupola di un domo salino in risalita idrostatica dal di sotto dei sedimenti soprastanti (quel che accade oggi continuamente e inesorabilmente sul fondo del Tirreno, memorie della crisi di salinità del periodo Messiniano). In quel caso sarebbe alla base di un'importante scoperta a conferma, perché amplierebbe la valutazione su quanta acqua (quanta, non se) ci fosse su Marte prima che la perdesse quasi tutta, e quanto a lungo avesse agito un ciclo dell'acqua con dilavamento dei suoli e presa in carico di sali.
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