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    DSJ Deep Sky Journal N° 82 Febbraio 2017 (M35 - NGC 2158)

    Continuiamo il 2017 alla grande con il Deep Sky Journal N° 82 di Astronomia.com , in questo inizio anno parleremo di un oggetto estremamente semplice e noto alla stragrande maggioranza della comunità astrofila ma che, come scopriremo presto, mostrerà dettagli e curiosità non del tutto noti.
    Parliamo di Messier 35 e di NGC 2158 ammassi aperti nella costellazione dei Gemelli.


    FOTO M35/NGC 2158

    M35-DW.jpg














    l'ammasso di M35 (parleremo sotto inteso sempre di lui per le coordinate celesti!) è un luminoso ammasso aperto presente all'interno della costellazione dei Gemelli visibile addirittura al limite dell'occhio nudo sotto cieli bui e con ottima trasparenza.
    Scoperto dapprima da De Chéseaux nel 1745 e riscoperto indipendentemente da J.Bevis nel 1750, venne poi inserito nel celebre catalogo da C.Messier “solo” nel 1764.

    rintracciabile alle coordinate celesti di Ascensione Retta 6h 9m 1s e di Declinazione +24° 21' 28” l'ammasso è distante circa 2800 anni luce e brilla di una ottima magnitudine integrata di +5,3 con una dimensione apparente di 28'.

    classificato come ammasso di classe III 3 r ha una età stimata di circa 180,000,000 di anni.


    è noto anche come NGC 2168 – CR82 – MEL 41


    TROVIAMO M35 CON STELLARIUM:

    1.jpg












    2.jpg












    3.jpg












    trovare l'ammasso è davvero semplice trovandosi a pochi gradi dalla stella 1 Gem (+4,75) il “piede del gemello", spostandosi di soli 1,1° verso Nord ci si tuffa direttamente dentro l'ammasso.


    MA NON SOLO…

    una volta trovato M35 l'osservatore più attento non può non accorgersi che nelle immediate vicinanze (solo 0,5°) ci si imbatte in un altro ammasso aperto, NGC 2158, di magnitudine +8,6 e di 6' di dimensione apparente, di classe II 3 r occorre però almeno un 200mm di apertura per separare in stelle di circa la dodicesima magnitudine l'intero ammasso.


    FORSE NON TUTTI SANNO CHE…


    una cosa che salta subito all'occhio dell'appassionato sono le coordinate celesti; come detto la Declinazione dell'ammasso (M35) è di 24° quindi solo a 0,5° dai 23,5° dall'eclittica, questo comporta un fenomeno noto come occultazione, cioè il transito di pianeti o la Luna ad occultare tutto o parte dell'ammasso.


    CONSIDERAZIONI OSSERVATIVE:


    M 35 è un ever green molto noto dagli astrofili, spessissimo osservato nei vari diametri o molto spesso fotografato.

    Nella mia “carriera” di astrofilo ho osservato svariate volte l'ammasso con molti diametri e configurazioni ottiche diverse, ovviamente la visione migliore l'ho avuta nei grossi diametri e sotto cieli bui dove le singole componenti spiccano nella loro cromaticità e dove, soprattutto, si riesce a risolvere il piccolo “compagno” NGC 2158 , ma data la sua interessante magnitudine è un oggetto che da il meglio di se anche nei piccoli diametri e in cieli urbani.

    Riporto le considerazioni osservative di una serata con il piccolo rifrattore ED 110/770 dal balcone di casa:

    dagli appunti:

    l'ammasso si percepisce in visione distolta anche tramite il cercatore red dot, a 22x è netta la sua natura di ammasso, a tratti ricorda la visione di M13 a bassi ingrandimenti, salendo con gli ingrandimenti a 87.5x l'ammasso splende come diamanti su un velluto nero, le stelle brillano di un blu freddo e sono separate nelle singole componenti, a fianco NGC 2158 mostra già la sua natura di ammasso anche se molto più debole e non risolto, a 175x si osservano nell'immagine calma e rilassante del rifrattore molte stelle di campo di magnitudine decisamente minore, M35 perde il fascino di ammasso largo ma in compenso si inizia a risolvere l'NGC in stelline. È inutile dire che la visione di insieme è a dir poco appagante.


    UN POCHINO DI STORIA (tratta liberamente da Wikipedia...)



    220px-Jean_Phillippe_Loys_de_Cheseaux.jpgJean-Philippe Loys de Cheseaux ( 4 maggio 1718 – 30 novembre 1751) è stato un astronomo svizzero , di Losanna .
    Nel 1746 presentò una lista di nebulose , otto delle quali furono scoperte da lui, alla Accademia francese delle scienze.
    Guillaume Le Gentil studiò la lista privatamente nel 1759, ma fu presentata al pubblico solo nel 1892 da Guillaume Bigourdan .

    Cheseaux fu tra i primi ad enunciare, nella sua forma moderna, quello che successivamente sarà conosciuto come il Paradosso di Olbers (come è possibile che il cielo notturno sia buio nonostante l'infinità di stelle presenti nell'universo?).

    Cheseaux fece anche alcune ricerche poco conosciute di cronologia biblica , tentando di datare la crocifissione di Gesù analizzando le osservazioni astronomiche nel Libro di Daniele .

    Questo lavoro fu pubblicato postumo in Mémoires posthumes de M. de Cheseaux ( 1754 ).


    RACCOLTA DSJ DI ASTRONOMIA.COM

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