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    [DSJ] Deep Sky Journal N°35 (Maggio 2014)

    Nel secondo appuntamento del DSJ del mese di maggio, rompiamo un pochino i soliti schemi della nostra rubrica e torniamo a parlare di un sistemo multiplo e prenderemo in esame una delle più belle coppia di sistemi doppi del cielo boreale. Dopo aver parlato di DELTA CEPHEI oggi parleremo di Epsilon Bootes, altrimenti chiamata anche come Izar!

    FOTO IZAR:

    Izar.jpg
















    Epsilon Bootes è un sistema binario nella costellazione del Bootes o Bovaro, generalmente chiamata con il nome di Izar che in arabo significa “Il Velo”, ma in molti la conoscono anche con il nomignolo che Frederich von Struve gli affibbiò di “Pulcherrima” che in latino significa “bellissima o la più bella”, si trova alle coordinate celesti di Ascensione Retta 14h 44m 59.25s e di Declinazione + 27° 04’ 27” ed è la 82° stella più luminosa del cielo.

    Le due componenti si trovano a 210 a.l. di distanza da noi e sono classificate nella classe spettrale di K0 II-III (la componente A) e di A2 V (la componente B), hanno un raggio medio di 33 volte il Sole (la A) e di 2 raggi solari la B, con una temperatura “superficiale” di 4500 K e di 7800 K. La distanza tra le componenti è di circa 185 UA con un periodo di circa 1000 anni.

    Il sistema si muove all’interno della galassia ad una velocità di 20.8 km/s e la porterà in un periodo compresa tra i 24.000 e i 26.300 anni circa al centro della Via Lattea, e tra 2.300 anni alla distanza minima dal Sole di 127 a.l.

    Attualmente il sistema “brilla” di una Magnitudine Apparente di 2.35 e di 5.12 e la loro luminosità è pari a 400 volte il Sole (A) e di 27 (B).

    Izar è anche catalogata come epsilon Bootes, 36 Bootis, HD 129988, SAO 83500.

    TROVIAMO IZAR CON STELLARIUM:

    1.jpg












    2.jpg












    3.jpg












    Izar è una stella visibile anche ad occhio nudo, quindi non mostra nessuna difficoltà di individuazione.
    Una volta riconosciuta la figura mitologica del Bootes con la sua brillante Arturo (alfa Bootis -0.04) basta spostarsi di circa 5° in direzione Nord.

    APPUNTI DI ASTROFISICA:

    La componente A di Izar, la più luminosa, è composta da una gigante arancione che si trova in una fase tarda della sua evoluzione avendo praticamente finito la propria scorta di idrogeno, si stima che entro un miliardo di anni l’astro diverrà dapprima una gigante rossa e terminerà la propria evoluzione in una nebulosa planetaria. La componente B, pur in tempi più lunghi seguirà la stessa sorte della “compagna”.

    DOS IS MEGLIO QUE ONE?

    Recitava un vecchio spot pubblicitario, due è meglio di uno?

    Beh, io non sono un esperto del settore per poter dire cosa sia meglio, so solo per certo che l’universo segue delle precise regole per tenersi in “armonia”.

    Una cosa che ho potuto constatare però nella mia piccolissima esperienza personale, è vedere come, durante le serate pubbliche svolte nelle piazze delle nostre città, le persone, semplici interessati ma per questo motivo un buon test su larga scala delle conoscenze delle nozioni basilari di astronomia, siano totalmente all’oscuro della presenza di stelle doppie o sistemi multipli all’interno delle svariate miliardi di galassie che popolano l’universo. La maggioranza delle persone è fermamente convinta che le stelle siano uguali a tutto e per tutto al nostra mitica stella… il Sole!

    MA COSA E’ E COME SI COMPORTA UN SISTEMA BINARIO?

    È bene dire fin da subito che a quanto sembra circa la metà delle stelle che affollano la nostra galassia, la Via Lattea, sono sistemi binari o multipli, questo per dire che nell’universo non è affatto una rarità trovarne, alcune si possono osservare con semplicità, altre invece occorrono strumenti professionali e conoscenze della materia per interpretare i dati acquisiti.

    Si definisce un sistema binario una coppia di stelle che rivoluzionano intorno al proprio centro di massa, ovviamente se una delle componenti è più massiccia dell’altra questo “baricentro” sarà spostato più verso la componente massiccia piuttosto dell’altra.

    Nella realtà, come abbiamo già detto, esistono dei sistemi formati da più di 2 stelle (possono arrivare anche a 6 stelle orbitanti nel comune centro di massa!) e questi prendono il nome di sistemi multipli.

    Essendo di diversa massa, anche la luminosità delle varie componenti sarà diversa, ed in base a questa considerazione le stelle doppie vengono catalogate per ordine alfabetico dalla più luminosa alla meno splendente, fu William Herschel nel 1802 il primo a coniare l’appellativo di stelle doppie quando scriveva:

    490px-William_Herschel01.jpgSe, al contrario, due stelle dovessero essere veramente posizionate l'una vicino all'altra e nello stesso tempo essere abbastanza distanti dalle altre per non essere influenzate dalla loro attrazione, esse comporrebbero un sistema separato tenuto unito dal legame della loro mutua attrazione gravitazionale. Questo sistema dovrebbe essere chiamato una vera stella doppia; e ogni coppia di stelle che sono così mutualmente connesse, forma il sistema binario siderale che ora vogliamo considerare.
    (a fianco ritratto di W.Herschel)












    In realtà, nella storia dell’astronomia e con il perfezionamento degli strumenti ,si è dovuto stilare una “catalogazione” specifica per questi stupendi oggetti dato che non tutte sono uguali, vediamo come si suddividono:

    · binarie visuali, quindi le semplici rilevabili tramite l'osservazione diretta;

    · binarie spettroscopiche, tramite cambiamenti periodici nelle linee spettrali causate o dall’allontanamento da noi del sistema o , al contrario al loro avvicinamento:

    · binarie fotometriche, tramite i cambiamenti nella luminosità causati dalla eclissi reciproca delle due componenti, quando ad esempio una compagna transita o davanti o dietro la stella in base al nostro punto di vista:


    · binarie astrometriche
    , tramite la misurazione dei cambiamenti di posizione di una stella causati da una invisibile compagna, magari perché troppo flebile da essere rilevata (solo ad esempio!)

    E CON LA DISTANZA? COME LA METTIAMO?

    Già… e la distanza? Non possiamo far finta che ogni sistema sia uguale ad un altro, e quindi anche la distanza gioca un ruolo fondamentale nella classificazione insieme alla loro dimensione, vediamo velocemente e semplicemente quali sono le più importanti:

    · esistono le binarie distaccate, questi sono sistemi in cui ognuna delle due componenti è posta all'interno del suo lobo di Roche cioè dell'area in cui la forza gravitazionale della stella è maggiore di quella della sua compagna; queste stelle non subiscono importanti influenze reciproche ed evolvono separatamente. La maggior parte delle binarie appartiene a questa classe.

    · Le binarie semidistaccate sono sistemi in cui una delle due componenti riempie il proprio lobo di Roche, mentre l'altra no; in questo caso avviene un trasferimento di gas dalla stella che riempie il proprio lobo di Roche all'altra. Questo scambio di materia ha un'importanza fondamentale nell'evoluzione di questi sistemi; in molti casi, l'afflusso di gas forma un disco di accrescimento intorno alla stella che riceve materiale.

    · Una binaria a contatto è un sistema in cui entrambe le componenti riempiono il proprio lobo di Roche e le parti più esterne delle atmosfere stellari formano un "inviluppo comune" che circonda entrambe le componenti del sistema. Poiché la frizione dell'inviluppo rallenta il moto orbitale, le stelle possono alla fine giungere a fondersi

    Tipi_stelle_binarie.png














    Potremmo parlare all’infinito di stelle doppie e delle loro peculiarità, ma vedrete, leggendo i futuri DSJ avremmo modo di approfondire una ad una le varie tipologie….

    Quindi, rimanete in contatto!!!

  2. #2
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N°35 (Maggio 2014)

    UN POCHINO DI STORIA:

    in questo DSJ portiamo l’attenzione su Friederich von Struve: (cit. Wikipedia)

    220px-Struve.jpgNacque ad Altona il 15/04/1793 e morì a San Pietroburgo il 23/11/1864, figlio di Jacob Struve e secondo di una dinastia di astronomi attraverso ben 5 generazioni..

    Nel 1808 entrò all' Università di Tartu, dove agli inizi studiò filologia per passare ben presto all'astronomia. Dal 1813 al 1820 insegnò all'università e osservò all'Osservatorio Dorpat di Tartu; nel 1820 divenne professore ordinario e direttore dell'osservatorio.

    Friedrich von Struve rimase a Tartu fino al 1839, occupato in studi e ricerche su stelle doppie e geodesia. In quell'anno fondò e divenne il direttore dell'Osservatorio di Pulkovo, vicino a San Pietroburgo.

    Nel 1862 a causa del peggiorare delle sue condizioni di salute.

    L'asteroide 768 Struveana venne dedicato congiuntamente in suo onore e in quello di Otto Wilhelm von Struve e di Karl Hermann Struve.

    Il nome di Struve è conosciuto soprattutto per le sue osservazioni di stelle doppie, egli scoprì un gran numero di stelle doppie e nel 1827 pubblicò le sue scoperte nel catalogo Catalogus novus stellarum duplicium. Struve fece quindi misure micrometriche di 2714 stelle doppie fra il 1824 e il 1837 e pubblicò i suoi risultati nell'opera Stellarum duplicium et multiplicium mensurae micrometricae.

    Tra i suoi interessi vi era anche la geodesia, e nel 1831 pubblicò il lavoro Beschreibung der Breitengradmessung in den Ostseeprovinzen Russlands. Struve iniziò l'arco geodetico di Struve, una catena di triangolazioni effettuate fra Hammerfest in Norvegia e il Mar Nero, attraverso 10 nazioni e lungo 2.820 chilometri.

    L'arco geodetico di Struve è oggi nell'elenco dei Patrimoni mondiali dell'umanità dell'UNESCO.

    CONSIDERAZIONI OSSERVATIVE:

    i più attenti probabilmente avranno notato che le mie considerazioni osservative non le lascio mai per ultimo, però, in questo numero del DSJ lasciatemi fare una cosa che non ho mai fatto….
    Data la semplicità elementare dell’osservazione di questo oggetto, lascio a voi la libertà di scrivere le vostre considerazioni….. forza allora, sotto con le osservazioni!!!

    TUTTO DAL PORTALE:

    IL LOBO E IL LIMITE NON SONO LA STESSA COSA
    LE STELLE GIGANTI NON VIVONO DA SOLE
    LA STELLA FANTASMA
    SATELLITE O ANELLO? CHIEDETELO A ROCHE!


    RACCOLTA DSJ DI ASTRONOMIA.COM

  3. #3
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    Re: [DSJ] Deep Sky Journal N°35 (Maggio 2014)

    aggiunto il Deep Sky Journal N°35!
    buona lettura e cieli sereni

    Antonio

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