In attesa di ulteriori informazioni e risultati degli studi da parte dei tecnici della sonda JUICE (ne parlavo nello scorso aggiornamento sulla cometa interstellare) in questa puntata parlerò di una serie di articoli apparsi su UniverseToday, a firma del simpatico Paul Sutter, che disquisisce sulle comete interstellari, sulla loro rarità, sulle loro stranezze e caratteristiche particolari che le contraddistinguono, ma non più di tanto, da quelle del nostro Sistema Solare.
Lui è arrivato alla quarta puntata della sua serie e praticamente ne faccio il riassunto traducendo in modo ragionato e non artificiale le interessanti considerazioni.
In questa pagina del nostro sito, aggiornata a mano a mano che ne pubblico altri, potete trovare l’elenco di tutti gli articoli che ho proposto finora, ognuno dei quali mostra aspetti differenti della cometa 3I/ATLAS a mano a mano che effettuava il suo viaggio all’interno del Sistema Solare.
Lascio ora la parola a Paul, al suo articolo dal titolo misterioso, ma del quale scopriremo presto il significato. Laddove necessario saranno presenti miei commenti, come sempre in corsivo.
Vi invito a leggere le sue tre puntate precedenti, molto semplici, anche se in inglese.
Perché le comete interstellari sono così strane? Parte 4 – Alla fine abbiamo acceso le luci del portico
Riassunto delle puntate precedenti: in pratica Paul parla in modo molto accattivante del cielo ed in particolare delle comete interstellari, arrivando a paragonarle ai gatti, simpatici e cari animali che vivono nelle nostre case, ma che in pratica hanno una vita propria e un atteggiamento a volte abbastanza scontroso e solitario. Ogni gatto ha le sue proprie caratteristiche, così come le comete (interstellari e non), ma anche come ogni pianeta del Sistema Solare e (scendendo sulla Terra) proprio come ognuno di noi!
In particolare paragona l’arrivo di una cometa interstellare nel nostro Sistema Solare con la vita di un tranquillo ed ideale paesello in cui all’improvviso sopraggiunge un’auto con a bordo un personaggio sconosciuto. Vediamo insieme cosa dice.
Immaginate di vivere in un piccolo paese (ma potrebbe essere anche un quartiere di una grande città oppure un condominio in un grande palazzo) in cui ci si conosce tutti, da anni. Gli stessi volti nello stesso negozio all’angolo, la routine quotidiana, lo stesso cielo sopra di noi, il tutto in modo confortevole e prevedibile, tant’è che si potrebbe camminare con gli occhi bendati senza mai inciampare. (visione idilliaca, abbastanza lontana dalla realtà quotidiana, ma presente in alcuni film di fantascienza…)
All’improvviso arriva una macchina con una targa sconosciuta, proveniente da non si sa quale paese lontano: questa macchina non si ferma, non rallenta, anzi accelera una volta superato il centro abitato tant’è che quando gli abitanti se ne accorgono, l’auto è già sfrecciata verso la periferia e oltre.
Poi ne arriva una seconda e poi una terza: in tutti e tre i casi erano auto differenti, di cilindrata e colore differente ed in tutti e tre i casi l’abbiamo viste sfrecciare, ognuna con le sue stranezze.
È quello che ci è capitato negli ultimi anni con le tre comete interstellari: sono arrivate all’improvviso, ce ne siamo accorti quando già si trovavano all’interno del Sistema Solare, ma da subito abbiamo capito che si trattava di comete interstellari, anche grazie alle immagini pre-scoperta, andando a ritrovarle nelle fotografie scattate nei mesi precedenti: continuando con il paragone della cittadina rurale è come se avessimo osservato le registrazioni di telecamere di sorveglianza stradale di qualche tempo prima del passaggio delle auto sconosciute.
Ma perché ci è capitato solo recentemente di osservare non una ma addirittura tre comete interstellari, dopo aver passato anni, secoli e millenni a contemplare il cielo e le sue bellezze, rappresentate da stelle, costellazioni, Sole, Luna, pianeti, asteroidi e comete? Non abbiamo mai osservato una singola roccetta che non avesse l’etichetta con su stampato “Made in the Solar System”… E adesso in meno di 10 anni abbiamo avuto la visita di ben tre comete interstellari, Oumuamua, Borisov e recentemente la 3I/ATLAS.
All’improvviso dunque la nostra galassia ha deciso di inviare dei messaggeri lontani nel tempo e nello spazio? Ovviamente no!
Finora è come se fossimo stati chiusi nelle nostre case senza mai guardare fuori dalla finestra, se non nei tre momenti particolari: adesso invece ci stiamo affacciando più spesso ed abbiamo acceso le luci del nostro portico. Dopo questi tre incontri, ne abbiamo parlato con i nostri amici per poi dimenticarcene dopo qualche tempo: adesso no, stiamo per accendere le luci stradali nelle buie vie del nostro paese. In questo modo potremo accorgerci del passaggio di auto sconosciute che non avremmo mai potuto notare senza affacciarci alla finestra.
L’Osservatorio Vera C. Rubin di Atacama nel Cile
Tornando alla vita dei nostri giorni, solo ultimamente abbiamo telescopi potenti che scandagliano il cielo alla ricerca di oggetti che si muovono tra le stelle fisse: il sistema Pan-STARRS, di stanza nelle isole Hawaii, scansiona continuamente il cielo notturno per individuare nuove presenze e seguire oggetti noti che si spostano nel cielo. Ed è così che abbiamo individuato Oumuamua, la prima cometa interstellare.
Ma non siamo che all’inizio: se il sistema Pan-STARRS è la luce del portico, il grandissimo e meraviglioso Osservatorio Vera C. Rubin (VCR nel prosieguo) rappresenta l’impianto di luci di uno stadio.

Il VCR è davvero mostruoso: possiede uno specchio primario della grandezza di un mini appartamento ed una fotocamera gigantesca da 3 Gpixel (dove G sta per Giga e cioè 1000 Mega, non certo le centinaia di Mpixel dei nostri cellulari, con sensori piccolissimi da un terzo di pollice, con i quali è deludente perfino fotografare la Luna).

Fotograferà l’intero cielo osservabile nel giro di poche notti: in realtà solo la parte meridionale, vista la sua collocazione in Cile. Ripeto: l’intero cielo osservabile nel giro di poche notti.
Sarà in grado di creare un film ad alta definizione dell’Universo che si muove.
Qualche cifra
E i numeri di quello che il VCR scoprirà è assolutamente sbalorditivo (ne parlerò in un prossimo articolo) : finora il conteggio dei visitatori interstellari è arrivato a 3 e di ciò ne siamo davvero fieri e ne parliamo in continuazione. Ma quando il VCR diventerà operativo al 100% ci aspetteremo che questo piccolo numero salirà alle stelle: alcune stime indicano che si arriverà a scoprire un oggetto interstellare ogni mese…
Pensateci bene: uno al mese… Per la fine della sua missione decennale, non staremo ancora parlando di pochi oggetti, strambi e felini, ma ne avremo un catalogo di centinaia.
Finora stiamo cercando di capire la vera natura delle comete interstellari partendo da appena tre esemplari: è come se cercassimo di conoscere una nazione lontana dal nostro paesello parlando con tre sconosciuti. Di sicuro si imparerebbe qualcosa, ma sarebbe difficile trarne le conclusioni. Non potremmo conoscere le caratteristiche di una popolazione partendo dalle stranezze di tre individui.
Con centinaia di esempi invece il discorso sarà nettamente differente: ci si potrà domandare di cosa sia costituita una cometa interstellare, paragonandola con quelle nostrane. E poi, provengono da una zona particolare dell’Universo? Hanno velocità simili? Alcuni sistemi stellari producono più oggetti interstellari di altri?
Ad ogni nuova scoperta crescerà l’insieme dei dati: le stranezze lasceranno posto ad una mappa in cui c’è disegnato di cosa sono fatti i Sistemi Stellari, grazie al materiale che hanno buttato via secoli, millenni se non eoni prima.
Se ne scopriremo uno al mese dal nostro piccolissimo punto di osservazione dell’Universo, il nostro Sistema Solare, allora gli oggetti interstellari del resto della nostra Galassia possono raggiungere cifre da capogiro, da matti: si parla di una densità di oggetti interstellari pari a circa 1015 elementi che in ogni istante sfrecciano nella Via Lattea! Questa enorme quantità è espressa in trillions in inglese, corrispondenti ai biliardi in italiano (un milione di miliardi tanto per capirci meglio), che nel SI si indicano con il prefisso peta- , P.
Il progetto Comet Interceptor nell’ESA
E a questo punto entra in gioco la lungimiranza dei progettisti dell’ESA per il progetto Comet Interceptor, un brillante ed impaziente frutto della tecnica (progetto di cui ho parlato ampiamente in questo articolo, ma anche in quest’altro dove tra l’altro presento un modellino fatto con la LEGO).
Il succo del progetto è questo: invece di aspettare l’arrivo di una cometa interstellare e cercare di costruire un razzo velocissimo per raggiungerla (ad essere onesti, è praticamente impossibile per oggetti che viaggiano a 33 km/sec), stiamo per costruire e posteggiare una sonda nello spazio… ed aspettiamo.
Quando un nuovo oggetto simile alla 3I/ATLAS si presenterà, l’intercettore scatterà come una molla, gli si avvicinerà, mostrandoci l’aspetto di un oggetto di un altro Sistema Stellare. (Non sarà così facile e immediato, come ho scritto nel mio articolo, ma …) Sarà comunque un grandissimo passo avanti per le nostre conoscenze, grazie alla pronta utilizzazione dei telescopi più potenti al mondo, sia già in opera che di futura costruzione: ne vedremo davvero delle belle!
Cieli sereni!

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