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Il nostro volo nel Sistema Solare continua: sorpassiamo l’orbita della Terra per dirigerci verso i pianeti esterni: per primo troviamo Marte.

Marte, il pianeta rosso

Marte. Credits: HST

Siamo arrivati dunque a Marte (la Terra ovviamente la conosciamo già…) e parlando di questo pianeta subito si pensa alla fantascienza, ai Marziani…

Quanti ricordi: anni fa, in quasi tutti i romanzi di fantascienza e soprattutto nei film, laddove si parlava di ipotetici esseri extraterrestri, si menzionavano quasi sempre alieni venuti da questo pianeta. Forse la causa di tutto ciò è dovuta (involontariamente) alle osservazioni di un astronomo italiano, Giovanni Schiaparelli, il quale osservando Marte credette di vedere su di esso i famosissimi “canali di Marte”, una fitta rete di canali artificiali, che invece altro non erano che pure illusioni ottiche.

Di Marte si può dire che è il pianeta che “a torto” si avvicina di più alla Terra. Eh sì! “A torto” perché in realtà questo primato appartiene a Venere: sottolineo questo fatto perché mi è capitato invece di sentire in quiz televisivi domande tipo “qual è il pianeta del Sistema Solare che si avvicina di più alla Terra?” e soprattutto di sentire rispondere “Marte!“. Applausi scroscianti sottolineati dal presentatore “Bravissimo! Lei ha vinto 1000€!“. Invece no, non è vero! La risposta esatta è Venere!

Osservandolo al telescopio, Marte si presenta come un dischetto decisamente rosso, dove spicca la chiara calotta polare meridionale. Ha due satelliti molto piccoli (Phobos e Deimos), che godono di una notorietà letteraria in quanto erano stati già “scoperti” nel 1700 (o meglio, solamente ipotizzati) dallo scrittore Jonathan Swift nel suo celeberrimo “I viaggi di Gulliver”, mentre la loro scoperta vera e propria è avvenuta solo nel tardo ’800.

A differenza dei pianeti interni, se osserviamo giorno dopo giorno il moto di un pianeta esterno rispetto alle stelle circostanti, ci accorgiamo che sì, si sposta, ma lo fa in modo strano, specialmente in prossimità della cosiddetta opposizione, fenomeno avvenuto per Marte proprio negli ultimi giorni del 2007. Vediamo di chiarire il tutto con un disegno, dove ho rappresentato come circolari le orbite della Terra e di un pianeta esterno (ad esempio Marte) ed ho indicato con i punti A, B, , K, le posizioni occupate lungo l’orbita dai due pianeti nel corso del tempo (qualche mese).

Moto retrogrado di un pianeta esterno

Sopra: Moto retrogrado di un pianeta esterno

Sappiamo per la terza Legge di Keplero (che in soldoni dimostra che più un pianeta è distante dal Sole e più tempo impiega a compiere un’orbita) che il pianeta esterno orbita più lentamente della Terra. Succede allora che in A la Terra si trova “indietro” rispetto all’altro pianeta, ma col passare del tempo (B, C, D, E) ad un certo punto (F) lo raggiunge per poi “sorpassarlo” (punti G, H e successivi fino a K).

Se ora congiungiamo le varie posizioni della Terra (da A a K) con quelle corrispondenti del pianeta esterno e immaginiamo di prolungarle verso la sfera celeste per ottenere la proiezione del pianeta esterno tra le stelle, vedremo che nel corso dei mesi il pianeta si sposta tra le stelle lungo un percorso che contiene un “loop”, una specie di cappio, oppure una “S” allungata.

In particolare, proprio per l’effetto delle differenti velocità della Terra e del pianeta esterno, il moto apparente del pianeta tra le stelle è caratterizzato da diffenti situazioni che si succedono nel tempo:

  • dapprima il pianeta ha un moto diretto, quello più naturale (da A fino a D)
  • il pianeta sembra fermarsi (D) e si dice stazionario
  • il pianeta inizia a tornare indietro sui suoi passi (da D ad H) ed ha un moto retrogrado
  • nel corso di questo moto a ritroso, il pianeta arriva all’opposizione (F)
  • il moto del pianeta si arresta (H) ed è nuovamente stazionario
  • da questo punto in poi il pianeta riprende il suo moto diretto

Ricordo che questo tipo di movimenti non sono “fisici”, ma solo apparenti, visuali, dovuti a pure questioni prospettiche, a causa della geometria del moto dei pianeti che è nettamente più complessa di quella disegnata. Bisogna ricordare che i pianeti percorrono orbite ellittiche, per di più inclinate di un certo numero di gradi rispetto al piano orbitale della Terra.

L’opposizione (F) è dunque il momento in cui il pianeta si trova esattamente dall’altra parte dal sole rispetto alla Terra: si ha quindi un perfetto allineamento tra Sole, Terra e Pianeta.

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Classe 1955, è nato e vive a Roma, è laureato in Ingegneria Elettronica e lavora come sviluppatore software, ma avrebbe voluto laurearsi in Astronomia. Coltiva la passione per l’astronomia dal giorno dopo lo sbarco dell’uomo ... pagina autore

I 23 commenti di questo articolo sono in sola lettura poichè precedenti al nuovo restyling del portale. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nuova community!

  1. Grazie, Pierluigi, molto chiaro!
    a proposito di fantascienza: da qualche parte (che non mi ricordo dove) ho letto che i marziani siamo noi terrestri, scappati da Marte perchè il pianeta è diventato inospitale. che ne pensi? se fosse per caso vero, non impariamo mai, visto che, se andiamo avanti così, rederemo inospitale anche la Terra! e poi dove andremo?
    Ciao a tutti/e

  2. @paola
    Mi viene in mente un film di qualche anno fa (“Mission to Mars”) in cui uno degli astronauti alla fine entra dentro al presunto faccione (che in realtà è un’illusione ottica) della zona di Cydonia.
    Contattando gli alieni si scopre che erano stati loro, i marziani, a portare sulla terra la vita dato che Marte era stato colpito da un asteroide…
    Simpatica l’idea… Ma si tratta di fantascienza, no?
    @geggè
    Le opposizioni di Marte si hanno a distanza di 780 giorni (un po’ più di due anni), che è il periodo sinodico del pianeta: con tale termine infatti si definisce il lasso di tempo che intercorre tra due congiunzioni successive di un pianeta con la terra.
    Pierluigi

  3. @Giorgio
    mi dispiace non avere la fantasia necessaria per riuscire a vedere in quella macchia verde qualcosa di minimamente riconoscibile, tanto meno un omino.
    Qualsiasi oggetto, visto dall’alto o da un’angolazione inconsueta, può dare adito ad interpretazioni particolari da parte di chi vuole vedere qualcosa a tutti i costi.
    Tempo fa su Wikipedia mi sono imbattuto in questa innocua foto del Monte St.Helens (un vulcano nello stato di Washington), ripresa dalla Stazione Spaziale Internazionale (ISS).
    Ebbene le stesse persone ricche di fantasia di cui sopra (o forse a seguito di qualche bicchierino di troppo) in questa immagine hanno visto nientemeno che il viso dell’ex presidente americano Richard Nixon.
    Cosa aggiungere?

  4. Haha… si effettivamente non è molto chiaro dove e quale sia l’omino verde nella foto…però sai…mai dire mai…anche se probabilmente, come già scritto in altri post di altri articoli quasi sicuramente la vita non è da cercare all’interno del nostro sistema solare, e anche se ci fosse non è detto che sia in grado di vederci :sad:

    Saluti!
    Giorgio.

  5. @Pierluigi
    Io la faccia di Nixon proprio non riesco a vederla nella foto… :???: Ihihihihihi, scherzi a parte, concordo con te sul fatto che qualsiasi oggetto può essere visto in milioni di modi da chi vuole vedere qualcosa…
    Buone osservazioni a tutti.
    Ciao

  6. Urca, è vero!Nella foto si nota il profilo del viso di Nixon…
    Certo che ne hanno di fantasia^^