Teoricamente potrebbero esistere buchi neri di ogni dimensione nell’Universo attuale. Potrebbero essere talmente tanti da rappresentare da soli la materia oscura che tanto si sta cercando di individuare. Un modello sofisticato della Princeton University permette di riconoscere i loro effetti durante l’attraversamento di una stella.
Subito dopo il Big Bang la densità della materia era talmente alta che leggerissime irregolarità nella distribuzione avrebbero potuto creare nuclei densissimi, ossia buchi neri di qualsiasi dimensione. Essi vengono chiamati buchi neri primordiali. Mentre i più piccoli sarebbero già evaporati seguendo la teoria della radiazione di Hawking (prima o poi ne parleremo) e i più grandi dovrebbero aver partecipato alla costruzione dei nuclei galattici, quelli di dimensioni intermedie potrebbero ancora esistere negli aloni galattici e anche “a zonzo” tra le stelle.
Essi avrebbero esattamente le caratteristiche della materia oscura: dotati di campo gravitazionale, non emetterebbero in nessuna lunghezza d’onda elettromagnetica. Spesso si è parlato di loro in modo quasi fantascientifico. Un paio di esempi. L’oggetto della Tunguska, che ha distrutto un territorio vastissimo, ma di cui non si è trovata traccia al suolo, avrebbe potuto essere un mini buco nero di questo tipo. La Terra avrebbe al suo interno uno di questi oggetti e la sua massa è quella che farebbe pensare a un nucleo di Ferro e Nichel, in verità inesistente.
Torniamo alla realtà, anche se ai suoi limiti di comprensione. Ammettiamo, per un momento, che ne esistano ancora moltissimi e che essi abbiano contatti frequenti con le stelle, quali sarebbero gli effetti? Potremmo individuarli? In realtà sarebbe molto difficile, dato che essi potrebbero attraversarle tranquillamente senza causare danni visibili. Ecco allora il programma studiato dai ricercatori della Princeton e della New York University. Essi hanno simulato perfettamente cosa sarebbe visibile durante questo fenomeno che potrebbe essere estremamente comune nella nostra galassia. Ormai siamo in grado di vedere moltissime stelle e studiare la loro atmosfera. Perché trascurare questa possibilità, anche se estremamente teorica?
Le vibrazioni interne alla stella durante il passaggio del mini buco nero (pallino bianco). I colori rappresentano l’intensità delle vibrazioni.
I risultati sono incoraggianti. Gli effetti dei piccoli buchi neri sarebbero delle increspature osservabili sulle superfici stellari, con onde che si propagano come se buttassimo un sassolino nell’acqua. Meglio che le parole è interessante vedere un video che rappresenta questo strana interazione, simulando un buco nero che attraversa centralmente il Sole. Si considera un oggetto della massa di un asteroide medio.
Buon divertimento e speriamo che prima o poi si veda qualcosa del genere (o magari sia già stato visto e non collegato a questo fatto).
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23 Commenti a “Buchi neri primordiali e materia oscura”
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caro Mario,
mi spiego meglio. Inglobare materia e aggregare materia non sono concetti molto diversi per i buchi neri. All’inizio la grande densità poteva permettere che in particolari condizioni (il tutto non era isotropo completamente) essa superasse in certi punti il valore limite e si creassero buchi neri, indipendentemente dalle dimensioni. Essi però sono rimasti tali, perchè per evaporare seguendo la teoria di Hawkins ci vuole un tempo lunghissimo (oltre una certa massa). Non è che la Terra si sia aggregata attorno a un buco nero primordiale, ma che questo sia entrato e si sia fermato al suo interno. Date le dimensioni ridotte e la massa molto piccola questi fenomeni di compenetrazione non causano effetti catastrofici (come si vede dalle simulazioni dell’articolo). Ovviamente, nessuno crede veramente che la Terra abbia al suo centro un buco nero (è un gioco teorico), mentre l’esistenza di buchi neri primordiali potrebbe essere probabile e legata alla materia oscura. Spero di essere stato più chiaro…
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Buongiorno.
Praticamente la terra potrebbe essere “posseduta”. Adesso capisco la causa della crisi mondiale…
Vincenzo
Scherzi a parte: articolo affascinante come sempre.
Si certo Enzo hai ragione e ti sei spiegato bene. Il mio era solo un entusiasmo un po’…infantile per le intriganti notizie. Ovviamente è tutto da dimostrare e forse la fantasia dell’ipotesi è veramente ampia, hai ragione sicuramente.
Speriamo solo che questa materia oscura lo diventi sempre meno e che la strada dei buchi neri primordiali ce la “illumini” un po’.
Non ricordo al momento dove ma leggevo che qualcuno stà mettendo in dubbio l’esistenza di materia oscura spiegando in altro modo la massa mancante.
Ne sai qualcosa?
Caro Enzo, vacci piano quando dici che nessuno crede veramente che la Terra abbia al suo centro un buco nero…
( lo dico perché qualche anno fa sono stato ad una conferenza ufologica…).
Comunque, scherzi a parte, tempo fa ho finito di scrivere un romanzo di fantascienza la cui dinamica era basata sull’esistenza di questi mini buchi neri. Naturalmente è stato usato dall’editore come “Carta Foxy”… ![]()
caro Andrea,
vorresti dire che non sei riuscito a pubblicarlo? In tal caso, ti consiglio vivamente di mandarlo alla Arduino Sacco Editore di Roma (pagina web con istruzioni per gli autori), che ha pubblicato i miei libri. Non chiedono una lira, ma -ovviamente- non danno neanche una lira. Comunque, per soddisfazione personale di vedere il proprio lavoro stampato e comprabile, è l’ideale. L’indirizzo è:
http://www.arduinosacco.it/
E’ una casa piccola, ma veramente appassionata… Facci un pensiero!
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Scusate, ma non comprendo come un buco nero possa attraversare una stella, lasciandola indenne. Il buco nero, semmai, dovrebbe “ingoiarla”, considerato il suo enorme campo gravitazionale. Questo, diverso comportamento dipende forse dal fatto che si sta parlando di buchi neri di materia oscura? Ma se è così, come mai succede?
Grazie anticipatamente per la risposta e complimenti per questo bellissimo sito, che visito quotidianamente ormai da molto tempo, anche se raramente ho partecipato a discussioni.
Ciao a tutti!
Caro enzo hai udito la notizia che un esperimento tra il Cern e il Laboratorio di fisica del Gran sasso sono riusciti a far viaggiare un neutrino più veloce della luce? ho aspettato un pò per sapere se la notizia era confermata,adesso caro Enzo mi fai un articoletto su questo,e sulle conseguenze che comporta x l’astrofisica moderna!
Il venir meno della relatività e uno
e adesso come la mettiamo?
A mio avviso stiamo diventanto troppo potenti (antimateria,adesso anche il poter viaggiare nel tempo non e più fantascienza) come faremo a gestire un simile potere? ![]()
Ciao e ti prego illuminaci su questo! ![]()
caro Gian Paolo,
qui stiamo parlano di buchi neri piccoli, ossia con masse dell’ordine di quelle degli asteroidi. Anche se al loro interno la gravità è tale che niente può uscirne, hanno all’esterno un campo gravitazionale non diverso da quello di un asteroide e quindi i “danni” sono estremamente localizzati. Per le stelle nessun problema, per la Terra sicuramente il passaggio provocherebbe effetti ben visibili… ma, infatti, ho detto che è fantascienza. A parte che il tutto fosse avvenuto in tempi passati di cui non abbiamo ricordi tangibili…
caro Raffaele,
sto volutamente aspettando a dare la notizia, in modo che si spengano le brevi luci dei media… Ho letto la versione integrale della presentazione fatta dai ricercatori del Gran Sasso. Forse loro sono più stupiti di noi… e altrettanto dubbiosi. La realtà è che tutti i tentativi fatti per spiegare il risultato attraverso errori strumentali o di misura non riescono a farlo cambiare. Tuttavia, va tenuto presente che mentre per il tempo trascorso tra l’invio e la ricezione si può essere sicuri al di fuori di ogni dubbio (almeno così dovrebbe essere), più difficile è la sicurezza sullo spazio percorso. Tra CERN e Gran Sasso ci sono 730 km e la distanza necessaria per superare la velocità della luce di poche parti su un milione è di circa 20 cm. Siamo veramente sicuri che la misura sia esatta fino a tal punto? Vi possono essere effetti vari (gravità locale, errori sistematici di apparecchiature, ecc.) che influenzino di quello che basta la distanza calcolata. Gli stessi ricercatori dicono che niente si può concludere prima che l’esperimento non venga fatto in altri luoghi e con altre apparecchiature, dando lo stesso identico risultato. Proprio per questo si sono decisi a divulgare la notizia che avrebbero voluto ancora tenere segreta proprio per effettuare altre prove e altri tentativi per spiegare il risultato. Personalmente, posso dire che è molto strano che l’Universo con le sue energie in gioco, superiori a quelle ottenibili al CERN, non ci abbia mai mostrato effetti simili… Tuttavia, mai dire mai nell’Universo…
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Forse non ho capito bene, alcuni di questi buchi neri primordiali invece di inglobare materia potrebbero essere stati degli “aggreganti” di materia e quindi essere al centro di un pianeta , Terra compresa? Fantastico, sconvolgente. Viviamo su di un buco nero? Spaziale !!!