Un’immagine fantastica

50 ore di esposizione del WFI dell’ESO ci hanno regalato una magnifica immagine di una galassia vicina di casa, la NGC 300.

NGC 300

NGC 300 – ingrandisci

L’immagine ripresa a La Silla è veramente stupenda. La galassia, visibile anche con un binocolo nell’emisfero Sud, si trova nel gruppo galattico dello Scultore e dista da noi “soltanto” sei milioni di anni luce. E’ simile alla nostra Via Lattea e nel cielo copre uno spazio uguale ai due terzi della Luna Piena. NGC 300 ha una caratteristica quasi unica: quella di essere una galassia normale, senza strani fenomeni o oggetti difficili da spiegare. Ciò la rende un esempio magnifico per lo studio dettagliato della struttura e della popolazione di una tipica galassia a spirale simile alla nostra.

L’immagine finale deriva dall’assemblaggio di molte immagini prese con filtri diversi. Il tempo totale di esposizione è risultato essere di circa 50 ore. Si sono utilizzate molte notti osservative che hanno coperto un intervallo di tempo di parecchi anni. Lo scopo principale di questa campagna osservativa era di fare un censimento accuratissimo delle stelle di una galassia, contando sia il numero sia la varietà degli astri e segnando le regioni o le stelle singole che meritavano studi più approfonditi. Tuttavia, la straordinaria chiarezza dei dettagli permetterà sicuramente di svolgere moltissimi altri studi. Ad esempio, osservando la galassia con filtri che isolino la luce proveniente dall’idrogeno e dall’ossigeno (vedi figura), le regioni di formazione stellare si individuano benissimo come nuvole rosse e viola. Di seguito viene anche mostrato un filmato che vi farà fare una piccola escursione attraverso la galassia e i suoi abitanti.

NGC 300 ospita anche molti oggetti veramente interessanti. Da poco, infatti, al suo interno si è scoperto uno dei più massicci buchi neri stellari, compagno di una stella Wolf-Rayet. Ricordiamo inoltre che questa galassia sta lentamente girando attorno e avvicinandosi ad una sorella, la NGC 55. Questo moto altro non è che l’inizio di un lungo e lento processo di fusione galattica.

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8 Commenti

  1. E’ un immagine fantastica e interessante. L’osservazione di oggetti prevalentemente di colore rosso, sia pure tramite filtri, sembrerebbero da attribuire a stelle giganti rosse, in rapida evoluzione. La diffusione in grappoli dal centro alla periferia della galassia potrebbe essere dovuta a qualche fatto interessante. Quale causa può determinare la presenza contemporanea di stelle giganti rosse? Forse le onde gravitazionali, che si diffondono dal centro alla periferia in grado di addensare la materia, sono le responsabili di questi eventi?

  2. Bellissima!!!
    Chissà se è possibile ricavare una simulazione computerizzata in 3D….

  3. @Franco Rubino,
    ci saranno anche giganti, ma il filtro più che altro esalta la presenza di idrogeno e ossigeno. Non è valida la connessione colore rosso–giganti rosse. I grappoli sono proprio le zone di formazione stellare, come i nostri ammassi aperti. Verso l’esterno si vedono anche ammassi globulari. Il tutto molto simile a quello che capita da noi. L’esplosione di supernove innesca la concentrazione di materia e la nascita di nuove stelle. Non vi è bisogno di onde gravitazionali…

  4. A Davide, non discuto sulla presenza di ammassi aperti e di ammassi globulari, questi ultimi sono stati scoperti anche nel centro della nostra galassia, come credo che tu sappia. Sono pienamente in accordo con la teoria delle supernove che immettono con l’esplosione, nello spazio elementi pesanti e innescano la la concentrazione di materia. E’ la presenza dei grappoli si giganti rosse contemporaneamente diffuse dal centro alla periferia che deve sottendere a qualche altra causa. Per tale motivo ho supposto l’idea delle onde gravitazionali.
    Ben vengano altre ipotesi.
    Franco Rubino