Un altro libro divulgativo di Astronomia? Probabilmente sì…

Vi sono tantissimi libri che parlano di Astronomia. Di tutti i livelli. Ma, spesso, non riescono a trasmettere l’emozione e lo stupore continuo che l’Universo dovrebbe sollevare in ciascuno di noi. E allora mi sono quasi deciso a … scendere in campo.

Più di una volta alcuni di voi hanno cercato di spronarmi a scrivere un libro divulgativo di Astronomia. Ho sempre declinato l’invito, pensando che ce ne fossero già troppi, scritti da persone più abili e preparate. Tuttavia, mi sono accorto, parlando anche con insegnanti e appassionati, che spesso e volentieri i testi in commercio sono un po’ troppo “rigidi” e schematici, dando poco spazio alla commozione e alla condivisione delle meraviglie del Cielo.

Un altro libro divulgativo di Astronomia?

Con l’inizio del nuovo anno, mi sono deciso ad accettare questa nuova sfida, sperando di esserne all’$altezza$. Ciò che vorrei fare è, però, qualcosa di poco accademico e veramente alla portata di tutti, grandi e piccoli (diciamo dalla scuola media in su). Affronterò tutti i principali argomenti cercando di semplificarli al massimo, a costo di commettere piccoli errori veniali (inserirò un avviso quando questo succederà). Per rendere più divertente e coinvolgente la lettura, ho pensato di far parlare in prima persona i vari personaggi, siano loro meteoriti, asteroidi, comete, pianeti, stelle, galassie o anche fotoni e neutrini. Qualcosa di simile a quanto mirabilmente fatto da Francesca Diodati con il suo protone simpaticissimo.

I vari argomenti saranno legati tra loro in modo da ottenere un discorso unitario e una conoscenza approssimativa del nostro Universo e dei suoi meccanismi vitali, sufficiente a una prima infarinatura. Sarà poi più facile, per chi si sia veramente appassionato, andare a cercare in altri luoghi (ma anche, ovviamente, sul sito più bello dell’Universo…) gli approfondimenti via via più specifici.

Insieme a Stefano penseremo a come rendere accessibile il libro sia nella sua veste “normale” su carta, sia per via informatica. Dovremo sentire a riguardo la casa Editrice. Vorrei, infatti, che non fosse solo un “mio” libro, ma il libro di tutta Astronomia.com.

Che ne pensate?

Se mi date il via, inizierò il mio nuovo, piacevole, compito. Non so quando riuscirò a completarlo, ma spero di riuscirci prima della … fine del mondo!!

I commenti di questo post sono in sola lettura poichè precedenti al restyling del 2012. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nostra community. Ti aspettiamo! : )

35 Commenti

  1. Dai Enzo… scendi in campo!!!
    La struttura del libro che ci hai presentato mi sembra molto intrigante ed interessante. Sarà sicuramente un bel (astronomico) lavoro!!!

  2. Mi sono avvicinato all’ Astronomia dopo un crociera con una piccola barchetta(4,80 m) per le isole dell’Adriatico. Avevo una bussola illuminata con del materiale fluorescente che dopo un’ora di buio si e` oscurata. Ho subito cercato il faro della Gagliola (quella in cui si e` arenato Nazario Sauro) e non ci sono stati problemi fino a dopo averla doppiata. Ogni tanto davo un’ occhiata alla stella Polare che doveva essere alla sinistra della barca. Per circa 4 o 5 miglia marine prima e dopo lo scoglio, l’ho trasurata e quando mi sono messo a cercare il faro sul promontorio settentrionale dell’isola di Unie, non riuscivo a trovarlo. Ho dato un’occhiata per vedere la Polare e ho trovato un cielo completamente sconosciuto. Ho cercato un po in giro e l’ho trovata dietro la barca. Senza accorgermi ho virato di 90 gradi verso il mare aperto. Cosi`, al ritorno, ho deciso di trovare qualche libro che mi dia un’idea di cosa si vede a occhio nudo alzando il naso al cielo. Ne sono rimasto affascinato. Cosi` da quando ho trovato astronomia.com leggo regolarmente tutto cio` che si pubblica.
    Percio` Enzo coraggio vai avanti e aspettero` con impazienza il libro.

  3. ciao a tutti, buon 2012 (mancano poco più di 350 giorni alla fine del mondo :mrgreen: :mrgreen: ) riuscirai per quella data enzo? :mrgreen: :mrgreen: :mrgreen:
    magari il 21 dicembre brinderemo :mrgreen:.
    a parte gli scherzi mi sembra una buonissima idea. almeno vediamo se cosi le generazioni attuali si interessano a questi argomenti. ora non fanno che riderti in faccia quando spari qualcosa di semplice tipo: “vedi quel puntino luminoso e venere ma non è una stella, è un pianeta.

    p.s.
    mi scuso per l’assenza. è da una vita che non scrivo qui ma ho avuto molto da fare tra università e altro :mrgreen:

  4. Idea grandiosa!!! Naturalmente, se vuoi, Teo sarà orgoglioso di far parte dei personaggi del libro!!! E se lo ritieni possibile/utile, collaborerei più che volentieri all’iniziativa in qualunque modo pensi opportuno!!!
    Grazie 🙂

  5. Perchè far parlare i personaggi in prima persona per rendere più coinvolgente la lettura?
    Scusa ma ad esempio a me questo tipo di espressione dà proprio fastidio. Credo che si possa rendere un testo coinvolgente e semplice anche senza ricorrere a questi metodi.

    Ad esempio ci tengo a citare il libro “Il buio oltre le stelle” che è scritto veramente bene. E’ semplice e talmente coinvolgente che proprio ieri sera ne ho cominciato la seconda rilettura.

    Per cortesia non mettere la prima persona, con un piccolo sforzo penso che si possa lo stesso spiegare bene le cose come sempre dimostrate di saper fare su questo sito.

    E poi con queste forme di scrittura alla fine si rischia l’effetto contrario e cito il libro ‘Vite in fermento’ dove nel tentativo di rendere la spiegazione simpatica alla fine diventa stucchevole.

    Spero che ci ripensi.

    Imho 😉

  6. Grandissima iniziativa Enzo , attendiamo fiduciosi e curiosi come sempre siamo in questo sito.
    Sarà un libro bellissimo di sicuro, sarà la…fine del Mondo.
    2012 l’anno di Vincenzo Zappalà, altro che divulgatori da strapazzo come Mister Giac.

  7. Ho letto il rispettabilissimo commento di Voiager e mi permetto di aggiungere un ulteriore commento.
    Dissento sullo stucchevole, basta saper inserire nel giusto modo i personaggi e farli parlare in modo scorrevole, collloquiale e penso che Enzo ci possa riuscire abbastanza bene.
    Poi, se vogliamo far avvicinare anche i giovanissimi , magari delle medie, parlando adf esempio con mia figlia (prima media) mi è sembrata interessata ad avvicinarsi, appunto in modo simpatico e colloquiale, ad una seria materia quale è questa, appunto seria e non seriosa (che fa’ rima con noiosa).
    Scusate se sono stato noioso io.

  8. caro voyager,
    sicuramente è questione di gusti… non vedo però cosa cambi? Io non penso proprio che si debba mantenere quella veste di “superiorità” alla Scienza. Per i più giovani può essere un modo stimolante. Per gli altri non vedo differenza se i concetti sono gli stessi. Lo stucchevole può essere solo dovuto al mio imperfetto modo di scrivere e divulgare, non certo alla prima, seconda o terza persona. Vorrei che spiegassi meglio le tue motivazioni, a parte la mia capacità intrinseca, che è chiaramente limitata. Magari mi aiuteresti a capire e fare meglio… Attendo… 😉

    a tutti gli altri e a Franceschina, in particolare: grazie e attendo aiuti e consigli… 😛

  9. ops… ancora per Voyager…
    scusa, mi era scappata una critica: tu dici che ho fatto parlare in prima persona…No. Ho solo “personificato” una cellula e ciò che la circondava. E’ cosa ben diversa, direi… Se è questo il modo che non ti piace, allora non posso prenderlo in considerazione. Io vedo negli oggetti celesti e non solo, delle entità che sanno trasmettere emozioni e che quindi NON riesco a non considerare vive. Trattarle con argomentazioni distaccate, anche se semplici, è cosa fatta da molti e anche benissimo. Io cerco l’emozione oltre che la descrizione rigorosa e fredda. L’ho appena fatto per una storia del vino che ha entusiasmato una regista per il taglio diverso dal solito e immediato e che ora sta portando l’idea in scena… E’ questione di approccio con la Natura: tutto lì. Me ne farò una ragione…non sarai tra i miei lettori o più semplicemente tra chi vede lampi di vita ovunque…. Scelta e considerazioni giustissime. E, come hai detto, vi sono già libri perfetti per scopi diversi dal mio.
    proprio per questo non lo imporrò a chiunque, ma lo farò separatamente… 😛

  10. caro Enzo,
    complimenti per l’iniziativa, appoggio in pieno la Tua idea di rendere gli oggetti dei “soggetti”, l’argomento diventa molto più “intrigante” in particolare per i più giovani e i neofiti in genere che conoscono poche cose dell’Astronomia.
    Grazie in anticipo per quello che ci proporrai; magari ci fossero più scienziati disponibili a mettersi in “gioco” come fai Tu per divulgare questa materia meravigliosa.
    Marino.

  11. Sono in perfetta sintonia con Enzo. Inoltre, poiché l’essere umano è composto della stessa materia che compone i corpi celesti (e non materia analoga, ma proprio la stessa, cucinata nelle stelle, e in ultima analisi tutta esistente a stretto contatto nei primi istanti dopo il Big Bang!!) non dobbiamo sentirci così diversi da tutto ciò che ci circonda. Il fatto che un protone non possa parlare non significa che non abbia nulla da dire. E il punto di vista di un buco nero non può essere spiegato meglio da altri che dal buco nero stesso!
    Poi naturalmente i gusti son gusti. E sui gusti non si discute. Nessuno cerca di convincere qualcuno ad apprezzare un determinato genere letterario, o divulgativo. Io condivido l’entusiasmo per questo approccio perché mi sembra un modo divertente di rendere la scienza più vicina a tutti. Troppo spesso l’astronomia viene percepita come qualcosa che solo pochi cervelloni possono comprendere. Ci sono vari livelli di avvicinamento alla scienza e di comprensione. I libri descrittivi in terza persona abbondano, e per fortuna tutti ne abbiamo letti parecchi. Un modo un po’ più creativo di presentare le meraviglie dell’universo non può far male (per usare un eufemismo).
    Io sono pronta, Enzo!! 😎 💡

  12. Mi spiego ma soprattutto ci tengo a ridimensionare il termine ‘stucchevole’ che ho utilizzato in quanto sinonimo di nauseabondo e non era mia vera intenzione essere così drastico.

    Vi parlo da persona non troppo colta (terza media + 2 anni di scientifico) con intelligenza nella media e quindi con qualche difficoltà a capire le cose più complesse. Da piccolo non leggevo i giornalini come i miei amici ma bensì trovavo interesse per le enciclopedie specialmente per quel bel volume intitolato “L’elettricità e la materia”.
    Per tutta la vita ho continuato a leggere sempre per cercare di capire perchè non mi basta di sentire al telegiornale che a Ginevra sbuca una nuova particella ma voglio saperne di più.

    Ecco, da quando avevo 7/8 anni a ora che ne ho 44, leggendo ho sempre apprezzato le spiegazioni semplici ma senza tanti fronzoli in quanto le ritengo maggiormente assimilabili.

    Ad esempio la storia del protone presente in questo sito è sicuramente stato un lavoro ben fatto dall’autrice, tanto di cappello, però tutta la costruzione in prima persona per renderlo simpatico mi distrae, mi obbliga a rileggere più volte per capire, devo fare uno sforzo in più per separare le parole usate per costruire il personaggio da quelle che spiegano il concetto.

    Alla fine potrei dire che diventa più complicato e questo mi infastidisce.
    Così succede che inizio bene ma dopo un po’ perdo la concentrazione e non seguo più con entusiasmo ed alla fine leggo velocemente e in modo sommario perdipiù con il dispiacere di vanificare l’intento dell’autore che probabilmente con quel sistema ci teneva a farmi capire tutto.

    Ecco perchè ho ritenuto di intervenire quando ho letto di questa tua intenzione, proprio perchè ritengo che l’aggiunta di una simile costruzione non sia la strada giusta per la semplicità di comprensione come anche ritengo che non ne hanno bisogno i giovanissimi e qui non parlo da sprovveduto ma da padre che ha sempre dialogato con i figli su questioni fisiche,chimiche,informatiche etc. con una bella e grande lavagna magnetica piazzata in cucina.
    Ci siamo sempre divertiti ed il bello è che adesso che fanno l’università la usano loro per spiegare le cose a me 😀

    Spero di essere stato chiaro, naturalmente ho esposto solo un personale e sincero parere che non pretende in nessun modo di essere assolutista.

  13. @Enzo
    Penso che nessuno possa vere dubbi sulla tua capacità espositiva!!! Sarà un cappolavoro. Vorrei poter viaggiare nel tempo per andare nel futuro e leggerlo subito!! 😆

  14. cara Francesca,
    hai espresso perfettamente il mio modo di vedere e intendere. Un bacione!!! 😛 a te e un grazie a Marino!!!

    Poi, ovviamente, bisogna vedere se ci riuscirò…. 🙄

  15. Grazie Enzo!!!
    Ps. Ho scritto il commento sulla tua capacità espositiva prima di leggere il tuo!!!

  16. @enzo

    risposta al tuo secondo post per me:

    si mi è chiaro che per il lievito hai creato una personificazione la quale è diverso da un racconto in prima persona, ma il mio discorso era in generale, ossia che è proprio questo tipo di costruzioni che mi complicano la comprensione.

    Naturalmente rimarrò tra i tuoi lettori in quanto scrivi cose interessanti, ma rimarrò sempre speranzoso che un giorno vicino alla tua divulgazione emozionale troverai anche il posto per trasmettere i concetti nella semplicità.

    Capisco l’entusiasmo che hai nell’affrontare in un certo modo il tuo divulgare, lo si percepisce proprio nel modo in cui scrivi, però mi tornano sempre alla mente le parole di uno scrittore/filosofo delle mie parti (tale mauro corona) che una volta ha detto che il segreto della vita non è aggiungere ma togliere.

    Forse un giorno riuscirai a trasmettere ugualmente le emozioni nell’estetica della semplicità nel frattempo non preoccuparti troppo delle mie impressioni e continua a pure ad emozionarci come sai già fare. 🙂

  17. caro Voigaer,
    adesso comprendo meglio il tuo disappunto. Però continuo a non capire del tutto perchè una spiegazione “parlata” debba distrarre. In fondo quando parli di ciò che fai e vorresti fare, quando esprimi le tue azioni agli altri, lo fai in prima persona e non in terza… E penso che in tal modo tu possa esprimere meglio la tua emozione, la tua gioia o la tua rabbia. Perchè non permettiamo agli oggetti celesti di fare lo stesso? L’importante è che non ci distraggano con racconti o situazioni che niente hanno a che fare con la loro esistenza effettiva. Forse dovresti sentire le loro parole, come fai con gli amici o i figli che ti parlano insieme esprimendo i loro dubbi, le loro speranze, i loro interrogativi. Ti assicuro che la bellezza dell’Universo va oltre alla semplice comprensione, ma deve attivare sensazioni più complesse e personali.
    Sono d’accordo con te, quando dici che in Vite in Fermento ho inserito brani emozionali senza che ce ne fosse effettivo bisogno. Tuttavia, avevo una motivazione riguardo a quella scelta: cercare di far comprendere non solo l’azione rigorosa e meravigliosa della cellula, ma anche usarla per aprire le menti verso l’ammirazione delle reazioni chimiche come miracolo della natura, assimilabili con le emozioni umane.
    Ti prometto che cercherò di rimanere legato all’essenziale, senza condirlo con appendici moraleggianti e dispersive. In questo caso penso che non ce ne sia bisogna, dato che chi lo leggerà ha già di per sè forte amore per l’Universo.
    Cerchiamo di venire a un compromesso… 😉 In qualche modo, capisco la tua obiezione e ne farò tesoro…

  18. caro Voiager,
    in risposta al tuo secondo commento, devo dire che le cose si chiariscono sempre meglio. Io la penso all’opposto del tuo amico filosofo. Per me “vita” è aggiungere sempre qualcosa, basta che non sia artificiosa e inutile. Scusa, ma la vita reale ce lo insegna: la prima cellula è riuscita a diventare cervello aggiungendo e non certo togliendo… E lo stesso hanno fatto le creature celesti: dalle particelle elementari alle enormi galassie…

  19. a mio modo di vedere, il personaggio fantasioso che parla è un’ottima soluzione.
    l’importante che dica concetti semplici perchè altrimenti invece che avvicinarli i giovani, li allontana.

    io proporrei un altra cosa invece
    perchè non fare astronomia a fumetti?
    io ho “l’evoluzione a fumetti”..oh anche uno come me un pò grandicello ancora li legge :mrgreen:
    è meno fattibile forse ma sarebbe bello

  20. caro peppe,
    mamma mia! In questo caso tendo a concordare con voiager… per fare fumetti devi rendere ultra-personalizzati gli oggetti celesti…se no le immagini sarebbero sempre uguali o quasi… in ogni modo, pubblicare un fumetto è moooolto difficile! Io ho già nel cassetto una storia di esplorazione della galassia di andromeda per cercare pianeti in cui si coltivi l’uva e si produca vino… Penso anche che sia divertente e che possa interessare… Volevo trasformarlo in fumetti, ma…. ci vuole il disegnatore che lo faccia gratis e poi pubblicare a colori è molto costoso e non lo farebbero certo gratis come la Arduino Sacco… Però, però…. mi hai dato un’idea!!!

    Se tra i lettori ci fosse un bravo disegnatore, con tempo a disposizione e senza mire “danarose” si faccia avanti: gli spedirei il manoscritto di corsa!!!!

  21. @enzo

    la filosofia del togliere era dedicata allo stile di vita umano, invece per l’evolversi dell’universo concordo con te che l’aggiungere ha portato i suoi frutti.

    Comunque ti ringrazio, sei veramente comprensivo a propormi un accordo, anche se non servirebbe, però magari anche questo porterà i suoi frutti.

    Ho desiderato solo esprimere il mio disappunto in modo costruttivo e sono lieto per il modo pacato con cui hai risposto. So che le critiche a volte creano un po’ di tensione e temevo che ciò potesse accadere. Però volevo proprio dirlo pur applaudendo come tutti gli altri il tuo lavoro.

    E ti assicuro che in Vite in Fermento ho colto pienamente con quanta energia volevi trasmettere il fascino delle reazioni chimiche.

  22. Io invece sono d’accordo con Voiager: innanzi tutto concordo che nella vita bisogna saper togliere anziché aggiungere, nel senso che dobbiamo imparare a fare a meno dell’inutile, dei fronzoli e amenità varie.

    Far parlare gli astri in prima persona può essere un’idea divertente (non certo originale), ma farlo per 100 o 200 pagine può davvero diventare quantomeno disorientante (e per alcuni anche un pò noiosa). In fondo perchè un altro libro di astronomia? Per annoiare il lettore con cose che già sa oppure per spiegargliele meglio?

    Anche io a 44 anni (livello di studi: master post-laurea) e astrofilo dall’infanzia a volte ritengo assolutamente inutili certi libri di astronomia che in realtà dicono tutti le stesse cose ed in maniera pressochè identica.

    Ad es., con tutto il rispetto per la Hack, ma i suoi libri non sono poi così chiari per i bambini (io li faccio leggere nelle scuole): la Hack si esprime in modo solo apparentemente semplice, ma quando dice ad es. che i pianeti sono tenuti dalla gravità solare, non spiega esaurientemente il concetto di gravità.

    Forse un nuovo libro di astronomia non deve essere un altro libro di nozioni astronomiche ma trasmettere la passione con un linguaggio scorrevole e pieno di esempi, anche per i più duri di comprendonio.
    Un pò alla Piero Angela insomma: quanto sarebbe bello se la cosmologia fosse spiegata alla Quark maniera vero?

    Grazie e auguri.

  23. figurati Vojager! 😀
    le critiche sono sempre costruttive e aggiungono sempre qualcosa (anche in questo caso, come vedi, preferisco aggiungere 😉 ). L’importante è che siano sincere e non costruite per nuocere e basta. Le tue erano chiaramente di questo tipo e sono state più che ben accette. Proprio per questo ti ho chiesto di spiegarmi meglio il tuo “fastidio”, in modo da capire il problema e vedere se è possibile fare qualcosa che vada bene a tutti.
    Come dice bene Francesca (mi sembra) nessuno nasce “imparato” e chiunque (anche un premio Nobel, ma qui non è il caso) ha sempre da imparare qualcosa. Io sicuramente per primo. Se qualcuno non riesce a capire ciò che cerco di dire è sempre e soltanto colpa mia e devo migliorare (se ci riesco). L’Universo è quello che è ed esiste con le sue leggi semplicissime. La colpa non è certo sua se non lo capiamo, ma solo della nostra limitatezza, sia nel comprendere, ma anche e soprattutto nello spiegare. Resta però importante e fondamentale avere alla fine la reazione dei bambini e dire:” Ooooh che bello!” Mi piace meno sentire dire soltanto “interessante”. Ma questo lo hai perfettamente capito e ti ringrazio! 😛

  24. un off topic riguardo al primo post che ho mandato stamattina sul 21 dicembre 2012…
    un mio amico ha registrato la puntata di voyager su cui si spiega che il mondo non finirà…cioè si sono contraddetti..come dire che l’informazione è usata per l’audience

  25. comunque ritornando ai fumetti…l’avevo detto anch’io che sono una bella impresa ma rendere una galassia un disegno non dovrebbe essere molto arduo attraverso un buon programmino di fotoritocco :mrgreen:

    ma magari è solo un sogno ma chissà…almeno sognare non costa nulla

  26. @Gianni
    come dici giustamente tu, esistono tanti libri di astronomia e “dicono tutti le stesse cose ed in maniera pressochè identica”. Perché allora non provare con una forma narrativa un po’ diversa, forse non originale, ma pur sempre meno frequente del classico testo di scienza divulgativa? Tu desideri un libro in grado di “trasmettere la passione con un linguaggio scorrevole e pieno
    di esempi”. A me sembra che facendo parlare i protagonisti dell’universo, l’intento sia proprio questo. Come mai pensi che la prima persona non possa ottenere questi effetti?

    Certo questa discussione è utilissima perché ogni spunto è prezioso, tuttavia ovviamente non saremo mai tutti d’accordo su tutto (e meno male, altrimenti che noia!) 🙂 😉 .

  27. @Francesca
    Innanzi tutto piacere di fare la tua conoscenza.
    Ti spiego subito perchè parlare in prima persona può disorientare: facciamo il caso che a parlare sia la Luna; “Io Luna nacqui tanti anni fa nel bel mezzo di un caos di scontri rocciosi a più non posso, tanto che oggi praticamente la maggior parte delle pietre mi è caduta addosso lasciandomi le cicatrici che vedi col tuo telescopietto” [se vi piace la frase reclamo il copyright oppure chiamatemi per la vena poetica delle narrazioni del testo che ve la curo io… 🙂 ].
    Fin qui è bello e divertente: ma come vai a spiegare poi i concetti di orbita, di gravità, di maree, di campo magnetico, e meglio ancora di effetti reletivistici in prossimità dei buchi neri, di spettro, radiazione cosmica di fondo, fusione nucleare nelle stelle, ed altri concetti che ora non mi sovvengono in mente?
    Bisognerà per forza tralasciare la prima persona per addentrarsi nelle spiegazioni. In campo scientifico è inevitabile: DEVI SPIEGARE BENE sapendo fare divulgazione. non hai altra scelta!

  28. caro Gianni,
    per quale motivo dici che la Luna non può spiegare l’orbita? o lo spettro della luce? Basta che sia lei a introdurre i concetti … No, mi sa che ci sia un malinteso . Non ho detto che la Luna racconti la SUA storia, ma anche cose che la riguardino, come l’orbita, la marea, ecc., ecc.
    Oltretutto, scusami, ma non userei mai il tipo di linguaggio che usi tu. Dici parole senza veri concetti. Non dici, per esempio, da dove vengono le rocce e cosa sono gli scontri. Io non capirei niente…

    Certo che si deve spiegare bene… beh….è quello che vorrei fare…. tutto lì… Se poi non ci riesco… il libro sarà una grande delusione sia per me che per gli altri…

    Comunque, secondo me, prima, seconda, terza persona non incidono assolutamente sulla capacità divulgativa. Certo che non farei parlare lo Spazio-tempo, ma la Luna sicuramente sì (anche se non penso proprio di trattare gli oggetti uno per uno, come in un libro vecchio e stantio).

    Mi sa che, tra le righe, regni sovrana la paura di PROFANARE la scienza. Guarda che io sono stato scienziato per 40 anni e penso di continuare a esserlo, eppure non penso di infangare la SCIENZA portandola a un livello colloquiale…

    Mah…non riesco a capire le vere difficoltà… 🙄

  29. Ciao Enzo auguri! Che bello che tu abbia cambiato idea sul pubblicare un libro! Sono contenta anche per il fatto che io sono stata una di quelli che te lo ha chiesto, mi sento di aver avuto una (piccolissima) parte nella decisione…
    Per quanto riguarda la tua idea di renderlo accessibile anche a ragazzini delle medie mi trova d’accordo. Io ho letto un libro fatto molto bene di astronomia, abbastanza semplice, ma inevitabilmente, provenendo da studi umanistici, qualcosa nonostante tutto non avevo capito benissimo, anche perché i concetti astronomici sono molto densi. Per questo sono andata a leggere l’autobiografia di un protone, che mi ha chiarificato meglio alcuni aspetti. Avessi avuto un libro fatto come l’autobiografia del protone quando ero alle medie, o anche alle superiori, avrei letto quest’altro già con qualche nozione in più e lo avrei digerito meglio. Se infatti si inizia da piccoli, poi si prosegue più spediti, mentre ritrovarsi da grandi con una tabula quasi rasa è un po’ dura!
    A proposito, ti informo che ho preso il mio primo telescopio! Però ora come ora fa un po’ freddo per me per usarlo, ma conto a partire da marzo di sfruttarlo al meglio.
    Un saluto e buon anno a tutti.

  30. grazie Michela!
    ti auguro meravigliose osservazioni!!!! Riguardo al libro, che farò insieme alla bravissima Francesca, la creatrice di Teo, penso di impostarlo in modo un po’ diverso dal solito. Vi sarà un lungo inizio dedicato alla rappresentazione del teatro (lo Spazio-Tempo) in cui poi si muoveranno gli attori (gli oggetti celesti).
    probabilmente, la prima parte pur semplice dovrà vedere l’aiuto di un adulto e non sarà in prima persona. Gli attori, invece, si racconteranno come Teo… Ma siamo ancora in un momento di pensieri e di idee…
    a presto!!!!

  31. @Michela
    Non sai quanto sia contenta di sapere che Teo ti è stato così utile per ihniziare a buttarti in questo meraviglioso universo!!! Grazie!!
    @Enzo
    Grazie per le tue parole, e per permettermi di far parte della tua grandiosa idea!!!
    @Stefano
    Non posso evitare di ringraziare ancora una volta in creatore del sito-più-bello-del-multiverso, per tutte queste opportunità. 😎
    😉