L’apparenza inganna

VISTA è un eccezionale telescopio dell’ESO. Non tanto per i suoi 4 metri di diametro, ma per il fatto che è il più potente nel vicino infrarosso con la sua camera contenente 67 milioni di pixel di dimensioni di 0.34 secondi d’arco ciascuno. Ci ha appena regalato qualcosa di veramente stupendo…

A prima vista sembra una normalissima immagine di una zona poco interessante del cielo: poche stelle luminose ed una “spruzzata” di astri più deboli. Il fatto è che quegli “insignificanti” oggetti altro non sono che lontanissime galassie: se ne riescono a contare più di 200 000.

Sestante

La fantastica immagine ottenuta da VISTA si trova nella costellazione del “sestante” e copre 1.5 gradi quadrati. Com’è stata ottenuta? VISTA ha effettuato 6000 separate esposizioni della stessa zona di cielo, accumulando un’esposizione totale di 55 ore attraverso cinque differenti filtri e poi combinando tutto assieme. Mai si era ottenuta un’immagine così profonda del cielo infrarosso – igrandisci

Sappiamo molto bene che l’espansione dell’Universo sposta la luce degli oggetti più lontani verso lunghezze d’onda sempre più lunghe. Ne consegue che le più antiche galassie risultano particolarmente visibili nell’infrarosso. VISTA è proprio quello che ci vuole per loro! L’analisi dell’incredibile quantità di dati contenuta in quella apparentemente “banale” immagine permetterà di studiare le prime fasi di evoluzione e di formazione delle galassie più lontane e antiche.

Una rapida ispezione dell’immagine ha già mostrato decine di migliaia di oggetti ad alto redshift, precedentemente sconosciuti, che fanno la loro comparsa in mezzo a galassie color crema, più vicine. Molte di loro si riferiscono a un’età dell’Universo intorno al miliardo di anni, ma alcune sono sicuramente più antiche: le prime luci nella nebbia della fase oscura.

VISTA è solo ai suoi primi “vagiti” e in pochi anni raggiungerà risultati ancora più sorprendenti.

Ricordiamo anche che l’ESO sta pianificando la costruzione di un telescopio di 40 metri (E-ELT), il più grande occhio terrestre rivolto verso il cielo.

Zoom su Sestante

Alcuni “zoom” effettuati nell’immagine precedente – ingrandisci

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7 Commenti

  1. dalle immagini,sarà possibile valutare grossolanamente la velocità di allontanamento delle galassie rosse ed arancione e verificare,con tali dati, la entità della Costante Cosmologica? Mi scuso per la domanda certamente “infantile”. Sono un neofita! Grarie comunque e tantissimi complimenti per il SITO che trovo MERAVIGLIOSO.

  2. caro Iginio,
    figurati… è un piacere. Sicuramente quello sarà uno degli scopi di questo tipo di immagini, anche se avrà bisogno dell’aiuto di altri telescopi per avere misure spettroscopiche all’altezza. Sono comunque già state pianificate le collaborazioni.
    Grazie per i complimenti!!!! 😛

  3. Caso mai Hubble avsse lasciato qualche dubbio, dopo quste immagini è impossible continuare a credere che l’universo sia costruito intorno all’essere umano e che la Terra sia l’unico pianeta ad ospitare forme di vita senziente!

  4. Direi che queste nuove immagini si “avvicinano” abbastanza al concetto di infinito.
    Un giorno, quando mia figli mi chiederà che cos’è l’infinito ( spero tra molto, tempo…. :mrgreen: ) avrò qualcosa da mostrarle!

  5. Per curiosità, in quale zona della costellazione del Sestante c’è questo agglomerato di galassie? Vorrei avere un riferimento più preciso se possibile, magari avendo come punto guida una delle 4 stelle principali del Sestante.

  6. cara Michela,
    la zona relativamente ristretta (circa due gradi quadrati) ha le seguenti coordinate:
    RA (J2000) = 10:00:28.6
    DEC (J2000) = +02:12:21.0
    Buona fortuna! 😉