La stupidità della malvagità o la malvagità della stupidità ? Feed RSS dell'articolo Aggiungi questo articolo ai tuoi preferiti

a cura di Vincenzo Zappalà

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La malvagità è probabilmente la peggiore manifestazione dell’essere umano. Ma forse la stupidità riesce a superarla. Qualsiasi riferimento a persone o cose NON è assolutamente casuale!

Lì vicino, su una specie di sedia di dura roccia, scorse un fagotto umano, coperto alla meglio per resistere al freddo intenso. Era probabilmente ancora vivo, forse dormiva. Poi sentì delle voci, delle risate, dei passi. Tre figure diaboliche stavano avvicinandosi a quel corpo disteso. Erano vestite in modo mostruoso, barcollavano, urlavano, eseguivano gesti sicuramente rituali. Mai avrebbe potuto pensare che Satana potesse presentarsi sotto forme così spettrali e spaventose. E pensare che lui aveva un’esperienza infinita.

La situazione divenne in breve ancora più irreale. I demoni colpirono con ferocia l’uomo steso ed indifeso, lo imbrattarono di colore e poi gli diedero fuoco. Fernando pensò di trovarsi davanti ad un caso di eresia. Ma il Tribunale non c’era e nemmeno la folla urlante. L’imputato non aveva nemmeno aperto bocca. E poi i giudici diabolici stavano ridendo e non davano spiegazioni per la punizione eseguita così violentemente e velocemente. Capì in fretta che le ragioni dell’esecuzione non esistevano. Era solo e soltanto un atto di pura cattiveria, di ferocia, di bestialità. E lo capiva proprio lui che era stato il paladino delle condanne affrettate e rapide. Si. Doveva essere proprio all’inferno. Solo lì si poteva procedere a quel modo. La forza morale che lo aveva sostenuto per anni e anni nella lotta contro il peggiore nemico dell’umanità, stava sciogliendosi come neve al Sole. La sua sicurezza era sparita: mai avrebbe potuto pensare che il maligno arrivasse a quei punti. Lo aveva forse sempre sottovalutato? Anche Fernando, lo spietato giudice, la mano di Dio, l’antagonista del diavolo, il dispensatore di morte, aveva adesso paura e si sentiva impotente.

Nemmeno si accorse che una figura era apparsa vicino a lui. La guardò appena, ma vide subito nei suoi occhi lo stesso sgomento e la stessa emozione. Anch’essa stava tremando ed era impietrita di fronte a quella scena assurda e spaventosa. Senza alcun dubbio era frastornata perché non capiva, non vedeva ragione alcuna in quello scempio. Fernando ed il nuovo arrivato si guardarono a lungo negli occhi e si riconobbero. Lo sconosciuto vide lo sguardo freddo e lucido del grande inquisitore, dello strenuo combattente, del temibile nemico. Fernando ritrovò gli occhi di fuoco e di malvagità del suo antagonista di sempre. Quegli stessi occhi che aveva visto o gli era parso di vedere in tante delle sue vittime. Ma ora Satana era lì, senza travestimenti, di fronte a lui. Ed anch’esso in preda al terrore ed allo sgomento.

Non dissero alcuna parola, guardarono ancora una volta il terrore nel volto della vittima di quella notte. Quel sentimento lo conoscevano bene. Poi guardarono i volti dei carnefici. No, quelli non assomigliavano a niente di conosciuto. Mentre le tre figure se ne andavano scherzando e barcollando, fiere di sé stesse, un mormorio uscì all’unisono dalla bocca dei due grandi nemici: “stupidità, stupidità ed ignoranza …”. Nessuno dei due l’aveva però mai vista così smisurata. Non riuscivano a comprenderla e rimasero ammutoliti, incapaci di confrontarsi con questo nuovo nemico, né tantomeno di combatterlo.

Satana scomparve nella notte gelida. Fernando rilesse la sua vita e capì molte cose senza accorgersi che un turbine di vento lo stava sollevando verso l’alto, facendolo viaggiare nello spazio e nel tempo. Si ritrovò nella camera da letto del suo lussuoso palazzo vicino al Tribunale. Che incubo, accidenti! Ma non era del tutto sicuro che fosse stato solo un sogno. Quel giorno Fernando lasciò la città e si ritirò a vivere in un piccolo villaggio tra i Pirenei, allevando capre e mucche.

Si racconta, ma forse è solo leggenda, che un avvilito e frustrato Satana si sottopose a lunghe sedute psichiatriche nello studio dell’Arcangelo Michele, cercando inutilmente di ritrovare la propria malvagia identità …

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24 Commenti a “La stupidità della malvagità o la malvagità della stupidità ?”

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Enrico.
è un racconto veramente significativo! Effettivamente la crudeltà e la malvagità rilevata in avvenimenti odirni, è superiore a qualsiasi confronto, non riesco a capire come degli esseri umani possano arrivare a questi eccessi! Bisognerebbe anche valutare se certi messaggi mandati dai media ad alto interesse popolare, non inducano persone di poco carattere, sulla strada sbagliata.

Luigino scrive il 21 Febbraio 2009 alle 13:35

Enrico ????!!!!
Chi è costui? :shock:

wow questo racconto è bellissimo!
uno di qusti giorni mi spieghi come fai perchè io per scrivere le storie sono sotto 0!
comunque chissà quante persone nel passato, e non proprio molto tempo fa, si comportavano così, credendo che il far del male certe volte equivale a far del bene.
chissà perche alcuni interpretano la religione come violenza e nazionalismo, o come suoperiorità rispetto agli altri.
io molto spesso mi vorgogno di essere un umana per quello che fanno o hanno fatto i nostri antenati, e non riesco a spiegarmi il perchè! voi? :lol:

PS mi devi ancora presentare il tuo amico alieno! e non mi darò pace! :twisted:

@Mery,
ciaooo.
Il mio amico è quello del racconto “il simpatico alieno” pubblicato un po’ di tempo fa…L’hai letto? Vedrai che alla fine preferirai non conoscerlo….
Hai ancora molto tempo per scrivere molto meglio di me. A parte che mi sembri già piuttosto brava… :wink:

pccato che la mia prof nonla pensa come te! :evil:
prima o poi le farò un attentato…………….no scherzo infondo ha ragione, io temi non li ho nel sangue.
comunque ora vado immediatamente s leggere quell’articolo e non ti preoccupare alla fine vorro ancora conoscerlo! sono più testarda di un mulo e ancora non ho conosciuto la persona che mi ha fatto mollare le mie idee :wink:

Enzo,
ti chiedo scusa! :oops: Ho avuto un collega di nome Enrico, mi è venuto scritto, mi sono accorto dell’errore dopo aver inviato, :oops: scusa di nuovo….

Luigino scrive il 21 Febbraio 2009 alle 18:57

figurati Luigino….lo immaginavo !! :grin:

Enzo.
Analizzando il racconto, rispondo alla domanda: L’iquisizione che è degenerata con le feroci cacce alle streghe, agli indemoniati, ed eretici, è stata una deviazione inquietante del Cristianesimo, non capisco come siano arrivati a tanto! (i vangeli non dicono certo di torturare ed uccidere) certi fenomeni come la caccia alle streghe sono nati anche da supestrizioni e credenze che esistevano prima del cristianesimo. Forze i grandi inquisitori, molto zelanti nel fare il proprio mestiere, avranno creduto di fare una cosa giusta; io penso che erano anche molto sadici! Se non fossero stati malvagi, avrebbero fatto un altro mestiere! In quanto al signor De La Cruz, se all’improvviso fosse stato scaraventato in una scena che si è verificata nel nostro tempo, io credo che non si sarebbe impressionato più di tanto. Se poi dopo ha lasciato il mestiere, forse aveva daciso di andare in pensione.
Dire chi era il malvagio peggiore, certamente di De La Cruz si può pensare che lui credesse di essere nel giusto. Gli stupidi di oggi lo superano per malvagità! Il risultato però è lo stesso! qualcuno ci lascia la pelle in maniera atroce.
ti saluto.

Luigino scrive il 21 Febbraio 2009 alle 21:59

A me, più che malvagi, mi dice proprio un’altra cosa, che è anche peggio, ossia che non c’è alcuna intenzione malvagia o d’interesse, proprio *nulla* nel compiere questi recenti fatti di cronaca: semplicemente la vittima non ha alcuna importanza agli occhi di costoro. Non puoi provare un sentimento malvagio o d’odio verso qualcosa che non ti importa niente. Non c’è alcuna sensibilità per l’altro: gli si dà fuoco come un mucchio di foglie secche, per due risate e via.
In realtà non lo so cosa ci sia davvero nella testa di questa gente, forse nulla, ma di sicuro un certo vuoto c’è… credo si capisca cosa intendo. Ma non so neanche se sia un fenomeno del tutto moderno: schiavi, dittatori, episodi durante le guerre e no… sì, credo che l’insensibilità e la deumanizzazione non siano tutta questa novità, ma la novità è come queste cose si stiano diffondendo nella popolazione, dal menefreghismo e mancanza di rispetto al dare fuoco alla gente o tirar sassi dai cavalcavia, a seconda della moda del momento.
Quel che mi consola invece, è che nell’episodio reale a Rimini non c’era un inquisitore o un diavolo, ma qualcuno che ha soccorso il barbone e ha pianto, vedendo il suo stato.

Ma poi, a pensarci, esistono ancora gli “inquisitori” (in un certo senso) e gente cieca ad altri punti di vista oltre al proprio, che sorvola a priori su qualsivoglia logica o ragionamento gli si ponga, se non si adatta al loro castello di carte, gente pronta ad arrampicarsi sugli specchi più lisci e “vincere” l’interlocutore per sfinimento (sì, si vuol vincere, perché il dialogo e la comprensione di cosa l’altro vuol dirti sono considerati ormai roba da “buonisti” e parlare è un incontro su un ring) .

In conclusione mi viene in mente quel discorso di qualche giorno fa: siamo più tecnologici, ma la testa bacata è sempre quella.
A me non piacerebbe tornare indietro, lo ammetto, però cercherei qualche aggiustamento alla rotta: non so a voi, ma a me varie cose danno sempre più l’idea di una società sempre meno a misura d’uomo. L’homo sapiens untubus, si sta finalmente evolvendo in homo stressatus insensibilis o coglionensis.

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