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a cura di Vincenzo Zappalà

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Mi sembrava fosse giunto il momento di fare un po’ di chiarezza ed aggiornare alcuni dati relativi al riscaldamento globale. Questo articolo non vuole essere la verità assoluta, ma almeno un tentativo di portare a conoscenza che esistono idee diverse da quelle che ci impongono i giornali e la TV. Vorrei solo poter arrivare ad un confronto democratico e corretto, senza assistere sempre e soltanto all’imposizione di “atti di fede”.


Perchè pubblichiamo quasi soltanto articoli contro il GW


Pochi giorni fa si è celebrato il giorno della Terra. E’ stata un’occasione ideale per richiamare ancora una volta i soliti concetti: il nostro pianeta è in pericolo per colpa del riscaldamento globale, della crescita incontrollata dell’anidride carbonica, dello scioglimento dei ghiacci, della crescita dei mari, e via dicendo. Un ulteriore impulso all’isterismo collettivo riguardante il cambiamento climatico (avete notato che sempre più spesso si usa adesso questa versione, più vaga ? quasi ci fosse un po’ di vergogna). Sarebbe troppo facile e non obiettivo rispondere che i primi mesi di quest’anno hanno visto l’Europa e gli USA soffrire uno dei più severi e freddi inverni della loro storia. L’Italia non è stata da meno: un metro e mezzo di neve in Pianura Padana e più di 6 a 1500-2000 m sulle Alpi potrebbe essere soltanto un piccolo incidente di percorso. La situazione però è cambiata, rispetto a quanto ci dicono da ogni parte, già da parecchio tempo, come ci mostra l’andamento della temperatura media negli ultimi dieci anni (figura 1)

Confronto temperature

Fig.1 La linea rosa indica l’andamento della temperatura oceanica, mentre quella blu la temperatura troposferica. La linea verde si riferisce alla concentrazione atmosferica di anidride carbonica. La scala a sinistra è la variazione di temperatura in gradi centigradi, quella di destra il pmm (parti per milione) di CO2 nell’atmosfera.

Si vede chiaramente non solo che la temperatura è quantomeno rimasta costante, ma anche che in questo periodo non vi è nessun legame tra crescita dell’anidride carbonica e temperatura.

Anidride carbonica, il diavolo degli ultimi due secoli! A questo punto è bene allora fare un po’ di chiarezza sull’importanza della CO2 come gas serra, ossia come gas in grado di intrappolare il calore che torna verso lo spazio ed innescare un aumento irreversibile o quasi della temperatura. L’anidride carbonica non è l’unico gas serra, anzi. Essa rappresenta solo l’1% dell’insieme totale. Chi domina incontrastato è Il vapor d’acqua con il 95% del totale, poi seguono il metano (CH4), l’ossido di Azoto (NO2), l’ozono, ed altri (su Venere è stata proprio l’acqua evaporata dei probabili antichi oceani ad innalzare la temperatura). Ma ancora più importante è la seguente domanda: “quale contributo alla CO2 viene dato dall’uomo?” Ebbene l’uomo è responsabile soltanto del 3%. Fatemelo ancora ripetere: “l’uomo produce il 3% del 1% di gas serra”. Più esattamente ecco a chi si deve l’emissione di CO2 sulla Terra (figura 2)

Emissioni di CO2

Fig.2 A sinistra della figura vi è la componente umana (includendo anche gli “scarichi” degli animali domestici), a destra quella naturale, sulla quale niente possiamo fare. La parte del leone è fatta dalla “respirazione” degli oceani e del suolo. Poi da quella delle piante e degli animali ed infine da altri fenomeni geologici. L’industria, gli incendi e l’agricoltura danno luogo a solo il 3% del totale!

Vi può sembrare sensato che il 3% dell’1% possa causare un così tragico futuro per la Terra? Ed il resto mostruosamente preponderante su cui non possiamo fare niente? Se quest’ultimo non ha ucciso il nostro pianeta nel passato, lo potrà fare adesso il nostro trascurabile contributo? Non rispondo nemmeno …

Ma vi è di più. Un’analisi accurata delle variazioni di temperatura e di anidride carbonica dimostra che è la seconda che segue la prima, ossia quasi sempre è capitato che DOPO periodi di crescita o di diminuzione della temperatura (non sempre però) è seguito anche un cambiamento della CO2 (naturale ovviamente). Il ritardo in tal senso va dalle decine alle centinaia di anni. Non è ancora chiaro, ma alcuni danno addirittura 800 anni, considerando intervalli molto ampi. Eppure la falsificazione di questo risultato (ribaltato completamente) è stato uno dei punti di forza del famoso film di Al Gore (a cui hanno dato Oscar, Nobel, ecc.). Schiacciando la scala delle ascisse (tempo) queste differenze non si vedevano ed il grande “Salvatore della Terra” indicava con enfasi l’andamento concorde, dicendo a parole che era la temperatura a seguire la CO2. La falsità del politico americano (non scienziato, tanto per cambiare) è stata dimostrata pubblicamente e sono anche state vinte cause contro di lui. Ma ne avete mai sentito parlare? Io ho dovuto cercarle con fatica. Eccovi allora lo stesso diagramma usato da Al Gore, ma con una scala “accettabile” (figura 3).

Con questa scala si vede bene che è quasi sempre la temperatura che inizia per prima a scendere o a salire.

Fig.3 La linea rossa è la concentrazione di CO2, mentre quella blu è la temperatura durante gli ultimi 450000 anni. Con questa scala si vede bene che è quasi sempre la temperatura che inizia per prima a scendere o a salire.

Ci sarebbero da scrivere libri interi e mostrare moltissime altre figure, come gli studi accurati fatti da Lindzen sulla complessità dell’effetto serra, ma si andrebbe troppo lontano dalla semplicità che cerchiamo di ottenere in questo sito. Tuttavia, la conclusione sembra essere che l’aumento della CO2 non reca alcun disturbo né a noi né alla Terra (lei è abituata a ben altri valori nella sua lunga storia). Di sicuro è una grande gioia per le piante, che non sono mai state bene come negli ultimi decenni (andate a rileggervi il mio raccontino “fame”). La CO2 cresce sicuramente (la componente umana è però veramente minima), ma non ha alcun effetto sull’aumento della temperatura, anzi sembra valere il contrario.

Malgrado questi dati, la parola d’ordine delle TV e dei giornali rimane però: “la CO2 è il mostro del secolo, la lebbra della Terra, la fine del genere umano!” E raggiungono lo scopo a tal punto che durante la solita e ben nota trasmissione televisiva “chi vuol essere milionario?”, quando è stato chiesto ad un’insegnante: “quale è il gas più abbondante nell’atmosfera terrestre?” lei ha risposto senza alcun dubbio: “l’anidride carbonica”, preferendola all’azoto, all’ossigeno ed all’idrogeno !!! Potenza dei media … ed elemento molto preoccupante. Stanno lentamente inserendo un atto di fede assoluto nel nostro cervello. Va accettato senza chiedere altro. Io non pretendo che la ragione stia solo dalla parte di quelli che la pensano come me (scienziati veri però), ma non varrebbe comunque la pena di confrontare i dati, discuterne e prospettare le due versioni al pubblico di ogni categoria e cultura? Di solito la scienza lavora così … Galileo insegna!

Archiviata l’anidride carbonica passiamo a qualcosa di ancora più serio e, ovviamente, molto meno citato: il Sole. Molti scienziati, esperti della nostra stella, si battono da anni per cercare di dimostrare il suo fondamentale (ed anche ovvio) contributo alla variazione del clima terrestre. Ebbene, quasi nessuno di questi fa parte del Comitato per lo studio dei cambiamenti climatici dell’ONU (il famoso IPCC), anzi. Sono stati spesso ostacolati pesantemente nelle loro ricerche, mediante il taglio di fondi, se non addirittura attraverso la derisione di certi media. Chi ha deciso tutto ciò? Facile a dirsi: i politici ed i loro “servitori”. Sono solo parole e idee mie? Può darsi, ed allora cercherò di darvi anche alcuni fatti. Prima però una considerazione ulteriore: i veri possibili responsabili dei cambiamenti climatici (Sole, gas serra, metano, vulcani, atmosfera, raggi cosmici, ecc.) dovrebbero essere oggetto di studi scientifici e NON di studi politici ed economici. Ed invece sembra che si utilizzi proprio quest’ultima soluzione. Nel famoso IPCC la stragrande maggioranza dei membri NON è formata da scienziati, ma da politicanti, economisti, portaborse. D’altra parte il paladino dei cambiamenti climatici non è forse Al Gore? Un politico e non certo uno studioso … Su questo non ci sono dubbi, direi. Pensiamo a questo quanto sentiamo le solite banalità alla TV …

Numero di macchie solari e temperatura terrestre dopo il minimo di Maunder

Fig.5 - ingrandisci

Torniamo al nostro amato Sole. Basterebbe soltanto la figura 5 (a fianco) per concludere il discorso od almeno per mettere le cose su un piano serio e razionale di discussione aperta e corale. Essa riporta in alto il numero di macchie solari (attività) ed in basso la temperatura terrestre dopo il minimo di Maunder. La somiglianza è ovviamente solo un caso ed è giusto che i media non ne parlino … e nemmeno l’IPCC !! notate che ho lasciato le didascalie originali, perché il signor De Jager è uno dei massimi studiosi mondiali del Sole e non un “pinco pallino” qualsiasi.

Ma possiamo anche andare proprio sopra la calotta artica dove tutto sembra ribollire o almeno così ci dicono (figura 6)

La temperatura artica (proprio dove sembra che si sciolga tutto …)  e la radiazione solare. Una pura coincidenza?

Fig. 6 La temperatura artica (proprio dove sembra che si sciolga tutto …) e la radiazione solare. Una pura coincidenza?

Ecco invece la “perfetta” correlazione tra CO2 e la stessa temperatura (figura 7)

la “perfetta” correlazione tra CO2 e la stessa temperatura

Fig. 7

Penso che non ci vogliano molte altre parole … Basterebbero i fatti! Ma almeno non sarebbe male che i media e gli esperti televisivi ne parlassero, discutendone apertamente e mettendo a confronto scienziati pro e contro. Non chiedo di più. Di seguito riporto una possibile interpretazione della correlazione Sole-temperatura ( figura 8 )

Fig.8 Un possibile schema che illustra perché la Terra si raffredda a seguito di un’attività solare meno intensa

Fig.8. Un possibile schema che illustra perché la Terra si raffredda a seguito di un’attività solare meno intensa

A questo punto voglio anche mostrare una interessante analisi fatta da uno scienziato giapponese per spiegare il trend generale della temperatura, che ben si allaccia a quanto riportato da De Jager (figura 9)

Analisi dello scienziato giapponese Akasofu

Fig.9 Lo scienziato giapponese Akasofu trova un andamento generale di lento riscaldamento che altro non sarebbe che il “recupero” della temperatura a seguito del minimo di Maunder. A questo si sovrappone un’onda quasi periodica dovuta all’oscillazione “multi-decadal” che mette in gioco Sole e correnti oceaniche. Come si vede bene le previsioni catastrofiche dell’IPCC sono completamente fuori scala.

La figura precedente non tiene ovviamente conto di un eventuale minimo solare che potrebbe invertire il trend generale e far precipitare nuovamente la temperatura media. Per non essere da meno dei “castrofisti” voglio proporvi una previsione, che rimane però molto dubbia e probabilmente estrema e non realistica. Ma visto che lo fanno gli altri, mi permetto di farlo io, seppur dubitando (per adesso)(figura 10)

Estrapolando il ciclo 23 del Sole  ed il ritardo del 24, questo potrebbe essere lo scenario del prossimo futuro.

Fig. 10. Estrapolando il ciclo 23 del Sole ed il ritardo del 24, questo potrebbe essere lo scenario del prossimo futuro.

Permettetemi adesso qualche considerazione di ordine più generale (ovvero: quando la scienza del clima diventa scienza politica …)

Vi è troppo potere e troppi soldi che “obbligano” a sostenere il riscaldamento globale e l’isterismo che ne deriva. Alcuni esempi. Fondi enormi dell’ONU vengono elargiti ad imprese che proclamano di dedicarsi alle fonti energetiche alternative (la maggior parte delle quali sono solo progetti di facciata senza alcun risvolto veramente solido). Pochissimi soldi vengono invece dati per la fusione fredda (chissà mai se ci arriveremo …). Perché? Beh … semplice: l’acqua non costa praticamente niente e le imprese non potrebbero specularci sopra. E poi tutti avrebbero a casa loro la materia prima per ottenere energia … e dove finirebbero le povere multinazionali? Ricordiamoci anche che le tanto decantate pale eoliche ed il Sole stesso (se non si migliorano i ricettori con spese mostruose) sono solo palliativi. Al limite sarebbe perfino meglio il nucleare della nuova generazione a tempo di decadimento ultra accelerato … Ma ancor più importanti sono le tasse che si stanno imponendo sul carbone ed i suoi derivati, sull’utilizzo delle automobili che contemporaneamente si spingono a comprare. Tasse che paghiamo tutti noi agli Stati e quindi ai potenti, per paura di finire distrutti in una terra moribonda. E poi i permessi per utilizzare gli elementi “cattivi”, dati solo a pochi e gestiti dalle banche. Le compagnie d’assicurazione che intervengono per preservare i cittadini contro le catastrofi climatiche. E mille altre alchimie … basta cercarle.

Inoltre, troppi politici usano l’alibi dei cambiamenti climatici per imporre regole e burocrazie con subdoli e macroscopici ritorni di interesse personale. Ma dirò molto di più: anche se si provasse in modo definitivo che l’IPCC sta dando solo risultati sbagliati, l’isterismo dovrebbe essere mantenuto a tutti i costi, anche a costo di mentire spudoratamente e far tacere gli scienziati veri. Infatti, immaginate, per un istante, che l’opinione pubblica realizzasse che la CO2 è del tutto innocente? La prima ovvia implicazione sarebbe che il mondo non avrebbe bisogno del protocollo di Kyoto e nemmeno di qualcosa di ancor più raffinato. E questa, pensateci bene, sarebbe una catastrofe epocale per le finanze dei paesi ricchi. Come potrebbero ad esempio imporre freni durissimi ai paesi del terzo e quarto mondo, che vorrebbero finalmente permettersi quell’energia che gli è da sempre stata negata? No, loro, i miseri, non devono poter dividere una torta così ghiotta con i paesi civili. Per fare andare avanti noi e la villa di Al Gore che consuma come una cittadina di 5000 abitanti, bisogna che qualcuno rinunzi all’energia e possa essere continuamente ricattato per ottenere una misera fettina di torta in cambio delle sue fantastiche materie prime (Congo, Brasile, ecc.).

pagina di Newsweek del 1975

Concludiamo qui, non voglio certo sconfinare nella politica più bieca ed arrivista. Tuttavia non voglio nemmeno ergermi a difensore della verità. Ben venga il dialogo e la equa divulgazione delle notizie. Non chiedo niente di più. Riporto una pagina di Newsweek del 1975, alla fine di un periodo in cui si prospettava uno scenario apocalittico di raffreddamento globale … qualcuno se lo ricorda? Leggete e divertitevi …

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149 Commenti a “Ma che caldo fa!”

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Complimenti per l’articolo!! Interessantissimo!
Però non sono convinto che tutto il movimento ecologista sia un mega complotto ai danni dei paesi meno potenti.
Sicuramente la CO2 che produciamo non è la causa dei cambiamenti climatici, ma se questa demonizzazione porta a un cambiamento delle nostre abitudini e delle nostre tecnologie in modo che inquinino meno, penso sia una cosa positiva. Sono dell’idea che sia meglio perdere qualche bel panorama a causa di pale eoliche, o tappezzare campi di pannelli solari, piuttosto che costruire una centrale nucleare gestita da una s.p.a.

Articolo perfetto, caro Enzo, qui casca l’asino su ub grande complotto contro noi poveracci ardito mediaticamente da politici, banchieri, grandi compagnie internazionali, interessi vari.
Questo è quanto e questo vorrei dire a chi parla anche su internet di complotti tirando fuori alieni e cose varie.
Sono questi i veri complotti, le vere catastrofi (oltre purtroppo a quelle naturalii dove spesso però l’uomo ci mette veramente lo zampino sempre per interessi).
Non facciamo il gioco di questi signori, continuiamo a parlarne e facciamo sentire intorno a noi il nostro pensiero.
Si ad un Mondo più pulito e non sfruttato, si al riciclaggio ed al non sfruttamento indiscriminato delle risorse, ma perchè ci teniamo veramente al nostro pianeta e ci teniamo ad una equa ridistribuzione delle risorse, non perchè si devono fare gli interessi di pochi.
Si allo studio ad ampio raggio delle vere fonti di mutamento climatico . Sole, raggi cosmici, metano, movimenti atmosferici naturali ecc.. Dobbiamo, nel nostro piccolo e parlando con le persone, far capire che bisogna leggere tanto cose che possono sembrare controcorrente ma che vengono scritte da scienziati seri.
Perdonatemi ancora un poco e sopportatemi, ma penso che purtroppo ( non voglio fare un discorso politico) il “dio” denaro abbia e stia rovinando veramente il nostro pianeta e lo porti, lui si, alla distruzione vera: sicuramente ha distrutto le menti della gente.
A propisito, niente di nuovo, immagino, da Piero Angela?

Mario Fiori scrive il 12 Maggio 2009 alle 11:48

secondo me hai riassunto e coordinato tutti e vari aspetti del problema: analisi scientifiche, lavaggio del cervello di massa senza possibilità di contraddittorio, interessi politici e tutto questo guarda caso proprio quando la Cina sta vivendo la sua “rivoluzione” (non dimentichiamoci che anche se sono demograficamente accentrati la sua popolazione dovrebbe superare quella dell’europa intera). anche se secondo me è già cominciata la speculazione sulle fonti rinnovabili perchè l’acqua la stanno privatizzando a imprese con reddito garantito! già è essurdo secondo me che un bene primario sia fonte di speculazione, ma la speculazione garantita… per non parlare dei pannelli solari che praticamente li impianti gratuitamente! non capitemi male: io sono favorevole allo sfruttamento delle risorse rinnovabili anche da parte dei cittadini..se si riuscissero a formare quartieri dove l’energia prodotta sia collegata con tutti gli abitanti e ci sia uno scambio a seconda delle esigenze non solo si avrebbero speculazioni, ma il prezzo dell’energia non subirebbe lievitazioni dovute a passaggi intermediari e guadagni che l’imprenditore deve avere. omettendo ovviamente i vantaggi ovvi. ma la domanda è: quale è il vero obiettivo della sensibilizzazione sulle rinnovabili da parte dei governi? perchè mi regalano i pannelli solari? perchè tengono al pianeta? mh. perchè vogliono tutelare i loro cittadini dalle crisi economiche almeno per quanto riguarda l’indispensabile? mh. o perchè il mercato del petrolio è saturo e devono ricrearlo un altro? io penso che questa sia la soluzioni più probabile… :evil: :evil:
@enzo
cè una cosa che non capito: che vantaggi ci sarebbero con la fusione fredda che citavi nell’articolo? considera che so pochissimo sull’argomento….eppoi una considerazione: ma tipo 10 anni fa non c’era un emorme buco nell’ozono che sovrastava su tutto l’antartico? adesso che fine ha fatto?
siete grandi come sempre!!!!

francesca scrive il 12 Maggio 2009 alle 11:49

Quando provo a dire che il riscaldamento globale è una bufala non vengo mai creduto, i mass media stanno facendo un ottimo lavoro di convincimento…
Troppi soldi dietro l’ecologia e le energie alternative, difficilmente le cose cambieranno…
E quando la gente si accorgerà che le temperature non stanno aumentando, giocheranno la carta del raffreddamento globale…

@enzo

grazie mille per averlo scritto in così poco tempo, probabilmente era già in previsione…

L’ho girato a una serie di amici e colleghi, ed è tutta la mattina che ne discutiamo…c’è ancora chi mi dice

Suona quantomeno strano che dopo anni di lotte per screditare la teoria la ExxonMobil abbia ceduto appoggiando una tassa sul carburante. Se era cosi chiaro come la mettete giu voi e le prove cosi limpide, perche’ non informare semplicemente la gente? Non mi dite che e’ commerciale e che si sono adeguati. Le industrie petrolifere ne hanno più di quelle del tabacco

però se non altro adesso vedono l’altra faccia della medaglia e hanno nuovo materiale scientifico da poter usare come termine di paragone…far cambiare opinione alla gente è davvero dura!

P.S. Non sapevo nel 75 avessero persino pensato di sciogliere la calotta polare ricoprendola di fuliggine!!! :mrgreen:

Lampo scrive il 12 Maggio 2009 alle 12:12

Scusa se reintervengo, ma sbaglio o qualcuno ha detto che il buco nel ozono stava ricucendosi un poco e quindi non se ne parla più?
Anche se in quel caso il contributo dei cosiddetti CFC è stato importante, se non erro lo diceva anche qualche scienziato un poco più credibile.
La fusione fredda dovrebbe essere molto più sicura e pulita se non sbaglio e poi con l’acqua molto meno dispendiosa e quindi gli interessi…..
A presto.

Mario Fiori scrive il 12 Maggio 2009 alle 12:15

Migliaia di anni fa, i faraoni in previsione di annate misere per l’agricultura, preparavano scorte di frumento…
I faraoni di oggi si preoccupano soltanto di produrre automobili, pagano premi per chi lascia terreni incolti…. e nel mondo si muore di fame…..
La civiltà dei faraoni antichi è durate migliaia di anni, questa civiltà consumistica ne ha appena cinquanta….
A proposito dell’energia elettronucleare, quando saranno pronte le nostre centrali, ci sarà ancora uranio in commercio per alimentarle?

Luigino scrive il 12 Maggio 2009 alle 13:30

Io non penso che tutto quello che Al Goore ha detto nel suo documentario sia falso….probabilmente solo quando sarà troppo tardi davvero ci si accorgerà della “scomoda verità”

@tutti,
Mario ha già risposto per me. la fusione fredda non essendo altro che ciò che il Sole fa tranquillamente avendo a disposizione calore a iosa sarebbe la cosa più semplice. Purtroppo non possiamo fornire calore, ossia spendere di più di quanto si produce. Si era tentato per via chimica attraverso le qualità del palladio, ma sembra che la reazione non si mantenga nel tempo. Oggi si parla di fornire il calore per via nucleare in modo molto complicato. So che comunque molti gruppi di ricerca italiani e non solo sono stati depennati dai finaziamenti. Si userebbe comunque l’acqua che di idrogeno ne ha tanto per cercare di trasformarlo in Elio (come fa il Sole). Se mai si riuscisse, ognuno potrebbe avere a casa una sua batteria o quello che vogliamo che utlizzerebbe l’acqua del rubinetto…. E questo sicuramente non avrebbe grandi risvolti economici per le industrie varie, a meno di non far pagare l’acqua come il petrolio…. In realtà c’è un grosso centro in francia che dovrebbe studiare il problema, ma i tempi sono lunghissimi, si dice, e a me sembra anche poco spinti … Speriamo di no, ma non se ne parla prima del 2050.
Per l’ozono, ci si è accorti, dopo tutte le urla di molti qnni fa, che era un fenomeno ciclico, ossia si apribva e chiudeva regolarmente. da allora, nessuno ne ha più parlato…. Mi ricordo uno studente di ingeneria che in quei tempi mi aveva chiesto, molto preoccupato: “mi può spiegare bene gli effetti devastanti dei buchi neri d’ozono!!!!” E parlava seriamente …. Come vedete le cose si ripetono….
Uranio ce ne sarebbe e costerebbe meno. in Francia l’energia elettrica costa molto meno che in Italia e noi gliela compriamo pur sapendo che viene dal nucleare (un po’ ipocriti non trovate…). ma certo non garantirebbe l’eternità …. Infatti si pensa di utilizzarla in attesa della fusione fredda, qualche decennio…

@enzo
esauriente come al solito. da quelloi che ho capito lo scoglio da superare è la trasformazione dell idrogeno in elio. speriamo si riesca anche se ho molti dubbi: alla base dei finanziamenti cè sempre la speculazione!!! che schifezza!! per quanto riguarda l’ozono non avevo dubbi! (si capiva il sarcasmo spero della domanda spero).

francesca scrive il 12 Maggio 2009 alle 17:08

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