OtticaTelescopio

Abbiamo visto in altri articoli che il Sole sembra passare un periodo di stanca apparente, all’interno del proprio ciclo undecennale. Ma anche fior fior di stelle quali la gigante Betelgeuse non sembrano stare meglio… Ricordando una serie infinita di film un po’ stupidotti, prodotti qualche anno fa…

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La stella rossa gigante Betelgeuse, che come noto si trova nella costellazione di Orione, si è ristretta di dimensioni negli ultimi 15 anni e gli astronomi non sanno ancora spiegarne il motivo.

Ma prima di analizzare cosa è successo a Betelgeuse, vediamo un po’ di teoria…

Le stelle giganti, quando si avvicinano alla conclusione della loro vita, possono espandersi, crescere fino a 100 volte la loro ampiezza originale, prima di esplodere come supernova, oppure (come suggerito da uno studio) sprofondare, restringersi, prima di formare un buco nero, senza dar luogo ad esplosioni violente.

Betelgeuse, una delle 10 stelle più luminose del cielo, è molto nota fra gli amanti dell’Astronomia ed è stata la prima stella di cui è stata misurata l’ampiezza e ancor oggi si conta appena in una manciata il numero di stelle che appaiono come un disco piuttosto che un punto di luce con l’Hubble Space Telescope (ndr: almeno non otticamente ma dopo aver processato un bel po’ i dati forniti dal telescopio).

La nuova scoperta riguardante questa stella, presentata in questi giorni ad una riunione dell’American Astronomical Society di Pasadena, in California, è basata sui dati raccolti dall’interferometro spaziale infrarosso di Berkeley (ISI, Infrared Spatial Interferometer), situato sulla cima del Monte Wilson nella California meridionale.

Nel 1993, le misurazioni avevano posto il raggio di Betelgeuse a circa 5.5 unità astronomiche (UA), dove 1 UA è la distanza media Terra-Sole (circa 150 milioni di Km). (ndr Pensate: se fosse al posto del Sole, Betelgeuse avrebbe un raggio che ingloberebbe tranquillamente l’orbita di Giove!) Da allora, dunque, ha ristretto il suo raggio del 15 per cento: ciò significa che il raggio della stella si è contratto di una quantità pari alla distanza di Venere dal Sole. (ndr, per capire meglio forse è meglio un disegno -figura in basso- , dove vediamo le distanze medie dal Sole, in UA, dei pianeti fino a Giove e in rosso i raggi di Betelgeuse nel 1993 ed oggi)

“(ndr: Nonostante la sua ampiezza) è molto difficile osservare questo cambiamento” dice Charles Townes, un professore emerito di fisica a Berkeley. “Lo controlleremo con attenzione nel corso dei prossimi anni, per vedere se continua a contrarsi o se ritornerà al vecchio valore.”

Townes ha vinto il premio Nobel per la fisica nel 1964 per l’invenzione del laser e del maser, il laser a microonde e lo vediamo nella foro a fianco mentre pulisce uno dei tre specchi (da 1.65m) dell’ISI. (ndr: Carlé se ti serve uno che asciughi lo specchio, anche con l’olio di gomito, chiamami, che io abbandono tutto e vengo di volata!)

“Nonostante la stella si stia restringendo, la sua luminosità non è diminuita significativamente in questi 15 anni: ma comunque non sappiamo perché la stella si sta restringendo,” dice Edward Wishnow, un ricercatore presso il Laboratorio di Scienze dello Spazio di Berkeley. “Se pensiamo a quanto sappiamo delle galassie e dell’universo lontano, ci sono ancora parecchie cose che non conosciamo sulle stelle vicine, compreso quello che accade alle giganti rosse all’approssimarsi del termine delle loro vite.”

Townes, che compirà 94 anni a luglio, ha deciso di continuare a controllare Betelgeuse, nella speranza di individuare un andamento certo nel cambiamento del diametro e ha pianificato di migliorare le capacità dell’ISI aggiungendo uno spettrometro all’interferometro. (ndr: se ti serve qualcuno per avvitare viti e bulloni, vale lo stesso di prima! Chiamami che mi scapicollo!)

E aggiunge: “Ogni volta che si esaminano le cose con più precisione, si incontrano alcune sorprese e si scoprono nuove cose fondamentali e molto importanti.”

Fonte: Space.com

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Classe 1955, è nato e vive a Roma, è laureato in Ingegneria Elettronica e lavora come sviluppatore software, ma avrebbe voluto laurearsi in Astronomia. Coltiva la passione per l’astronomia dal giorno dopo lo sbarco dell’uomo ... pagina autore

I 16 commenti di questo articolo sono in sola lettura poichè precedenti al nuovo restyling del portale. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nuova community!

  1. Mi sorge un dubbio, io non conosco la dinamica delle stelle così bene, quindi la mia è solamente una domanda magari anche stupida. Mi sembra che il restringimento della stella (vedendo il grafico circa 1 UA) sia molto alto per essere avvenuto in 15 anni che, astronomicamente parlando, mi pare un tempo molto breve, non è possibile che ci sia stato un errore nelle misurazioni precedenti?

  2. Stessa domanda di Antonio C. mi sorge spontanea, forse gli attuali strumenti sono molto più precisi.
    Oppure può darsi che rientri nel gruppo (magari in modo un pochino anomalo, ma nell’Universo le sorprese non finiscono) delle giganti che non esplodono ma appunto si restringono, come hai detto tu all’inizio dell’articolo.
    Restiamo in attesa di notizie da Betelgeuse.

  3. Pierluigi, per i film ti riferivi a “Sunshine”? Quello dove sganciano un atomica nel Sole per farlo “ripartire” :mrgreen: ?

  4. Fondamentalmente, nonostante possa sembrare una percentuale esagerata, visti i processi che vanno a generare l’espansione o la stessa stabilità dimensionale di una supergigante, non dobbiamo stupirci troppo. Il punto saliente è la riduzione.

    Personalmente, l’ipotesi più sensata mi pare quella di una pulsazione, che possa caratterizzare alcuni cicli di questo stadio di vita delle stelle. Sino ad ora non mi pare sia mai stata monitorata così a lungo una supergigante.

    Un saluto a tutti

  5. @Moreno
    no, mi riferivo a “Mamma ho perso l’aereo”, “Mamma mi si sono ristretti i ragazzi” e simili, solo per dare “un senso” al titolo dell’articolo.
    Il film “Sunshine” mi è piaciuto molto, almeno fino alla fase “splatter”…
    Fin lì tutto è molto realistico! …e abbastanza credibile…

  6. ok, un altra domandina…ma come mai non è cambiata la luminosità (la magnitudine apparente almeno) della stella, se si afferma che si sia ridotta?
    anche supponendo che sia una pulsazione, dovrebbe esserci una minima variazione di magnitudine, o sbaglio??
    grazie :smile:

  7. Cercando qua e là ulteriori informazioni sul comportamento di Betelgeuse, sono entrato pure nel forum di Celestia, dove in un topic si parlava di questo argomento: in particolare uno degli utenti, su richiesta specifica, proponeva tre possibili soluzioni al problema, che mi riprometto di tradurre per gli interessati.
    Conosco il buon livello di preparazione degli utenti abituali di quel forum e non ho difficoltà a pensare che si tratti di buone idee, sulle quali poter eventualmente discutere (avendo una certa conoscenza degli argomenti, cosa che io non ritengo di avere a sufficienza… :oops: ).
    La prima ipotesi è che il comportamento sia dovuto ad una pulsazione a lungo termine.
    Questa è la spiegazione più probabile. Già conosciamo molte stelle che pulsano: le stelle variabili cefeidi e quelle di tipo Mira sono esempi ben noti di stelle che mostrano questo comportamento. Detto ciò, è possibile che Betelgeuse stia seguendo il modello di comportamento di una Cefeide, dove l’ampiezza della stella cambia ma non la sua luminosità. Si potrebbe trattare di una pulsazione con ciclo da 50 – 60 anni che non è stata riconosciuta tale poichè gli astronomi hanno potuto risolvere la stella come un disco soltanto negli ultimi 15 anni.
    La seconda ipotesi è che la stella non è sempre sferica, generando così l’illusione di una forma mutevole.
    Betelgeuse ha una velocità di fuga relativamente bassa (107 km/sec) e una gravità di superficie bassa (0.0092 m/s^2). Ciò significa che la stella non avrà sempre una forma sferica. A differenza dei pianeti e dei pianeti nani, che sono relativamente rigidi, le stelle sono fatte di plasma, che è molto più simile ad un fluido. Questo è importante perché oscillazioni casuali della superficie della stella possono creare l’illusione ottica di un’ampiezza variabile. Tenendo anche conto che il periodo di rotazione della stella è di 17 anni, è facile immaginare che un rigonfiamento nella stella possa possibilmente scomparire alla vista dalla terra, facendo apparire la stella più piccola.
    L’ultima ipotesi è che forse la stella si stia trasformando in una supergigante blu.
    Questa è la spiegazione meno probabile, ma purtuttavia plausibile. La stella che è esplosa come SN 1987A aveva un anello intorno, che indicava che la stella era una supergigante rossa che aveva soffiato fuori un anello di gas prima di trasformarsi una supergigante di tipo B3. Poi esiste la stella Sher 25, una supergigante di tipo B1 che ha un anello di gas intorno ad essa.
    Ribadisco che purtroppo non ho adeguate conoscenze per valutare la bontà di queste affermazioni, che riporto agli interessati.

  8. @ pierluigi
    NON ho assolutamente competenze per discutere le ipotesi che hai presentato, ma ti ringrazio per il meditato contributo che ha sicuro contribuito a farmi capire qualcosa in più….

    sorrisostellare :wink:

  9. Bellissimo articolo Pierlu! A iniziare dal titolo!
    Non ho capito una cosa: perché dici che le cefeidi non variano in luminosità? Ho sempre saputo che la luminosità varia ciclicamente e per questo vengono usate anche come candele standard.
    Mi pare che le cefeidi abbiano periodi di oscillazione di alcuni giorni, non sono tanti 15 anni per paragonare Betelgeuse a loro?

    Grazie!

    Fra