Una sera finalmente si incontrarono. Si diedero appuntamento in un’osteria, lontano dagli sguardi della gente, e, sedendosi ad un tavolo, fecero una partita a carte. Era una bella osteria, appena rimessa a nuovo, arredata tutta in legno scuro.

Addio Ugo. I tuoi racconti continueranno a vivere nei nostri cuori.

Ordinarono tre birre. Erano in tre, il numero perfetto, direbbe qualcuno. Il loro entusiasmo era invidiabile. Le parole scorrevano veloci, le loro idee coincidevano, spesso sussurravano per non farsi sentire dagli altri avventori, e si diedero l’appuntamento per il giorno seguente. Stessa ora. Un grigio autunno era appena cominciato, e l’oste era soddisfatto di questi nuovi avventori. Quasi ogni sera si trovavano, davanti ad una birra, con decine di fogli sul tavolo, scritti a mano. Fogli sui quali i tre continuavano a modificare, cancellare, riscrivere parole. Gli incontri durarono fino a dicembre. Poi l’oste non rivide più i tre ragazzi. “Si saranno cacciati nei guai” pensava, “chissà cosa avevano in mente!”.

Lui leggeva sempre il giornale cittadino, che metteva a disposizione degli avventori, ma il suo interesse era esclusivamente per la cronaca. Se avesse letto la terza pagina, forse avrebbe notato, poco prima di Natale, un trafiletto che diceva: E’ stata fondata una nuova Associazione di Astrofili. Tre studenti universitari… Ma lui non si era mai interessato di cultura. E non ci pensò più.

I ragazzi invece lavorarono sodo! Provenivano dalle tre associazioni presenti in città. E presto riuscirono a trascinare in sede, le menti migliori dei rispettivi gruppi. Il successo era davanti a loro e non se lo fecero scappare. L’associazione diventava sempre più grande. In poco tempo divenne il gruppo di astrofili più conosciuto di tutta la regione. I giornali pubblicavano le loro interviste, i loro programmi, le loro attività. Per gestire meglio ogni cosa, i vari incarichi vennero affidati ai soci più capaci e più disponibili.

Nacquero cosi le varie sezioni che si occupavano di divulgazione, di meteore, di pianeti, di stelle, di galassie, di astrofotografia, di cosmologia e di ricerca. Alle quali in breve tempo si aggiunsero le meridiane, l’archeoastronomia, la costruzione di telescopi, i satelliti artificiali, e tante altre che completavano gli interessi dei soci. L’entusiasmo era enorme. In poco tempo le altre associazioni persero le persone migliori, e ben presto si spensero. Lasciando a casa alcuni appassionati che non ritenevano il caso di iscriversi a questa associazione così importante. Non erano in grado di comprendere le formule ed i pensieri dei relatori. Troppo complicati. C’è poco da fare. Il prestigio e la notorietà si guadagnano sul campo! Giorno per giorno.

L’associazione organizzava, tra l’altro, incontri a livello nazionale. I migliori relatori erano invitati alle loro manifestazioni. Ogni incontro vedeva la partecipazione dei più conosciuti esponenti dell’astronomia amatoriale. Per loro era ormai una tappa obbligata. Si incontravano, parlavano degli ultimi prodotti, mostravano le loro opere, raccontavano dei loro segreti. Si potevano imparare tantissime cose! Nel frattempo i soci più intraprendenti, i più bravi, coloro che avevano gli strumenti migliori, riuscivano, in poco tempo, a raggiungere i vertici della loro sezione.

E organizzavano bellissime relazioni nelle scuole, e nei locali messi a disposizione dai vari enti pubblici. La logica evoluzione portò alla creazione di un bellissimo sito internet, un indirizzo e-mail, una fitta corrispondenza tra gli addetti alla segreteria, uno per ogni sezione, ed interlocutori lontani.

Tanto tempo era passato da quel lontano Natale, quando i tre ex ragazzi, ora con qualche capello bianco, si incontrarono per caso nella segreteria. E fecero quello che non avevano mai fatto. Accesero il computer e si divertirono a leggere la posta. Una stupenda serie di domande e risposte, perfettamente pertinenti. I tre restarono colpiti particolarmente dalle domande! Non una domanda “sciocca”. Gli interlocutori erano veramente in gamba. Ma… tutti? Possibile che il mondo sia così cambiato?

E ricordarono con piacere i bei tempi andati quando le domande dei simpatizzanti li facevano sorridere. Quante domande strane ricevevano dalla gente comune! Quanti confondevano Orione con l’Orsa Maggiore. Quanto era difficile convincere chi osservava per le prime volte al telescopio, che anche le altre galassie erano formate da stelle. E quanti, osservando il cielo, chiedevano quale era la costellazione che dava il nome al loro “segno” zodiacale!

Seduti davanti al computer si raccontavano le bellissime esperienze vissute tanti anni prima. A contatto con le persone qualsiasi, e loro, come persone qualsiasi, davano spiegazioni che gli interlocutori capivano. Forse poco precise, forse con paragoni non pertinenti. Ma il sorriso di coloro che volevano avvicinarsi alla “passione” era chiaro: avevano capito! Improvvisamente comparvero sul monitor una serie lunghissima di e-mail. Ne lessero alcune, tante. Eccole! Ecco le domande che facevano a noi!

Avevano aperto la posta eliminata: tutte cestinate. E senza risposta! Quasi tutte. Soltanto alcune contenevano una risposta “standard”. “Caro/a signore/a siamo spiacenti di comunicarle che la sua domanda di iscrizione non può essere, per il momento, accettata. Le consigliamo nel frattempo la lettura dei seguenti testi di astronomia…” Una serie di titoli concludeva la risposta.
Ecco dove era la gente comune! Allontanata! Il compito principale dell’associazione di diffondere la cultura del “metodo scientifico” era stata totalmente disattesa.

Si accorsero di aver generato un mostro. Un mostro che era in competizione con altri mostri. Troppo tardi per cambiare. Si guardarono negli occhi e…

Il giorno seguente un vecchio oste vide tre signori distinti che si sedettero attorno ad un tavolo malconcio chiedendo una bottiglia di spumante. Erano gli unici clienti. L’oste versò il vino con mano tremante e sorridendo li osservò mentre portavano i bicchieri in alto dicendo: “Ricominciamo!” Li guardava con curiosità, grattandosi il mento. Era certo di averli già visti. Ma non ricordava quando. Tornò al vecchio banco in legno, movendo il capo come a lamentarsi della sua ormai scarsa memoria. E non ci pensò più.

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Ugo Ercolani è stato una gran persona e un grande amico, oltre che un grandissimo astrofilo dedito alla divulgazione. Lo voglio ricordare così, come se fosse ancora presente fra noi, perchè con i suoi splendidi racconti ci ha c ... pagina autore

I 3 commenti di questo articolo sono in sola lettura poichè precedenti al nuovo restyling del portale. Iscriviti al Forum di Astronomia.com ed entra a far parte della nuova community!

  1. Bellissimo racconto, come sempre…secondo me coglie perfettamente quella che è l’astrofilia: la passione per l’universo, cercare di condividerla con tutti, di far carpire alle altre persone la magia del cosmo, cercando di spiegarla con parole semplici, accessibili a tutti, in modo che l’astronomia non sia una materia che venga sempre scartata perchè giudicata “troppo complessa”…

  2. trovo questo racconto di un tale realismo da indurmi a riflettere su come, spesso e volentieri, anche nella vita di tutti i giorni, accade che una strada intrapresa con determinati scopi ci porti invece in una direzione completamente opposta, o comunque diversa da quella ipotizzata all’inizio…. ma si può sempre ricominciare!!! :wink:
    perchè, magari, proprio quella strada che noi non avevamo previsto ci ha insegnato tanto da darci la possibilità di ricominciare, e proseguire nella giusta direzione! :grin:

  3. Questo racconto mi fà riflettere su uno dei peggiori mali di questo mondo: la SUPERBIA, cioè quando si mette al primo posto il proprio IO a discapito del NOI.
    E quando si pensa all’IO tutto viene sacrificato nel suo falso nome, a discapito della vera CONOSCENZA che è in primo luogo CONDIVISIONE o almeno dovrebbe esserlo. Ma tutto ha un prezzo, anche la superbia, che genera sempre STERILITA’ e DIVISIONE. Ma alla fine la SPERANZA vince e quindi si ricomincia!!
    Grazie ancora Ugo!
    Un abbraccio! :wink: