L’accesa polemica sollevata da un articolo che riportava un ennesimo tentativo di falsificazione di dati da parte di una certa comunità mondiale, mi stimola a tradurre un articolo scritto da uno dei più grandi studiosi atmosferici mondiali. Di lui non si potrà dire che è incompetente…
Perchè pubblichiamo quasi soltanto articoli contro il GW
Questa volta non farò commenti e tradurrò letteralmente un articolo del 2008, estremamente chiarificatore sull’effetto serra e la CO2, scritto da uno dei massimi (se non il massimo) studioso mondiale dell’effetto serra: Richard Siegmund Lindzen. Egli è un fisico atmosferico e professore di meteorologia presso il celeberrimo Istituto di Tecnologia del Massachusetts (il MIT tanto per intenderci). Lindzen è universalmente noto per i suoi studi sulla dinamica dell’atmosfera, sugli effetti mareali della stessa, sulla fotochimica dell’ozono e sui complessi meccanismi legati ai gas serra e ai fenomeni climatici ciclici naturali. E’ difficile dargli dell’incompetente. Ho solo aggiunto in corsivo dei personali commenti atti a spiegare meglio quello che è scritto nel testo. Possono essere facilmente trascurati, ovviamente. Leggetelo, cari amici, è molto, molto istruttivo!
La scienza del clima non è ancora stabilita
Le presuntuose previsioni catastrofiche sono ingiustificate
Vi è qualche ragione per allarmarsi a causa del prospettato Riscaldamento Globale? Consideriamo che la misura comunemente utilizzata, l’irregolarità globale della temperatura media (GATA) cambia continuamente. Qualche volta sale, qualche volta scende e, qualche volta, come è successo negli ultimi 12 anni, non mostra variazioni significative.
Le dichiarazioni che indicano il cambiamento climatico in fase di accelerazione sono quantomeno bizzarre. Vi è un generale consenso che il GATA sia cresciuto di circa 1,5 gradi a partire dalla metà del diciannovesimo secolo. La qualità dei dati è, però, molto scarsa e, dato che le variazioni sono molto piccole, è facile spostare le misure di qualche decimo di grado in qualsiasi direzione. Molti dei famosi messaggi incriminati provenienti dall’East Anglia’s Climate Research Unit (CRU), che hanno causato il recente scandalo, riguardano proprio il “ritocco” dei dati in modo da massimizzare i cambiamenti apparenti (Il famoso climategate che ha gettato discredito su alcuni importanti sostenitori del GW dell’IPCC. N.d.T.).
Più sensato sarebbe considerare il fatto che vi è stata indiscutibilmente una piccola era glaciale dalla metà del quindicesimo a metà del diciannovesimo secolo. Ragione per cui non è sorprendente che la temperatura abbia cominciato ad aumentare dopo quell’episodio di freddo prolungato. Nello stesso momento in cui uscivamo dalla piccola era glaciale, è iniziata l’era industriale ed essa è stata accompagnata da un’emissione crescente di gas serra, come la CO2, il metano e il protossido d’azoto. L’anidride carbonica l’ha fatta da padrone ed è generalmente accettato un suo aumento del 30%.
La caratteristica fondamentale per definire un gas serra è che esso sia relativamente trasparente alla luce solare, ma possa, invece, assorbire una porzione della radiazione termica. In generale, la Terra “bilancia” la radiazione solare che arriva emettendo radiazione termica. La presenza di gas serra inibisce il raffreddamento dovuto alla radiazione termica che “scappa” e porta a un certo riscaldamento. Detto ciò, le maggiori sostanze capaci di produrre l’effetto serra sulla Terra sono il vapor d’acqua e le nuvole delle grandi altezze (cirri). Queste sono considerate come sostanze primarie o principali, in modo da distinguerle da quelle secondarie antropogeniche, molto meno importanti. Anche raddoppiando la CO2 di origine antropogenica si causerebbe uno squilibrio nel bilanciamento tra radiazione che arriva e quella che esce, pari solo al 2%. Questo è quello che viene oggi chiamato “forzatura climatica” (climate forcing).
Vi è un generale consenso scientifico su quanto detto finora. Non vi è quindi oggettivamente nessun motivo di allarme, indipendentemente dal fatto che esista o non esista una relazione tra aumento dell’anidride carbonica e aumento della temperatura. Ciò nonostante, il più pubblicizzato grido di allarme dell’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change) delle Nazioni Unite, riguarda proprio l’esistenza o meno di una relazione tra CO2 e temperatura. Il fallimento dei tentativi di legare le due grandezze negli ultimi vent’anni evidenzia la debolezza di qualsiasi tipo di preoccupazione.
Le relazioni dell’IPCC consistono generalmente in circa 1000 pagine di testo, mentre il riassunto per i politici non supera le venti. E’ ovvio a tutti che è impossibile riassumere 1000 pagine in sole 20 senza omettere sfumature e “caveat”. Tuttavia, per esperienza personale, posso dire che non è facile interpretare nemmeno le venti pagine dirette ai politici. E’ invece semplicissimo capire che tutto il testo è diretto verso un unico scopo quasi mistico.
L’asserzione principale pubblicizzata dopo l’ultimo “report” dell’IPCC dice che probabilmente la maggior parte del riscaldamento seguente il 1957 (un punto di freddo anomalo) è dovuto all’uomo.
Questa drastica conclusione si basa su un argomento estremamente debole: il modello climatologico usato dall’IPCC non riesce a riprodurre il riscaldamento tra il 1978 e il 1998 senza una “forzatura climatica” e allora stabilisce che la sola forzatura ammissibile deve essere l’uomo. Questa forte dichiarazione implicherebbe, però, che il modello costruito dall’IPCC tenesse perfettamente conto delle variazioni naturali cicliche come El Nino, l’Oscillazione Pacifica Decennale (Pacific Decadal Oscillation), l’Oscillazione Atlantica Multi decennale (Atlantic Multidecadal Oscillation), ecc.
E’, invece, facilmente controllabile il fatto che gli articoli dei maggiori centri internazionali di modellizzazione climatica riconoscano pubblicamente il fallimento del modello dell’IPCC nel riprodurre l’andamento reale degli ultimi dodici anni, in cui non si è riscontrato nessun riscaldamento, proprio a causa dell’incorretta valutazione dei fenomeni ciclici naturali. Perciò, la base stessa della debole argomentazione dell’IPCC per un cambiamento climatologico antropogenico dimostra di essere completamente falsa. (In parole semplici: l’IPCC dice che il suo modello tiene conto delle variazioni cicliche naturali e che quindi qualsiasi scostamento dall’andamento reale è dovuto all’uomo. Tuttavia, i maggiori esperti mondiali dicono che l’andamento costante della temperatura negli ultimi dodici anni, non prevista dall’IPCC, è dovuta proprio all’errata valutazione nel modello dei fenomeni ciclici. Se è così, anche le differenze precedenti possono benissimo essere dovute allo stesso motivo, dato che il modello usato è sempre lo stesso. N.d.T.)
Ovviamente nessuno degli articoli “ufficiali” enfatizza questo problema, anzi molti asseriscono che, dopo aver corretto i modelli per le variazioni cicliche naturali, il caldo sicuramente ricomincerà a riprendere vigore nel 2009 (previsione sbagliata con conseguente nuovo cambiamento del modello… N.d.T.), nel 2013 e nel 2030.
Tuttavia, anche se la convinzione dell’IPCC fosse vera, non sarebbe causa di particolare allarmismo. Dopo tutto si sta parlando di decimi di grado, pur assumendo che l’effetto antropogenico sia superiore al 75% della forzatura climatica associata al raddoppiamento della CO2. Il potenziale di allarme (e solo il potenziale) è relativo al problema della sensibilità climatica dei dati del GATA in risposta al raddoppiamento della CO2. E’ tuttavia accertato che un raddoppiamento della CO2 produrrebbe al massimo solo un aumento di due gradi, sempre che tutto il resto rimanga costante (e ciò non è certamente vero. N.d.T.). Non sembra certo sufficiente per sollevare allarme.
I modelli correnti, però, predicono una maggiore sensibilità delle temperature in relazione alla CO2. Essi lo dicono perché le sostanze primarie dell’effetto serra (vapor d’acqua e nuvole) sono assunte come amplificatori di tutto ciò che fa la CO2. Ovviamente, in senso positivo, cioè con un aumento degli effetti dovuti alla sola CO2. Tuttavia, l’IPCC ammette che le nuvole continuano a essere una delle maggiori ragioni di incertezza dei modelli. Poiché le nuvole e il vapor d’acqua sono intimamente collegati, la conclusione dell’IPCC che asserisce che i loro modelli sono accurati riguardo al vapor d’acqua, diventano automaticamente non plausibili (in altre parole: se da un lato dicono che non sanno come trattare le nuvole e dall’altro che sanno trattare bene il vapor d’acqua, ci deve essere qualcosa di profondamente sbagliato, dato che le due “sostanze” sono intimamente collegate. N.d.T)
Ben poco, in realtà, si sa dell’effetto del vapor d’acqua in zone prive di nuvole. Più in generale, rimane essenzialmente ancora aperto il problema relativo al fatto che le nuvole e il vapor d’acqua abbiano un effetto positivo o negativo rispetto all’azione della CO2 (recenti ricerche del progetto CLOUD del CERN, hanno mostrato che Sole, raggi cosmici e formazione di nuvole sono intimamente collegati e sembrano produrre una diminuzione della temperatura. N.d.T.)
L’idea che la Terra sia dominata da effetti soltanto positivi è intuitivamente non plausibile. Circa 2.5 milioni di anni fa il Sole era circa il 20-30% meno luminoso di oggi (confrontate questo valore con il 2% di variazione che produrrebbe il raddoppiamento della CO2. N.d.T.) ma gli oceani non erano ghiacciati, implicando una temperatura non molto differente da quella di oggi. Negli anni ’70 Carl Sagan descrisse questo fatto come il Paradosso del Sole Debole (Early Faint Sun Paradox).
Per circa 30 anni si cercò di risolvere il paradosso con i gas serra. Qualcuno suggerì la CO2, il cui valore, però, avrebbe dovuto essere migliaia di volte più grande di quello attuale e di conseguenza inaccettabile con le evidenze geologiche. Anche il metano non riusciva a spiegarlo. Alla fine si stabilì che l’aumento dei “cirri” nelle zone tropicali poteva risolvere la questione, ma solo e soltanto se le nuvole avessero avuto un effetto negativo. In altre parole, solo se le nuvole avessero diminuito piuttosto che aumentato l’effetto della CO2.
Vi sono, però, ben pochi articoli che stabiliscono l’assenza di un effetto positivo, mentre, invece, la scarsa risposta alla CO2 è perfettamente compatibile con il piccolo aumento di temperatura osservato. Come possono allora i modelli che assumono una grande sensibilità simulare l’attuale piccola risposta alla forzatura climatica che è grande, più o meno, come il raddoppiamento della CO2?
Jeff Kiehl, del National Center for Atmospheric Research, notò nel 2007 che i modelli dell’IPCC usavano un’altra sostanza a effetto serra, che l’IPCC definiva, però, come poco conosciuta, per diminuire o cancellare del tutto e arbitrariamente la parte di riscaldamento dovuto all’effetto serra necessaria per un buon “fit” con i dati osservati: l’aerosol. Ogni modello cancellava la parte in modo diverso a seconda di ciò che si voleva ottenere (insomma, un parametro libero e sconosciuto che permetteva di aggiustare l’accordo con le osservazioni. N.d.T.).
Che cosa ha a che fare tutto ciò con la catastrofe climatica? La risposta porta a uno scandalo che è, nella mia opinione, ancora più grande di quello causato dagli e-mail del Climate Research Unit (il climategate. N.d.T.): la convinzione che l’esistenza del riscaldamento o dell’effetto serra debba essere considerata una catastrofe. Questo è il più grossolano degli spam del tipo “bait and switch” (spam civetta). Questo tipo di spam conferisce molta importanza alle macchinazioni usate nei famosi e-mail che avevano lo scopo di ritoccare le temperature di qualche decimo di grado.
La nozione che le complesse catastrofi climatiche siano semplicemente un modo di rispondere al singolo numero fornito da GATA in relazione a una singola forzatura climatica, la CO2, rappresenta un gigantesco passo indietro nella scienza della climatologia. La maggior parte dei disastri associati al riscaldamento sono semplicemente normali fenomeni naturali, falsamente indirizzati verso un solo colpevole. Tutti questi episodi coinvolgono chiaramente fenomeni che dipendono dalla sovrapposizione di molti fattori diversi
La nostra percezione della Natura è analogamente trascinata indietro di secoli a tal punto che fenomeni normali come spazi di acqua libera dal ghiaccio al Polo Nord, siccità, allagamenti, uragani, variazioni del livello dei mari, ecc. sono tutti considerati come presagi, condanne preannunciate per il nostro peccaminoso modo di vivere (come perfettamente riassunto dalla nostra stessa” traccia” legata al carbonio) (In altre parole: il carbonio, l’elemento fondamentale per la vita, viene oggi paragonato a un peccato da pagare a caro prezzo. N.d.T.). Tutti questi fenomeni sono, invece, dovuti alla confluenza di molteplici fattori.
Consideriamo il seguente esempio:
Supponiamo che io lasci una scatola sul pavimento e che mia moglie si inciampi in essa e che cada addosso a mia figlia che aveva in mano un cartone di uova, e che queste cadano sul pavimento e si rompano. Il nostro approccio odierno alle emissioni di gas serra è simile alla decisione che la miglior cosa per evitare di rompere le uova sia quella di non lasciare scatole sul pavimento. La differenza più importante tra le due situazioni (quella reale e quella dell’esempio) è che nel caso della CO2 atmosferica e della catastrofe climatica la catena di interferenze è molto più lunga e meno plausibile di quella che lega scatola e uova.
Concludo la traduzione senza aggiungere niente, a parte il sito dove trovare la versione inglese della mia traduzione, sicuramente non all’altezza del testo originario, e quattro siti in cui è possibile informarsi meglio sul citato “climategate” che tanto scandalo ha fatto.
The Climate Science Isn’t Settled
The Economics of Climate Change
Rigging a Climate ‘Consensus’
Global Warming With the Lid Off
Climate Science and Candor
Chi non si fidasse di Lindzen può andare a leggere il suo CV e le sue pubblicazioni scientifiche su questo sito.
articolo successivo: La vera storia della Groenlandia
articolo precedente: La Groenlandia “ristretta” dai sostenitori del Global Warming
45 Commenti a “La parola a un VERO esperto”
Pagine: [1] 2 3 4 5 » Mostra tutti
E quindi questo Signor Scienziato non è considerato minimamente dai climatologi ufficiali del IPCC? Incredibile! Come fanno a non esaminare le sue idee ed a cercare di confutarle , come sarebbe giusto fare per ottenere uno studio accurato? La cosa è incredibile. Forse non hanno in realtà argomenti.
Visto che la CO2 fà paura a questi signori , perchè si finanzia la ricerca ( se la si può chiamare così) per scovare a tutti i costi il GW e poi, spesso gli stessi, finanziano o permettono tranquillamente che si finanzi la distruzione delle grandi foreste ossia di quelle piante che si cibano , e di gusto, della CO2? Qualcosa mi sfugge caro Enzo.
Enzo,
e che succede!!???….non vi posso lasciare soli un po’, che mi diventate il Ballaro’ del web!!
….ma non era astronomia.com?..
:mrgreen:
..scherzo…e’ sempre un piacere il confronto dialettico anche se acceso ( evitando gli insulti …sempre!!! )….Aggiungo che quando si tratta di scienza, mai essere dogmatici….i Neutrini ed il Cern, oggi insegnano!!…Spero che questo mio piccolo contributo, possa far capire meglio di cosa stiamo parlando…lungi da me sostituirmi alle autorevolezze del settore e non.Ho preso alcune informazioni in giro per il web e con le mie piccole conoscenze mi e’ venuto fuori questo!!….
L’effetto serra è la capacità dell’atmosfera di trattenere più o meno calore: non è un fenomeno unico ma raggruppa tutti quei fenomeni che fanno variare il contenuto atmosferico di vapore acqueo, CO2 e metano.. Questi gas, per le proprie particolari proprietà molecolari-spettroscopiche, risultano infatti trasparenti alla radiazione solare entrante ad onda corta, che penetra facilmente nell’atmosfera raggiungendo in buona parte la superficie del pianeta ,mentre riflettono la radiazione infrarossa che ha un’onda lunga, che e’ riemessa sotto forma di calore dalla superficie del pianeta riscaldata dai raggi solari diretti,trovando pero’ i gas serra che ne impediscono la dissipazione.Questo comporta l’accumulo di energia termica e quindi l’innalzamento della temperatura superficiale.
Tuttavia l’effetto serra non coincide e non deve essere confuso con il semplice aumento o diminuzione della temperatura terrestre. ad esempio quando nel passato è arrivata maggior energia dal Sole sulla Terra (a causa di variazioni orbitali terrestri e/o maggiore attività solare), si è avuto un innalzamento delle temperature senza variazione dell’effetto serra. In questo caso la capacità dell’atmosfera di trattenere calore non è variata e l’aumento di temperatura è dovuto solo al fatto che maggior energia dal Sole ha colpito la terra.
Esistono numerosi fattori che contribuiscono ad alzare o abbassare l’effetto serra localmente e su scala globale: alcuni di questi fattori sono interni all’atmosfera (piogge, spostamenti di masse d’aria umide, annuvolamenti, contenuto di vapore acqueo, CO2, metano,…) altri sono esterni (evaporazione dei mari, scambio CO2 tra mare e atmosfera, respirazione del mondo vegetale e animale, azione batterica nei terreni, emissioni vulcaniche,…).
Tutti questi fattori partecipano insieme apportando localmente un contributo all’aumento o uno alla diminuzione del fenomeno,facendo rimanere il sistema in equilibrio termico con media globale costante. Quando si parla di aumento o diminuzione dell’effetto serra si parla della tendenza di tutti questi fattori a trovare un nuovo equilibrio globale verso una situazione di più alta o più bassa temperatura. L’effetto serra agisce evitando che il sistema Terra entri in uno stato di squilibrio termico. Alterando un parametro che squilibra il sistema climatico (insolazione, evaporazione, piogge, annuvolamento, attività vegetale, animale o batterica, attività vulcanica, contenuto gas serra,…) il sistema reagisce in maniera tale da riequilibrare la variazione che il clima subisce sia a livello locale (più velocemente) che a livello globale (in maniera più lenta). Se un fattore fa aumentare l’effetto serra (maggior contenuto di vapore acqueo o di CO2,…) allora il sistema subirà una variazione che sviluppa quegli elementi che riequilibrano il clima (aumento delle perturbazioni atmosferiche diminuendo il vapore acqueo contenuto nell’atmosfera, maggior sviluppo del mondo vegetale che consuma acqua e CO2,…).Che l’uomo stia modificando l’ecosistema e’ indubbio.In che percentuale non e’ dato a saperlo.Se sia giusto essere allarmisti o meno non sta’ a me stabilirlo e non mi sento nemmeno di giudicare chi lo e’, se lo e’ per una pura causa ecologista e di salvaguardia delle generazioni future e non per un motivo meramente economico o di difesa di interessi lobbistici….anche se, in questo caso, abbiamo una la malafede intellettuale, ma con questo allarmismo si possono muovere le masse per riuscire ad ottenere un miglior sviluppo di energie alternative ed ecosostenibili, purtroppo a discapito della verita’ scientifica….mha….un po’ come questo Lunedi….tornando da Madrid… 5 minuti dopo il decollo il capitano ha richiesto un atterraggio di emergenza e spento un motore, dopo che si era accesa una spia di allarme….Tanto spavento, ma a quelle persone che erano arrabbiate per il ritardo…( oltre tre ore ) ho fatto presente che per fortuna la spia si e’ accesa e per fortuna siamo in ritardo….Insomma….se sia giusto o meno essere allarmisti lo sapremo tra qualche anno con dati alla mano…ma di sicuro il genere umano deve cambiare strada.
Vedo, da questo e altri articoli, che gli autori del sito sono inclini a prendere Lindzen come autorità sul tema. Ma mi sembra che, magari senza volerlo, le sue argomentazioni siano esposte in modo da sembrare ben più estreme di quanto in realtà siano.
Come scritto pure in questo articolo, Lindzen accetta l’opinione generale sul ruolo della CO2, e pure sul piano quantitativo. Quindi è, per usare espressioni ricorrenti, un “demonizzatore della CO2″ esattamente quanto gli altri. Tra l’altro ha collaborato a due dei quattro rapporti IPCC, quindi di nuovo caratterizzare le sue opinioni come diametralmente opposte è piuttosto difficile…
Dove le opinioni di Lindzen divergono dalla maggioranza è sul ruolo dei processi successivi al riscaldamento iniziale causato dalla CO2. In due parole, l’opinione della maggior parte dei climatologi è che questi processi (detti generalmente “feedback”, ad esempio il feedback ghiaccio-albedo è quello che amplifica l’effetto del GW ai poli) abbiano l’effetto complessivo di amplificare il riscaldamento, e non di poco.
Lindzen invece pensa che i feedback siano prevalentemente negativi, cioè che tendano ad annullare il riscaldamento precedente.
Tutto qui. Piccole cose, con grandi conseguenze ![]()
caro Andrea,
parole sante le tue! Eppure sembra che il mondo abbia scelto questa strada, quella della paura e del terrore per muoversi, ma troppo spesso nella direzione sbagliata! ![]()
caro Mario Fiori,
la cosa è perfino peggiore. Il Sig. Lindzen è stato all’interno dell’IPCC, ma le sue idee venivano trascurate e mascherate, costringendolo a uscire da un gruppo che aveva un bisogno impellente di persone come lui. Non è certo il primo e non sarà l’ultimo, ma si preferisce avere una squadra di obbedienti servitori…ben pagati!
caro Marco,
tu parli bene e a ragione. Quello su cui non sono d’accordo è che sia giusto usare mezzi falsificati per ottenere un risultato. Potrei fare mille esempi negativi in questo senso. La scienza non DEVE essere manipolata anche se per un eventuale nobile fine. Se no, addio alla ricerca e alla verità scientifica… Nel caso in questione, è ormai provato (e i sostenitori del WG lo sanno bene in quanto sono passati ad azioni chiaramente truffaldine) che le previsioni catastrofiche non si sono realizzate e non lo faranno se non a causa di altri motivi. E’ possibile che l’uomo per capire e fare qualcosa debba solo agire in malafede e attraverso menzogne? No, mi spiace non lo posso accettare…
caro Alfio,
ma hai letto l’articolo? Se non ti fidi della traduzione, puoi andare a quello originale e, se sei ferrato in materia, anche a quelli professionali che trovi nel sito di Lindzen… Come fai a dire che in fondo demonizza la CO2? So benissimo che ha collaborato con l’IPCC, ma solo per produrre ipotesi scientificamente valide. Ovviamente, le sue idee non facevano comodo ed è dovuto uscire…
per tutti,
cari amici lettori, avete notato una cosa molto indicativa? Se io avessi scritto che il Sole è un cubo o che un buco nero è nero perchè non si è accesa la luce, non ci sarebbero stati tanti interventi accesi e quasi isterici. Ne sono convinto… Sembra che l’argomento GW sia qualcosa di speciale, di non scientifico, ma un vero gesto di fede. Forse è proprio così… toccare il GW, qualcosa che i media hanno costruito con pazienza e continuità per anni è ormai diventato come credere in Dio o essere ateo. Sembra un fatto personale, di lesa maestà. Sarebbe bello sentire il parere di uno psichiatra o di uno psicologo. Possono i media arrivare a tanto? Forse Orwell aveva proprio ragione, accidenti! Anzi, sì, ne sono convinto. Avete notato che ormai non basta più nemmeno riportare letteralmente un articolo di un luminare del campo. Chi è contro il GW è contro di me e mi odia…. Qualcosa del genere. Estremamente interessante dal punto di vista psicologico… Non trovate?
E’ un po’ come toccare il cannoniere della squadra di calcio del cuore, anche se non segna più da dieci anni…
Ripeto per tutti gli amanti del GW… l’articolo si può leggere in inglese e si può leggere molto altro di Lindzen e di suoi colleghi. Possibile che qualche dubbio per accettare un dialogo diverso, scientifico e non lobbistico non passi nemmeno per l’anticamera del cervello? Mah ![]()
Io chiedo solo quello, non che si cambi RELIGIONE!!!!! ![]()
caro Enzo,
avevo gia’ letto l’articolo in originale a suo tempo, quando usci’ sul wsj.
Il mio commento riguardava il fatto, scritto nell’articolo ma forse non abbastanza in evidenza, che Lindzen e’ d’accordo con tutti gli altri riguardo al fatto che un raddoppio della CO2, tenuto fermo tutto il resto, provocherebbe un riscaldamento di 1 grado o giu’ di li’, come lui stesso ha scritto diverse volte, per esempio: http://eaps.mit.edu/faculty/lindzen/198_greenhouse.pdf
e quindi, se l’IPCC sbaglia a preoccuparsi della CO2 come ripetuto qualche dozzina di volte negli articoli di questa sezione e nei commenti, si sbaglia anche Lindzen, che su di essa ha la stessa opinione.
Volevo solo farvi notare la contraddizione di citare Lindzen quando, in realta’, lui arriva alla conclusione che il GW non e’ importante per tutt’altra strada rispetto a quella che sembrava: secondo lui esistono feedback negativi che contrastano l’effetto del GW e lo rendono un problema minore. Non mette in discussione il ruolo dei gas serra, dell’equilibrio radiativo, etc.
Pagine: [1] 2 3 4 5 » Mostra tutti




Una grande gioia, questo articolo, davvero. Mai potuti sopportare gli allarmi climatologici e mai creduti. Ma, al di là di tutto, mi stavo domandando una cosa: possibile che per migliorare il clima e l’aria nelle nostre città si debba creare un mito? Siamo ancora fermi ai totem? Possibile che non si possa passare attraverso la verità, o meglio, attraverso una serena osservazione dei fatti, di ciò che si sa e, ancor più, di ciò che non si sa?