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E’ arrivato da spazi lontani alcuni giorni or sono, in un primo pomeriggio di una splendida primavera inoltrata. Il sole quasi estivo ed il pranzo particolarmente abbondante, mi convinsero a sdraiarmi sotto un pino secolare…

Addio Ugo. I tuoi racconti continueranno a vivere nei nostri cuori.

E’ arrivato da spazi lontani alcuni giorni or sono, in un primo pomeriggio di una splendida primavera inoltrata. Il sole quasi estivo ed il pranzo particolarmente abbondante, mi convinsero a sdraiarmi sotto un pino secolare, osservando, senza interessi particolari, i rami che disegnavano nel cielo strane forme.

Lo vidi improvvisamente. Le sue dimensioni erano enormi, il suo corpo, quasi trasparente, abbracciava buona parte dell’albero aumentando la propria densità verso il centro di quella massa informe. Ogni parte della massa era in continuo movimento, era impressionante osservare la zona centrale dove l’agitazione era quasi frenetica. Era pomeriggio inoltrato quando, il parossistico movimento iniziale, diminuiva gradualmente con la riduzione della massa, ed il tramonto lo vide ridotto ad un cono con dimensioni simili ad una piccola damigiana.

Già da molto tempo gli scienziati li stanno studiando ma è la prima volta che ho l’occasione di osservare il loro comportamento. Hanno invaso quasi tutto il nostro pianeta ed hanno caratteristiche inimmaginabili per noi esseri umani. Ogni individuo, periodicamente, si divide in due generando una nuova entità con le stesse caratteristiche dell’individuo originario.Ciò denota una loro conoscenza profonda del meccanismo della clonazione. Non esiste un individuo giovane o un individuo vecchio. Sono immortali.

Ogni entità produce continuamente nuove cellule che sostituiscono quelle invecchiate in modo che l’individuo è dotato continuamente di cellule in piena efficienza. Questo è l’unico punto debole di questo strano individuo che non nasce non invecchia e non muore. È possibile eliminarlo rendendo improduttivo l’apparato di riproduzione delle cellule.Impresa comunque ardua a causa dell’agguerrito sistema di difesa dell’entità.

Come per gli esseri umani ogni individuo è provvisto di cellule di vario tipo con scopi ed attività particolarmente definite. Le dimensioni di ogni cellula sono enormi e molto più sofisticate, se paragonate alle cellule umane. Ogni cellula che compone l’entità è in grado di autoalimentarsi, con esclusione della enorme unica cellula che ne produce continuamente di nuove e che viene alimentata a turno da cellule appositamente programmate.

Anche questa, naturalmente, può essere sostituita da una nuova, in caso di bisogno. L’individuo non necessita perciò degli apparati che caratterizzano gli esseri umani. Non è dotato di circolazione del sangue od altro prodotto idoneo a mantenere in vita le proprie cellule. Non esiste apparato respiratorio, apparato digerente, scheletro, organi per la riproduzione, per gli spostamenti, occhi, orecchie e qualsiasi altro ammennicolo che siamo abituati ad immaginare per ogni essere vivente.
Ogni cellula che compone l’individuo è in grado di spostarsi nello spazio in modo autonomo, di alimentarsi, e di operare in base al proprio compito per l’esclusivo benessere dell’entità.

È molto interessato alla riproduzione di tantissimi vegetali dei quali organizza attentamente la fecondazione, e certamente non si tratta di organismi geneticamente modificati. Unico grande mistero che circonda questo essere è la mancanza di cervello e di un sistema nervoso. I nostri scienziati hanno esaminato l’individuo con attenzione senza scoprire da quale cellula o gruppo di cellule provengono le decisioni che ogni individuo è costretto a prendere. In quale modo decide di dividersi per formare un nuovo essere? Come sceglie il posto dove andare? Quante cellule sono necessarie? Di quale organo? Le cellule sono tutte organizzate in un modo stupendo. Chi indica loro il da farsi?

La difesa dell’individuo sopraggiunge immediatamente alla presenza di una cellula estranea o impazzita. Scoprire come si difende sarebbe utilissimo per debellare alcune gravi malattie che ancora colpiscono il genere umano. Sono esseri affascinanti e temuti nello stesso tempo da tutta l’umanità.

Alcuni scienziati ritengono di individuare questa entità chiamando la mente che gestisce così mirabilmente queste cellule con un nome pieno di mistero: lo spirito dell’alveare. In ogni caso domani chiamo i pompieri. Loro sono perfettamente attrezzati per eliminare questo fastidio. Avere un nido di api in giardino, dotate di pericolosi pungiglioni, non mi offre quella tranquillità e sicurezza di cui ogni essere umano ha diritto.

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