Un giorno di calma in centro

L’osservatorio spaziale Integral ha osservato la regione centrale della Via Lattea in un momento di inattesa tranquillità delle sorgenti che circondano Sagittarius A*.

Attività nel centro galattico

Attività nel centro galattico

La regione centrale della Via Lattea è un’incredibile sorgente di radiazioni ad alta energia. A produrre questa radiazione, però, non ci pensa solamente il mastodontico buco nero centrale della galassia chiamato dagli astronomi Sagittarius A*. Nei suoi dintorni, infatti, le osservazioni hanno mostrato la presenza di numerose altre intense sorgenti di radiazione X, molto probabilmente sistemi stellari binari in cui una delle due componenti è una stella collassata, vale a dire una nana bianca, una stella di neutroni o forse anche un buco nero. E’ il materiale risucchiato alla compagna da questo esotico oggetto che, riscaldato nella sua folle corsa fino a temperature dell’ordine del milione di gradi, emette intense radiazioni X e gamma.

Si capisce dunque il motivo per cui la regione centrale della nostra Galassia – gli astronomi la chiamano “bulge”, letteralmente “rigonfiamento” – sia attentamente tenuta d’occhio dagli astrofisici. Tra gli strumenti impiegati figura anche INTEGRAL, l’osservatorio spaziale dell’ESA per la radiazione gamma, che osserva con continuità il bulge galattico fin dal febbraio 2005, tenendo d’occhio con attenzione un’ottantina di intense sorgenti di emissioni ad alta energia.

Proprio le osservazioni di INTEGRAL effettuate nell’aprile 2006 hanno indicato che in quei giorni è successo qualcosa di insolito. Dalle rilevazioni, infatti, si è scoperto che una decina tra le sorgenti più prossime al centro galattico hanno improvvisamente diminuito la loro emissione fino quasi a scomparire prima di tornare successivamente alla loro emissione normale.

Secondo Erik Kuulkers, responsabile del programma di monitoraggio del centro galattico compiuto da INTEGRAL e primo autore del resoconto dei primi 18 mesi di tale programma che verrà prossimamente pubblicato su Astronomy & Astrophysics, è da escludere l’intervento di una misteriosa forza esterna. “Tutte quelle sorgenti sono variabili – spiega – ed è solo un caso, o un colpo di fortuna bello e buono, che tutte quante si siano momentaneamente spente durante la nostra osservazione”.

La curiosa circostanza si è comunque trasformata per gli astronomi in una occasione davvero ghiotta. Non solo, infatti, hanno potuto osservare meglio alcuni oggetti più deboli solitamente offuscati dalle emissioni di quelle sorgenti, ma hanno anche potuto dare un’occhiata al comportamento della materia che scompare nelle fauci del buco nero centrale della Galassia.

Fonte: http://www.coelum.com