Il doppio alone della Galassia

Un team internazionale coordinato da un’astronoma italiana scopre che nelle regioni più esterne della Galassia vi sono due componenti stellari che ruotano in direzioni opposte.

Il doppio alone della Galassia

Oltre alla componente del disco, la cui struttura assomiglia a quella di due piatti sovrapposti, ogni galassia – compresa la nostra – è avvolta in una sorta di guscio sferico chiamato alone. Mentre la regione del disco, complice l’azione dei bracci di spirale, è molto attiva nella produzione stellare e dunque vi possiamo trovare anche stelle molto giovani, l’alone è composta da stelle piuttosto vecchie.

Finora si pensava che, tutto sommato, la popolazione stellare dell’alone fosse omogenea, composta cioè da vecchie stelle con composizione chimica pressochè identica e caratterizzate da dinamiche molto simili. Una ricerca pubblicata a metà dicembre su Nature, però, mostra in modo decisivo che questo quadro va drasticamente rivisto.

Lo studio è opera di un team internazionale di astronomi coordinati da Daniela Carollo (Osservatorio Astronomico di Torino), che hanno analizzato i dati di 20 mila stelle provenienti dalla Sloan Digital Sky Survey (SDSS-II). Nel corso di un anno – tanto è durato il lavoro degli astronomi – Carollo e collaboratori hanno studiato nei dettagli la composizione chimica e la velocità delle stelle appartenenti all’alone della Via Lattea e hanno notato che la struttura che appariva dai dati era differente dalle attese: l’alone galattico non era una struttura omogenea, ma mostrava chiaramente la presenza di due distinte componenti.

La parte più interna, che si estende fino a circa 50 mila anni luce dal centro galattico ed è caratterizzata da una forma un po’ schiacciata, è composta da stelle la cui componente metallica è tre volte superiore a quella dell’alone esterno e il moto di rotazione che la caratterizza avviene nello stesso senso di quello del disco, ma a una velocità molto più bassa. Prendendo come riferimento il nostro Sole, la cui rotazione intorno al centro galattico avviene alla incredibile velocità di oltre 220 chilometri al secondo, le stelle di questo alone più interno ruotano a circa un decimo di tale velocità.

L’alone esterno ha invece una forma più sferica e comprende le stelle che si trovano oltre 65 mila anni luce dal centro galattico. Queste stelle, oltre a presentare differente composizione chimica, si muovono in direzione opposta rispetto alle altre due componenti e la velocità che le anima è di oltre 44 chilometri al secondo, il doppio di quella che caratterizza le stelle dell’alone più interno.

Secondo i ricercatori siamo di fronte alla prova che la nostra Galassia non si è formata in un colpo solo, ma alla sua costruzione hanno contribuito nel corso del tempo varie componenti. Il quadro proposto prevede che inizialmente si sia formato l’alone più interno, originatosi in seguito alla collisione e fusione delle piccole – ma massicce – galassie legate gravitazionalmente in modo più stretto alla Via Lattea, tanto da condividere lo stesso moto di rotazione. Solo successivamente si sarebbero aggregate altre galassie, più piccole e meno massicce, che orbitavano intorno alla Via Lattea in direzione opposta e che avrebbero originato l’alone più esterno.

Nonostante il quadro appaia abbastanza esauriente, però, c’è ancora molto da chiarire. Molta attesa in tal senso è riposta nel progetto SEGUE (Sloan Extension for Galactic Understanding and Exploration), che ormai ha oltrepassato la metà del suo ambizioso obiettivo: fornire i dati della composizione e delle velocità di 250 mila stelle.

E non mancheranno di certo nuove sorprese.

Fonte: Coelum

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2 Commenti

  1. Evvai,finalmente sappiamo qualcosa di più sulla nostra bellissima galassia!
    Il nostro Sole,alla faccia,quanto è veloce!^^
    Buon anno nuovo!

  2. È proprio un peccato non poter ‘vedere’ la Galassia nella quale siamo immersi… Ci tocca solo ipotizzare la sua forma 😆