I laghi di Enceladus e dell’Antartide

La Missione Cassini ha sorvolato il piccolo satellite di Saturno, Enceladus, per analizzare la composizione chimica dei suoi getti di vapore.

Enceladus

Enceladus

Per studiare da vicino i satelliti di Saturno a volte basta studiare il nostro pianeta. Oppure esattamente il contrario … Il 12 marzo di quest’anno la sonda Cassini ha sorvolato, a soli 50 km di distanza, Enceladus, una piccola luna di Saturno di circa 500 km di diametro. Perché questo volo così radente? La motivazione è ampiamente giustificata.

Fin dalle missioni Voyager il satellite aveva mostrato zone superficiali nettamente diverse. Alcune profondamente craterizzate (e quindi più “vecchie”), ed altre molto più lisce e solcate da grandi crepacci, in qualche modo simili al satellite gioviano Europa. I dubbi su una possibile attività interna venivano confermati dalla sonda Cassini nel 2005, quando si fotografò un “getto” di gas che fuoriusciva da una serie di geyser situati presso il polo sud. Il vapore si espandeva al di fuori della superficie fino a formare un tenue anello attorno a Saturno.

Getti di vapor acqueo simili a geyser terrestri

Sopra: il getto di vapor d’acqua, particelle di ghiaccio e tracce di composti organici, che fuoriesce dai crepacci del polo sud di Enceladus, in modo simile ai geyser terrestri (sinistra). Uno schema grafico del getto (destra).

Non abbiamo ancora le foto del passaggio ravvicinato (è questioni di giorni, andate a visitare spesso il sito web del JPL), ma già si pensa che esista un lago sotterraneo di acqua ad “alta” temperatura (circa 0°C), in condizioni tali che l’elemento tanto prezioso possa sussistere nelle sue tre fasi (solida, liquida, gassosa). Dalle profonde fratture essa verrebbe spinta in superficie ad alta velocità sotto forma di vapore, misto a cristalli di ghiaccio e forse anche a piccole quantità di composti organici. Proprio in modo simile ai “geyser” che ben conosciamo sulla Terra.

Il 12 marzo la navicella è passata attraverso i “getti” di vapore e dovrebbe aver raccolto informazioni fondamentali sulla composizione chimica. Ma, in realtà, anche sulla Terra abbiamo fenomeni del genere. In Antartide esistono molti laghi di acqua dolce al di sotto di chilometri di ghiaccio. Il più famoso e il più grande è il lago Vostok, situato proprio sotto il punto più freddo del pianeta (si raggiungono -89°C in superficie), a circa 4 km di profondità. In esso la temperatura è di poco inferiore a 0°C e quindi l’acqua riesce a mantenersi liquida. L’estensione del lago è impressionante, circa 250 km di lunghezza per 40 di larghezza (la profondità è di circa 500-600 metri). Se si creasse una frattura come quelle che vi sono su Enceladus, avremmo qualcosa di molto simile a ciò che si vede sul piccolo mondo così lontano. Il contorno del lago si vede bene attraverso le immagini radar ottenute dai satelliti artificiali.

Immagini del lago Vostok

Sopra: la posizione del lago Vostok (sinistra), il suo contorno evidenziato dalle immagini radar (centro), ed una sezione verticale (destra)

Il grandissimo interesse del Vostok risiede nel fatto che potrebbe rappresentare un ecosistema eccezionale. Non è impossibile infatti che alcune forme di vita molto semplice sopravvivano in quelle condizioni, sfruttando l’energia geotermica dell’interno della Terra, la stessa che mantiene calda l’acqua del lago. Ma se questo capita sulla Terra, perché non potrebbe capitare anche su Enceladus? Si aspetta con trepidazione che le analisi chimiche del getto di gas ottenute dalla Cassini indichino il valore di “inquinamento” organico dell’enorme riserva liquida sottostante.

Perché non pensare anche in questo caso ad un ecosistema sotterraneo? Non vi saranno certo dinosauri, pesci o sirene, ma qualcosa potrebbe anche trovarsi … e questa non è fantascienza. Un piccolo commento: a volte i veri misteri si trovano studiando la realtà e non cercando di falsificarla. Non vi pare?

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3 Commenti

  1. Questo concetto, da profano, mi ricorda molto quel film-documentario di “Aliens Of the Deep”. Certo con una quantità notevole di acqua a temperature prossime agli 0° non è poi così fantascienza presupporre la presenza di forme di vita.

    Aspettando analisi del getto di gas possiamo sempre “sognare”.

  2. Questo tipo di scoperta darebbe ragione a tutti coloro che, come me, non credono molto nell’esistenza di alieni e marziani vari, ma credono fermamente che ci sia vita nell’universo. Spero presto di poter vedere qualche immagine!!!
    Bell’articolo Prof.!
    P.S.
    Alcuni credono che falsificare la realtà serva a renderla più interessante… ignoranti!

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