Riempito il “buco” tra stelle e pianeti

Scoperta la Nana Bruna più fredda mai osservata. Un gruppo internazionale di ricercatori sembra finalmente aver trovato l’anello mancante tra i pianeti e le stelle.

Un gruppo internazionale di ricercatori sembra finalmente aver trovato l’$anello$ mancante tra i pianeti e le stelle. Le osservazioni sono state eseguite sia alle Hawaii che in Cile. La stella, identificata con la lunghissima sigla CFBDS J0059.83-011401.3, ha una temperatura di soli 350°C ed una massa 15-30 volte superore a quella di Giove. Si trova a 40 Anni Luce da noi ed è completamente isolata.

Sappiamo che le Nane Brune sono oggetti intermedi tra le stelle ed i pianeti giganti, con masse che normalmente sono meno di 70 volte quelle del nostro più grande pianeta gassoso. A causa di questa piccola massa, la temperatura non riesce a mantenere le reazioni termonucleari di fusione per tempi lunghi (vedi il raccontino “il Brutto Anatroccolo” apparso qualche settimana fa su questo sito). A differenza del nostro Sole, una Nana Bruna diventerà sempre più fredda con il passare del tempo.

nana bruna

Sopra: la posizione della nuova Nana Bruna colma il vuoto tra stelle e pianeti giganti – ingrandisci

Le prime stelle di questo tipo furono scoperte solo nel 1995. Una delle più importanti differenze che esistono tra pianeti giganti e Nane Brune è la presenza di ammoniaca nei primi, del tutto assente nelle seconde. La recente scoperta indica invece una chiara presenza di questo gas nell’atmosfera del nuovo oggetto celeste. Inoltre la temperatura delle “vecchie” Nane Brune ( e quindi più fredde) raggiunge al limite i 600°C. La nuova stella si avvicina invece di molto alla temperatura dei pianeti.

Il grande vantaggio delle Nane Brune è che esse sono spesso oggetti singoli (nascono come le normali stelle) e non sono disturbate dalla presenza di stelle vicine, come nel caso dei super-pianeti, e quindi il loro “spettro” può essere studiato molto meglio. Aspettiamoci oggetti ancora più “ambigui” …

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6 Commenti

  1. Io forse sono rimasto un pò indietro: ma una delle differenze tra giganti gassosi e nane brune non era la presenza -nei primi- di un nucleo roccioso?
    E poi: la ‘morte’ di una nana bruna è simile a quella di una stella vera e propria? Voglio dire: non esploderanno certo come novae, ma diventeranno comunque un oggetto simile a un buco nero? O cosa?

  2. @Alex,
    il nucleo roccioso non è fondamentale. Quella che conta è la massa e la temperatura. In realtà le nane brune riescono a bruciare solo il deuterio, ma non ad innescare la fusione dell’idrogeno “normale”. Esse non moriranno praticamente mai, raffreddandosi sempre di più. Probabilmente saranno le risorse di idrogeno del futuro più lontano quando l’Universo si spegnerà.. Niente esplosioni quindi.

  3. Due domande:
    come quando l’universo esploderà? puoi spiegarmi qualcosa o indirizzarmi su qualche articolo a riguardo?

    Io ero rimasto alla teoria formulata da Laplace per cui pianeti come Giove, così come tutti gli altri del sistema, si erano formati in fasi successive dovute all’addensamento di materia che avrebbe dato origine al sole e alla messa in rotazione di materiale che avrebbe dato origine ai pianeti. Non ho capito l’anello mancante di cui parla l’articolo è parte di un unico ciclo cioè lo stesso corpo è prima stella poi pianeta oppure si intende semplicemente di anello mancante nella classificazione dei corpi celesti.

  4. @uèuè,
    sapere come finirà la sua vita l’universo non è facile. Vi sono varie alternative che vanno da quella di un universo in continua espansione a quella di un rallentamento e poi di un ritorno verso il Big Bang. Inoltre tutto va verso l’entropia, ossia verso il caos completo. Vi sono vari siti web molto ben fatti, anche in italiano, come quello dell’Osservatorio di Padova http://www.pd.astro.it/stelle/ dove puoi trovare vari link a seconda del livello che vuoi raggiungere. L’anello mancante si intende proprio nella classificazione. In realtà le nane Brune restano stelle per come si formano, mentre i pianeti seguono una formazione simile a quella di cui parli tu. Una stella non diventerà mai pianeta, ma la differenza tra loro (malgrado l’origine sia diversa) tende a diventare impercettibile o quasi.

  5. Una domanda per il prof: hai detto che una stella non diventerà mai pianeta. Ma, ipoteticamente parlando, cosa succederebbe se si potesse togliere ad una stella una quantità di materia sufficiente a ridurne la massa sotto quella limite perchè resti una stella? E, viceversa, cosa potrebbe succedere, invece, aggiungendo ad un pianeta abbastanza materia da portarne la massa al livello di una massa stellare? Chiedo per pura curiosità…
    grazie

  6. @Mik,
    innanzitutto dobbiamo parlare di pianeti gassosi. Probabilmente se aggiungessimo idrogeno a Giove potremmo far partire le reazioni nucleari. Tuttavia teniamo conto che Giove ha un nucleo solido dovuto alla sua formazione come “pianeta”. Però è anche giusto dire che la definizione di pianeta non è drastica. Una Nana Bruna molto più piccola potrebbe essere considerata pianeta. Non voglio creare confusione… Direi che la definizione di pianeta tiene solo conto della mancanza assoluta di reazioni nucleari (indipendentemente dalla formazione). Una nana bruna riesce a bruciare il deuterio all’inizio e quindi è una stella. Se fosse molto più piccola non riuscirebbe a fare nemmeno questo e quindi potremmo definirla “pianeta vagabondo”, ossia nato come una stella (da solo), ma poi completamente inattivo…