Il lago di Titano

Anche se se ne era quasi certi, adesso esiste la prova sicura: su Titano esiste un enorme lago liquido.

La Terra non è più il solo pianeta a contenere distese di materiale allo stato liquido. Da oggi dobbiamo aggiungere alla lista anche il satellite di Saturno, Titano. La Cassini ha infatti dimostrato che esiste un lago, nella regione del polo sud, lungo circa 240 km. A questo eccezionale risultato si è giunti attraverso il VIMS (Visual and Infrared Mapping Spectrometer) ed alla sua capacità di identificare un certo materiale attraverso la luce che viene riflessa a varie lunghezze d’onda. Il lago è stato chiamato “Ontario” come quello esistente sulla Terra nella regione dei grandi laghi statunitensi, dato che gli è molto simile come forma e dimensioni (circa 20000 chilometri quadrati).

Ovviamente non vi è acqua all’interno del bacino lacustre, ma etano, metano, azoto ed altri idrocarburi. Probabilmente l’Ontario sarà solo il primo di una lunga serie. Non si sa ancora quanto sia profondo, ma sicuramente più di due centimetri. La certezza della sua composizione liquida deriva dal fatto che il 99,9% della radiazione a 5 micron che colpisce la superficie NON viene riflessa. Un materiale così “scuro” non può che essere liscio come uno specchio (ovviamente non riflettente) in quanto nessuna superficie solida di origine naturale può comportarsi in tale modo.

Il nuovo lago Ontario

Sopra: A destra vi è l’immagine a 5 micron presa il 4 dicembre 2007 quando la sonda era ad una distanza di 1100 km e che ha permesso la scoperta della superficie liquida. A sinistra un’immagine completa del Lago Ontario presa nel giugno 2005

Il lago non contiene sicuramente né acqua, né ammoniaca, né anidride carbonica. Le osservazioni mostrano anche un’evidente “spiaggia” scura di materiale organico che lo circonda, dovuta alla lenta e continua evaporazione della massa liquida. Chissà se simpatici “granchietti” percorrono avanti e indietro il lungolago?

Informazioni su Vincenzo Zappalà 971 Articoli
Professore ordinario di Astrofisica, oggi in pensione. La sua specializzazione è stata la Planetologia e, in particolare, i corpi minori del Sistema Solare. E' stato uno dei "pionieri" dello studio fisico degli asteroidi negli anni '70, dedicandosi soprattutto alla determinazione dell'asse di rotazione e, più in generale, all'evoluzione collisionale della fascia principale. I suoi contributi hanno toccato vari risvolti innovativi sia di dinamica che di fisica, portando alla determinazione univoca, ormai globalmente riconosciuta, delle famiglie astroidali. Su queste ha svolto studi molto dettagliati. Ha al suo attivo più di 250 lavori pubblicati sulle maggiori riviste internazionali del settore. E’ stato varie volte membro di Consigli Scientifici di Congressi Internazionali, oltre che Presidente di alcuni di questi. Ha tenuto numerosi discorsi invitati in tutti i maggiori centri di ricerca europei e americani, oltre che in Giappone, in India e in Russia (presso l’Accademia delle Scienze di Mosca). Ha tenuto un corso di planetologia avanzata presso l'Università di Rio de Janeiro. Dal 1997 al 2000 è stato Presidente della Commissione 15 dell’Unione Astronomica Internazionale, di cui è membro fin dal 1975. E’ stato anche co-leader del gruppo di lavoro sul Sistema Solare della missione spaziale GAIA. L’asteroide 2813, scoperto nell’Osservatorio Lowell di Flagstaff (Arizona), gli è stato dedicato e porta il suo nome. Ha sempre avuto una grande passione per la divulgazione, cercando di far conoscere l'astrofisica e le sue meraviglie a tutti colloro dotati di volontà di imparare, indipendentemente dal titolo di studio e dall'età. E' autore di diversi libri dedicati all'Universo, che si possono trovare nell'apposita sezione del sito. Da parecchi anni collabora come esperto esterno a questo blog inserendo articoli che spaziano tra i diversi campi dell'astrofisica, sempre, però, condotti a un livello interpretativo comprensibile anche dai neofiti.

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3 Commenti

  1. Profe, allora il Lago di Garda mi diventa demodè? Per la prox stagione di windsurf rotta verso Titano… (spero ci sia vento…):mrgreen: :mrgreen: skerzo, Prof, notizia interessante come sempre… 🙂

  2. Risolto il problema della carenza di carburanti per i prossimi secoli. Bisognerà solo costruire delle ‘petroliere’ spaziali e cominciare a trasportare quegli idrocarburi quaggiù. Mi offro come mozzo, mi piace viaggiare… 😉

  3. ho sempre affermato che la fantascienza onesta non esiste perche’ in realta’ si tratta semplicemente della scienza del futuro e neanche tanto lontano. Un esempio? Alex hai colpito nel segno… Vi ricorda niente il film Alien?

    Mi associo ad alex: voglio venire anche io posso fare il mozzo in seconda

    😆

    gian claudio