Il fagiolo magico

Sono sicuro che una morale ci sia, ma non sono convinto di averla ancora compresa del tutto …

Giacomino si divertiva a giocare nell’orto che sua mamma curava con tanto amore. Stava ben attento a non schiacciare nessuna pianticella e spesso cercava di dare una mano togliendo le erbacce ed innaffiando. La mamma sapeva che suo figlio era molto attento e giudizioso, per cui lo lasciava fare e sorrideva quando lo vedeva all’opera. Anzi, a volte gli chiedeva di raccogliere gli zucchini, i pomodori, le cipolle, i cetrioli. E Giacomino correva contento a compiere il suo dovere. Quel giorno stava mettendo i fagioli dentro al cestino, quando vide un baccello particolarmente grande. Era addirittura enorme e la curiosità fu tanta che non resistette a sbucciarlo. Conteneva solo un seme, strano e quasi luminoso. Per l’emozione se lo fece scivolare a terra ed esso cadde nel terreno appena vangato. Lo cercò a lungo, ma non ne vide più traccia. Peccato, voleva mostrarlo alla mamma, ma non ci fu niente da fare: era proprio sparito.

Quella sera andò a letto molto presto e fece un sogno strano, così intenso e chiaro che gli sembrava veramente di viverlo in prima persona. Aprì gli occhi e si accorse che una soffusa luce verdastra entrava dalla finestra accostata. Si alzò, l’aprì e vide con grande stupore che quello che aveva appena sognato era proprio lì davanti a lui: un’enorme ed altissima pianta di fagioli spariva tra le nuvole rosate del cielo che si stava tingendo dei colori dell’alba. Fu più forte di lui e scese nell’orto. Toccò la pianta e si rese conto che era proprio reale e non un’immaginazione. Aveva un tronco gigantesco e contorto, pieno di foglie grandi e resistenti. Sembravano quasi formare una scala e Giacomino sentì un impulso irrefrenabile di salire verso l’alto. Proseguì speditamente ed in breve arrivò all’$altezza$ delle prime nuvole. Penetrò al loro interno e gli sembrò di essere cullato da batuffoli di cotone soffici ed accoglienti, in un silenzio irreale. Guardò verso l’alto e vide che il tronco continuava sempre più su, verso l’infinito. In quell’ambiente così strano si accorse di un’immagine sfocata ed un po’ annebbiata, ma sicuramente reale, che scivolava accanto a lui: un’altra pianta di fagioli correva parallela alla sua. Era anch’essa enorme e sembrava una scala.

Giacomino oltrepassò le nubi: attorno era tutto di un blu così intenso da sembrare quasi nero. Passarono ore, giorni, settimane, mesi forse. Magari anni o secoli. Giacomino non si rendeva più conto del tempo e continuava ad andare avanti foglia dopo foglia, seguendo la strada che la pianta gli indicava. Ogni tanto guardava la gemella della sua e si chiedeva: “perché?”. Una volta, mentre la scrutava attentamente vide che un ragazzo, che assomigliava terribilmente a lui, procedeva in verso opposto lungo il tronco, foglia dopo foglia. Mentre Giacomino stava salendo, l’altro stava scendendo o almeno così gli sembrava. Ma poteva anche essere il contrario … Si guardarono un attimo negli occhi, ma nessuno ebbe il coraggio di proferire parola. Facendo finta di niente proseguirono entrambi la loro salita (o discesa?), rimanendo però profondamente sconvolti. L’emozione di Giacomino si trasformò velocemente in turbamento, ansia, paura, ma soprattutto stupore e confusione. Chi era l’altro ragazzo? E perché assomigliava così tanto a lui? E dove si dirigeva quella pianta di fagiolo così simile alla sua? Tuttavia proseguì verso l’alto (o verso il basso?) e lo stesso fece il suo collega di viaggio.

Passò molto, molto tempo. Poi il tronco cominciò a diventare più sottile ed in breve cominciò ad ondeggiare. Era arrivato in cima (o in fondo?). Da lì a poco entrò nuovamente in un banco di nuvole soffici e vaporose e ne uscì in vista di un pianeta azzurro, verde e marrone. Fece un piccolo salto e scese al suolo. A pochi metri, enorme e contorto, c’era il tronco dell’altra pianta di fagioli che usciva dal terreno. Iniziò ad andare in giro e visitò paesi e città; incontrò gente di vari colori; vide macchine, treni, aerei; sentì radio, televisioni, lesse giornali. Poi decise. Con un piccolo salto salì sulla pianta dello sconosciuto viaggiatore e cominciò a salire (o a scendere?). Passarono nuovamente ore, giorni, settimane, mesi forse. Magari anni o secoli. Quando incontrò il ragazzo che gli assomigliava molto e che si muoveva sul “suo” fagiolo non ne fu assolutamente sorpreso. Si guardarono appena, sapendo benissimo cosa dovevano fare.

Giacomino attraversò le nuvole e alla fine giunse nel suo orto. Andò subito nella legnaia e prese la scure lucida e tagliente. In pochi minuti tagliò il tronco enorme e contorto della sua pianta. Non cadde, ma si librò nell’azzurro del cielo e scomparve tra le nubi rosate. Come si aspettava, lo stesso successe all’altra pianta che svanì in un attimo. Non andò mai più a raccogliere i fagioli nell’orto, inventandosi sempre una scusa …

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25 Commenti

  1. Non c’entra niente con il racconto ma vorrei segnalare un’altra imprecisione in una domanda di “chi vuole essere milionario”.
    La domanda era: tra le stelle nane quale di queste non esiste A. Nana Bruna. B. Nana di ghiaccio. C. Nana nera. D Nana di Vapore. Io ho pensato: non ho mai sentito la B e nemmeno la D. La risposta esatta secondo loro era Nana divapore.
    Allora ho fatto una ricerca ed ho scoperto che è chiamato Nana di ghiaccio un corpo che è una via di mezzo tra una cometa e un asteroide nel Sistema Solare, cosa c’entra con le stelle?
    Mi piacerebbe dire agli autori di quel programma di informarsi meglio prima di scrivere le domande.

  2. …. solo un piccolo contributo al volo….una morale, nel senso letterale di ammaestramento, non è evidente, cionondimeno sorgono immediati alcuni spunti di riflessione, basati su un’interpretazione di tipo introspettivo: l’incontro con sè stessi (o con il nostro alter ego?) in prima battuta è senz’altro destabilizzante, ma proseguendo nel cammino della vita si impare ad accettare e a gestire questo incontro… poi un quasi naturale ritorno alle origini e la scelta di lasciare per sempre nella dimensione celeste il rapporto con questo nostro/altro sè… una scelta come un’altra più condivisibile se all’altro diamo valore di alter ego, mooolto meno se nel bimbo incontrato individuiamo noi stessi.

  3. cara Paola,
    si, in fondo una linea interpretativa è proprio questa e più in generale la paura di se stessi, di qualcosa di troppo simile contro il bisogno di novità. E’ un vigliacco o un eroe potenziale? In ogni modo lo scopo era quello: ognuno può dare la propria interpretazione magari proprio leggendo nelle proprie aspirazioni. Comunque rimane solo un raccontino, niente di più…. Però lascia quell’aria di indecisione che era nelle intenzioni. Oppure, più banalmente, la delusione e la paura di un’altra terra (una può bastare…). A volte basta solo poter riflettere e pensare in un mondo che cerca di toglierci anche questa capacità…. 😥

  4. Sono daccordo con te Enzo e natutralmente anche con Paola.
    A leggere il raccontino, come lo chiami, ti resta in bocca un sapore strano, non brutto, non agro, solo così…un po’ strano, anche misterioso se vogliamo.
    Sicuramente un raccontino molto introspettivo, proiettato sulle umane paure, paure anche di se stessi.
    Un finale deciso però a ritornare se stessi, a tenere i piedi a terra.

  5. @ enzo
    cfr all’inciso “una (terra) può bastare”… ritengo che questa terra sia bella tanto che potrebbe anche esisterne più d’una… MA il vero problema dal mio punto di vista risiede nella sofferenza che provoca l’attegiamento distruttivo “per default” di tanti abitanti di questa terra, in coloro che sono portati invece per default a “costruire” anche semplicemente pensando o riflettendo …. ma tant’è… la vita, per come la conosciamo, è proprio questa, un continuo alternarsi di creazione e distruzione… a volte, spesso, mi dispero per questo… ma … dura lex sed lex… mi accontento di potermi imbattere di tanto in tanto in qualcuno intento a “costruire” così … per sentirmi meno “pesce fuor d’acqua”… 🙁 😉

  6. @ mario fiori
    …. non avevo visto il tuo commento… si un finale con i piedi per terra… ma con l’anima in cielo!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!! 😆 😆

  7. @Paola e Mario,
    mi sto accorgendo che era meno banale del previsto … 😉 e sono contento che faccia riflettere persone intelligenti come voi…. 🙂

  8. @Antonio e PER TUTTI !!!!!
    scusa non avevo visto il tuo commento. Quello che non capisco è che forse sarebbe più facile fare delle domande giuste che non solo e soltanto sbagliate… Che lo facciano a posta? Per gettare nell’ignoranza quei pochi che pensano di sapere qualcosa. Forse dovremmo scrivere…ma io una volta ho provato e sono rimasto – ovviamente- senza risposta. Tornando a noi. dunque è la prima volta che sento parlare di nana di ghiaccio…. Eppure …Ah… ecco ci sono!! Sono andato su msn encarta !!! Ancora più terribile….guardate la definizione che viene data:
    “Nana di ghiaccio Corpo celeste del sistema solare che presenta caratteristiche intermedie tra quelle di una cometa, quelle di un asteroide e quelle di un pianeta. Il termine è stato introdotto negli anni Novanta del Novecento per classificare oggetti che non rientravano in nessuna delle classi note; si tratta infatti di corpi relativamente grandi (più di un nucleo cometario), con una percentuale di ghiaccio troppo abbondante per essere classificati come asteroidi, ma di dimensioni non abbastanza grandi per poter essere considerati dei pianeti. Tali oggetti si trovano numerosi nella regione compresa tra l’orbita di Marte e quella di Saturno, vale a dire nelle zone dette nube di Oort e fascia di Edgeworth-Kuiper, sebbene il più grande di essi, Chirone, si trovi oltre l’orbita di Saturno.”
    Vi rendete conto di quanti strafalcioni sono compattati in poche righe! Giove non esiste. La nube di Oort è qui vicino a noi come la fascia di Kuiper. Oh Dio!! E poi i “centauri” sono diventati nani di ghiaccio … Ma chi le ha scritte queste porcate…. A questo punto non posso prendermela nemmeno con Jerry Scotti…. BISOGNA FARE QUALCOSA PER MSN ENCARTA … ci provo….
    A dopo 👿 👿 👿

  9. @TUTTI,
    niente non ci sono indirizzi email…Adesso capisco dove prendono le risposte per il milionario…E nessuno fa ricorso!!???
    ATTENZIONE: non andate mai più a cercare qualche cosa su MSN ENCARTA… è peggio del diavolo!!!!

  10. anche io avevo visto la puntata del milionario e ne avevo parlato ieri sera con Silvia lamentando la stranezza della domanda: anche io avevo trovato tutte le chiacchiere su asteroidi tipo Chirone, ma la domanda parlava di stelle nane
    Non so più se incavolarmi oppure lasciar correre (meglio la prima)…
    Ma è mai possibile?! Capisco i “lettori” del telegiornale che sparano stron…omiche notizie a vanvera, ma qui si parla di “esperti”…
    A questo manipolo di gente do un consiglio proveniente dal mio cuore romano-romanesco
    Si nun le sai le cose, salle !”
    che, al di là della nota pubblicità di Bonolis e Laurenti, significa: se le cose non le sai, fai in modo di saperle!
    Saggezza popolare!
    sorrisonanoghiacciato :mrgreen:

  11. Per Enzo
    La definizione che dà Encarta avrà anche numerose imprecisioni ma non parla di stelle quindi gli autori del milionario hanno comunque sbagliato a formulare la domanda inserendo la definizione “stelle nane”. Purtroppo non è la prima volta che succede.
    Grazie per l’attenzione e complimenti da parte mia che sono appassionato di questa materia per il vostro lavoro di divulgazione di una scienza affascinante che come abbiamo visto è molte volte maltrattata da parte degli organi di informazione.

  12. @enzo e @TUTTI
    Ho cercato “nane di ghiaccio” su google (che insisteva a farmi cercare “nave di ghiaccio”, scemo!) ed ho trovato in merito il testo del libro “SCIENZE, Il grande libro. domande e risposte”, pubblicato dalla GIUNTI Junior: per ragazzi sopra i 13 anni.
    Avessero scopiazzato da Encarta, invece ne hanno messo di proprio, eccome se ne hanno messo!
    Siamo a pag.21 nel capitolo “Stelle nane ed ultraviolette” (e già la dice lunga…) dove, dopo aver parlato di nane brune e nane nere ecco la descrizione che riporto integralmente (purtroppo non si poteva fare taglia-incolla… ho controllato: ho copiato bene parola per parola)
    “Le nane di ghiaccio indicano corpi celesti composti per la maggior parte di ghiaccio, ma troppo grandi per essere considerati delle comete e troppo piccole per essere pianeti. Gli studiosi suppongono che si tratti di nuclei di comete gigantesche che si trovano nella Fascia di Kupier o nella Nube di Oort. Alcuni ipotizzano che la stella possa uscire dalla propria orbita e portare scompiglio tra i pianeti. A causa del suo comportamento le è stato attribuito il nome di Cometa del Giorno del Giudizio.”
    Non sapevo se ridere o piangere…
    Certo che i ragazzi che leggono sta roba un domani magari decidono di emulare Jakob the Ripper o il mitologico Gregg Braden per tirare fuori altre stron…omiche notizie di fini del mondo a iosa.
    Oh no! Speriamo che Jakob non ci legga: altrimenti già lo sento…
    “Il mistero della Cometa del Giorno del Giudizio: gli scienziati hanno scoperto che…” e lì mi fermo.
    Ma no, non c’è pericolo: se Jakob ci leggesse farebbe una specie di harakiri e chiuderebbe la sua “trasmissione”
    sorrisodighiaccio 🙁

  13. @Antonio e Pier,
    si, siamo proprio ai limiti della …fantascienza. Al confronto i miei raccontini diventano saggi scientifici!! ma dove se le vanno a costruire. Qual’è la mente che sta dietro…Il Grande Scienziato. Non è che le domande le prepara proprio lui ….??!! Prima le inventa e poi le racconta…? 😈

  14. @Enzo e C. – L’errore umano, l’atteggiarsi a sapiente, il credere di sapere e non aver capito, sono cose che sono sempre esistite… e su questo penso non ci siano dubbi. Il problema è che qui l’ignoranza umana (nel vero senso letterale) si sta diffondendo a macchia d’olio, come un megavirus nei computer di mezzo mondo. Questa diffusione ciclopica è data purtroppo dai media che per primi sono, a dir poco, superficiali, ed in più si riempiono di … ignoranti, gente entrata non per capacità ma per ben altro.
    Con questo non penso assolutamente di essere un intelligentone, solo che non mi atteggio e non mi metto a confutare cose che non conosco (che sono peraltro tantissime).
    Comunque tra Grandi Fratelli, Jakob vari ed ora Grandi Scienziati , la vedo dura.

  15. grazie del tuo scorcio di cielo, caro Enzo, ne abbiamo tutti bisogno.
    Bisogno di trovare o ritrovare la ns vera essenza, la Verità, la parte maltrattata spesso negata di noi stessi e che corrisponde a quella parte del nostro Pianeta, di quella Terra, che molti vorrebbero abitata d’Amore e che invece è maltrattata, violentata oltraggiata, nello stesso modo che è oltraggiato l’Uomo e la sua dignità. Ma forse liberando quella parte alta e profonda che è a diretto contatto col Cielo e con Dio, noi ritroveremo la ns vera essenza, le ns vere radici.

  16. Dopo un weekend di assenza leggo solo ora…e menomale che ho letto!

    Ho visto anch’io la puntata della nana di ghiaccio e a volte la mia insicurezza mi fa davvero incavolare!!! Quando ho letto la domanda ho detto “sarà la nana di vapore che non esiste, anche se a dir la verità la nana di ghiaccio non l’ho mai sentita”…quando ha dato la risposta mi son detto “cavolo devo ricordarmi di andare a vedere cosa sia la nana di ghiacchio perchè non è possibile aver una lacuna del genere nel settore a me più caro!”

    Poi mi son dimenticato di controllare e fortunatamente me l’avete fatto tornare in mente voi…ma va se è possibile che il tanto rinomato “programma culturale” di oggi, anzichè insegnarmi delle nuove nozioni me le disinsegni e mi faccia sentire pure un asino facendomi credere di non sapere una cosa che in realtà sapevo!

    AAAAAAAHHHHH CHE NERVOSO!!! 😈

  17. e siamo fortunati che non abbiano identificato la nana di ghiaccio con una nana “bianca” …. il colore potrebbe essere lo stesso 😈 😈 :mrgreen: :mrgreen:

  18. @enzo
    leggo oggi un trafiletto dell’ANSA
    “ROMA, 31 MAR – Il satellite internazionale PAMELA potrebbe avere raccolto la prima evidenza concreta della materia oscura. Il risultato, pubblicato su Nature, si deve alla ricerca coordinata dall’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN) e condotta in collaborazione con l’Agenzia Spaziale Italiana (ASI). PAMELA ha visto un’abbondanza inattesa di positroni che potrebbe essere spiegata dalla presenza della materia oscura.”
    Confesso la mia totale ignoranza sulla materia oscura… 😳
    Però leggendo del satellite “PAMELA” ho sorriso per un attimo (anche perché la data era troppo vicina al 1° aprile…), ma effettivamente esiste! 😯
    Che ne pensi di questa notizia? E’ positiva oppure è da prendere con le molle?
    grazie!
    sorrisoanderson :mrgreen:

  19. @Pier,
    dovrebbe essere tutto vero, anche se non so ancora bene qual’è la scoperta…. sai, a volte, sembrano cose eccezionali e poi diventano scoperte limitate. L’ho sentito anch’io ieri al TG2 (!!??), ma sul sito ufficiale dell’INAF (istituto nazionale di Astrofisica) non se ne parla ancora… Aspettiamo, ma non credo abbiano ancora scoperto i neutralini, che dovrebbero essere le particelle unltrasimmetriche base della materia oscura…. E poi, sai che ptrebbe essere tutta una bufala se la forza di gravità non andasse esattamente con l’inverso del quadrato della distanza? Mamma mia, non si capisce più niente… Mi sa che i miei raccontini siano troppo “scientifici” …. 😯

  20. Vedo molti significati in questo racconto, e in certi aspetti mi riconosco in Giacomino. E’ un ragazzo di campagna, come lo sono stato io. E’ facile per un ragazzo di campagna sognare di viaggiare, di vedre e vivere in altri mondi. Il fagiolo magico, è solo un simbolo, forse una chiave che gli consente di andare su un ponte, che lo porterà in mondi che lui sogna. Non riesce a farla vedere a sua madre, comunque sarebbe stato inutile! Una madre è possessiva, se il suo bambino gli parla di andare a cercare altri mondi, cercherà sempre di dissuaderlo.
    Molti ragazzi nel passato sono partiti, per andare a cercare fortuna in altri mondi, anche attraversare l’Atlantico nei primi anni del secolo passato era come andare su un altro pianeta!, Molti sono andati, qualcuno non è più tornato, la maggior parte sono ritornati. Chi andava e chi tornava, erano simili, s’incontravano nei porti, ma se uno che stava tornando diceva : “Non andare! la, è quasi uguale a quì! resta!” era inutile! chi aveva deciso di partire non sentiva ragioni! voleva fare la sua avventura.
    Quando un ragazzo decide di prendere una strada, è inutile fermarlo! deve essere lasciato andare! perchè è giusto che percorra la strada che ha sognato.
    Poi il ragazzo sazio delle avventure di viaggio decide di tornare a casa sua! Incontra altri ragazzi che stanno partendo verso il mondo che lui ha lasciato, non dice niente a loro, sa che come ha fatto lui, anche loro hanno bisogno di fare il viaggio.
    La soria parla di un bambino, ma in fondo gli uomini sono dei bambini cresciuti, fisicamente.
    Uno può non smettere di sognare di ripartire per nuovi mondi, diversi da dove si vive, ma poi subentrano altri fattori! Uno si trova una compagna con cui divide la sua vita, si fa una casa, e non è per vigliaccheria, che non trova più la chiave per quel ponte! L’orticultura non c’entra niente….

  21. @Luigino,
    un’analisi meravigliosa e profonda. perfino meglio del racconto in sè. Beh, si. Ci sono tanti fagioli magici, alcuni utili, altri inutili. Ma bisogna comunque provare. Senza paura di distruggerli se è il caso. Così va il mondo e così andra sempre … 😉

  22. @ luigino
    immagine stupenda, un credo nella vita come esperienza in divenire, un esperienza comune eppure in fondo solitaria… complimenti! E in fondo l’importante è non smettere di sognare perchè a volte, aprendo gli occhi, possiamo intravedere dei piccoli scorci di sogno anche nella nostra realtà… a volte basta solo guardare con attenzione…. a volte solo lasciarsi un po’ andare ad un attimo di gioia inaspettata… 😉