Saturno e i suoi anelli – parte 5

In questa puntata parlerò di altri piccoli oggetti che ruotano intorno a Saturno, all’interno degli Anelli: si tratta di lune piccolissime, scoperte qualche anno fa, che sono state ribattezzate…

Gli scienziati NASA della Cassini, nei primissimi tempi della missione (2004) hanno scoperto l’esistenza di una nuova classe di piccole lune (minilune) all’interno degli Anelli di Saturno. Ritengono che ce ne possano essere anche 10 milioni solo all’interno di un solo Anello. Queste piccole lune potrebbero essersi formate al momento della formazione stessa degli anelli, come frammentazione di una luna più grande oppure potrebbero essere i residui di materiale provenienti dal disco originario di materia che ha dato origine a Saturno e alle sue Lune.

Analizzando le foto in alta risoluzione della sonda, gli scienziati hanno scoperto 4 deboli strisce doppie, a forma di “propeller” (propulsori di un aeroplano), in una zona altrimenti vuota dell’anello A.

Propellers scoperti

Sopra: i propellers scoperti

Prima della scoperta di questi oggetti, gli scienziati avevano trovato che le particelle componenti gli anelli (principalmente di ghiaccio) avevano dimensioni che andavano da 1 centimetro a qualche decina di metri. Poi hanno scoperto i satelliti Pan (grande 30Km) e Dafni (largo 7Km) ben all’interno degli Anelli ed ora questi propellers hanno un diametro di circa 100 metri. Come dicevo il numero di tali oggetti all’interno degli anelli è stimato in 10 milioni, in base a statistiche effettuate in piccole aree dell’Anello A ed estrapolandole a tutto l’Anello ed è stato calcolato che la fascia di minilune si estende radialmente per 3000 km all’interno dell’Anello A, appena 1/80° della larghezza del sistema di Anelli stessi.

Gli scienziati sono convinti che la scoperta di questi propellers collochi Pan e Dafni tra gli oggetti più grandi tra quelli presenti tra gli Anelli: sappiamo che queste lune generano larghe fasce vuote tra gli Anelli, mentre al contrario le minilune non hanno sufficiente massa per generare fasce prive di materiale, ma ne creano una parziale, centrata sulla piccola luna e a forma di propulsore di un aeroplano (da cui il nome di “propeller“) una prima e una dopo rispetto alla miniluna. Il tutto era stato già teorizzato e si erano ottenute queste configurazioni tramite simulazione su computer, ma finora non erano mai state trovate.

Particolare dell’anello A

Nella foto a fianco vediamo un particolare dell’Anello A: a parte la struttura veramente stupenda degli anelli con sub-anelli che si infittiscono in zone poste a particolari distanze da Saturno in risonanza con i satelliti, in questa immagine vediamo tantissime strisce più chiare create da altrettanti propeller!!

Ulteriore dettaglio dell’anello A

Nella figura successiva invece vediamo un altro particolare stupendo dell’Anello A, fotografato nell’agosto 2005, durante un’occultazione della stella Antares , α Scorpi, il punto luminoso in alto al centro. In questa foto si notano parecchi punti luminosissimi, che sono però degli artefatti dell’immagine e perciò non veri, mentre si riconoscono delle deboli strisce grigie doppie che sono ancora una volta i propeller.

Ingrandimento di un propeller

Ancora un’immagine, dove ho riportato l’ingrandimento di un propeller ripreso durante l’occultazione già citata. La parte inferiore della foto è addirittura fantastica: si vede un propeller appena al di fuori della Enke Gap. Lo straordinario è che al centro si vede addirittura la piccolissima luna seguita e preceduta da quegli accumuli di materiale più chiaro che oramai conosciamo bene!

Ma le righe chiaro scure orizzontali, vi domanderete? E’ presto detto! Non sono altro che zone della Enke Gap indotte dal moto della luna Pan: sono vere e proprie bande composte da differente materiale e quindi con potere riflettente diverso, create dall’attrazione gravitazionale di Pan, grazie a risonanze di ordine elevato con il periodo del satellite.

particolare dell’anello F

Passiamo ad altro argomento e vediamo la figura, che rappresenta due foto scattate a distanza di 8 minuti l’una dall’altra: in questo caso vediamo l’aspetto mutevole dell’Anello F ed in particolare un oggetto più vicino a Saturno (e perciò più veloce), nettamente staccato dall’anello F, che è quello più esterno e lento: gli scienziati stanno studiando questi gruppi di oggetti da più di due anni, ma non sono ancora in grado di stabilire se si tratta di piccole minilune permanenti oppure aggregazioni transitorie di materiale, cioè destinate a scomparire o a trasformarsi in qualcos’altro nel volgere di qualche rotazione attorno al pianeta.

Fase di Dione

L’ultima foto invece è di febbraio di quest’anno e mostra Dione in una fase veramente piccola, con il Sole quasi in congiunzione superiore. Si vede lungo il terminatore una serie di crateri, che danno un aspetto inconsueto alla foto, che solo vagamente ne ricorda una analoga della nostra Luna, quando è prossima alla Luna Nuova: la differenza è proprio il dettaglio dei crateri, che con la luna non si vedono, a causa della presenza della nostra atmosfera e della forte luce del Sole nelle vicinanze.

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3 Commenti

  1. Più ci addentriamo in questo mondo fatato che è il sistema di Saturno e più rimaniamo a bocca aperta dallo spettacolo che ci da’ e da quanto è stato scoperto.
    Quindi ci sono anche delle mini-mini lune a regolare l’equilibrio degli anelli del meraviglioso pianeta, delle rocce più grandi che creano striature piccole ma marcate negli anelli stessi.
    Non chiuderà, mi auguro, la missione Cassini, almeno fino a quando motori e strumenti reggono.

  2. Ho notato che Saturno in alcune foto è abbastanza obliquo, confrontando gli anelli con le strisce colorate del pianeta, l’inclinazione è in asse, ossia gli anelli si inclinano con il pianeta. La mia domanda è: La visuale di Saturno obliquo è dovuta ad una inclinazione della Terra o anche Saturno si inchina al cospetto di Re Sole ? grazie ciao.

  3. @mauro
    il sistema di anelli è praticamente posto sul piano equatoriale di Saturno, quindi segue l’inclinazione del pianeta: questa è un po’ più grande di quella terrestre (27° invece di 23°) e questo comporta che da terra gli anelli si vedano di taglio, poi sempre più aperti poi di nuovo di taglio poi aperti nel verso opposto per tornare di nuovo di taglio, il tutto in ben più di 29 anni.
    Calcola poi che le foto della sonda Cassini sono riprese da molto più vicino che non dalla terra e sotto angolazioni assolutamente differenti da quelle ottenibili qui da noi: ecco perché si vedono anelli a tutto campo con l’ombra sottile oppure anelli di taglio e grandi ombre. Tutto dipende dalla posizione in cui si trova la sonda, in orbita ottorno al pianeta gassoso con un’orbita inclinata, che le ha permesso di fotografare anche i poli (prossimamente ne parlerò in un articolo).