Il metano di Marte: un passo verso la vita?

Lo studio approfondito del metano su Marte sembra aver escluso la possibilità che esso sia stato portato sul pianeta rosso dalle meteoriti. Questo risultato dà nuovamente forza alle teorie che prevedono una possibile vita biologica.

Il metano ha una vita relativamente breve su Marte, non più di qualche centinaio di anni. Esso, infatti, sparisce a causa delle reazioni chimiche che avvengono nell’atmosfera sotto l’effetto della luce solare. Tuttavia, è stato provato che il metano viene costantemente rimpiazzato attraverso qualche fonte sconosciuta. Fino a poco tempo fa si pensava che questa fonte fossero le meteoriti, che entrando in atmosfera si riscaldano, rilasciando vari gas, tra cui proprio il metano. Facendo i calcoli, però, si è visto che si otterrebbe un livello di gas estremamente più basso di quanto osservato. Esperimenti condotti in laboratorio hanno mostrato che nelle condizioni attuali di pioggia meteoritica si produrrebbero non più di 100 chili di metano, ben lontani dalle quasi 300 tonnellate necessarie per mantenere l’attuale situazione presente in atmosfera. Studi precedenti avevano anche escluso la possibilità che provenisse da attività vulcanica.

concentrazioni di metano presenti nell’atmosfera di Marte.

Nell’immagine si vedono molto bene le concentrazioni di metano presenti nell’atmosfera di Marte.

Al pari di un giallo, si stanno scartando uno a uno tutti i possibili “colpevoli”. Si spera adesso che ne rimanga solo uno: quello forse più atteso e sperato. Infatti, i nuovi studi lasciano aperte solo due possibilità per spiegare l’abbondante e continua presenza di metano: o una reazione chimica tra rocce vulcaniche e acqua, oppure i processi metabolici di microorganismi. Non sarebbero proprio gli “omini verdi”, ma sempre qualcosa di estremamente importante!

Una piccola considerazione finale: non è che si scopre di più su Marte osservandolo da terra e con intelligenti esperimenti di laboratorio? Sicuramente si spende di meno… Ma questa è una vecchia storia!

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5 Commenti

  1. caro enzo sarebbe davvero un colpo grosso sapere che il metano abbia origine biologica….
    cmq una ricerca di questo genere dovrebbe essere fatta sul luogo del delitto non da terra secondo me.
    speriamo di essere fortunati.

  2. rileggendo l’articolo stavo pensando a precedenti commenti su un altro articolo riguardo le mucche marziane :mrgreen:

  3. Credo che, fin quando rimarremo ad osservare questo ed altri fenomeni da postazioni terrestri, difficilmente avremo qualcosa che vada al di là delle congetture (a meno che, come in questo caso, il pianeta rosso non intenda “darci una mano”, magari dando inizio ad una nuova era di attività geologica,escludendo, quindi, un’origine biologica del fenomeno (escludendola?).. C’è che crede, infatti, che Marte non sia geologicamente morto, ma che, periodicamente, i vulcani si risveglino, ogni volta, però, con meno energia)..

    E’ triste davvero pensare che le esplorazioni spaziali (umane) abbiano avuto quell’impulso (quasi) solo per “esigenze muscolari” fra USA e URSS 🙁

  4. mi sa che alla fine la competizione potrebbe veder coinvolti cina, giappone, india o altre “nuove leve” … La NASA mi da l’impressione di un vecchio baraccone burocratico, dove i più fanno gli statali solo per lo stipendio e ben pochi lo fanno per passione, giusto quelli i cui progetti danno risultati. Anche se devo ammettere che l’agenzia americana ha una vastità di progetti su quasi ogni faccia dello scibile….